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Egitto, protezione dei bambini di strada e delle giovani donne nella grande Cairo

Nella grande Cairo ci sono 56 istituti supportati dal Ministero della Solidarietà Sociale Egiziano e dai donatori internazionali dove molteplici ONG si occupano di protezione ed integrazione dei minori in strada e/o in situazioni a rischio e delle giovani donne. Attraverso la terza fase del programma Italo-Egiziano di Conversione del Debito sono finanziate due ONG Hope Village Society e Masr el Mahrousa Baladi Association che lavorano in due di questi centri

Giza, uno dei distretti più popolosi del Cairo, un crocevia di persone, macchine, pecore, polvere, immondizia, e anche tante piccole ombre, tanti bambini che vivono e si sentono sicuri, quasi abbracciati in questo caos che li circonda. Bambini che sono stati abbandonati dalle famiglie perché non in grado di provvedere al loro sostentamento, bambini che hanno famiglie problematiche o situazioni di insicurezza economica che nella strada cercano una fonte di sostentamento. La strada che diventa un luogo dove nuove regole si creano e si distruggono, dove questi bambini e bambine nel trovare protezione vanno incontro troppo spesso ad abusi, privazioni, violenze.

La legge egiziana non prevede l’adozione per minori a rischio, abbandonati, in strada e/o con situazioni problematiche in famiglia. Il sistema di affidamento proposto dal Ministero di Solidarietà Sociale per proteggere i minori e integrarli nella società propone diverse possibilità in base al caso specifico di problematicità/rischio. Questa strategia è stata inserita come programma all’interno delle politiche sociali nazionali attraverso un lungo processo di awareness e advocacy effettuato dalle ONG locali tra cui la leader è stata proprio Hope Village Society. Per i bambini di strada dall’inizio degli anni novanta vi sono diverse unità mobili che servono come primo contatto con i minori, dando loro la possibilità di avere un pasto caldo e una prima assistenza medica se necessaria. Dopo di che vi sono i centri diurni, chiamati club, dove bambini, bambine di strada e giovani madri possono spendere le loro giornate giocando, frequentando corsi di arte e musica, di alfabetizzazione. In questi club i bambini hanno anche un pasto caldo, acqua calda e, se necessario, vi è la possibilità di usufruire di un consulente famigliare e psicologo.

 

 

I centri di accoglienza temporanei sono una fase intermedia di riabilitazione, sostegno piscologico dove alcuni di questi bambini e bambine potranno poi tornare dalle famiglie d’origine. Anche qui i bambini e bambine godono di pasti caldi, corsi di formazione, danza, musica ed arte. Nei centri d’accoglienza permanenti i bambini e le bambine che hanno raggiunto un certo stadio di riabilitazione e stabilità hanno la possibilità di andare a scuola, partecipare a corsi e workshop, gite e attività quotidiane che dovrebbero essere la normalità nella vita di un bambino/a.

Le ONG egiziane Hope Village Society e Masr el Mahrousa Baladi Association, come tutte le altre, hanno come obiettivi quello di portare i bambini e bambine che vivono in questi centri d’accoglienza diurni, temporanei o permanenti ad essere indipendenti, empowered, di essere riconosciuti come attori importanti nella società ed essere integrati come pari.

 

 

L’ONG egiziana Masr el Mahrousa Baladi Association attraverso il loro progetto “Protezione dei bambini a rischio nella Grande Cairo” mira a proteggere e rafforzare lo status dei minori in difficoltà e a rischio che risiedono in 4 Centri di Accoglienza del governatorato di Greater Cairo, gestiti dal Dipartimento per la Difesa Sociale del Ministero della Solidarietà Sociale. L’iniziativa contribuisce al rafforzamento istituzionale dei centri migliorando la loro operatività e le loro infrastrutture e rafforzando le competenze del personale. Di conseguenza, un ambiente più sano, servizi migliori e nuove opportunità sono garantite ai minori stessi.

