Egitto – Riabilitazione e assistenza tecnica per lo sviluppo rurale della costa nord ovest

Il 5 aprile scorso, nella città costiera di Marsa Matrouh, si è svolto l'evento di chiusura del progetto MARSADEV - Matrouh Rural Sustainable Development Project. Il progetto ha puntato a migliorare le condizioni di vita nelle comunità rurali della costa nord ovest dell'Egitto attraverso la riabilitazione, protezione e promozione delle risorse naturali e la valorizzazione delle colture principali, olio d'oliva e fichi.

A livello di strutture, il progetto ha offerto un supporto alla gestione sostenibile delle risorse naturali nelle zone aride delle terre agro-pastorali attraverso la riabilitazione di tre chilometri di Wadi e la costruzione di 30 cisterne, serbatoi e altri dispositivi per la raccolta dell'acqua piovana.

Inoltre, il progetto ha visto lo svolgimento di attività di assistenza tecnica per il miglioramento delle pratiche agronomiche con l'obiettivo di aumentare le rese e ha fornito incentivi per attività generatrici di reddito, con particolare attenzione alle condizioni socio-economiche delle popolazioni beduine e alla valorizzazione del ruolo delle donne.

Sviluppata nel corso di tre anni, l'iniziativa è stata gestita dal CIHEAM di Bari in partenariato con il Desert Research Center del Ministero egiziano dell'Agricoltura e della Bonifica.

L’evento di chiusura, che ha tracciato un bilancio delle attività realizzate e una ricognizione delle prossime sfide sul terreno, ha visto la partecipazione del direttore del Desert Research Center, Naim Moselhy, del titolare della sede AICS al Cairo, Felice Longobardi, del direttore del CIHEAM, Maurizio Raeli, e del supervisore della Central Administration of Foreign Agricultural Relations, Hesham Allam.

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Roma – Tempo di verifica per il programma Ge.Mai.Sa, piattaforma innovativa per lo sviluppo di genere

Il programma Ge.Mai.Sa, finanziato dalla Cooperazione Italiana e realizzato dal CIHEAM Bari, si colloca nel quadro delle attività avviate per la valorizzazione del ruolo delle donne nelle iniziative di sviluppo rurale e sicurezza alimentare nell’area sud del bacino Mediterraneo.

In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030,  l’iniziativa si è proposta di realizzare in tre paesi target - Egitto, Libano e Tunisia - altrettante esperienze pilota di promozione del ruolo delle donne in programmi di sviluppo rurale al fine di favorire la capacità di  gender mainstreaming delle istituzioni partner. In particolare, tre iniziative pilota sono state realizzate nelle aree di El Fayoum (Egitto), Chouf (Libano) e Medenine (Tunisia).

Sotto la guida di un comitato tecnico-scientifico composto da esperte internazionali che hanno indirizzato e accompagnato la realizzazione delle attività, il programma ha contribuito alla definizione di un approccio specifico all’empowerment delle donne e allo sviluppo di strumenti metodologici che possano concretamente contribuire a due obiettivi principali:

- sostenere un processo di modificazione delle relazioni di genere nei contesti sociali e di monitoraggio e misurazione del loro impatto;

- dare voce alle donne nei contesti rurali affinché, attraverso le loro aspirazioni, conoscenze ed esperienze, esse stesse possano prendere coscienza del proprio valore e accedere a processi decisionali nel contesto familiare, sociale e politico.

Il seminario del 6 dicembre ha offerto testimonianza di un’esperienza per alcuni aspetti sperimentale e innovativa, a partire dalla sua dimensione regionale. Il dialogo tra quattro Paesi, Italia inclusa, ha fatto certamente emergere le differenze tra i singoli contesti, ma ha anche aperto la strada alla definizione di un linguaggio comune sulle questioni dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment delle donne da parte delle istituzioni partner. Tale dialogo si è costruito o rafforzato anche a livello nazionale tra le istituzioni centrali - Ministeri dell’Agricoltura e degli Affari Sociali - e le autorità territoriali competenti - Commissariati Regionali, servizi di divulgazione e di sviluppo sociale. Questi processi sono stati analizzati con un’attività di valutazione mirata a identificare cosa è cambiato, ma anche cosa sarebbe opportuno cambiare, negli attori coinvolti e nei rapporti tra di loro, utilizzando strumenti partecipativi, qualitativi e quantitativi, adattabili ai diversi contesti. I risultati dell'analisi, presentati nel corso del seminario, hanno aperto una discussione finalizzata a rafforzare gli interventi nei Paesi target e ad estenderli in altre regioni del nel bacino del Mediterraneo.

Il programma Ge.Mai.Sa ha mobilitato numerosi soggetti nei Paesi di riferimento, spesso allargando i gruppi originari e dando vita a nuove iniziative  tramite sinergie e attività in rete con la società civile. Il progetto originario si è sviluppato e modellato secondo linee diverse nei tre Paesi, in risposta alle diversità dei contesti e anche alla progressiva crescita di capacità e di visione degli attori coinvolti.

Nel prossimo futuro l’esperienza pilota di Ge.Mai.Sa si arricchirà delle esperienze di altri attori per rispondere anche all'esplicita esigenza della nuova piattaforma di sviluppo promossa dall’Agenda 2030 che raccomanda la raccolta di dati disaggregati per genere e l’identificazione di indicatori di cambiamento più efficaci nelle iniziative di cooperazione.

