Kenya – Protezione dei minori vulnerabili, in particolare negli istituti di custodia minorile, al via il progetto “Aprire”

Nairobi – Presentato ufficialmente, lo scorso 10 agosto, il progetto “Aprire: Foster Care, Prevention, Rehabilitation and Reintegration for a Future for Vulnerable Children in Kenya”. All’evento ha preso parte l’ambasciatore d’Italia in Kenya Mauro Massoni, insieme a diversi rappresentanti delle autorità locali e delle organizzazioni della società civile coinvolte nelle attività.

Realizzato da Fondazione Albero della Vita Onlus e finanziato dall’Agenzia attraverso il bando OSC 2017, il progetto contribuirà, nel prossimo triennio, alla protezione dei diritti dei minori vulnerabili e in conflitto con la legge in Kenya, rafforzando il sistema di giustizia minorile grazie al supporto di istituzioni governative, organizzazioni della società civile e alla partecipazione del settore privato, conformemente agli standard internazionali. Le attività progettuali si svolgeranno prevalentemente nelle contee di Mombasa, Nyeri, Nairobi e Nakuru, e includeranno ulteriori 38 istituzioni di custodia minorile in altre contee del Paese.

Sulla scia del motto in Swahili “Tuwarudishe watoto nyumbani – Riportiamo i ragazzi a casa”, le attività del progetto intendono consolidare e sviluppare precedenti azioni finanziate dalla Cooperazione italiana per rafforzare i servizi socio-educativi e di accoglienza all’interno degli istituti di detenzione minorile e favorire il reintegro familiare e professionale dei minori ospiti dei centri.

Di particolare rilievo è stato l’intervento dell’ambasciatore Massoni che, in uno dei suoi ultimi discorsi in qualità di ambasciatore in Kenya, ha voluto evidenziare come l’Italia, anche attraverso l’Agenzia, sia sempre stata in prima linea nel promuovere la protezione dei diritti dei minori. Grazie al supporto della Cooperazione italiana – ha sottolineato – è stato è sarà possibile assicurare una migliore inclusione sociale, un più agevole ingresso nel mercato del lavoro e la promozione del talento.
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Kenya – Presentato alle comunità di Ngong lo studio propedeutico alla costruzione di una struttura per la gestione sostenibile dei rifiuti

Nairobi – Si è tenuto il 13 settembre scorso il workshop di presentazione e validazione dello studio di fattibilità per la chiusura della discarica informale e la costruzione di una struttura integrata di gestione dei rifiuti solidi per la Contea di Kajiado, nella città di Ngong. Al workshop, convocato dall’amministrazione della Contea di Kajiado e organizzato dall’agenzia UN-Habitat, hanno preso parte il governatore della Contea, i rappresentanti del ministero dell’Ambiente e del ministero delle Finanze, alcuni parlamentari della County Assembly e numerosi esponenti delle comunità interessate dalle future attività progettuali, insieme ai rappresentanti di AICS Nairobi.

Il Comprehensive feasibility study for the closure of the informal dumpsite and the construction of an integrated sustainable waste management facility in Ngong town, finanziato dall’Agenzia con un contributo di 300mila euro a UN-Habitat, ha permesso l’elaborazione di uno studio di fattibilità per la chiusura dell’attuale discarica informale e l’identificazione di soluzioni alternative e sostenibili per la creazione di un sistema integrato di gestione dei rifiuti in un sito alternativo. Tale studio è stato elaborato da un consorzio formato dal Politecnico di Milano, la Technical University of Kenya e LDK Consultants Engineers and Planners – un’agenzia di consulenza greca specializzata nella fornitura di servizi al settore edilizio. Lo studio è propedeutico all’attivazione di un credito d’aiuto del valore di 20,5 milioni di euro.

