storie di emergenza • Fawda, Libano

Dalla finestra della sua casa a Byblos, in Libano, Fawda vede il mare. Potrebbe sembrare una buona sistemazione, se solo il bagaglio che ha portato con sé dalla Siria non fosse troppo pesante per una ragazzina di 15 anni. Fawda ha seppellito sua sorella, appena quattordicenne, in un sobborgo di Damasco. Sebbene fosse l’edificio a fianco al loro ad essere stato bombardato, lo spavento è stato sufficiente a togliere la vita a una ragazza alle soglie dell’adolescenza.

Mentre racconta la sua storia, gli occhi si velano ma la bocca mantiene il sorriso. Da questa esperienza Fawda ha ricavato una missione che le ridà energia e ottimismo. “Voglio diventare un medico,” dice, “per poter salvare le vite di persone come mia sorella.”

Su un foglio disegna la scuola che frequentava in Siria, dove tutte le materie erano insegnate in arabo e l’inglese era confinato al ruolo di seconda lingua. In Libano invece, interi corsi si svolgono in inglese o francese. Per molti siriani questo scoglio, unito alla difficoltà di seguire un nuovo programma, diventa un ostacolo insormontabile che li spinge a rinunciare ad un’educazione formale.

Molti tuttavia ce la fanno ed è con stupore che assistiamo all’entrata del turno di pomeriggio di oltre 400 bambini siriani nella scuola di Byblos. Una dimostrazione di accoglienza forse ancora difficile da vedere oggi in Europa.

Le attività di ONG come Terre des Hommes Italia sostengono i bambini e le famiglie nelle tappe d’accesso all’istruzione formale e nel corso dell’anno scolastico. Grazie al programma di sostegno, Fawda è riuscita a superare molte delle difficoltà che aveva con la lingua inglese. Per il primo anno inoltre, la ONG ha aiutato la famiglia a gestire il processo di iscrizione e ha provveduto a finanziare il trasporto verso la scuola.

“Prima sembrava malata o depressa,” racconta la mamma di Fawda rievocando le prime settimane in Libano, quando sua figlia ancora non era iscritta a scuola e passava le giornata tra le mura di una casa a lei sconosciuta. “Adesso le è tornato il sorriso.”

Dal 2013, la Cooperazione Italiana ha finanziato progetti educativi per i bambini rifugiati in Libano con oltre 5 milioni di euro. Grazie al suo contributo e a quello dell’UNHCR, la ONG Terre des Hommes Italia ha aiutato oltre 20.000 bambini, in maggioranza siriani e palestinesi, ma anche libanesi provenienti dalla fasce più povere.

Per quest’anno scolastico le autorità libanesi, sostenute da molti paesi donatori, intendono dare la possibilità a 200,000 bambini siriani rifugiati in Libano di andare a scuola gratuitamente. Se così fosse, sarebbero quasi il doppio rispetto all’anno scorso a beneficiare della copertura dei costi d’iscrizione, dei libri scolastici e della cancelleria.Terre des Hommes Italia, grazie ai finanziamenti della Cooperazione Italiana, provvederà alla riabilitazione di sette scuole assicurando anche il trasporto dei bambini siriani.

Sono bambini come Fawda che, un domani, avranno il compito di ricostruire un paese in macerie. Si fa fatica ad immaginare quel viso, così innocente nella cornice di un velo bianco, chinato a curare le vittime di anni di guerra civile. Forse è la dolcezza negli occhi di Fawda, nonostante gli orrori che vi siano rimasti impressi, la medicina più efficace per rimarginare le ferite prodotte da odio e violenza.

 

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