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Communication Officer – AICS Yangon

Dal mondo accademico

A partire dagli anni Novanta, grazie soprattutto alla proliferazione degli strumenti per la tutela dei diritti umani, la violenza contro le donne ha cessato di essere un fenomeno ascrivibile esclusivamente alla sfera domestica ed è finalmente diventato 'pubblico'.

Storie di cooperazione

Saeda Atrash, (*) coordina le attività del Centro Mehwar di Beit Sahour che lo scorso marzo ha festeggiato dieci anni di attività. L’abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza e fare un bilancio di questo progetto, supportato a più riprese dalla Cooperazione Italiana, così importante per le donne palestinesi.

Il Sudan non ha firmato la Convention on the Elimination of all forms of Discriminations against Women (CEDAW). La situazione in cui versano le donne in Sudan è di alta esposizione alla vulnerabilità e marginalità sociale.

Amava molto il suo lavoro Sandro Accorsi: la cooperazione sanitaria era per lui qualcosa più di una semplice professione; era il modo con cui metteva a disposizione degli altri, con generosità ed altruismo, la sua grande professionalità e il suo rigore scientifico. Noi lo ricordiamo così.

Rifugiate, sfollate, appartenenti a minoranze etniche o religiose, o semplicemente donne vittime di discriminazioni, in larga misura escluse dall’attività politica, economica e sociale, e soggette a pratiche dannose quali matrimonio infantile, mutilazione genitale, sfruttamento e abuso sessuale, oltre a delitto d'onore e violenza domestica.

Pur avendo un quadro normativo tra i più avanzati della regione e un ambiente istituzionale decisamente favorevole all’introduzione di politiche per la prevenzione e contrasto della violenza di genere, la Bolivia rimane uno dei Paesi con i più alti tassi di violenza contro le donne di tutta l’America Latina.

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