In Colombia, con il sostegno di Aics, i riciclatori guadagnano preservando l’ambiente

Colombiani e venezuelani hanno trovato nel riciclo un modo per sostenere finanziariamente le loro famiglie e per contribuire alla sostenibilità delle loro comunità a Barranquilla e Santa Marta, sulla costa della Colombia, grazie anche al finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).

La categoria dei riciclatori è però spesso costretta ad affrontare situazioni di sfruttamento lavorativo: succede spesso che le aziende che acquistano i materiali non paghino, o impieghino mesi per farlo. Con il sostegno di Aics, dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), e de il suo partner, Pastoral Social, ai riciclatori vengono fornite competenze trasversali e un orientamento su quali siano i diritti e gli strumenti necessari per svolgere il proprio lavoro in maniera più consapevole e in condizioni più dignitose.

Riciclatori come Anleidys, Victor e Nairis trasformano cartone, vetro, alluminio e ferro in oggetti decorativi per la casa, il giardino e il patio. I ricavi ottenuti grazie a queste attività consentono ai loro di guadagnare una maggiore autonomia lavorativa e di supplire alle spese domestiche, quali il vitto e l’alloggio. Il contributo dei riciclatori venezuelani in Colombia appare spesso invisibile alla società, a causa della poca conoscenza del corretto smaltimento e sul ruolo fondamentale del riciclo. Per queste ragioni, i riciclatori si sono a tutti gli effetti degli attivisti ambientali.

Con il supporto del Cesvi, un team promuove giornate dedicate alla piantumazione di alberi, alla pulizia degli spazi pubblici e alla sensibilizzazione sull’importanza del riciclo. In una campagna informativa realizzata grazie al sostegno di Cesvi e Acnur gli attivisti sono andati casa per casa armati di opuscoli informativi per spiegare alla gente come separare i rifiuti riciclabili da quelli non riciclabili, in modo che tutti facciano la propria parte per l’ambiente e per il benessere della comunità.

Colombia, la storia di Sandra: da sfollata a vincitrice di un premio sostenuto da Aics

Sandra Milena Campo è una delle tante donne che in Colombia hanno deciso di impegnarsi per garantire una pace duratura alla propria comunità, scossa da conflitto e violenza. Attualmente residente nel municipio di San Estanislao de Kostka, nel dipartimento di Bolívar, questa donna afro-discendente è stata vittima di sfollamento a causa del conflitto armato; un conflitto armato che ha portato allo sfollamento di oltre 2,7 milioni di donne e che espone le donne – soprattutto afro-colombiane e appartenenti a popolazioni indigene – a continui rischi di violenze, che vanno dalle minacce, omicidio, terrorismo, tortura, fino alle sparizioni involontarie, schiavitù sessuale, stupri, abusi sessuali, gravidanze indesiderate e aborti.

Ma Sandra non si è data per vinta: il suo spirito di resilienza e la sua volontà di preservare la conoscenza tradizionale della sua comunità l’hanno portata ad entrare a far parte del Consiglio Comunitario El Mango de la Púa II, per rappresentare i diritti delle famiglie di discendenti di schiavi africani stabilitisi nell’area. D’altronde è noto: quando le donne sono incluse nei processi decisionali per la costruzione della pace e di risposta alle crisi, esse contribuiscono significativamente ad accelerare la ripresa economica, prevenire la radicalizzazione dei conflitti, oltre che far progredire l'uguaglianza di genere.

Oltre al lavoro a tutela della sua comunità, Sandra si dedica a varie attività produttive, quali la produzione artigianale di abiti e accessori e la coltivazione di alberi da frutto, piante officinali e fiori. L’impatto che queste attività hanno avuto sulla creazione di posti di lavoro e di reddito nella comunità l’hanno resa la vincitrice del Premio nazionale di Donne Trasformatrici della Colombia rurale 2022, nella categoria “Donna Conservatrice del Territorio”, riconoscimento assegnato dall’Agenzia nazionale del territorio (Ant) in collaborazione con il Programma DRET II, realizzato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), in collaborazione con la Delegazione dell’Unione europea in Colombia e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’agricoltura.

