Afghanistan – Un centro specialistico di cardiochirurgia neonatale nel nuovo intervento dell’Agenzia

Kabul - Si è tenuta il 21 febbraio, al Ministero afghano delle Finanze, la cerimonia della firma per l'avvio di un nuovo programma per ridurre la mortalità materna e infantile nelle province di Kabul e Herat. Alla cerimonia, presieduta dal Ministro delle Finanze Eklil Ahamad Hakimi, hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia Roberto Cantone, il Ministro della Sanità Ferozuddin Feroz e il titolare della sede AICS a Kabul Rosario Centola. La firma segna un nuovo passo per la cooperazione italo-afghana nel settore sanitario.  Dal 2001, infatti, la Cooperazione italiana ha finanziato progetti in questo settore per oltre 22 milioni di euro.

Il nuovo programma, del valore di 4 milioni di euro e della durata di 3 anni, ha come obiettivo la creazione del primo centro specialistico pubblico di cardiochirurgia neonatale presso l’ospedale pediatrico Indira Gandhi. Grazie a questo centro sarà possibile la diagnosi e il trattamento di neonati con patologie cardiache per le quali è necessario ad oggi  recarsi  all’estero. Il progetto prevede inoltre la formazione del personale per il nuovo centro, la creazione di reparti di maternità e neonatologia presso alcuni ospedali periferici, il supporto all’Institute of Health Science - la principale istituzione che si occupa di formazione sanitaria - e al Dipartimento dei Servizi Curativi del Ministero della Sanità. Nel programma è anche prevista la convenzione con un ospedale specialistico italiano per la formazione dei cardiochirurghi e altro personale specialistico. La formazione sarà effettuata sia in loco che in Italia, con l’obiettivo di migliorare le diagnosi e le terapie grazie al know-how delle strutture sanitarie italiane.

Il settore sanitario, ha ricordato l’Ambasciatore Cantone, è uno dei settori prioritari dell'intervento italiano nel Paese. Da sempre, infatti,  l'Italia ha fortemente sostenuto la sanità pubblica come diritto universale e condizione essenziale per lo sviluppo umano ed economico della popolazione, in linea con l’obiettivo 3 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

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Afghanistan – Inaugurato a Kabul un nuovo centro diagnostico per i tumori

E' stato tagliato il 14 dicembre il nastro d'inaugurazione del Centro diagnostico del dipartimento per lo screening del tumore al seno presso l’ospedale Esteqlal di Kabul, alla presenza del ministro della Salute Ferozuddin Feroz, dell’ambasciatore italiano Roberto Cantone, del direttore della sede AICS di Kabul Rosario Centola e degli esperti del settore sanitario Arif Oryakhail e Marino Martin. Alla cerimonia ufficiale hanno partecipato anche Fawzia Alam, consigliera per la sanità, che ha letto un messaggio a nome della First Lady Rula Ghani, il presidente della commissione Sanità del parlamento insieme ad altri membri del parlamento afgano e lo staff dell’ospedale.

La struttura è stata realizzata grazie a un contributo di circa tre milioni di euro da parte dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, nell’ambito di un progetto più ampio volto a rafforzare i sistemi sanitari provinciali di Kabul e di Herat attraverso il sostegno ai programmi nazionali BPHS (Basic Package Health Service) e EPHS (Essential Package Hospital Service). Grazie al progetto sono state fornite attrezzature per i laboratori, equipaggiamenti elettromedicali per il centro diagnostico (laparoscopia, endoscopia e colonscopia, mammografia, ecocardiografia) ed è stata effettuata la formazione di 50 unità di personale medico e paramedico.

Il ministro della Sanità ha ringraziato il governo italiano per il costante contributo al rafforzamento del sistema sanitario afgano attraverso il supporto diretto alla sanità pubblica. L’ambasciatore italiano e il direttore della sede AICS di Kabul hanno sottolineato come il supporto alla sanità pubblica rappresenti da tempo una priorità dell’intervento italiano nel Paese: a partire dal 2001 l’Italia ha infatti garantito quasi 23 milioni di euro per l’implementazione di programmi sanitari nelle province di Baghlan, Baghdis, Herat, Kabul e Wardak.

