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Sudan: Campagna nutrizionale a Khartoum Su 42 milioni di abitanti 5.5 milioni persone soffrono di malnutrizione.

L’ Italia è in prima linea in Sudan, per fronteggiare la malnutrizione delle donne in stato di gravidanza e di bambini sotto i cinque anni d’età e per contribuire a migliorare il sistema sanitario del Paese, affinché la maggior parte della popolazione abbia un adeguato stato di benessere.

Negli ultimi 12 mesi una serie di concause hanno determinato un rapido deterioramento dei già precari livelli di sicurezza alimentare della popolazione sudanese. La parziale rimozione dei sussidi alimentari, la grave crisi economica e valutaria in corso, la scarsa disponibilità di carburante e l’inizio anticipato della stagione delle piogge hanno indebolito gravemente la produttività del settore agricolo. La produzione dei due cereali più consumati – sorgo e miglio – si è contratta del 40% rispetto al 2016 e parallelamente i prezzi sono più che raddoppiati . A giugno 2018 è stato registrato un incremento pari al 63% rispetto all’ottobre 2017 nei livelli di insicurezza alimentare che riguarda 6,2 milioni di persone, che potrebbero diventare 10,5 nel caso l’attuale crisi economica non dovesse arrestarsi.

Particolarmente gravi sono le ripercussioni di tale situazione in età infantile; la forma di malnutrizione più diffusa in Sudan è lo stunting,(ritardo nella crescita) di cui soffre il 38,2% dei bambini al di sotto dei 5 anni (5.5 milioni di persone soffrono di malnutrizione di cui 2.2 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni). In Sudan circa 550.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta (SAM) e sono a rischio di morte1.

L’ accordo firmato con il Dipartimento della Salute della Madre e del Bambino del Ministero della Salute per l’avvio della raccolta dati sullo stato di malnutrizione nel Paese che darà per la prima volta una fotografia reale della situazione sudanese. L’indagine verrà condotta attraverso la metodologia del campionamento spaziale semplice (Simple Spatial Survey Method – S3M).

L’ Italia – nominata Lead Donor Convener nell’ambito del Movimento globale Scaling Up Nutrition (SUN), a testimonianza della riconosciuta credibilità sul ruolo che la Cooperazione Italiana ricopre in Sudan – svolge un ruolo importante.

Il Titolare della Sede, Vincenzo Racalbuto, introduce cosi la campagna informativa educativa (awarness) che si è svolta a inizio dicembre (3-4-5 dicembre) – nei quartieri più poveri della capitale Dar El Mustakbal, Mayo e Dar El Salam – insegnando alle giovani mamme a cucinare alimenti ad alto valore nutrizionale (farina di sorgo e pasta di arachidi) con prodotti locali all’insegna dello slogan “Cook Safely, Eat Healthy”. La campagna – realizzata dalla sede AICS con il coinvolgimento della ONG OVCI – ha richiamato il concetto della cosiddetta “fame nascosta” dovuta alla carenza di calorica che non permette di garantire buone condizioni di salute e di crescita nei bambini e normali funzioni fisiche negli adulti. La promozione alla corretta alimentazione ha valorizzato ancora una volta l’impegno italiano nel raggiungere il terzo obiettivo sostenibile del millennio “ Fame Zero entro il 2030” volto a migliorare lo stato nutrizionale, la crescita, lo sviluppo e la salute dell’ individuo.

A ICS Khartoum – ricorda il titolare – è in linea con quanto auspicato durante l’ ultima  manifestazione “Seeds and Chips” in cui il tema della sicurezza alimentare e della nutrizione sono stati individuati come un asse prioritario. Il nostro compito aggiunge Vincenzo Racalbuto e quello di realizzare progetti di sviluppo coerentemente al ruolo ricoperto dall’Italia in Sudan nell’ambito del Nexus – oramai avviatosi verso il triple Nexus, secondo una strategia di transizione da aiuto umanitario a sviluppo a sicurezza – attraverso interventi integrati con gli obiettivi degli SDG e di lotta alla povertà.

 

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