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SENEGAL: L’ambizioso progetto “WEFE Senegal” per la valorizzazione del fiume Senegal

Quattro paesi dell’Africa Occidentale al centro di una nuova sfida: creare sviluppo virtuoso, durevole e rispettoso dell’ambiente

Il fiume Senegal, con i suoi 1600 chilometri, rappresenta uno dei principali corsi d’acqua dell’Africa Occidentale, attraversando ben quattro paesi: Guinea, Mali, Mauritania e Senegal, paese da cui prende il nome. Milioni di persone vivono grazie a questo fiume, utilizzandone l’acqua per irrigare i campi orticoli, inondare le risaie o abbeverare gli animali, producendo energia elettrica grazie alle dighe lungo il suo corso, o, semplicemente, utilizzandolo come fonte per dissetarsi.
Si stima che la popolazione rivierasca sia di circa 7 milioni, ma le proiezioni demografiche indicano come entro il 2030 tale popolazione potrebbe addirittura raddoppiare.

Per valorizzare la risorsa idrica, combattere la degradazione ambientale lungo il bacino del fiume e garantire alle comunità una vita dignitosa e la possibilità di migliorare l’accesso alle risorse, la Cooperazione italiana si è fatta promotrice assieme all’Unione Europea del Programma WEFE Senegal (Programme d’appui à la gestion des ressources en eau et du Nexus eau-energie-agriculture dans le bassin du fleuve Senegal). Il programma prevede un dialogo costante tra AICS ed il Centro Comune delle Ricerche della Commissione europea (che ha sede a Ispra, Varese), istituzione che fornisce supporto tecnico e scientifico al fine di programmare e implementare attività di studio, monitoraggio e intervento nei quattro paesi interessati.

 

Gli interventi sono coordinati in linea con le strategie di intervento dell’OMVS, Organization pour la Mise en Valeur du fleuve Senegal, un’organizzazione internazionale con sede a Dakar, deputata alla gestione, al monitoraggio e alla valorizzazione della risorsa idrica di questo bacino transnazionale. L’azione, finanziata dalla Commissione Europea, è accompagnata da un cofinanziamento italiano che ha come scopo quello di rafforzare l’impegno italiano a livello regionale. A partire dal 2019, la gestione del Programma è passata integralmente dal MAECI ad AICS.

Un progetto a vocazione ambientale, basato su un costante dialogo con le istituzioni dei quattro paesi e le organizzazioni internazionali che fanno, della tutela del bacino, la loro missione e area di intervento. Trattare di questioni ambientali necessita di un significativo impegno di integrazione tra obiettivi e bisogni spesso tra loro antagonisti. La fragilità degli ecosistemi e i bisogni delle comunità che vi vivono fanno emergere spinte contraddittorie, bisogni inconciliabili, incomprensioni e difficoltà di analisi e di intervento. Per questo motivo, il progetto ha la sua radice in un’idea, tanto semplice concettualmente quanto difficile nella sua realizzazione: far emergere e sostenere nei processi decisionali e nelle coscienze delle comunità locali e istituzionali, un legame (Nexus) programmatico e fattuale, volto all’identificazione di soluzioni e azioni integrate e sviluppate attorno ai quattro assi di intervento Acqua-Energia-Cibo-Ambiente, capaci di coniugare la tutela ambientale con lo sviluppo socio-economico locale e, nel contempo, di soddisfare le esigenze dei differenti utilizzatori.


La vita di un fiume è complessa e la ricaduta del mutare di uno di questi assi sugli altri ha conseguenze che spesso sfuggono ad un’analisi esclusivamente focalizzata su uno di essi. Una bassa salinizzazione delle acque, ad esempio, favorisce lo sviluppo dell’agricoltura irrigua in paesi dove la sicurezza alimentare è ancora precaria, ma contemporaneamente altera la flora e la fauna del fiume. Grandi installazioni quali dighe e bacini idrici favoriscono l’accumulo d’acqua per il consumo umano nelle grandi città e di energia per le immense periferie dei paesi rivieraschi, ma al tempo stesso fanno aumentare l’incidenza di malattie come la malaria o riducono il naturale deflusso delle acque necessario al mantenimento dell’ecosistema rivierasco e delle attività antropiche ad esso connesse. Dove trovare il compromesso? Cosa sacrificare in questo equilibrio precario dove sembra che tutti, uomo e ambiente, stiano perdendo qualcosa?

Per rispondere a questi interrogativi entra in gioco il valore del sapere scientifico, fondamentale nella ricerca di percorsi di sviluppo virtuoso, durevole e rispettoso dell’ambiente. In questo dialogo, tutti gli attori coinvolti sono chiamati ad uno sforzo di comprensione della risorsa fiume e della fitta rete di interconnessioni sociali e ambientali ad essa legata, e di come, la conoscenza di quest’ultima, debba orientare i comportamenti e le azioni di chi opera o vive sul bacino. AICS, con la sua vasta conoscenza dei contesti locali e l’esperienza accumulata si propone quindi di facilitare il dialogo tra decisori istituzionali e comunità locali, per permettere alle popolazioni che vivono lungo il fiume di condurre una vita degna in un’ottica di sviluppo economico e ambientale di lunga durata.

 

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