Il 23 agosto AICS ha partecipato al Meeting di Rimini al panel “Oltre l’ostacolo. Donne che cambiano l’Africa”, organizzato da CBM Italia e dedicato all’empowerment delle donne con disabilità e al loro ruolo nei processi di sviluppo e cambiamento delle comunità.
In rappresentanza dell’Agenzia è intervenuta Francesca Romana Trisciuzzi, Focal Point Disabilità di AICS, in dialogo con Massimo Maggio, Direttore di CBM Italia, Filippa Lagerbäck, ambasciatrice dell’organizzazione, e Olive Namutebi, attivista ugandese e fondatrice di Albinism Umbrella.
L’intervento di AICS ha posto l’accento sulla stretta relazione tra diritti umani, genere, disabilità ed empowerment, evidenziando come donne e ragazze con disabilità possano incontrare forme di discriminazione multiple e intersezionali, particolarmente accentuate nei contesti caratterizzati da povertà, scarsità di servizi, disuguaglianze di genere e barriere sociali, culturali e infrastrutturali. In questa prospettiva, l’empowerment rappresenta il percorso attraverso cui i diritti formalmente riconosciuti possono tradursi in autonomia, partecipazione e concrete possibilità di scelta.
Nel corso del panel è stata inoltre presentata una buona pratica della Cooperazione Italiana: il progetto “Donne e persone con disabilità in azione per un sistema agropastorale ecosostenibile”, finanziato dalla Cooperazione italiana attraverso AICS e realizzato da CBM Italia con partner internazionali e locali in Niger. L’iniziativa ha integrato sicurezza alimentare, accesso all’acqua, agricoltura sostenibile e attività generatrici di reddito con una specifica attenzione all’inclusione delle persone con disabilità e all’empowerment femminile.
A raccontarne concretamente l’impatto è stata la storia di Hassia, donna con disabilità e madre di sette figli, che grazie alla formazione e alle opportunità offerte dal progetto ha potuto rafforzare la propria autonomia economica e il proprio ruolo nella famiglia e nella comunità.
La partecipazione al Meeting ha rappresentato anche un’occasione per ribadire l’impegno della Cooperazione italiana nel promuovere un approccio allo sviluppo fondato sui diritti, nel quale le persone con disabilità non siano considerate soltanto destinatarie degli interventi, ma protagoniste e agenti del cambiamento.