Burkina Faso – Il grande schermo di CinemArena in 18 villaggi del sud-est del Paese

Ouagadougou - Il 30 marzo scorso si è conclusa la terza campagna di CinemArena in Burkina Faso. L'iniziativa di sensibilizzazione itinerante è stata dedicata ai rischi e ai pericoli correlati alle migrazioni irregolari e alle possibili alternative.

La zona d'intervento della carovana è stata la “Région du Centre-Est”, dove ha toccato 18 villaggi rurali raggiungendo un pubblico di oltre 10mila persone. La partecipazione è stata ampia, non solo alle proiezioni dei film, ma anche alle fasi del dibattito che hanno seguito i video e gli sketch girati insieme ai giovani del villaggio durante la giornata.

In ogni tappa del suo percorso, anche questa edizione della campagna ha creato momenti di riflessione e di aggregazione sociale che sono stati molto apprezzati dalle comunità invitate a radunarsi davanti al grande schermo del camion di CinemArena.

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Burkina Faso – “Bridging the gap”, un ponte europeo per una società più inclusiva della disabilità

Ouagadougou - Il 22 febbraio scorso la sede AICS nella capitale del Burkina Faso ha organizzato il lancio ufficiale del progetto Bridging the Gap/Combler l’Écart, iniziativa finanziata dall’Unione Europea e coordinata dalla fondazione spagnola FIAPP che punta a promuovere l'inclusione sociale della disabilità in cinque Paesi partner. L’Agenzia partecipa al cofinanziamento e interviene con azioni specifiche in Burkina Faso e Sudan.

Il lancio del progetto ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di attori attivi nel settore della disabilità e dell’inclusione sociale. Tra le autorità che hanno espresso un sostegno all'iniziativa, il segretario di stato del Ministero senegalese della Donna, M.me Yvette Dembélé.

Nel corso dell’evento sono state presentate le linee generali del progetto ed è stato rinnovato l’impegno da parte delle autorità e dei partner locali alla realizzazione delle attività.

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Burkina Faso – Alta formazione per lo sviluppo e l’innovazione rurale con il programma Agrinovia

Agrinovia è un programma di formazione universitaria e professionale il cui obiettivo è costruire nuove competenze a sostegno dell'innovazione rurale in Burkina Faso e in Africa, contribuendo a migliorare l’impatto delle azioni di sviluppo sostenibile in ambito rurale, in linea con l’Agenda 2030. Coordinato dall’Università di Ouagadougou, in collaborazione con il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Roma Tre e con un network di partner africani ed europei, Agrinovia forma agenti di sviluppo capaci di identificare, co-validare e diffondere le innovazioni contadine in ambito tecnico, sociale ed economico, innescando dinamiche di riduzione della povertà e di sviluppo rurale sostenibile e partecipato.

Agrinovia nasce nel 2009 come progetto di formazione pilota finanziato dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), rispondendo alla necessità, emersa dal lavoro sul campo con le comunità locali, di ripensare la tradizionale figura dell’agente di sviluppo, spesso impegnato esclusivamente nel trasferimento verticale di saperi, tecnologie e modelli produttivi “importati” dall’esterno, con risultati discutibili in termini di efficacia e sostenibilità. La nuova generazione di operatori che Agrinovia inizia a formare, lavora invece alla creazione di un proficuo scambio tra saperi contadini e saperi formali, facilitando l’incontro tra sistemi di conoscenze, a partire dalle potenzialità innovatrici delle comunità rurali.

Nel 2010, grazie al sostegno della Cooperazione italiana che permette un coinvolgimento sempre più attivo dell’Università Roma Tre, il programma pilota Agrinovia diviene un vero e proprio Master di II livello erogato dalla Facoltà di Scienze Umane dell’Università Joseph Ki-Zerbo di Ouagadougou, con l’ambizione di creare un polo formativo di eccellenza e di respiro internazionale in Africa. Il Master “Agrinovia: apprendere ad innovare in partenariato”, coordinato dal Prof. Jacques Nanema, propone una formazione pluridisciplinare, che integra le diverse competenze necessarie a gestire la complessità del processo di emersione e co-validazione delle innovazioni locali. Particolare attenzione è dedicata alla formazione di capacità di gestione, accompagnamento e messa in rete dei partenariati di agenti che, a vari livelli, intervengono nel processo d’innovazione.

