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AICS BEIRUT: Contributo italiano a Unhcr per l’assistenza sanitaria

L’accesso all’assistenza sanitaria di base e alle cure secondarie e terziarie è uno dei bisogni fondamentali dei rifugiati siriani presenti in Libano.

di Mauro Pompili

Rispetto ad altri gruppi, i rifugiati necessitano spesso di un’assistenza sanitaria specifica, poiché il loro benessere fisico ed emotivo è influenzato negativamente da spostamenti frequenti e condizioni di vita sfavorevoli. Sebbene in Libano sia disponibile un’ampia rete di fornitori di servizi sanitari e il governo abbia permesso ai rifugiati di accedere al sistema sanitario nazionale, la vulnerabilità economica costituisce un importante ostacolo per i rifugiati, in particolare quando si rende necessario un ricovero ospedaliero. I servizi sanitari in Libano sono in gran parte privatizzati e i costi sono a carico degli utenti.
Dal 2018, la Cooperazione Italiana contribuisce – insieme ad Unione Europea e Giappone – al Programma denominato “Sostegno ai rifugiati mediante l’assistenza sanitaria secondaria in Libano”, realizzato da UNHCR con l’obiettivo di rafforzare l’accesso dei rifugiati siriani ai servizi di assistenza sanitaria secondaria. Mediante il sostegno per la copertura dei costi delle cure mediche, l’iniziativa favorisce il benessere dei rifugiati siriani e permette loro di ridurre il ricorso a strategie di risposta negative.

 

 

UNHCR ha creato accordi di partenariato con ospedali pubblici e privati che forniscono servizi ai rifugiati applicando tariffe convenzionate. Il programma prevede il pagamento totale o parziale delle cure secondarie e terziarie, compresi gli interventi di urgenza, l’assistenza intensiva neonatale, la terapia intensiva pediatrica, e le cure fornite in conseguenza di violenza sessuale e di genere, della tortura, di gravi ustioni e della malnutrizione.
Il contributo erogato dalla Cooperazione Italiana nel 2018 – pari a 3 milioni di euro – ha permesso la copertura di 5.145 interventi di assistenza sanitaria secondaria. Grazie all’erogazione di un nuovo contributo di 1,7 milioni di euro, nel 2019 la Cooperazione Italiana garantisce la copertura parziale o totale di 3.086 interventi di assistenza sanitaria secondaria a favore di rifugiati siriani vulnerabili.
Dall’inizio della crisi siriana l’Italia ha fornito un sostegno cruciale alle operazioni dell’UNHCR in Libano grazie ad un contributo finanziario di oltre 13 milioni di dollari.
In occasione della firma dell’accordo per il nuovo contributo Mireille Girard, Rappresentante di UNHCR in Libano, ha espresso apprezzamento per il costante sostegno italiano al programma di assistenza sanitaria dell’UNHCR in Libano. Donatella Procesi, Direttore della sede AICS di Beirut, ha evidenziato la proficua collaborazione con UNHCR: dall’inizio della crisi siriana. Ha anche sottolineato la resilienza e l’ospitalità del Libano e l’importanza dei servizi erogati dall’ Agenzia delle Nazioni Unite per favorire la protezione e il benessere dei rifugiati siriani.

(*) Communication officer Aics Libano

 

25-year-old Diana, Lebanese, checking up on Raneem, one of her twins who were born at only 800 grams, in the Neonatal Intensive Care Unit (NICU) at the Tripoli governmental hospital in northern Lebanon. ; UNHCR, along with partner agencies, have funded the expansion of the NICU and provided new incubators, saving thus the lives of hundreds of newborns in the deprived areas of North Lebanon. “I would have lost my 2 children if it weren’t for the incubators,” said Diana with tears running down her face.

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