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Vista sul paese di Sidi Mechreg dal sentiero che porta al vicino parco nazionale di Jbel Chitana-Cap Negro, foto di Mirco Fiorini

TUNISIA: Alla scoperta delle nuove attività di turismo sostenibile a Sidi Mechreg

A metà strada tra Cap Negro e Cap Serrat nel Nord-Ovest della Tunisia, il villaggio di Sidi Mechreg si distingue insieme a tutta la regione per la ricchezza della sua natura, dalla costa alla montagna. Qui è nata l’idea di alcuni abitanti di valorizzare il potenziale di questo luogo attraverso un’iniziativa nel settore del turismo eco-sostenibile: è nato così il centro di attività di scoperta ecologica EcoRand Sidi Mechreg che, consapevole della diversità dell’ambiente marino e naturale della regione, si è da sempre impegnato per la sua salvaguardia.
L’iniziativa fa parte del progetto Start Up Tunisie, realizzato dall’ONG CEFA grazie al supporto finanziario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e del Comune di Fano. Start Up Tunisie si propone di creare nuove opportunità lavorative e di diversificare le fonti di reddito di giovani uomini e donne nei Governatorati del Nord-Ovest della Tunisia: Jendouba, Beja e Bizerte. L’accompagnamento tecnico, finanziario e commerciale alle piccole imprese operanti nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento, della trasformazione di prodotti alimentari e dei servizi vuole essere motore di un modello di sviluppo sostenibile che promuova la salvaguardia dell’ambiente, le produzioni biologiche e le strutture dell’economia sociale e solidale valorizzando i prodotti e il savoir faire tradizionale.
Per comprendere in maniera più concreta i risultati raggiunti grazie a quest’iniziativa abbiamo incontrato Imed Abbassi, un giovane di 32 anni, promotore della Start Up EcoRand Sidi Mechreg nel Governatorato di Bizerte che ha risposto ad alcune nostre domande.
Da dove è nata l’idea di creare EcoRand?
La regione di Sidi Mechreg conta un alto tasso di disoccupazione giovanile e fonti di reddito molto limitate che contribuiscono ad alimentare le sfavorevoli condizioni socioeconomiche e la povertà che caratterizzano la regione. Questi fattori portano la popolazione ad esercitare una pressione significativa sulle risorse naturali e i diversi ecosistemi della regione – mare, laghi e foreste – che hanno un elevato valore, sia per il Nord Africa che per l’intero Mediterraneo, ma soffrono di cattiva gestione e di mancanza di valorizzazione.

 

Imed Abbassi posa vicino all’insegna di EcoRand Sidi Mechreg, realizzata da un’amica e mosaicista locale. Foto di Lorenzo Burlando

Con il centro ecoturistico EcoRand abbiamo deciso di prendere in considerazione il ruolo significativo che la ricchezza naturale dell’area può svolgere come leva per lo sviluppo locale. La conoscenza del territorio e delle sue notevoli risorse, insieme alla formazione accademica in Scienze ambientali, mi hanno permesso di dare vita al centro, che ha l’obiettivo di salvaguardare la diversità delle aree marine e terrestri di Sidi Mechreg, il loro funzionamento e migliorare la consapevolezza del pubblico sul tema del rispetto dell’ambiente. L’accompagnamento finanziario fornito nel quadro del progetto Start Up Tunise è stato fondamentale per allargare ed equipaggiare i locali dedicati alle diverse attività. Inoltre, le formazioni tecniche organizzate dal CEFA hanno favorito l’acquisizione di nuove competenze in materia di marketing, comunicazione e contabilità che rendono EcoRand sempre più visibile, efficiente e pronta ad accogliere nuovi visitatori.

Qual è la missione di EcoRand?
La creazione del centro ecologico EcoRand vuole contribuire al cambiamento di mentalità della popolazione locale e sviluppare una maggiore consapevolezza rispetto alla ricchezza del patrimonio naturale tunisino. Le attività di snorkeling, trekking e campeggio incoraggiano infatti la scoperta ecologica dell’area e ne valorizzano l’importanza. La protezione degli ecosistemi è una priorità per EcoRand che vuole realizzarla attraverso la promozione di un insieme di buone pratiche di protezione ambientale che passano per la comunicazione, la sensibilizzazione e l’educazione sull’importanza della salvaguardia dell’ambiente marino e terrestre, altrimenti trascurati e gestiti in maniera non sostenibile. Durante le escursioni, i visitatori possono così entrare in contatto con la fauna e la flora della regione, comprendendone il ruolo all’interno dell’ecosistema. Per esempio, possono scoprire che quella che hanno spesso considerato una comune alga, la Posidonia oceanica, in realtà è esclusivamente presente nel Mar Mediterraneo e ne è il “polmone” grazie al processo di fotosintesi che effettua attraverso le sue radici, il fusto e le foglie!

