Albania, lungo la via dei laghi tra natura e comunità
Con il progetto “Laghi d’Albania”, la Cooperazione italiana sostiene un turismo sostenibile che valorizza territori, risorse locali e nuove opportunità di sviluppo.
C’è un’Albania che si scopre lentamente, seguendo il ritmo dei suoi laghi e delle comunità che li abitano. È qui che il progetto Laghi d’Albania, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale tramite l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e realizzato con partner come COSV, VIS e AITR, promuove modelli di turismo sostenibile e inclusivo, capaci di generare reddito e allo stesso tempo tutelare ambiente e identità locali.
Nord: Scutari, il lago e le valli del Kelmend
A nord, l’area di Scutari è uno dei punti chiave del progetto. Sul lago più grande dei Balcani, le acque basse e calde d’estate fanno da sfondo a nuove forme di turismo lento. Qui opera Drini Times, centro di tour in barca e sport acquatici nato sulle rive di Shiroka. Grazie al supporto della Cooperazione italiana, l’attività ha potuto dotarsi di nuove attrezzature, tra cui SUP (Stand Up Paddle) con sedute, migliorando qualità e accessibilità delle esperienze. “Oggi possiamo accogliere i visitatori in modo più organizzato, ma sempre nel rispetto del lago e della sua biodiversità”, racconta Drini, che limita i gruppi per proteggere un ecosistema fragile tra ninfee e specie autoctone come il martin pescatore.
Sempre lungo il lago si sviluppano nuove iniziative legate al benessere, come Bee Healthy, che propone esperienze di apiterapia: piccole strutture in legno collegate alle arnie, attraverso cui i visitatori possono inalare l’aria dell’alveare, ricca di essenze naturali di salvia e lavanda, con benefici per le vie respiratorie. Un esempio concreto di integrazione tra risorse naturali e sviluppo locale.
Il progetto ha contribuito anche alla valorizzazione di siti naturali come Syri i Sheganit, una risorgiva carsica di estrema bellezza e rarità, resa più accessibile grazie a segnaletica e pannelli informativi che guidano il percorso per raggiungerla e ne raccontano le origini. Nelle aree rurali, l’accompagnamento delle organizzazioni locali, come il VIS, si traduce in opportunità per le famiglie: è il caso di Kantina Mani, dove produzione agricola, accoglienza e ristorazione convivono, in un’esperienza completa che unisce il vino, con i prodotti del territorio in una formula di agriturismo e campeggio.
Più a nord, nelle valli del Kelmend fino a Tamara, l’iniziativa accompagna le comunità nello sviluppo di un’accoglienza diffusa. Nella guesthouse Sofra e Kelmendit, il supporto al miglioramento dei servizi contribuisce a rafforzare un modello di ospitalità legato ai prodotti locali e alla tradizione. “Accogliamo i viaggiatori come a casa, con ciò che produciamo qui”, racconta Lucie la proprietaria, testimoniando un turismo che resta radicato nel territorio.
Sud: Pogradec, Ohrid e Prespa
Nel sud, il progetto trova un altro centro strategico nell’area di Pogradec, tra il lago di Ohrid e il Prespa. Qui gli interventi hanno reso accessibili territori poco conosciuti come Mokra, attraverso percorsi e pannelli informativi che guidano i visitatori tra paesaggi naturali e siti archeologici come le tombe reali di Selca e Poshtme, uno dei complessi funerari più rilevanti dell’area balcanica.
Lungo il lago di Ohrid, tra i più antichi d’Europa, la tutela delle risorse si unisce con le attività tradizionali. Il pregiato pesce Koran, specie endemica, è al centro di una pesca regolamentata che coinvolge circa 220 pescatori locali, garantendo sostenibilità e continuità economica.
Accanto alla valorizzazione del territorio, il progetto sostiene la crescita di piccole imprese. È il caso della birra artigianale Gjyshit, fondata da Etien Zeka, che ha trasformato una tradizione familiare in attività imprenditoriale. Grazie al progetto, il birrificio ha introdotto nuove attrezzature, tra cui una spillatrice per la mescita diretta, riducendo sprechi e consumo e smaltimento di vetro e imballaggi. “Abbiamo migliorato il processo produttivo restando fedeli a una birra locale e sostenibile”, spiega.
Nel vicino villaggio di Gurishta, la Kantina Çeço rappresenta un altro esempio di sviluppo legato alla filiera corta e alla valorizzazione dei vitigni locali, come le uve autoctone, che producono Pamid e il prestigioso Lyhnid (un vino rosso di alta qualità).
Nel Parco Nazionale di Prespa, un’area protetta di oltre 27.600 ettari nota per la sua straordinaria biodiversità: fino all’isola di Maligrad, la tutela della biodiversità si accompagna a nuove opportunità per le comunità, in un equilibrio tra conservazione e valorizzazione delle risorse naturali, culturali e umane.
Il progetto Laghi d’Albania si è concluso a marzo, dopo un percorso durato tre anni di lavoro, in cui il turismo è diventato strumento di sviluppo e le comunità locali protagoniste un po’ alla volta del proprio futuro.
