Nuovo museo Ars Aevi di Sarajevo, Italia e Bosnia Erzegovina disegnano la contemporaneità

Con un prestigioso evento di lancio, in collaborazione con le autorità della Bosnia Erzegovina, l’ambasciata d’Italia a Sarajevo e l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) nei Balcani Occidentali hanno aperto la prima fase dei lavori per la realizzazione del museo Ars Aevi finanziata dall'Aics.

Ars Aevi è un parziale anagramma della parola Sarajevo. Si tratta di un originale progetto di fondazione di un museo d’arte contemporanea, originato da una volontà collettiva e dalla cooperazione etica di importanti artisti internazionali, curatori e musei d’arte contemporanea. Nato come collezione d'arte durante la guerra, nel 1992, ora ospita opere d’arte donate da alcuni dei più rinomati artisti contemporanei locali e internazionali. Un primo progetto per il nuovo museo è stato offerto alla città di Sarajevo dall’architetto italiano Renzo Piano, che ha anche donato i materiali utilizzati nella costruzione del ponte pedonale che attraversa il fiume Miljacka nei pressi della sede del futuro Museo.

L’ambasciata italiana a Sarajevo ha svolto negli anni un ruolo di stimolo e sostegno per tutti gli enti locali coinvolti, costruendo consapevolezza del valore del progetto non solo dal punto di vista artistico e culturale ma anche come strumento di riconciliazione e dialogo interetnico, sostenuto in questo compito dall’ufficio locale dell’Unesco.

L’Aics è da tempo partner di Ars Aevi e si è offerta di sostenere finanziariamente il progetto definitivo ed esecutivo del museo, sulla base del progetto iniziale di Renzo Piano, in stretta collaborazione con gli enti locali e con il laboratorio edile Renzo Piano. Nel novembre 2021 il Comune di Sarajevo, il Cantone di Sarajevo e l’Istituto per l’Edilizia del Cantone di Sarajevo hanno firmato un accordo storico sull’attuazione del progetto per la costruzione del museo d’arte contemporanea Ars Aevi e poco dopo è stato emesso un permesso di costruire per il quadrante C di Marijin Dvor. Da allora, l’Aics ha lavorato quotidianamente per il progetto definitivo ed esecutivo del museo. In questi giorni l'Agenzia ha concluso la procedura di appalto e lo studio selezionato potrà iniziare i suoi lavori nelle prossime settimane.

Allo stesso tempo, sono state intraprese iniziative con importanti organizzazioni internazionali, come l’Unesco in Bosnia Erzegovina (BiH), per istituire un fondo multi-donatore che raccoglierà i contributi, pubblici e privati, che renderanno possibile la prossima costruzione del museo.

Stefania Vizzaccaro, rappresentante dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo nei Balcani occidentali, ha affermato: "La cultura è una priorità per l’impegno della cooperazione italiana in Bosnia Erzegovina e in tutti i Balcani occidentali. Due sono le principali aree di intervento: tutela del patrimonio culturale e valorizzazione delle industrie creative contemporanee. La strategia regionale dell’Agenzia mira a promuovere la cultura come mezzo di opposizione alla guerra. Il patrimonio del passato e l’arte contemporanea sono la migliore garanzia di pacifica convivenza e sviluppo sostenibile per le nuove generazioni bosniache ed erzegovine, e vorrei dire, europee”.

In occasione dell'evento di lancio di inizio lavoro l’ambasciatore d’Italia in Bosnia Erzegovina, Marco Di Ruzza, ha sottolineato che “l’Italia ha creduto in questo progetto sin dall’inizio ed è orgogliosa di presentare alla Città di Sarajevo i risultati di questa straordinaria partnership tra i nostri due Paesi. Ars Aevi rappresenta i valori universali di pace e umanità. È un ricordo vivo del potere dell’arte come ponte tra i popoli e le culture".

Il direttore di Aics Maestripieri racconta i progetti di tutela del patrimonio culturale al Festival della Letteratura di Viaggio

La cultura è un ambito importante di intervento della Cooperazione italiana. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e immateriale, rappresentano validi strumenti di sviluppo socioeconomico delle comunità locali, anche nell’ottica di un turismo sostenibile. Lo ha ricordato il direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), Luca Maestripieri, intervenuto in un panel dal titolo “Incontro Viaggio, cooperazione, diplomazia culturale”, all’interno del Festival della Letteratura di Viaggio che si è tenuto a Roma dal 29 settembre al 2 ottobre 2022.

All'evento hanno partecipato anche Paolo Sabbatini, della Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Azedine Beschaouch, epigrafista, archeologo e storico tunisino, responsabile del progetto di restauro di Angkor Wat, in collegamento, e l’esperta di cooperazione e autrice Paola Boncompagni.

Fino dalla sua apertura, l’Agenzia ha investito nel settore culturale erogando in totale 70 milioni di euro, ha ricordato Maestripieri durante la tavola rotonda, per poi passare a raccontare alcuni tra i progetti di tutela del patrimonio culturale che Aics ha finanziato in questi anni. In Libano, per esempio, sono state restaurate le pitture murali che ricoprono la Tomba di Tiro, presso il museo nazionale di Beirut e il Tempio di Giove, così come è restaurato e riqualificato l’antico di serraglio di Baalbek. In Egitto l'Agenzia ha finanziato la creazione di aree protette e l'istituzione di un museo dei Fossili, mentre  in Vietnam ha contribuito a restaurare e valorizzare i monumenti del sito di My Son e in Myanmar ha sostenuto la candidatura della valle dei templi di Bagan a patrimonio Unesco. L'Aics è attiva anche nella tutela del sito di Petra e della città di Jerash, in Giordania, e ha in corso due importanti iniziative simili in Albania: la prima per il sito archeologico di Antigonea e l'antico villaggio di Benje, la seconda per il nuovo parco archeologico di Bylis.

Più in generale Maestripieri ha evidenziato la forte presenza in tutto il mondo dell’Agenzia che dirige, con le sue 18 sedi estere. Il direttore ha poi parlato in particolare degli interventi dell’Aics nei paesi prioritari per la cooperazione. Interventi guidati, ha ribadito il direttore, dai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che fissano un traguardo difficile quanto ambizioso.

Il direttore Luca Maestripieri al Festival della Letteratura di Viaggio 2022
Il panel al quale ha partecipato il direttore Luca Maestripieri durante il Festival della Letteratura di Viaggio 2022