Il workshop è stato un momento di partecipazione importante per la comunità locale che ha colto la possibilità di intervenire, porre domande e dialogare con gli esperti presenti, e con quelli in collegamento, al fine di comprendere a fondo gli obiettivi progettuali. La partecipazione è stata molto ampia con la presenza di circa un centinaio di persone.
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Aics lancia in Kenya un’iniziativa da 1 milione di euro contro la siccità

Nella mattinata del 30 novembre l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e la Contea di West Pokot, in Kenya, hanno dato ufficialmente il via all’iniziativa "Ripristino ambientale nel bacino fluviale del fiume Wei Wei nella torre d’acqua di Cherangani". La cerimonia di lancio si è svolta nel villaggio di Tamkal alla presenza di Giovanni Grandi, titolare della sede Aics di Nairobi, e Robert Komolle, vice governatore della Contea di West Pokot.

Le aree aride e semi aride del Kenya sono profondamente colpite dalla siccità e dagli effetti del cambiamento climatico. La Cooperazione italiana in collaborazione con le autorità nazionali e l’Autorità di sviluppo della Kerio Valley (Kvda) è storicamente impegnata in programmi volti a promuovere l’agricoltura sostenibile e l’irrigazione nell’area semi arida di Sigor: tra il 1986 e il 2019, circa 700 ettari di perimetri irrigui sono stati realizzati attraverso tre diverse iniziative di cooperazione, sia a credito che a dono.

Con un finanziamento di 1 milione di euro, questa nuova iniziativa intende intervenire per il ripristino ambientale delle aree più degradate che si estendono tra il Monte Korellach e il fiume WeiWei attraverso l’introduzione di tecniche di conservazione dei terreni e delle acque, incluse pratiche agricole rigenerative. L’iniziativa è realizzata attraverso Ars Progetti, società di consulenza italiana specializzata nel settore dell’agricoltura, con il supporto del governo della Contea di West Pokot.

Le attività previste includono l’introduzione di strutture di controllo dell’erosione dei suoli, la riabilitazione di calanchi (solchi di erosione), l’introduzione di terrazzamenti e pratiche per la riforestazione. A queste si accompagnano il supporto alle comunità rurali residenti nell’area tramite la promozione di attività generatrici di reddito e il miglioramento dell’accesso all’acqua potabile.

Come ha affermato Giovanni Grandi, titolare di Aics Nairobi, “questa iniziativa rappresenta un passo avanti nella cooperazione tra Italia e Kenya verso la sostenibilità e la resilienza contro il cambiamento climatico. Con oltre 30 anni di esperienza e iniziative nel settore del ripristino ambientale a West Pokot, siamo sicuri che questo contributo migliorerà la situazione socio-economica nella Contea’’.

Da parte sua Robert Komolle, vice Ggvernatore della Contea di West Pokot, ha accolto con entusiasmo la nuova iniziativa, ricordando il rapporto di lunga data con l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e sottolineando che “il governo della Contea di West Pokot continuerà a sostenere gli sforzi di sviluppo della Torre d’Acqua di Cherangani, fondamentali per un futuro sicuro e migliore per le comunità residenti nei pressi del fiume Wei Wei”.

Il titolare di Sede di Aics Nairobi Giovanni Grandi e S.E. Robert Komolle, Deputy Governor of West Pokot County durante l’evento di lancio dell’iniziativa “Ripristino ambientale nel bacino fluviale del fiume Wei Wei nella torre d’acqua di Cherangani” finanziata da Aics © Martina Bolognesi
Il Titolare di Sede di Aics Nairobi Giovanni Grandi e l’On. Litole Lucky Jemutai, West Pokot County Executive Committee Member for Water, Environment, Natural Resources And Climate Change con alcuni membri della comunità di Sigor. © Martina Bolognesi
Uno dei calanchi causati dall’erosione dell’acqua a Sigor, West Pokot. © Martina Bolognesi

Kenya, sopravvissute e protagoniste raccontano i successi dell’iniziativa “Let it not happen again”

Secondo l’Independent Policing Oversight Authority (Ipoa), in Kenya durante le elezioni dell’agosto 2022 è stato segnalato alla polizia solo un caso di violenza sessuale e di genere (Sgbv). Sebbene questo non sia l'unico indicatore di elezioni pacifiche e libere da violenze, grazie agli sforzi delle istituzioni statali, dei partner di sviluppo e delle organizzazioni della società civile sono stati compiuti passi importanti per porre fine alla violenza contro le donne durante le elezioni.

