Rafforzare la cooperazione culturale tra Africa e Italia, promuovere nuove forme di ricerca condivisa e rendere il patrimonio più accessibile e inclusivo, in particolare nel tessuto socio-economico dei contesti di cui è espressione: sono questi gli obiettivi di “Strengthening African – Italian Museum Partnerships – SAIMP”, iniziativa finanziata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Italiana tramite l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, a partire dalle collaborazioni fra musei dell’Africa orientale e centrale e istituzioni italiane le cui collezioni condividono beni di comune origine e valore.
SAIMP nasce nel solco del dialogo avviato tra direttori di musei africani ed europei che ha prodotto, in occasione dell’incontro di Dakar dell’aprile del 2023, una dichiarazione congiunta per rafforzare la collaborazione per la documentazione, ricerca e valorizzazione delle collezioni museali. Da questo spunto è nata un’iniziativa che coinvolge un partenariato di eccellenze italiane in possesso di collezioni etnografiche e artistiche di provenienza africana, per creare una rete strutturata con quattro importanti musei pubblici dell’Africa orientale e centrale: Uganda Museum (Kampala), Museo Etnologico dell’Università di Addis Abeba, Museo Nazionale dell’Etiopia e Musée National de Lubumbashi. La progettualità della Cooperazione italiana è strettamente collegata all’iniziativa Europea Strengthening African European Museum Partnership, che coinvolge nella stessa ottica la regione dell’Africa Subsahariana.
Dopo un primo workshop tenutosi ad Addis Abeba nel settembre 2025, i lavori si spostano in Italia con due incontri organizzati rispettivamente dal MUCIV – Museo delle Civiltà di Roma e dal Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”. Dal 2 al 6 marzo, a Roma, l’oggetto del confronto sarà dedicato a “Pratiche di catalogazione, digitalizzazione, provenienza e ricerca partecipata”, per poi spostarsi a Torino, dall’8 al 14 marzo, sul tema “Restauro e conservazione delle collezioni etnografiche”.
“Questa iniziativa di respiro regionale, coinvolgendo una molteplicità di Partner Africani ed Italiani, è in linea con l’approccio del piano Mattei, che mette al centro lo sviluppo umano e il Partenariato Paritetico, e con gli indirizzi programmatici del Cooperazione italiana che individua la cultura come fattore di sviluppo sostenibile economico e sociale” sono le parole del Direttore AICS Marco Riccardo Rusconi per presentare lo spirito progettuale. “Il lavoro comune di esperti africani ed italiani produrrà una visione del patrimonio culturale condiviso che sarà in grado di parlare e rendere accessibile al pubblico contemporaneo le storie di un passato comunque sempre attuale.”
L’approccio metodologico che anima il progetto, presente anche nel Manuale “Cultura e Persona” di AICS, è la base di partenza di un processo partecipato di ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale comune e condiviso tra Musei Africani ed Italiani. Riconoscendo e valorizzando le diversità culturali e la pluralità dei sistemi di valori che organizzano la memoria del passato, l’iniziativa ambisce a creare nuove narrative in cui si riconoscano tutti gli attori in gioco. Mediante costanti attività di scambio e formazione, la costruzione di una piattaforma digitale di condivisione delle collezioni e dei loro cataloghi, il coinvolgimento della società civile – artisti, imprese, scuole ed università – il patrimonio museale punta a entrare in una nuova fase di accessibilità.
Il progetto “Strengthening African – Italian Museum Partnerships” è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Italiana tramite l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, implementato con il supporto dell’Unione Europea, e vede come capofila il Dipartimento Culture, Politica, Società CLE dell’Università di Torino. I partner del progetto sono il Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”, l’Ethnological Museum of the Addis Ababa University, il Musée National de Lubumbashi, il Museo delle Civiltà di Roma, il National Museum of Ethiopia, l’Uganda Museum e l’Università degli Studi di Milano. Fra gli altri soggetti coinvolti ci sono Addis Ababa University, Ethiopian Heritage Authority, Institute of Ethiopian Studies (IES) of Addis Ababa University, Makerere University, Musei Reali Torino, Museo di Antropologia ed Etnografia – Università di Torino e Residenze Reali Sabaude.