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KENYA
Go Blue: Italia e Ue al fianco del Kenya per lo sviluppo delle aree costiere e della blue economy

Sviluppo economico, sicurezza marittima e ambiente sono gli assi su cui interverra’ il Programma, che prevede di creare 3.000 posti di lavoro solo per donne e giovani.

Le aree costiere del Kenya, oltre ad essere conosciute internazionalmente come meta turistica di eccellenza, offrono un enorme potenziale per lo sviluppo economico del Paese. La costa si estende su circa 600 km tra la Tanzania (a Sud) e la Somalia (al Nord), e’ bagnata dalle acque tiepide dell’oceano Indiano e costellata di ricchissimi ecosistemi naturali. I settori della pesca, dell’agricoltura, dei trasporti marittimi, del turismo, della conservazione ambientale danno un importante contributo all’economia: secondo stime ufficiali, la blue economy contribuirebbe per 375 milioni di Euro al Pil nazionale, ma le potenzialità offerte da questi settori non vengono sfruttate a pieno, anche a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e dello sfruttamento non controllato delle risorse.

© Enrico Nerilli

Ed e’ proprio per scommettere e investire sulle potenzialità offerte dalla blue economy e creare opportunità di crescita e di lavoro per la popolazione, che l’Italia, attraverso l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), si e’ unita al Programma Go Blue, promosso dall’Unione Europea (Ue) in partenariato con il governo del Kenya. Si tratta del primo Programma di delegata realizzato dalla Cooperazione italiana nel Paese, che vedrà l’Italia a fianco dell’Ue ed altri tre Stati membri (Germania, Portogallo, Francia), di due agenzie delle Nazioni Unite (Un Habitat e UN Environment Programme – Unep) e in partenariato con il Segretariato Jumuiya Ya Kaunti Za Pwani – Jkp, il blocco economico delle contee costiere del Kenya. L’intero programma corrisponde ad un investimento di oltre 25 milioni di Euro per una durata di quattro anni (gennaio 2021 – dicembre 2024), e interviene su sei contee (Mombasa, Kwale, Kilifi, Tana River, Lamu e Taita Taveta) nei settori della crescita economica, della sicurezza marittima e dell’ambiente.

© Enrico Nerilli

Quello italiano è un ruolo strategico, dal momento che una delle componenti affidate ad Aics prevede il rafforzamento e l’assistenza tecnica alla controparte locale, il Segretariato Jkp, nel suo ruolo di coordinamento e monitoraggio complessivo dell’iniziativa.
Oltre al sostegno istituzionale, Go Blue ci vedrà impegnati per lo sviluppo delle filiere della manioca e della pesca. Si tratta di due settori trainanti per l’economia locale: la manioca ha un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza alimentare e il sostentamento delle comunita’, dal momento che la sua radice viene preparata e cucinata in diversi modi ed e’ un alimento essenziale nella dieta locale. Provvedendo sostegno tecnico agli uffici territoriali per lo sviluppo agricolo e fornendo attività di formazione e assistenza ai piccoli contadini, l’obiettivo è quello di favorire l’accesso degli agricoltori al mercato e migliorare la qualità della manioca commercializzata, creando nuove opportunita’ di guadagno per i contadini. Nel settore della pesca, Aics assicurerà attività di formazione a 1.000 pescatori, predisponendo infrastrutture ed equipaggiamenti e sostenendo le Beach Management Units, le organizzazioni comunitarie che gestiscono l’attività peschiera a livello territoriale. “A causa dei cambiamenti climatici, la pesca tradizionale non riesce più a fornire sostentamento alle nostre comunita”, ha dichiarato Mohammed Idarus, presidente della Beach Management Unit “Shella Ward” di Lamu. “Attraverso le attivita’ di formazione, vogliamo lavorare insieme a donne e giovani per la creazione di nuove filiere produttive basate sull’oceano, mantenendo la nostra cultura e preservando le acque costiere. Accogliamo con entusiasmo il programma Go Blue, per lavorare insieme su soluzioni di lunga durata”.
Aics può contare, per la realizzazione di Go Blue, su un partner di eccellenza come l’Istituto agronomico mediterraneo di Bari del Centro internazionale degli alti studi agronomici del Mediterraneo (Ciheam Bari), altamente specializzato nei settori dell’agricoltura sostenibile e della sicurezza alimentare.

© Enrico Nerilli

“L’Italia è stata uno dei primi partner a manifestare la volontà di collaborare con l’Unione Europea in questo settore” ha riconosciuto Hubert Perr, capo cooperazione Ue in Kenya, durante l’evento di lancio virtuale di Go Blue realizzato lo scorso 25 marzo. All’evento hanno partecipato i rappresentanti della Delegazione locale dell’Unione Europea, degli Stati membri e delle agenzie delle Nazioni Unite partner dell’iniziativa, i governatori delle contee costiere ed esponenti del governo del Kenya. “Siamo sicuri che la collaborazione tra i partner presenti oggi all’evento potrà dare un contributo essenziale per lo sviluppo della regione costiera e per i nostri amici del Kenya”, ha affermato Fabio Melloni, Titolare della Sede Aics di Nairobi.

L’Italia e’ riconosciuta come attore in primo piano nel panorama della blue economy. In Kenya la Cooperazione Italiana è attiva già da tempo in questo settore: dal 2019, in partenariato con Ciheam Bari e con il Segretariato Jkp, Aics sta realizzando l’iniziativa Share Blu per il potenziamento dell’economia blu con focus sulla creazione di opportunità di lavoro per donne e giovani, mentre è in partenza la seconda fase di un’iniziativa per lo sviluppo integrato del Distretto di Malindi, che tra le altre cose prevede il miglioramento delle infrastrutture per la pesca.

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