"Non abbiamo permesso che accadesse quest'anno", afferma Jael Abukutsa, 52 anni e madre di tre figli, impegnata come difensora dei diritti umani (Human Rights Defender), riferendosi alla violenza elettorale che affligge regolarmente le elezioni del Paese. "Questa volta eravamo più uniti per prevenire e rispondere ai casi di violenza di genere prima, durante e dopo le elezioni".

Dal 2007, le elezioni in Kenya hanno registrato un aumento significativo della violenza, in particolare dei tassi di violenza sessuale e di genere contro donne e ragazze. "Sono stata abusata sessualmente nel 2007, mi ha distrutto, ma ha anche cementato la mia volontà di lottare per i diritti umani", continua Jael.

Con il sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), UN Women e l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani (Ohchr) stanno attuando un programma incentrato sulla prevenzione, mitigazione e risposta alla violenza contro le donne durante le elezioni dal 2019. Uno degli obiettivi principali del progetto "Let it Not Happen Again" è stato quello di migliorare l'accesso alla giustizia per i sopravvissuti all'Sgbv in quattro contee: Nairobi, Kisumu, Bungoma e Vihiga, località identificate come aree sensibili per casi di Sgbv.

"I corsi di formazione offerti tramite l’iniziativa sono stati cruciali perché hanno riunito tutte le parti interessate, compresa la polizia: nessuno è stato escluso", afferma Purity Kosgey, magistrato presso il tribunale di Tamu a Muhoroni, contea di Kisumu. Jael afferma che in seguito alle attività del progetto, i difensori dei diritti umani hanno migliorato i propri rapporti con la polizia, la magistratura, gli investigatori e gli operatori sanitari. Secondo Catherine Nekesa, agente che si occupa di questioni di genere alla stazione di polizia di Mbale, "non abbiamo ricevuto alcun caso di violenza relativo alle elezioni, ma eravamo pronti e continueremo a lavorare con i nostri partner per prevenire e rispondere ai casi Sgbv a Vihiga".

I risultati raggiunti dall’iniziativa supportata dall’Italia sono straordinari: in seguito alla formazione per pubblici ministeri e investigatori, per la prima volta nella storia del Kenya, quest’anno il procuratore della Repubblica ha chiesto che le condanne a carico di 12 ufficiali di polizia accusati di stupro, omicidio e tortura per reati commessi durante le elezioni del 2017 fossero trattate come crimini contro l'umanità. Si tratta del primo procedimento penale per violenza sessuale correlata alle elezioni. Il procuratore della Repubblica ha inoltre ordinato che le indagini fossero intraprese dall'Autorità indipendente di supervisione della polizia, con la partecipazione della Commissione nazionale del Kenya sui diritti umani, le organizzazioni della società civile e i sopravvissuti.

Nel 2022 è stato segnalato e indagato solo un caso Sgbvcorrelato alle elezioni, ma si tratta di un dato da interpretare con cautela perché molti casi di violenza potrebbero non essere stati denunciati. Janine (nome di fantasia), in corsa per diventare membro dell'Assemblea di contea in una delle contee target, racconta di essere stata presa di mira per il solo fatto di essere donna e per aver deciso di fare politica, di aver ricevuto minacce ed essere stata vittima di cyberbullismo.