Nell’ambito del premio, Sandra ha avuto l’opportunità di partecipare a uno scambio di esperienze in otto municipi del dipartimento di Boyacá, dove ha potuto incontrare altre donne che, come lei, stanno contribuendo allo sviluppo delle loro comunità con attività produttive nei settori dell’agricoltura, del turismo e dell’artigianato.

“Grazie a questa esperienza mi sono arricchita di nuove conoscenze, di persone meravigliose e di storie che mi incoraggiano a continuare a fare quello che faccio” racconta. “Alle donne contadine del resto del Paese vorrei dire che tutto è possibile e che bisogna continuare a tessere il proprio futuro, la propria famiglia, il proprio territorio e la propria cultura”.

Inaugurata a Bogotà la nuova sede Aics con competenza regionale sul Sud America

Il 2 dicembre 2022 si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della nuova sede dell'Agenzia italiana per la coperazione allo sviluppo (Aics) di Bogotà, con competenza sull’intera regione sudamericana.

La presenza di Aics nella capitale colombiana risale al 2017, in concomitanza con il primo fondo Fiduciario dell’Unione europea per la Pace. L’Italia riveste un ruolo sempre più un importante come donatore europeo in Colombia e sta rafforzando le sue competenze in settori chiave per lo sviluppo socioeconomico del Paese andino, quali lo sviluppo rurale sostenibile, la stabilizzazione territoriale e la migrazione inclusiva. Per queste ragioni, a partire dal 1° aprile 2022, è stata istituita a Bogotà la sede regionale di Aics con competenza su tutto il continente sudamericano.

La cerimonia d’inaugurazione è cominciata con lo scioglimento del nastro nei nuovi uffici della sede alla presenza del direttore generale dell’Aics, Luca Maestripieri, e di Alicia Alejandra Alfaro Castillo, del ministero degli Affari Esteri colombiano. Dopodiché, la delegazione si è spostata nelle sale del Museo del Chicó, dove è stata accolta dalle parole di apertura dell’ambasciatore italiano in Colombia, Gherardo Amaduzzi, che ha lodato il lavoro svolto da Aics dal suo arrivo nel Paese: "In questi sei anni l'Italia ha tracciato e guidato con determinazione gli sforzi dei diversi governi colombiani per realizzare un Paese più stabile nel suo cammino verso la pace totale".

Successivamente, Alvaro Calderón, direttore di Cooperazione internazionale presso il ministero degli Affari Esteri colombiano, ha definito l'apertura della sede Aics di Bogotà "una buona notizia, perché conferma il rapporto di cooperazione che esiste tra Italia e Colombia".

Il direttore della sede regionale Aics di Bogotá, Mario Beccia, ringraziando per l’appoggio ricevuto in questi mesi, ha dichiarato che le direttive ricevute da Maestripieri, dopo la nomina di direttore della nuova sede, "sono state molto chiare sin dall'inizio: assicurare una cooperazione aperta, dinamica e moderna, che tenga la Colombia al centro".

Infine, il direttore dell'Aics, Luca Maestripieri ha preso la parola per ribadire la forte presenza della cooperazione italiana nella regione sudamericana, nella quale apporta un contributo complessivo di 170 milioni di euro, tra canali bilaterali e multilaterali e crediti d’aiuto.

“Questa prospettiva regionale fa senza dubbio parte della vocazione e dell'identità di questa nuova sede Aics, che nasce con il duplice obiettivo di garantire continuità alle eccellenti esperienze che l'Italia ha avuto in altri Paesi, nonché di promuovere l'innovazione negli strumenti e nelle modalità di cooperazione che coinvolgano in particolar modo il settore privato, la finanza innovativa, le banche di sviluppo e altre organizzazioni internazionali”.