 

Imed Abbassi e un gruppo di visitatori italiani, prima di immergersi nelle acque di Sidi Mechreg per l’attività di snorkeling. Foto di Lorenzo Burlando

È questa dunque la missione di EcoRand, far conoscere la diversità e la specificità dell’ambiente marino e terrestre di Sidi Mechreg per educare il pubblico a comportamenti e pratiche rispettose dell’ambiente, perché la sua salvaguardia è una responsabilità e un dovere di tutti.

Come coinvolge EcoRand la comunità locale?
L’attività vuole avere un impatto positivo sia sull’ambiente che sulla popolazione, i prodotti e le tradizioni locali. EcoRand valorizza il patrimonio culinario della Regione, attraverso la preparazione di piatti tradizionali a base di pescato locale e verdure biologiche che garantiscono vendite e impiego per la comunità locale. I piatti vengono serviti nelle tradizionali ceramiche di Sejnane, divenute patrimonio dell’Unesco. La costruzione dei nuovi locali impiega principalmente materiali a km 0 e a basso impatto ambientale e, per ovviare al problema della fornitura di acqua, si prevede di costruire un serbatoio per la raccolta e la canalizzazione di acqua piovana, che servirà ad irrigare gli orti che completano la struttura.

L’iniziativa si basa su una filosofia integrata che vede la popolazione locale allo stesso tempo come partner e come beneficiaria del progetto: si propone di creare nuove opportunità lavorative e di diversificare le fonti di reddito, sviluppando una maggiore consapevolezza del valore del loro savoir faire tradizionale, anche attraverso la commercializzazione di prodotti ittici e altri prodotti locali.

 

 

LA COOPERAZIONE ITALIANA IN TUNISIA NEL SETTORE DELLO SVILUPPO ECONOMICO E DEL SOSTEGNO AL SETTORE PRIVATOLo sviluppo economico e il sostegno al settore privato rappresentano alcuni tra i principali settori d’intervento della Cooperazione Italiana in Tunisia.
In questo settore gli impegni relativi a programmi in corso e in fase di avvio ammontano a circa 300 milioni di euro, ripartiti su una ventina di iniziative. Nel corso della storia della Cooperazione italiana in Tunisia, operativa nel paese sin dagli anni Ottanta, sono state attivate otto linee di credito per le Piccole e Medie Imprese (PMI) tunisine per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro, che hanno contribuito alla creazione di circa 10 mila posti di lavoro e al finanziamento di 600 imprese. Sono stati inoltre finanziati importanti investimenti pubblici in svariati settori prioritari (agricoltura, ambiente, formazione professionale, salute pubblica, educazione) con 145 milioni di euro sotto forma di credito agevolato al governo tunisino, mentre per le regioni meridionali più povere e vulnerabili sono stati investiti circa 66 milioni di euro nel quadro del Programma per la Valorizzazione delle Regioni del Sahara e del Sud del Paese. Infine, sono stati avviati vari programmi, finanziati a dono, volti a sostenere la piccola e media imprenditoria tunisina nelle regioni più svantaggiate del Paese, in particolare nei Governatorati di Beja e Jendouba, nonché nel sud della Tunisia nelle regioni di Médenine e Tataouine.
IL PROGETTO START UP TUNISIE
L’iniziativa, partita nel 2018 e con una durata prevista di tre anni, è realizzata dall’ONG italiana CEFA, che può contare su un’esperienza analoga avuta con il progetto Ma-terre, da poco concluso e finanziato dall’Unione Europea. Start Up Tunisie ha un budget complessivo di circa 1,6 milioni di euro, di cui 1,3 milioni finanziati a dono da AICS e 330 mila euro come cofinanziamento del Comune di Fano. L’obiettivo di Start Up Tunisie è quello di creare opportunità di lavoro per i giovani e le donne dei governatorati di Jendouba, Beja e Bizerte (situati nella Tunisia nord-occidentale) così da renderli motore di sviluppo sociale ed economico di quelle regioni.
In particolare, l’iniziativa ha l’obiettivo di aumentare il numero di piccole e medie imprese (PMI) sostenibili nella regione di Kroumirie-Mogods gestite da donne e giovani nel campo dell’agricoltura, dell’allevamento, della lavorazione del bestiame e dei prodotti agroalimentari, stimolando la crescita locale ma anche promuovendo joint venture con aziende marchigiane composte da migranti tunisini in Italia.
Tra le varie attività realizzate nell’ambito del progetto, quelle che hanno una particolare rilevanza sono:
o Il supporto al miglioramento, all’espansione e alla commercializzazione di almeno 15 PMI nel campo dell’agricoltura, dell’allevamento e della trasformazione;
o L’organizzazione di fiere regionali nel Governatorato di Jendouba e 9 mercati nelle tre delegazioni partner;
o La creazione di collegamenti e sinergie, attraverso 7 visite di scambio tra le istituzioni, le PMI tunisine e il Comune di Fano, il Consorzio Marche Biologiche, le aziende marchigiane.
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