Nonostante, dunque, il clima di relativa pace in cui sono state realizzate le elezioni 2022 e i risultati raggiunti grazie all’impegno della Cooperazione italiana, di UN Women e dei partner, è cruciale continuare a lavorare insieme affinché le violazioni dei diritti umani durante i periodi elettorali diventino sempre più un’eccezione.

Jael Abukutsa, madre di tre bambini, difensora dei diritti umani da 15 anni nella Contea di Vihiga in Kenya. Photo © UN Women - Tabitha Icuga

Jael Abukutsa, madre di tre bambini, difensora dei diritti umani da 15 anni nella Contea di Vihiga in Kenya. Photo © UN Women - Tabitha Icuga

Gruppo di difensori dei diritti umani, Contea di Vihiga. Photo © UN Women - Tabitha Icuga

Gruppo di difensori dei diritti umani, Contea di Vihiga. Photo © UN Women - Tabitha Icuga

Caporale Catherine Nekesa, agente di polizia che si occupa di violenze di genere alla stazione di polizia di Mbale (Contea di Vihiga) Photo © UN Women - Tabitha Icuga

Caporale Catherine Nekesa, agente di polizia che si occupa di violenze di genere alla stazione di polizia di Mbale (Contea di Vihiga) Photo © UN Women - Tabitha Icuga

Il vicedirettore Aics Giuseppe Cerasoli in visita a Nairobi

Durante il mese di dicembre il vicedirettore amministrativo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) Giuseppe Cerasoli si è recato in visita in Kenya, presso la sede Aics di Nairobi. Durate la missione, oltre ad incontrare l’Ambasciatore d’Italia in Kenya, Roberto Natali, il vicedirettore ha avuto l’occasione di visitare progetti finanziati dall’Agenzia, accompagnato dal titolare di sede di Aics Nairobi, Giovanni Grandi, e da una piccola delegazione della sede.

Il vicedirettore ha avuto così l’occasione non solo di vedere lo svolgimento delle attività finanziate, ma anche la possibilità di parlare con partner esecutori e beneficiari e ricevere i loro suggerimenti e i loro riscontri.

Il vicedirettore ha assistito ad alcune delle attività dell’incubatore per start-up finanziato da Aics presso la Fondazione E4Impact, con sede a Nairobi. E4Impact è un’impresa sociale che supporta l’avvio e la crescita di nuovi business in Africa, mettendo in relazione il mondo delle imprese italiano e africano e aprendo nuovi mercati.

La delegazione si è poi diretta a Korogocho, uno degli slum di Nairobi, oggetto di interventi nell’ambito del programma di conversione del debito Kenya-Italia, il Kiddp (Kenya Italy Debt for Development Programme). Qui, Cerasoli ha parlato con Kenneth Nyaseda Omondi, project manager che ha seguito gli interventi del programma Kiddp, che hanno portato miglioramenti infrastrutturali all’insediamento.

Il vicedirettore ha visitato quindi la contea di Kiambu, teatro del progetto sul “Rilancio della produzione di caffè gourmet in Kenya”, realizzato dall’Organizzazione della società civile (Osc) Italiana Cefa, in partenariato con le fondazioni Avsi e E4Impact. Il progetto, che si sviluppa lungo l’intera filiera, sta impostando un percorso virtuoso che permetterà, tra le altre cose, di trasferire conoscenze e tecniche in loco per il miglioramento della qualità e della quantità del caffè keniota per rispondere alla forte domanda internazionale.

Grandi e Cerasoli hanno avuto un dialogo costruttivo con presidente, vice-presidente e Ceo di una delle cooperative di caffeicoltori finanziata dal progetto, la Gitwe coffee farmers cooperative, analizzando le sfide e le opportunità e il ruolo della Cooperazione italiana nel settore. Particolarmente significativa è stata la discussione sull’analisi Swot effettuata dalla cooperativa, al termine della quale sono stati aggiunti tre punti al quadrante Opportunities: aumento della produzione, aumento e diversificazione della qualità del prodotto e aumento del ritorno economico per i coltivatori.

