Kenya – Protezione dei minori vulnerabili, in particolare negli istituti di custodia minorile, al via il progetto “Aprire”

Nairobi – Presentato ufficialmente, lo scorso 10 agosto, il progetto “Aprire: Foster Care, Prevention, Rehabilitation and Reintegration for a Future for Vulnerable Children in Kenya”. All’evento ha preso parte l’ambasciatore d’Italia in Kenya Mauro Massoni, insieme a diversi rappresentanti delle autorità locali e delle organizzazioni della società civile coinvolte nelle attività.

Realizzato da Fondazione Albero della Vita Onlus e finanziato dall’Agenzia attraverso il bando OSC 2017, il progetto contribuirà, nel prossimo triennio, alla protezione dei diritti dei minori vulnerabili e in conflitto con la legge in Kenya, rafforzando il sistema di giustizia minorile grazie al supporto di istituzioni governative, organizzazioni della società civile e alla partecipazione del settore privato, conformemente agli standard internazionali. Le attività progettuali si svolgeranno prevalentemente nelle contee di Mombasa, Nyeri, Nairobi e Nakuru, e includeranno ulteriori 38 istituzioni di custodia minorile in altre contee del Paese.

Sulla scia del motto in Swahili “Tuwarudishe watoto nyumbani – Riportiamo i ragazzi a casa”, le attività del progetto intendono consolidare e sviluppare precedenti azioni finanziate dalla Cooperazione italiana per rafforzare i servizi socio-educativi e di accoglienza all’interno degli istituti di detenzione minorile e favorire il reintegro familiare e professionale dei minori ospiti dei centri.

Di particolare rilievo è stato l’intervento dell’ambasciatore Massoni che, in uno dei suoi ultimi discorsi in qualità di ambasciatore in Kenya, ha voluto evidenziare come l’Italia, anche attraverso l’Agenzia, sia sempre stata in prima linea nel promuovere la protezione dei diritti dei minori. Grazie al supporto della Cooperazione italiana – ha sottolineato – è stato è sarà possibile assicurare una migliore inclusione sociale, un più agevole ingresso nel mercato del lavoro e la promozione del talento.
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Kenya – Presentato alle comunità di Ngong lo studio propedeutico alla costruzione di una struttura per la gestione sostenibile dei rifiuti

Nairobi – Si è tenuto il 13 settembre scorso il workshop di presentazione e validazione dello studio di fattibilità per la chiusura della discarica informale e la costruzione di una struttura integrata di gestione dei rifiuti solidi per la Contea di Kajiado, nella città di Ngong. Al workshop, convocato dall’amministrazione della Contea di Kajiado e organizzato dall’agenzia UN-Habitat, hanno preso parte il governatore della Contea, i rappresentanti del ministero dell’Ambiente e del ministero delle Finanze, alcuni parlamentari della County Assembly e numerosi esponenti delle comunità interessate dalle future attività progettuali, insieme ai rappresentanti di AICS Nairobi.

Il Comprehensive feasibility study for the closure of the informal dumpsite and the construction of an integrated sustainable waste management facility in Ngong town, finanziato dall’Agenzia con un contributo di 300mila euro a UN-Habitat, ha permesso l’elaborazione di uno studio di fattibilità per la chiusura dell’attuale discarica informale e l’identificazione di soluzioni alternative e sostenibili per la creazione di un sistema integrato di gestione dei rifiuti in un sito alternativo. Tale studio è stato elaborato da un consorzio formato dal Politecnico di Milano, la Technical University of Kenya e LDK Consultants Engineers and Planners – un’agenzia di consulenza greca specializzata nella fornitura di servizi al settore edilizio. Lo studio è propedeutico all’attivazione di un credito d’aiuto del valore di 20,5 milioni di euro.

Il workshop è stato un momento di partecipazione importante per la comunità locale che ha colto la possibilità di intervenire, porre domande e dialogare con gli esperti presenti, e con quelli in collegamento, al fine di comprendere a fondo gli obiettivi progettuali. La partecipazione è stata molto ampia con la presenza di circa un centinaio di persone.
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Kenya – Scout e Cooperazione italiana, un incontro per raccontarsi ed esplorare terreni comuni

Nairobi – Nella giornata di venerdì 3 agosto un gruppo di trenta scout provenienti dalle regioni Campania, Marche e Puglia ha incontrato l’ambasciatore d’Italia in Kenya Mauro Massoni e la titolare della sede AICS di Nairobi Teresa Savanella. Nel corso dell’incontro i ragazzi hanno potuto raccontare la propria esperienza nel campo scout organizzato grazie alla collaborazione tra Agesci e Huipalas Onlus, oltre ad approfondire la conoscenza del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo e, in particolare, delle attività dell’Agenzia in Kenya.

Il campo congiunto Agesci-Huipalas ha permesso al gruppo scout, attivo nella zona periferica dell’area metropolitana di Bari e nella città di Modugno, di vivere un’esperienza di grande spessore educativo nelle periferie di Nairobi, insieme al gruppo locale Korogocho Open Troop. Un’esperienza che ha reciprocamente arricchito i partecipanti, permettendo loro di mettersi alla prova e conoscere nuove realtà, persone e culture, per cambiare il modo di vedere il mondo e diventare, in prima persona, agenti consapevoli del cambiamento.

Il gruppo ha trascorso la prima settimana presso il campo scout Kijiji - "piccolo villaggio" in Swahili - inaugurato lo scorso febbraio alla presenza dell’ambasciatore Massoni e della dott.ssa Savanella nell'ambito attività di supporto alle comunità locali e d sensibilizzazione su tematiche ambientali.