A margine dell’evento l’ambasciatore Cantone, il direttore Centola e il ministro della Salute Ferozuddin Feroz hanno avuto l’opportunità di assistere alle ultime fasi dell'allestimento dei nuovi spazi dell’unità ospedaliera.

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Afghanistan – Al via il secondo lotto di lavori per la tangenziale di Herat

E' stato siglato il 27 settembre scorso il contratto per la seconda fase dei lavori della tangenziale di Herat. La cerimonia si è svolta a Palazzo Sapedar, a Kabul, alla presenza di Abdullah Abdullah, Chief Executive Officer della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, Mahmoud Baligh, Ministro dei Lavori Pubblici, Roberto Cantone, Ambasciatore d'Italia in Afghanistan, e Rosario Centola, Direttore della sede AICS di Kabul.

La costruzione della tangenziale di Herat è un progetto infrastrutturale di importanza strategica per la regione occidentale dell'Afghanistan. Il bypass di Herat è completamente finanziato dal governo italiano attraverso un dono al governo afghano per un importo di 24,6 milioni di euro, oltre a 4 milioni di euro all'agenzia UNOPS per la costruzione di un ponte sul fiume Harirod. La nuova tangenziale, di circa 45 km, ridurrà notevolmente il traffico dei mezzi pesanti nel centro della città, così come faciliterà le connessioni tra Herat ed i Paesi vicini, come l'Iran e il Turkmenistan. La costruzione della prima tratta del primo lotto di 20,4 km è in avanzato stato di realizzazione, mentre con la firma del secondo lotto si è dato inizio alla realizzazione della seconda tratta di 25 km, a completamento dell’intera opera. Alle gare di entrambi i lotti hanno partecipato quasi esclusivamente società afghane e anche la progettazione è stata realizzata da una società di ingegneria locale, nel rispetto delle metodologie di intervento del National Rural Access Program che intendono sostenere l’occupazione e l’imprenditoria nazionale.

La costruzione del bypass di Herat porterà enormi vantaggi non solo agli operatori commerciali, riducendo in modo significativo i costi e i tempi di transito, ma anche alla popolazione di Herat, che beneficerà del dirottamento fuori dal centro degli autocarri pesanti.

L'Italia è uno dei principali sostenitori dello sviluppo delle infrastrutture in Afghanistan, con un circa 277 milioni di euro di finanziamenti nel comparto. Di questi fondi, circa 170 milioni di euro riguardano l’impegno economico attuale.

S.E. Abdullah Abdullah, Chief Executive Officer della Repubblica, ha espresso il suo vivo apprezzamento per quanto già realizzato e quanto in fase di realizzazione da parte del governo italiano e dall'Agenzia, in particolare nella regione di Herat e nel comparto delle infrastrutture, che ha dato un forte impulso alla rivitalizzazione socioeconomica dell’area. L'ufficiale si è congedato sottolineando ancora una volta la fondamentale importanza delle infrastrutture per la crescita del Paese ed ha auspicato che la cooperazione italo-afghana continui nel tempo registrando sempre maggiori successi.

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Afghanistan – Kabul e Bamyan più vicine grazie alla nuova strada della Cooperazione

Kabul - Alla presenza del presidente Ashraf Ghani e dell’ambasciatore Roberto Cantone, il 28 agosto si è svolta la cerimonia di inaugurazione della strada che collega Kabul a Bamyan, della lunghezza totale di 136 km, realizzata con un finanziamento della Cooperazione Italiana pari a 99,4 milioni di Euro. La tratta fa parte sia del corridoio di attraversamento est-ovest del Paese, da Kabul a Herat, sia del corridoio nord-sud tra Mazar-e Sharif e Kabul, e comprende un percorso in area montana con due passi a 3.500 metri di altitudine, Onai e Hajigak.

Al fine di consentire una corretta manutenzione della strada sono stati realizzati due impianti per la produzione di asfalto e cemento, con relativi laboratori di testing. Inoltre, nel corso degli anni di costruzione, sono state effettuate tre distribuzioni alimentari per i gruppi vulnerabili che si trovano tra le popolazioni che risiedono nell’area della strada, oltre alla realizzazione di una ventina di progetti comunitari (canali di irrigazione, ponti e strutture d’accesso).

Grazie a questa opera infrastrutturale il tempo di percorrenza Kabul-Bamyan si è ridotto da circa 13 ore a due e mezzo.

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