Dopo aver avuto un assaggio del lavoro presso le cooperative, la visita è proseguita con un incontro con il direttore del Coffee Research Institute di Kiambu, Elijah Gichuru che ha sottolineato l’importanza del supporto dell’Italia per potenziare la filiera del caffè.

Ultima tappa della missione la visita al Ruaraka Uhai Neema Hospital in cui il vicedirettore ha approfondito le iniziative finanziate da Aics, tra cui alcuni progetti del Fondo Globale. La struttura sanitaria, appoggiata dalla Osc italiana World Friends, dal 2009 offre assistenza sanitaria di qualità a prezzi accessibili soprattutto agli abitanti degli insediamenti informali di Nairobi.

In conclusione, come sottolineato dal titolare Grandi, “la visita si è svolta con successo, sia per lo staff della sede di Nairobi che per il vicedirettore. Useremo i feedback ricevuti dai diversi beneficiari incontrati per informare la strategia futura non solo della sede di Nairobi ma dell’Agenzia stessa, per poter garantire sempre un servizio di qualità ed un impatto significativo sul territorio”.

Kenya – Scout e Cooperazione italiana, un incontro per raccontarsi ed esplorare terreni comuni

Nairobi – Nella giornata di venerdì 3 agosto un gruppo di trenta scout provenienti dalle regioni Campania, Marche e Puglia ha incontrato l’ambasciatore d’Italia in Kenya Mauro Massoni e la titolare della sede AICS di Nairobi Teresa Savanella. Nel corso dell’incontro i ragazzi hanno potuto raccontare la propria esperienza nel campo scout organizzato grazie alla collaborazione tra Agesci e Huipalas Onlus, oltre ad approfondire la conoscenza del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo e, in particolare, delle attività dell’Agenzia in Kenya.

Il campo congiunto Agesci-Huipalas ha permesso al gruppo scout, attivo nella zona periferica dell’area metropolitana di Bari e nella città di Modugno, di vivere un’esperienza di grande spessore educativo nelle periferie di Nairobi, insieme al gruppo locale Korogocho Open Troop. Un’esperienza che ha reciprocamente arricchito i partecipanti, permettendo loro di mettersi alla prova e conoscere nuove realtà, persone e culture, per cambiare il modo di vedere il mondo e diventare, in prima persona, agenti consapevoli del cambiamento.

Il gruppo ha trascorso la prima settimana presso il campo scout Kijiji - "piccolo villaggio" in Swahili - inaugurato lo scorso febbraio alla presenza dell’ambasciatore Massoni e della dott.ssa Savanella nell'ambito attività di supporto alle comunità locali e d sensibilizzazione su tematiche ambientali.

L'incontro ha offerto l'occasione per illustrare i caratteri fondamentali del quadro socio-politico del Kenya e del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo, portando a una discussione costruttiva su temi particolarmente importanti come i settori prioritari di intervento, l’efficacia dello sviluppo, il ruolo dei ministeri e della società civile, la sostenibilità ambientale e il supporto alle comunità del territorio. Al termine dell'incontro, il gruppo scout ha raggiunto le aree di Kariobangi e Korogocho per ulteriori attività nelle comunità locali.

Frutto di un impegno condiviso e di una sensibilità comune per il dialogo con la società civile da parte dei titolari dell'ambasciata e della sede AICS, l’iniziativa ha voluto creare un'opportunità di scambio di esperienze e buone pratiche tra attori che sono chiamati a far parte di un sistema di cooperazione plurale, aperto ed efficiente.