 

Egitto – Al via nuovi interventi di conversione del debito per la formazione professionale

Il Cairo - Nel quadro del programma di conversione del debito Italia-Egitto, e in particolare della specifica allocazione dedicata al settore dell'istruzione, il 24 agosto si è tenuta una cerimonia al Ministero della Cooperazione Internazionale per rendere effettiva l'operatività di due accordi indirizzati al rafforzamento delle opportunità di formazione professionale. In particolare, si tratta di iniziative orientate allo sviluppo di un nuovo istituto tecnico-professionale nella città di Abu Ghaleb, governatorato di Ghiza (Integrated Technical Education Cluster, ITEC) e alla creazione di una scuola tecnica secondaria collegata all'istituto ITEC di Demo, governatorato del Fayoum (Vocational Secondary School, VSS), già finanziato nell'ambito della fase II del programma.

Le due iniziative - la prima del valore di circa 1,2 milioni di euro e la seconda di circa 6,3 milioni di euro - avevano ricevuto l'approvazione del Comitato di pilotaggio del programma e, nel maggio scorso, era stato predisposto l'accordo esecutivo per il concreto avvio delle attività. L'accordo era stato firmato dalle parti, e tuttavia la firma del Ministro egiziano della Cooperazione Internazionale era stata posticipata in attesa delle autorizzazioni da parte della Sicurezza Nazionale. Una volta superato questo passaggio, il Ministro della Cooperazione Internazionale ha convocato l’incontro del 24 agosto per formalizzare la propria adesione.

L'istituto ITEC di Abu Ghaleb adotta un modello 3 + 2. La prima fase di 3 anni comprende due percorsi formativi: l'IEFP (scuola secondaria tecnica e congiunta, italo-egiziana) e il VSS (scuola professionale secondaria). L'IEFP offre la possibilità di seguire corsi di formazione specifici per la formazione di elettricisti, anche per l’installazione di impianti ecologici tra cui il fotovoltaico. Il VSS offre invece specializzazioni in più settori: edilizio, elettrico, abbigliamento e meccanico.

La Vocational Secondary School di Demo prevede un percorso formativo di tre anni orientato a migliorare le capacità professionali degli studenti al fine di renderli competitivi nel mercato del lavoro egiziano, regionale e globale.  La scuola di formazione VSS offre specializzazioni nel settore manifatturiero, meccanico dei trasporti (autobus, macchine e trattori) ed elettrico.

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Ge.Mai.Sa: una nuova piattaforma per promuovere l’impegno delle donne in ambito rurale

Nell’ambito del programma regionale “Contributo per il Gender Mainstreaming nelle azioni di sviluppo rurale sostenibile e Sicurezza Alimentare – Ge.Mai.Sa” , finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e realizzato dal CIHEAM di Bari,  si è svolto a Tunisi il 14 giugno scorso il seminario di lancio della piattaforma regionale per le donne impegnate in ambito rurale. La piattaforma rappresenta la fonte principale di informazione sulle iniziative del programma nei 3 Paesi coinvolti - Egitto, Libano e Tunisia - ma vuole anche essere strumento di condivisione di conoscenza e buone pratiche a favore dell’ empowerment delle donne nei contesti rurali.

All’evento, organizzato da CIHEAM in collaborazione con uno dei partner  di Ge.Mai.Sa, il “Center of Arab Woman for Training and Research – CAWTAR” , sono intervenute  il Ministro delle Donne, della Famiglia e dell’Infanzia S.E. Samira Merai, il dott. Ali Bouaycha del Ministero dell’Agricoltura, delle Risorse Idriche e della Pesca tunisino, la responsabile delle Relazioni Esterne del CIHEAM Bari dott.sa Rosanna Quagliariello, la presidente del CAWTAR dott.sa  Soukeina Bouraoui e la rappresentante AICS a Tunisi dott.sa Cristina Natoli. Quest’ultima ha ricordato come la Cooperazione Italiana allo Sviluppo si è sempre distinta per il suo impegno verso l’emancipazione economica e politica delle donne, la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la valorizzazione del loro ruolo nel mantenimento della pace e sicurezza.

Oltre cento donne, in rappresentanza di associazioni della società civile, agenzie di cooperazione, organismi internazionali hanno ascoltato gli interventi e partecipato con interesse al dibattito della giornata.

La piattaforma Ge.Mai.Sa è stata protagonista anche nella cornice degli European Development Days 2016 a Bruxelles. Il 16 giugno, l'AICS, la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e il CIHEAM hanno organizzato la tavola rotonda “Achievement and challenges for the economic empowerment of rural women”, dedicata ad approfondire l’approccio all’empowerment delle donne e dell’uguaglianza di genere nei contesti rurali dei Paesi del Mediterraneo.

La sessione, svolta il 16 giugno e moderata da Bianca Pomeranzi, Senior gender advisor della Cooperazione italiana, è stata introdotta dall’Ambasciatore Giampaolo Cantini che ha ricordato il tradizionale impegno dell’ Italia a favore dell’empowerment delle donne attraverso un approccio multidimensionale, in linea con gli SDGs dell'Agenda 2030, che tiene conto non solo dell'empowerment economico e formativo delle donne nei contesti rurali, ma anche  delle loro  condizioni di vita e di lavoro.

Attraverso la testimonianza dell’esperienza concreta del programma regionale "Ge.Mai.Sa" i relatori hanno contribuito ad approfondire la  centralità della Regione MENA e la complessità della situazione delle donne nell'area, mettendo in evidenza la necessità di agire in partenariato con le istituzioni nazionali che sostengano un approccio multidimensionale all'empowerment delle donne anche attraverso il cambiamento delle norme sociali negli specifici contesti locali, specialmente nelle aree maggiormente vulnerabili come quelle rurali.

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