Il corpo docente, formato da professori e ricercatori di università africane ed europee, è arricchito dagli interventi di formatori ed esperti di terreno (staff di progetti multilaterali, ONG, organizzazioni contadine) e dalla presentazione di casi studio e visite sul campo, così da garantire un feedback continuo tra teoria e pratica dello sviluppo rurale. Il contributo dell’Università Roma Tre, coordinato dal Prof. Pasquale De Muro, è quello di apportare alla formazione Agrinovia una comprovata esperienza su tematiche come l’analisi socioeconomica delle situazioni di povertà rurale, la promozione dello sviluppo umano e della sicurezza alimentare, e la valutazione d’impatto dei progetti.

Il Master, della durata complessiva di 9 mesi (ottobre-luglio), prevede una fase intensiva in aula della durata di circa tre mesi e un lavoro sul campo della durata di quattro mesi, presso Ong, progetti o associazioni contadine. La tesi di ricerca è poi discussa davanti a una giuria mista (professionisti e accademici) a conclusione del percorso formativo.

Dalla prima fase pilota del 2009 fino all'anno accademico 2016-17, sono stati formati più di 120 studenti provenienti da Burkina Faso, Benin, Togo, Repubblica Democratica del Congo, Niger, Chad, RCA, Camerun, Madagascar, Italia, Belgio e Svizzera, molti dei quali oggi lavorano con successo per agenzie governative, organizzazioni internazionali e Ong. Il numero medio di partecipanti per ogni edizione è di 20 studenti. Dal 2014, l’offerta formativa Agrinovia si arricchisce ulteriormente con l’erogazione di corsi di formazione breve “on demand” (Agrinovia Pro), destinati al personale dei progetti e della durata media di due settimane intensive, che condividono con il Master l’assetto pedagogico e il forte legame con il terreno. Agrinovia, inoltre, organizza seminari e incontri sui temi cruciali dello sviluppo rurale in Africa, coordinando un network internazionale di università ed esperti e animando una piattaforma di scambio e condivisione di buone pratiche e competenze.

Il 2017 segna l’avvio del terzo progetto Agrinovia sostenuto da AICS e realizzato da Roma Tre. Dopo due progetti annuali che hanno investito nella definizione dell’offerta didattica, nelle strutture fisiche e nella strumentazione, nell’erogazione di borse di studio e nella promozione della formazione, il nuovo intervento “Agrinovia 3.0: apprendere ad innovare per promuovere lo sviluppo rurale sostenibile” avrà durata triennale (2017-2020). Obiettivi del nuovo progetto sono l’aggiornamento del curriculum del Master, il miglioramento della qualità delle tesi di ricerca, la pubblicazione di working papers, il rafforzamento della rete francofona dei partner e la progettazione di una formazione pilota in lingua inglese, l’evoluzione del sito web in una piattaforma comunicativa più avanzata.

L’esperienza di Agrinovia 3.0 sarà raccontata nel lungometraggio “I diari dell’innovazione” realizzato dal Centro Produzione Audiovisivi del Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo di Roma Tre.

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Burkina Faso – CinemArena, il grande schermo arriva in luoghi remoti per aggregare e sensibilizzare

Nell'ambito della rassegna di film documentari Meridiano Zero, in programma dall'11 al 15 ottobre a Firenze, ci sarà spazio anche per la presentazione di CinemArena, storico programma itinerante della Cooperazione italiana che porta il cinema nelle regioni più remote per creare occasioni di aggregazione e sensibilizzazione sociale. Alla presenza del regista José Carlos Alexandre, la campagna realizzata in Burkina Faso nella primavera 2017 sarà presentata al pubblico giovedi 12 ottobre alle 20.30 nella sede AICS di Firenze.