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Kenya – Si accende la tripla elica dello sviluppo: al via le prime 20 iniziative dell’incubatore E4Impact

Nairobi - Venti idee imprenditoriali avranno accesso ai servizi dell’incubatore di impresa E4Impact, frutto di un progetto elaborato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, cofinanziato dall’Agenzia e implementato dalla sede di Nairobi della Fondazione E4Impact. L'iniziativa si configura come un incubatore (start-up) e acceleratore (scaling-up) di impresa per promuovere l’imprenditorialità - in particolare femminile e ad alto impatto sociale/ambientale - per creare opportunità di occupazione giovanile e stimolare l’apertura all’internazionalizzazione delle nuove imprese.

L’incubatore rappresenta un'attuazione dell’approccio cosiddetto “a tripla elica” che mette in relazione i tre attori principali coinvolti nei processi innovativi  - università/enti di ricerca, impresae e istituzioni - e la nuova concezione dello sviluppo dell'Agenda 2030 che attribuisce un ruolo fondamentale al settore privato e alla crescita di una classe imprenditoriale locale. In questa ottica, sono partner dell’iniziativa due soggetti pubblici - Jomo Kenyatta University of Agriculture and Technology (JKUAT) e Micro Enterprise Support Program Trust (MESPT) afferente al Ministero dell’Industria – e due soggetti privati - Tangaza University College (TUC) e Kenyan National Chamber of Commerce and Industry (KNCCI).

Alla cerimonia di presentazione delle 20 idee selezionate, il 13 giugno scorso, hanno partecipato  l'ambasciatore in Kenya Mauro Massoni, la titolare dell'Ufficio AICS di Nairobi Teresa Savanella, il Principal Secretary per il Vocational and Technical Training Kevit Desai, il CEO della Fondazione E4Impact Mario Molteni e il manager E4Impact per l’Africa Orientale David Cheboryot.

Le idee di impresa, operanti principalmente in settori di eccellenza delle imprese italiane quali l’agroalimentare, la pelletteria e la moda, sono state selezionate su oltre 250 candidature attraverso un processo competitivo che ha tenuto conto di elementi quali il modello di business, la competenza del capitale umano, l’impatto del contributo da parte dell'acceleratore e le potenziali opportunità per investimenti futuri. A dimostrazione dell’alta partecipazione da parte della società civile locale e italiana, diverse delle venti imprese selezionate si focalizzano sulle comunità locali, attraverso un approccio partecipativo in grado di coinvolgere le persone e favorire lo sviluppo della dello stesso gruppo comunitario.

L’ambasciatore Massoni ha ricordato come il motivo per cui l’incubatore si concentri sulle aree di eccellenza italiane sia dato dalla volontà di condivisione, con le imprese keniane, di quegli errori commessi e di quei successi ottenuti che hanno permesso alle imprese italiane di essere conosciute a livello globale.

Teresa Savanella ha sottolineato come, in linea con la normativa che regola la Cooperazione italiana, sia prevista la più ampia apertura del sistema italiano nella ricerca di opportunità di collaborazione con diversi attori dello sviluppo quali società civile, università e settore privato – in particolare le imprese sociali. Inoltre, ha augurato che il progetto possa produrre un ambiente di apprendimento favorevole anche grazie alla possibilità per il settore privato italiano di fornire il proprio know-how per sostenere la creazione di posti di lavoro dignitosi.

Durante la fase di realizzazione, le start-up locali saranno collegate con aziende italiane operanti in settori affini al fine di garantire un apprendimento dei modelli di business e condividere le migliori pratiche da poter applicare in Kenya. Inoltre, le imprese avranno accesso a fondi per lo sviluppo delle proprie idee imprenditoriali e l'accesso a servizi di consulenza professionali in marketing, assistenza legale e contabilità. Per l’intero processo di incubazione, le imprese potranno accedere alle strutture dell’incubatore, oltre a ricevere coaching e tutoraggio internazionale e locale.

Tra le idee, particolare nota merita l’incubatore sociale Jikaze Utafulu - Impegnati e avrai successo, presentato dalla ong italiana SVI attraverso il progetto No one out! che si concentra sulla lotta alla criminalità, alla prostituzione e all'uso di droghe attraverso programmi di microfinanza che permettano il potenziamento delle imprese esistenti e l’erogazione di borse di studio per i più bisognosi.

