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Schäfer-Gümbel (GIZ): l’Europa sarà un partner globale credibile solo se punta sulla cooperazione

Il presidente del Consiglio direttivo dell’agenzia tedesca Giz risponde a Oltremare. Immaginando il 2026 che comincia con il vertice intergovernativo Italia-Germania.

Partnership forti sono essenziali perché le sfide del nostro tempo possono essere superate solo insieme”, scandisce Thorsten Schäfer-Gümbel, presidente del Consiglio direttivo di Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit (Giz). A Oltremare il responsabile della più grande delle agenzie europee di cooperazione risponde dalla Germania, a inizio anno, con lo sguardo al 2026. Una visione che riparte anche da un incontro dello scorso 19 dicembre a Roma, nella sede dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). L’occasione sono le “Giornate dei direttori”, tre giorni di dibattiti con i responsabili di 20 sedi all’estero, in Africa, America Latina, Medio Oriente o Asia meridionale: ne vien fuori una sintesi europea, con Schäfer-Gümbel al fianco del viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Edmondo Cirielli, il direttore della Cooperazione allo sviluppo del dicastero (Dgcs) Stefano Gatti e il direttore di Aics Marco Riccardo Rusconi.

Cresciuto nella regione tedesca dell’Assia, 56 anni, il presidente del Consiglio direttivo di Giz ha una formazione da scienziato politico, divenuta poi impegno pubblico con la Sozialdemokratische Partei Deutschlands (Spd). Quello con l’agenzia tedesca è un percorso che è cominciato nel 2019 ed è passato attraverso fasi cruciali, dall’epidemia di Covid-19 all’aggravarsi del conflitto armato in Ucraina fino alla svolta dell’“America first” impressa dall’amministrazione statunitense di Donald Trump.

Giz lavora per contribuire a costruire, in tutto il mondo, un futuro degno di essere vissuto”, premette Schäfer-Gümbel. “Crea soluzioni sostenibili che fanno la differenza, per la Germania, l’Europa, i Paesi partner e le popolazioni locali”. E ancora, sempre sulla cornice: “L’impegno è per la pace, la sicurezza e la ricostruzione, con l’aiuto a stabilizzare le regioni colpite da conflitti”. Accanto alla dimensione sociale, è in evidenza anche quella economica, in una prospettiva internazionale. “Giz contribuisce alla transizione energetica globale, fornisce consulenza su soluzioni per la protezione del clima e promuove un approvvigionamento sicuro di energia e materie prime in Germania e in Europa”, sottolinea Schäfer-Gümbel. “Tutto questo avviene sempre più spesso in collaborazione con il settore privato europeo: ciò crea posti di lavoro e opportunità a livello locale, le imprese accedono a nuovi mercati e la Germania beneficia di lavoratori qualificati di cui il mercato ha urgente bisogno”.

Si parla anche di alleanze, in primo piano nel dibattito a Roma. Il contesto globale è segnato anche dallo smantellamento di Usaid e della politica dell’“America first”, con i tagli che hanno colpito anzitutto le agenzie del sistema dell’Onu. Questa dinamica rappresenta una sfida ma, dal punto di vista degli equilibri internazionali, costituisce anche un’opportunità. Secondo Schäfer-Gümbel, “l’Europa deve riposizionarsi per restare un partner globale credibile”. Dunque, un appello: “Non possiamo ignorare quanto sta cambiando il panorama globale, anche secondo modelli che non riconosciamo più completamente; e bisogna partire dal presupposto che l’Europa trova la sua direzione quando procede insieme e privilegia l’unità invece della frammentazione”. Anche nei Paesi Ue c’è il nodo delle risorse disponibili, già storicamente molto al di sotto dell’impegno assunto in sede Onu di devolvere almeno lo 0,70 del Reddito nazionale lordo per l’Aiuto pubblico allo sviluppo. “La cooperazione internazionale è soggetta a nuove pressioni”, ragiona Schäfer-Gümbel al fianco di Cirielli, Gatti e Rusconi. “Alla luce della riduzione del budget in Germania abbiamo apportato delle modifiche per concentrarci di più sul nostro ‘core’: ciò che va fatto per forza e che consolida il nostro ruolo come ‘maker’, realtà che opera in modo concreto, sul terreno”.

Durante le “Giornate dei direttori” il tema è in primo piano. Rusconi sottolinea che “la cooperazione allo sviluppo è ormai pienamente parte del sistema Italia, in un quadro di risorse che sono state costanti, come riconosciuto da partner stranieri, come ad esempio Giz”. E poi, sulla possibilità per Aics di realizzare progetti con fondi Ue: “Ci diamo come obiettivo quello di allargare il raggio di azione con risorse non solo italiane; per questo ci siamo accreditati come ente che può operare negli ambiti di emergenza e dell’umanitario presso la direzione generale della Commissione europea Echo”.

Nel dibattito emergenza e sviluppo sono prospettive che si incontrano. Sarà così anche in occasione del vertice tra i governi di Italia e Germania in programma a Roma venerdì 23 gennaio. Tra i temi ci sono anche le sinergie al fianco dei Paesi dell’Africa, con l’iniziativa nazionale Piano Mattei e quella europea Global Gateway. “Lavoriamo a stretto contatto con i nostri partner dell’Ue”, risponde Schäfer-Gümbel a Oltremare. “Con Aics collaboriamo già a circa 30 progetti nell’ambito dell’approccio ‘Team Europe’; ad esempio, lavoriamo insieme a una piattaforma dell’Ue per lo sviluppo digitale, volta a promuovere la trasformazione a livello globale”. E poi: “Con l’Agenzia intendiamo ampliare ulteriormente la cooperazione; le attività in Africa, ad esempio nei settori della sicurezza alimentare, e le filiere agricole, così come sulla ricostruzione, ad esempio in Ucraina, saranno centrali”.

Decisivo anche in questo il nodo delle risorse. “In quanto impresa federale”, sottolinea un portavoce di Giz, “dipendiamo dal volume dei progetti affidati e oggi stiamo registrando un calo dei finanziamenti”. Per questo motivo, l’agenzia si sta già confrontando con altri committenti. “E le entrate derivanti dal co-finanziamento”, riferiscono a Oltremare, “sono aumentate nel 2024 del 18 per cento rispetto all’anno precedente”.

Biografia
Vincenzo Giardina
Nato a Padova, laureato in storia contemporanea, è un giornalista professionista. Coordina il notiziario internazionale dell’agenzia di stampa Dire. Tra le sue collaborazioni Il Venerdì di Repubblica, Internazionale, l’Espresso e Nigrizia. Già redattore dell’agenzia di stampa missionaria Misna, si è specializzato sull’Africa e sui temi dei diritti umani e della lotta contro le disuguaglianze. Scrive su Oltremare, magazine dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, e interviene come esperto o inviato su Radio Rai, Radio Vaticana e altre emittenti. Suoi articoli e reportage sono pubblicati anche da La Stampa e Vanity Fair. Parla più lingue, tra le quali il russo.
www.vincenzogiardina.org
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