Il team di CinemArena, ormai abituato a portare il grande schermo nei luoghi più remoti, dall'Etiopia a Myanmar, è approdato quest’anno in Burkina Faso per sensibilizzare le popolazioni locali sui rischi e i pericoli legati alla migrazione irregolare.

Nell'arco di quattro settimane la campagna ha raggiunto 23 villaggi nel centro-est del Paese con un camion 4x4, equipaggiato di maxischermo e impianto fotovoltaico che ha consentito l'utilizzo dell'energia solare per oltre 4 ore di proiezione. Ovunque, l’arrivo stesso di un mezzo così grande ha rappresentato fin da subito una grande attrazione per i bambini e i più curiosi, che hanno partecipato al montaggio del set. Prima della proiezione serale, inoltre, gli abitanti sono stati coinvolti nella registrazione di interviste e sketch -  in questa occasione sul tema della migrazione - poi proiettati nel corso dell'evento. Il grande effetto offerto dalla visione di un film sul grande schermo è stato così amplificato dalle clip che vedevano protagonista la popolazione locale.

Questa modalità di realizzazione delle campagne informative, già sperimentata con successo nel corso della ultradecennale esperienza di CinemArena, rafforza infatti il processo di identificazione del pubblico presente alle proiezioni, contribuendo all'efficacia ai messaggi che vengono trasmessi e incoraggiando i destinatari a sentirsi attori attivi del proprio cambiamento.

A questa prima campagna di CinemArena sul tema dei rischi connessi alla migrazione irregolare farà seguito una seconda campagna autunnale, in altre aree del Burkina Faso. L’iniziativa, in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, sarà poi estesa ad altri Paesi africani.

Cinema nei villaggi in Senegal per mostrare la verità sull’inferno delle migrazioni (Dire.it)

 

foto: Laura Di Castro

 

Burkina Faso – Opportunità di lavoro e formazione per contrastare la povertà e l’abbandono dei territori

Lo scorso 17 agosto si è svolta a Tenkodogo la cerimonia d’apertura del progetto "JEM Centro-Est" per il rafforzamento dell'occupazione e dell'imprenditoria giovanile e la riduzione dei rischi di emigrazione irregolare nella regione del Centro-Est. L'iniziativa, finanziata dall’AICS e sostenuta da un contributo del Belgio, è implementata dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni in Burkina Faso.

Di durata triennale, il progetto intende contribuire allo sviluppo socio-economico del Burkina Faso e frenare l'emigrazione irregolare attraverso l'istituzione di un sistema di credito a rotazione per il rafforzamento dell'occupazione e delle capacità imprenditoriali dei giovani che vivono nella regione del Centro-Est, al confine con il Ghana e il Togo. La scelta di questa regione risponde a problematiche di povertà e disoccupazione che, pur essendo diffuse in tutto il Burkina Faso, si dimostrano qui particolarmente rilevanti a causa di vari fattori socio-economici. La mancanza di opportunità generatrici di reddito e l’alto tasso di disoccupazione giovanile sono infatti alla base dell’ampio fenomeno di migrazione che avviene principalmente in direzione dei maggiori centri urbani come Ouagadougou e Bobo Dioulasso e verso i Paesi europei industrializzati, passando per la Libia.

In questo contesto il progetto JEM Centro-Est intende offrire ai giovani della regione, compresi i gruppi vulnerabili, le donne e le persone portatrici di handicap, delle opportunità di credito e di formazione che rispondano alle richieste del mercato, oltre che incoraggiare l'imprenditoria e sostenere attività generatrici di reddito per creare alternative all'abbandono del territorio.