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Kenya – Una meta comune per gli attori del sistema cooperazione, le Ong italiane si raccontano

Nairobi - Nella giornata di lunedì 4 giugno, a ridosso della festa della Repubblica che a Nairobi è stata celebrata presso la residenza dell’ambasciatore d’Italia, è stata presentata la pubblicazione “Nia moja, One aim, Una meta – Experiences of Italian NGOs in Kenya”. Alla presentazione, in uno stand dedicato alle Ong italiane operative nel Paese, hanno partecipato l'ambasciatore Mauro Massoni, la titolare della sede AICS di Nairobi Teresa Savanella, rappresentanti delle Ong coinvolte e autorità governative nazionali e locali.

Gli ospiti hanno avuto occasione di interagire con i rappresentanti delle Ong italiane presenti allo stand, sfogliare la pubblicazione, conoscere le attività promosse dagli attori della Cooperazione italiana e visitare una mostra fotografica che ha ripercorso le attività più significative delle organizzazioni presenti nel volume.

La pubblicazione, prodotta grazie al contributo della sede AICS di Nairobi e nata in seno agli incontri regolari tra OSC, Agenzia e Ambasciata, è stata il frutto della volontà comune di creare un testo che raccogliesse e raccontasse a un pubblico più ampio possibile le attività di supporto e sviluppo portate avanti delle organizzazioni della socità civile operanti in Kenya. Il titolo stesso intende rimarcare l’obiettivo programmatico di una "meta comune" attraverso la traduzione in tre lingue diverse ma legate tra loro - swahili, inglese, italiano - della medesima parola.

Con le prefazioni a cura dell’ambasciatore Massoni e della dott.ssa Savanella, il volume descrive l’esperienza delle organizzazioni italiane in Kenya e le attività portate avanti attraverso infografiche sulle aree di intervento, attività e finanziamenti, oltre a schede riassuntive dedicate a 30 Ong italiane.

Il supporto alla pubblicazione da parte di AICS Nairobi si inquadra nelle attività portate avanti sia nell’ambito dell’iniziativa “Inclusive Development Partnership”, sia nell'attuazione delle linee programmatiche dettate dalla legge 125/2014, finalizzate alla promozione di sinergie e partenariati tra i diversi attori di un sistema di cooperazione plurale ed efficiente.

Nia Moja - One aim - Una meta

 

Kenya – Salute a scuola, interventi efficaci per migliorare gli ambienti e un partenariato che funziona

Kiserian – Il 30 maggio scorso si è tenuto presso la Primary School di Kiserian un evento pubblico per festeggiare gli obiettivi raggiunti dal Kenya Comprehensive School Health Program, iniziativa nel settore educativo-sanitario cofinanziata dall’Agenzia per un importo di 700mila euro e realizzata dall'organizzazione World Friends.

Insieme agli studenti dell’istituto scolastico hanno partecipato alla giornata i rappresentanti dei dipartimenti di salute e istruzione della Contea di Kajiado, gli insegnanti e i membri dei consigli delle scuole beneficiarie, la titolare della sede AICS di Nairobi Teresa Savanella, gli operatori di World Friends e i rappresentanti del partner locale Jukumu Letu Organization.

Il progetto, avviato nel 2015 e orientato a sostenere le politiche governative del Kenya in materia di salute scolastica (Kenya Comprehensive School Health Policy), ha visto la realizzazione di interventi in campo educativo, agricolo e sanitario attraverso attività di sensibilizzazione su temi di salute, nutrizione, igiene, sicurezza e ambiente, accanto alla costruzione di cucine e servizi igienici e alla fornitura di serbatoi d'acqua e pompe in cinque scuole della contea.

