L’Italia lancia un’iniziativa per rafforzare il sistema sanitario in Somalia

Si prevede che il progetto generi significativi effetti a catena, attraverso un miglioramento complessivo della qualità dei servizi che durerà oltre il periodo di attuazione del progetto, grazie a percorsi di assistenza materna migliorati, maggiore disponibilità di personale sanitario qualificato e una migliore regolamentazione del sistema sanitario pubblico.

Data:

10 Aprile 2026

Tempo di lettura:

2 min

Presso il Ministero Federale della Salute a Mogadiscio si è tenuto il lancio ufficiale dell’iniziativa “Servizi sanitari primari di qualità e paritari per tutti in Somalia” (QEPHS), finanziata dalla Cooperazione italiana.

All’evento hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Somalia, Pier Mario Daccò, il Titolare dell’Ufficio AICS di Nairobi, Fabio Minniti, il Ministro della Salute e dei Servizi Sociali dello Stato Federale della Somalia, Ali Ajhi Adan, e il Direttore del Ministero della Salute e dei Servizi Sociali della Somalia, Guled Abdijalil Ali.

L’evento sottolinea l’impegno dell’Italia a sostenere il Governo Federale della Somalia nell’affrontare alcune delle sfide più urgenti nel settore sanitario, con particolare attenzione al miglioramento dell’accessibilità e della qualità dei servizi forniti all’interno delle istituzioni del Ministero Federale della Salute e con un’attenzione speciale ai segmenti più vulnerabili.

L’iniziativa mira a rafforzare le principali istituzioni sanitarie nazionali, ovvero l’Ospedale Nazionale di Riferimento De Martino, la Banca Nazionale del Sangue e il Consiglio Nazionale degli Operatori Sanitari, migliorando le infrastrutture, fornendo attrezzature mediche moderne e sostenendo lo sviluppo delle risorse umane attraverso una formazione mirata per il personale chiave. Questi sforzi contribuiranno a migliorare l’accesso ai servizi sanitari, garantendo una gestione sicura e tempestiva delle trasfusioni di sangue e mantenendo elevati standard professionali in tutto il settore sanitario somalo.

Intervenendo all’evento, Pier Mario Daccò, Ambasciatore d’Italia in Somalia, ha sottolineato l’approccio globale del progetto, radicato nella convinzione che il miglioramento degli esiti sanitari richieda un’azione su diversi fronti interconnessi: governance, risorse umane, infrastrutture e erogazione dei servizi.

“Questa iniziativa pone particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili della popolazione. Rafforzando il sistema sanitario dove è più necessario, miriamo a contribuire in modo significativo agli obiettivi sanitari nazionali della Somalia e al benessere del popolo somalo. Si tratta di qualcosa di più di un investimento in strutture e formazione: è un investimento nella resilienza e nella sostenibilità a lungo termine del sistema sanitario somalo”, ha aggiunto.

Si prevede che il progetto generi significativi effetti a catena oltre le tre istituzioni sanitarie interessate per i residenti della regione di Banadir, attraverso un miglioramento complessivo della qualità dei servizi che durerà oltre il periodo di attuazione del progetto, grazie a servizi sanitari più solidi, percorsi di assistenza materna migliorati, maggiore disponibilità di personale sanitario qualificato e una migliore regolamentazione del sistema sanitario pubblico.

Attraverso questa iniziativa, l’Italia ha ribadito il proprio fermo impegno a sostenere la Somalia nel suo percorso verso istituzioni più forti, servizi pubblici migliorati e migliori risultati sanitari, costruendo un partenariato basato sul rispetto reciproco e sulla responsabilità condivisa.

Galleria Fotografica

Ultimo aggiornamento: 10/04/2026, 12:52