Storie che uniscono: debutta a Dakar il Ciné Ndogou dedicato a salute mentale e inclusione
Da mercoledì 4 marzo a domenica 15 marzo, prende il via il Ciné Ndogou a Dakar, un nuovo appuntamento culturale sostenuto dalla Cooperazione italiana, pensato per portare nei quartieri della capitale non solo un film, ma un momento di comunità, ascolto e condivisione durante le sere del Ramadan.
Al centro del programma c’è “The Madness Coach” (L’entraîneur des fous), un film che segue da vicino la storia di Malick Biteye, allenatore ed educatore che ha trasformato il calcio in un autentico gesto di cura. Il racconto nasce nei campi di Dakar, dove Malick ha creato una squadra formata da persone con che affrontano difficoltà legate alla salute mentale, offrendo loro un luogo di fiducia e rinascita. Alcune immagini girate in Italia arricchiscono il film dando uno sguardo più ampio al suo percorso umano e professionale, ma è la sua storia quotidiana, radicata nel territorio e nella comunità, a rappresentare il cuore pulsante dell’opera.
La sua squadra non è solo un gruppo sportivo: è uno spazio di dignità dove ognuno può sentirsi accolto senza etichette. Il film ne restituisce il cuore con una delicatezza rara: non cerca effetti speciali, non costruisce eroismi, ma mostra la forza dei gesti quotidiani, lo sguardo che comprende, la mano che sostiene.
Una storia che aveva già emozionato durante il TEDx Fann di novembre 2025, organizzato in collaborazione con la Sede AICS di Dakar. In quell’occasione, il racconto di Malick aveva riaperto una conversazione necessaria sulla salute mentale, uno dei temi più urgenti e spesso più silenziosi della nostra contemporaneità. Lo sport, in questa prospettiva, diventa strumento di inclusione, accesso e crescita condivisa.
Con Ciné Ndogou, questa conversazione si sposta nei quartieri e incontra le comunità. Dopo ogni proiezione, momenti di dibattito permetteranno di parlare apertamente di salute mentale, disabilità, sport e inclusione, creando uno spazio dove le domande possono emergere e le esperienze possono essere ascoltate.
Ogni proiezione sarà inoltre accompagnata dalla tradizionale rottura del digiuno, un gesto semplice e profondamente simbolico, che apre allo scambio e avvicina le persone.
Interverranno Malick Biteye, Ibrahima Giraux (professore e psicologo), Fatou Khouma (psicologa ed esperta in salute mentale e sensibilizzazione comunitaria), favorendo un confronto ricco e partecipato.
La serata di chiusura vedrà anche la presenza del regista Carlo Liberatore, che racconterà il viaggio umano e cinematografico che lo ha condotto tra Italia e Senegal per dare voce a questa storia straordinaria.
In un mese in cui la condivisione assume un significato ancora più profondo, il primo Ciné Ndogou vuole essere più di un evento: un ponte tra culture, un invito a guardare l’altro con più attenzione e gentilezza, un’occasione per non dimenticare l’importanza di restare umani.