Nel proprio saluto, Savanella ha espresso l'auspicio che il modello di partenariato tra istituzioni pubbliche, organizzazioni italiane e partner locali che è stato affermato e consolidato nel corso del progetto possa essere replicato in altri contesti per migliorare l'efficacia e massimizzare l'impatto delle risorse pubbliche dedicate allo sviluppo. La collaborazione tra i soggetti coinvolti nelle diverse attività si è rivelata particolarmente efficace e ha consentito di sviluppare una serie di buone pratiche che potranno essere ulteriormente valorizzate nell'attuazione della Kenya Comprehensive School Health Policy.

Grazie alle sinergie tra le diverse realtà coinvolte e alla costruzione di relazioni solide con le comunità locali - elementi chiave per promuovere condizioni favorevoli alla sostenibilità - è stato possibile accompagnare il percorso della Contea nell’avvicinamento agli obiettivi posti dalle istituzioni governative in materia di salute in ambito scolastico e, al contempo, fornire servizi migliori e ambienti di apprendimento sicuri per gli insegnanti e gli alunni di Kajiado.

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Kenya – “Kilimo Ni Swag”, l’agricoltura tira e può offrire ai giovani opportunità interessanti

Kiambu – Il 24 marzo scorso si è tenuto il lancio ufficiale del progetto Reducing the adverse drivers of migration through local value chain development, un intervento di sviluppo rurale finanziato dall'Agenzia con 1,5 milioni di euro e implementato dalla FAO in collaborazione con il governo della contea di Kiambu. Hanno partecipato all'iniziativa il governatore della contea di Kiambu, Ferdinand Waititu, l'ambasciatore d’Italia in Kenya, Mauro Massoni, la titolare della sede AICS di Nairobi, Teresa Savanella, e il rappresentante della FAO in Kenya, Gabriel Rugalema.

Il progetto si propone affrontare le cause profonde dell'emigrazione dei giovani dalla contea di Kiambu, un'area peri-urbana con un vivace settore agricolo, verso la città di Nairobi. Attraverso attività di supporto all’imprenditorialità e di sviluppo delle catene del valore in agricoltura, il progetto contribuirà alla creazione di posti di lavoro e promuoverà l'innovazione di filiera, coinvolgendo circa quattromila persone. L'intervento andrà a rafforzare il tessuto delle piccole e medie imprese e a facilitare la produzione orientata al mercato tramite lo sviluppo delle capacità di trasformazione del prodotto e la promozione del relativo valore aggiunto.

Un'attenzione particolare sarà rivolta ai giovani e alle donne, favorendo l’inclusione delle fasce più deboli attraverso opportunità d’impiego in loco e la crescita di attività imprenditoriali già esistenti nel settore. L’intervento, dunque, si allinea con due delle aree prioritarie della Big Four Agenda del presidente Kenyatta: la creazione opportunità di lavoro per i giovani e il miglioramento della sicurezza alimentare nel Paese.

Nel sottolineare l’importanza di un progetto nato da una proposta delle autorità locali in risposta a un problema concreto, l’ambasciatore Massoni ha evidenziato come l’Italia costituisca un partner strategico per il Kenya, "un partner amico, che non impone idee e soluzioni, ma che collabora e accompagna le istituzioni in un viaggio comune per lo sviluppo e la trasformazione del Paese. Il successo di questo progetto – ha poi aggiunto – potrà cambiare il paradigma e aprire la strada a collaborazioni future, su simili progetti, con il coinvolgimento delle OSC italiane, del settore pubblico e di quello privato, sia italiano che keniota."

Sulla scia del motto in Swahili “Kilimo Ni Swag” - l'agricoltura è cool - tutte le parti coinvolte hanno affermato l'impegno di trasformare l'agricoltura in un'attività interessante e attrattiva per i giovani, con l'obiettivo di far sì che le persone più vulnerabili della contea possano trovare un mezzo di sostentamento autonomo, riducendo la migrazione dei giovani a causa di fragilità economiche o sociali.

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