In Colombia, con il sostegno di Aics, i riciclatori guadagnano preservando l’ambiente

Colombiani e venezuelani hanno trovato nel riciclo un modo per sostenere finanziariamente le loro famiglie e per contribuire alla sostenibilità delle loro comunità a Barranquilla e Santa Marta, sulla costa della Colombia, grazie anche al finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).

La categoria dei riciclatori è però spesso costretta ad affrontare situazioni di sfruttamento lavorativo: succede spesso che le aziende che acquistano i materiali non paghino, o impieghino mesi per farlo. Con il sostegno di Aics, dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), e de il suo partner, Pastoral Social, ai riciclatori vengono fornite competenze trasversali e un orientamento su quali siano i diritti e gli strumenti necessari per svolgere il proprio lavoro in maniera più consapevole e in condizioni più dignitose.

Riciclatori come Anleidys, Victor e Nairis trasformano cartone, vetro, alluminio e ferro in oggetti decorativi per la casa, il giardino e il patio. I ricavi ottenuti grazie a queste attività consentono ai loro di guadagnare una maggiore autonomia lavorativa e di supplire alle spese domestiche, quali il vitto e l’alloggio. Il contributo dei riciclatori venezuelani in Colombia appare spesso invisibile alla società, a causa della poca conoscenza del corretto smaltimento e sul ruolo fondamentale del riciclo. Per queste ragioni, i riciclatori si sono a tutti gli effetti degli attivisti ambientali.

Con il supporto del Cesvi, un team promuove giornate dedicate alla piantumazione di alberi, alla pulizia degli spazi pubblici e alla sensibilizzazione sull’importanza del riciclo. In una campagna informativa realizzata grazie al sostegno di Cesvi e Acnur gli attivisti sono andati casa per casa armati di opuscoli informativi per spiegare alla gente come separare i rifiuti riciclabili da quelli non riciclabili, in modo che tutti facciano la propria parte per l’ambiente e per il benessere della comunità.

Colombia – Sviluppo rurale per la pace, l’Italia partecipa all’attuazione degli accordi de L’Avana

Bogotà - Con il sostegno del Fondo fiduciario dell'Unione europea per la Colombia, a cui la Cooperazione italiana ha contribuito con un versamento di 3 milioni di euro nel dicembre 2016, lo scorso 13 dicembre è stato firmato presso la residenza dell’ambasciatrice d’Italia in Colombia Caterina Bertolini il contratto di affidamento del progetto "La paz única esperanza para el desarrollo económico y social – PUEDES”.

L'iniziativa sarà realizzata dalla Ong italiana CISP - Comitato Internazionale per Sviluppo dei Popoli, attiva in Colombia da più di trent'anni, e da Coopermondo, associazione appartenente alla Confederazione nazionale delle cooperative italiane. Il progetto prevede un finanziamento di 3,3 milioni di euro e consentirà di beneficiare circa cinquemila famiglie nei municipi di Puerto Asis, Puerto Caicedo, Orito, Valle del Guamuez e Puerto Leguizamo nel dipartimento del Putumayo.

Alla firma simbolica del contratto tra la UE e le Ong italiane consorziate hanno partecipato, insieme all’ambasciatrice Bertolini e al rappresentante AICS a Bogotà Luca De Paoli, Rafael Pardo, Ministro per il post-conflitto, Rachel Brazier, incaricata d'affari della delegazione UE in Colombia e Francisco Garcia, direttore del Fondo fiduciario europeo per la Colombia.

Il progetto PUEDES, che rappresenta il secondo intervento finanziato dal Fondo UE, risponde ai punti I e III dell'accordo di pace firmato a L'Avana nel 2016 ed è orientato verso alcuni risultati specifici: rafforzare lo sviluppo rurale con un approccio territoriale, focalizzando gli interventi con strategie di cooperativismo, partenariato e marketing; selezionare e implementare progetti produttivi che generino sviluppo economico; potenziare le capacità locali di pianificazione e rafforzare l’identità culturale delle comunità dei municipi coinvolti. L'elaborazione dell'iniziativa è stata portata a termine con il prezioso supporto dell'ufficio AICS di Bogotà.

Nell'occasione, l'ambasciatrice ha ribadito "l’impegno che l’Italia ha assunto verso la Colombia e il presidente Santos per sostenere la fase del post-conflitto successiva alla firma degli accordi di pace". E' stato inoltre sottolineato inoltre "il ruolo rilevante che la Cooperazione italiana sta assumendo a supporto del settore rurale quale volano per favorire lo sviluppo economico del Paese", il primo e forse più importante punto degli accordi di pace.

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