In uno dei loro centri abbiamo assistito alla cerimonia di chiusura del progetto, tante bambini e giovani donne ci hanno accolto in quella che loro chiamano casa, ci hanno mostrato i loro gioielli, disegni, e ceramiche realizzate durante i workshop proposti dal progetto. Nel centro di accoglienza vivono 50 bambine e giovani donne dai tre ai 18 anni che hanno beneficiato delle attività del progetto tra cui corsi di danza, musica ed arte, gite, training per cucito e ceramica. Anche gli assistenti sociali e gli amministratori hanno potuto favorire di training ad hoc per migliorare le loro conoscenze e metodologie pedagogiche. Una delle problematiche che hanno espresso i coordinatori del centro è la difficoltà di inserire queste ragazze nel mondo del lavoro e trovare assistenti sociali che siano motivati e preparati per lavorare con situazioni di disagio psicologico e sociale. Questa ONG diventa una sorta di famiglia adottiva per le ragazze e le segue anche dopo il compimento del loro diciottesimo compleanno permettendo loro di avere una dote se si vogliono sposare, o una borsa di studio nel caso vogliano continuare a studiare. Molte delle ragazze rimangono poi a lavorare nel centro di accoglienza come assistenti sociali e/ o coordinatrici.

 

 

Il secondo progetto visitato è il centro diurno di Giza “Protezione di bambini di strada e giovani donne vulnerabili” gestito dalla ONG egiziana Hope Village Society. Il progetto ha una durata di tre anni e si completerà a marzo dell’anno futuro. Il progetto mira a supportare un programma comprensivo per migliorare la qualità e l’efficacia dei servizi delle ONG per i minori di strada, oltre che ad aumentare la qualità della vita e le opportunità delle giovani madri di strada. In questo ambito, l’ente esecutore istituisce a Giza una nuova filiale per le giovani madri di strada e le ragazze di strada composta da un’unità mobile, un centro diurno e due laboratori per la formazione. La filiale si occupa di provvedere i minori di strada con servizi quali derrate alimentari, vestiti, check-up medici, sedute psicologiche e formazione professionale.

Il lavoro di Hope Village Society in Egitto risale agli inizi dei gli anni 80, questa ONG è stata la pioniera nel far riconoscere il problema dei bambini di strada e nell’affrontarlo attraverso un lavoro constante di ricerca sul campo per capire le problematiche di questi bambini e famiglie. Inoltre attraverso un lento processo di advocacy durato anni, Hope Village Society ha portato nel 2008 il governo egiziano ha modificare la legge per le giovani donne madri non sposate, permettendo a queste di riconoscere il figlio con l’aiuto di uno sponsor e di poterlo crescere senza doversi vedere privata del figlio ed evitando di essere inserita in un centro di correzione. Un’altra componente interessante nel progetto di Hope Village Society e del nuovo centro diurno di Giza è la presenza di un programma di micro credito che al momento vede impegnati 281 beneficiarie nella realizzazione di piccoli business domestici. La responsabile, ci assicura che tutte le donne ripagano il prestito ogni mese e hanno un buon guadagno per la famiglia e per poter quindi investire sui propri figli con una maggiore indipendenza.

 

 

I sorrisi di questi bambini e bambine possono solo essere alimentati, la loro ricchezza è un inno alla vita. Le nuove generazioni, i bambini sono il futuro di un paese, investire in loro è fondamentale, riconoscerli, proteggerli ed integrarli è un dovere di ognuno di noi.

Dr. Abla, la direttrice di Hope Village Society, ci ha saluta dicendo: -‘ i bambini di strada e le giovani donne madri non sono più invisibili, esistono bisogna capire le loro problematiche per poter poterle affrontare, la strada è ancora lunga per cambiare la mentalità della società e quindi per accoglierli ed integrarli pienamente nel sistema, awareness ed advocacy sono i nostri strumenti’-.

 

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