La missione di Maestripieri presso la sede di Bogotá è continuata nel Dipartimento del Huila, situato a sud-ovest della capitale colombiana, dove ha avuto modo di visitare sul territorio il progetto “Agricoltura e turismo sostenibile per il consolidamento della pace in Colombia – Paz Colombia” finanziato dall’Aics e implementato dall’Organizzazione internazionale italo-latinoamericana (Iila). In particolar modo, ha potuto visitare le installazioni dell’Istituto Nazionale colombiano di Formazione Primaria (Sena), importante alleato dell’Agenzia nel Paese, a Campoalegre e percorrere la Ruta Magica del Cafè, un’iniziativa che promuove il turismo comunitario sostenibile coinvolgendo una serie di fincas, aziende agricole produttrici di caffè presenti nell’area, dove ha incontrato i principali beneficiari e le associazioni di coltivatori di caffè interessate.

Nell’ottica regionale che caratterizza la nuova sede Aics di Bogotà, la missione del direttore Maestripieri, è continuata con una visita di tre giorni a Quito, dove ha avuto modo di conoscere alcune delle iniziative finanziate da Aics in Ecuador.

Colombia – Sviluppo rurale per la pace, l’Italia partecipa all’attuazione degli accordi de L’Avana

Bogotà - Con il sostegno del Fondo fiduciario dell'Unione europea per la Colombia, a cui la Cooperazione italiana ha contribuito con un versamento di 3 milioni di euro nel dicembre 2016, lo scorso 13 dicembre è stato firmato presso la residenza dell’ambasciatrice d’Italia in Colombia Caterina Bertolini il contratto di affidamento del progetto "La paz única esperanza para el desarrollo económico y social – PUEDES”.

L'iniziativa sarà realizzata dalla Ong italiana CISP - Comitato Internazionale per Sviluppo dei Popoli, attiva in Colombia da più di trent'anni, e da Coopermondo, associazione appartenente alla Confederazione nazionale delle cooperative italiane. Il progetto prevede un finanziamento di 3,3 milioni di euro e consentirà di beneficiare circa cinquemila famiglie nei municipi di Puerto Asis, Puerto Caicedo, Orito, Valle del Guamuez e Puerto Leguizamo nel dipartimento del Putumayo.

Alla firma simbolica del contratto tra la UE e le Ong italiane consorziate hanno partecipato, insieme all’ambasciatrice Bertolini e al rappresentante AICS a Bogotà Luca De Paoli, Rafael Pardo, Ministro per il post-conflitto, Rachel Brazier, incaricata d'affari della delegazione UE in Colombia e Francisco Garcia, direttore del Fondo fiduciario europeo per la Colombia.

Il progetto PUEDES, che rappresenta il secondo intervento finanziato dal Fondo UE, risponde ai punti I e III dell'accordo di pace firmato a L'Avana nel 2016 ed è orientato verso alcuni risultati specifici: rafforzare lo sviluppo rurale con un approccio territoriale, focalizzando gli interventi con strategie di cooperativismo, partenariato e marketing; selezionare e implementare progetti produttivi che generino sviluppo economico; potenziare le capacità locali di pianificazione e rafforzare l’identità culturale delle comunità dei municipi coinvolti. L'elaborazione dell'iniziativa è stata portata a termine con il prezioso supporto dell'ufficio AICS di Bogotà.

Nell'occasione, l'ambasciatrice ha ribadito "l’impegno che l’Italia ha assunto verso la Colombia e il presidente Santos per sostenere la fase del post-conflitto successiva alla firma degli accordi di pace". E' stato inoltre sottolineato inoltre "il ruolo rilevante che la Cooperazione italiana sta assumendo a supporto del settore rurale quale volano per favorire lo sviluppo economico del Paese", il primo e forse più importante punto degli accordi di pace.

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