Il lancio del progetto, organizzatto dall’OIM, ha permesso ai diversi partner di confrontarsi sul fenomeno della disoccupazione giovanile e di discutere le strategie di implementazione. Alla cerimonia di Tenkodogo hanno preso parte il Governatore del Centro-Est, il Segretario Generale del Ministero della Gioventù, il titolare di sede AICS di Ouagadougou Gennaro Gentile, la rappresentante dell’Ambasciata del Belgio, i referenti di OIM Burkina Faso e una delegazione di giovani locali.

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Il miele del Burkina Faso: fonte di reddito e risorsa per l’ambiente

Paese prioritario per la Cooperazione italiana, il Burkina Faso presenta nette differenze nel suo sviluppo tra le aree saheliane, a nord, e quelle più umide, a sud. Le zone meridionali hanno un clima adatto per la coltivazione del cotone, il prodotto principale di questo Paese privo di sbocchi sul mare. Il Burkina Faso è inoltre interessato da un importante fenomeno di migrazione interna alla Regione Saheliana dell’Africa Occidentale, in particolare verso la Costa d'Avorio, e rappresenta quindi una delle principali zone di transito dell’intera area.

Riconoscendo l'importanza di sostenere lo sviluppo endogeno di uno dei Paesi considerati chiave nel processo di stabilizzazione della Regione Saheliana, nel 2015 la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale ha finanziato il progetto “Valorizzazione dell’apicoltura per la sicurezza alimentare nelle Province di Gna-Gna, Komondjari, Tapoa, Kenedougou, Leraba e Goua – Fase I”. Tale iniziativa, che ha preso avvio il 25 luglio 2015, opera a sostegno della popolazione rurale del Burkina Faso in tre province situate a est del Paese e in altre tre a ovest.

L’apicoltura in Burkina Faso sta attraversando una fase di evoluzione: da attività relegata in secondo piano, quale era una volta, si sta trasformando in occupazione generatrice di reddito fisso per la famiglia rurale. Con una produzione annuale di circa 500 tonnellate di miele - corrispondenti a un reddito lordo di circa 1,5 miliardi di franchi CFA riversati nell'economia nazionale - l'apicoltura tende oggi sempre più a qualificarsi come un’attività in grado di contribuire alla dinamica nazionale di lotta contro l’insicurezza alimentare e la povertà rurale. Rispetto ad altri Paesi africani, la filiera del miele in Burkina è ancora “giovane”, basta considerare che le produzioni annuali in Etiopia e Tanzania si aggirano intorno, rispettivamente, alle 45.000 e 30.000 tonnellate.

Il progetto della Cooperazione Italiana, oggi gestito dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, intende contribuire al processo di transizione verso sistemi più razionali di allevamento delle api tramite la valorizzazione del prodotto miele e dei suoi derivati, intervenendo quindi sugli aspetti quali-quantitativi della produzione mellifera. Il trasferimento di conoscenze agli apicoltori e la fornitura di attrezzature, finalizzate a una più efficace pratica apicola, hanno l’obiettivo di rendere più competitivo a livello continentale il settore nazionale dell’apicoltura.

450 apicoltori beneficiari e 90 agenti del Ministero delle Risorse Animali, controparte del Progetto, sono stati formati in tecniche di allevamento delle api e di produzione del miele e dei suoi sottoprodotti. Nei prossimi mesi, kit completi per la buona conduzione dell’attività apicola saranno distribuiti ai beneficiari. Per incrementare le capacità produttive e commerciali della filiera, il progetto prevede inoltre la costruzione e l’equipaggiamento di due centri di prima trasformazione del miele grezzo e l’accompagnamento tecnico-logistico dell’Unione degli Apicoltori che si incaricherà della gestione delle mielerie.

Sviluppare l’apicoltura significa investire in una filiera che, per sua natura, favorisce la salvaguardia dell’ambiente, data la dipendenza di molte specie vegetali dalla funzione di fecondazione operata dalle api. Tale attività ha ricadute positive non solo sul mantenimento della biodiversità ma anche sulle coltivazioni agricole circostanti, facendo dell’apicoltura una valida risorsa, sia dal punto di vista ecologico che economico.

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