L'incontro ha offerto l'occasione per illustrare i caratteri fondamentali del quadro socio-politico del Kenya e del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo, portando a una discussione costruttiva su temi particolarmente importanti come i settori prioritari di intervento, l’efficacia dello sviluppo, il ruolo dei ministeri e della società civile, la sostenibilità ambientale e il supporto alle comunità del territorio. Al termine dell'incontro, il gruppo scout ha raggiunto le aree di Kariobangi e Korogocho per ulteriori attività nelle comunità locali.

Frutto di un impegno condiviso e di una sensibilità comune per il dialogo con la società civile da parte dei titolari dell'ambasciata e della sede AICS, l’iniziativa ha voluto creare un'opportunità di scambio di esperienze e buone pratiche tra attori che sono chiamati a far parte di un sistema di cooperazione plurale, aperto ed efficiente.

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Kenya – Si accende la tripla elica dello sviluppo: al via le prime 20 iniziative dell’incubatore E4Impact

Nairobi - Venti idee imprenditoriali avranno accesso ai servizi dell’incubatore di impresa E4Impact, frutto di un progetto elaborato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, cofinanziato dall’Agenzia e implementato dalla sede di Nairobi della Fondazione E4Impact. L'iniziativa si configura come un incubatore (start-up) e acceleratore (scaling-up) di impresa per promuovere l’imprenditorialità - in particolare femminile e ad alto impatto sociale/ambientale - per creare opportunità di occupazione giovanile e stimolare l’apertura all’internazionalizzazione delle nuove imprese.

L’incubatore rappresenta un'attuazione dell’approccio cosiddetto “a tripla elica” che mette in relazione i tre attori principali coinvolti nei processi innovativi  - università/enti di ricerca, impresae e istituzioni - e la nuova concezione dello sviluppo dell'Agenda 2030 che attribuisce un ruolo fondamentale al settore privato e alla crescita di una classe imprenditoriale locale. In questa ottica, sono partner dell’iniziativa due soggetti pubblici - Jomo Kenyatta University of Agriculture and Technology (JKUAT) e Micro Enterprise Support Program Trust (MESPT) afferente al Ministero dell’Industria – e due soggetti privati - Tangaza University College (TUC) e Kenyan National Chamber of Commerce and Industry (KNCCI).

Alla cerimonia di presentazione delle 20 idee selezionate, il 13 giugno scorso, hanno partecipato  l'ambasciatore in Kenya Mauro Massoni, la titolare dell'Ufficio AICS di Nairobi Teresa Savanella, il Principal Secretary per il Vocational and Technical Training Kevit Desai, il CEO della Fondazione E4Impact Mario Molteni e il manager E4Impact per l’Africa Orientale David Cheboryot.

Le idee di impresa, operanti principalmente in settori di eccellenza delle imprese italiane quali l’agroalimentare, la pelletteria e la moda, sono state selezionate su oltre 250 candidature attraverso un processo competitivo che ha tenuto conto di elementi quali il modello di business, la competenza del capitale umano, l’impatto del contributo da parte dell'acceleratore e le potenziali opportunità per investimenti futuri. A dimostrazione dell’alta partecipazione da parte della società civile locale e italiana, diverse delle venti imprese selezionate si focalizzano sulle comunità locali, attraverso un approccio partecipativo in grado di coinvolgere le persone e favorire lo sviluppo della dello stesso gruppo comunitario.

L’ambasciatore Massoni ha ricordato come il motivo per cui l’incubatore si concentri sulle aree di eccellenza italiane sia dato dalla volontà di condivisione, con le imprese keniane, di quegli errori commessi e di quei successi ottenuti che hanno permesso alle imprese italiane di essere conosciute a livello globale.

Teresa Savanella ha sottolineato come, in linea con la normativa che regola la Cooperazione italiana, sia prevista la più ampia apertura del sistema italiano nella ricerca di opportunità di collaborazione con diversi attori dello sviluppo quali società civile, università e settore privato – in particolare le imprese sociali. Inoltre, ha augurato che il progetto possa produrre un ambiente di apprendimento favorevole anche grazie alla possibilità per il settore privato italiano di fornire il proprio know-how per sostenere la creazione di posti di lavoro dignitosi.

Durante la fase di realizzazione, le start-up locali saranno collegate con aziende italiane operanti in settori affini al fine di garantire un apprendimento dei modelli di business e condividere le migliori pratiche da poter applicare in Kenya. Inoltre, le imprese avranno accesso a fondi per lo sviluppo delle proprie idee imprenditoriali e l'accesso a servizi di consulenza professionali in marketing, assistenza legale e contabilità. Per l’intero processo di incubazione, le imprese potranno accedere alle strutture dell’incubatore, oltre a ricevere coaching e tutoraggio internazionale e locale.

Tra le idee, particolare nota merita l’incubatore sociale Jikaze Utafulu - Impegnati e avrai successo, presentato dalla ong italiana SVI attraverso il progetto No one out! che si concentra sulla lotta alla criminalità, alla prostituzione e all'uso di droghe attraverso programmi di microfinanza che permettano il potenziamento delle imprese esistenti e l’erogazione di borse di studio per i più bisognosi.

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Kenya – Una meta comune per gli attori del sistema cooperazione, le Ong italiane si raccontano

Nairobi - Nella giornata di lunedì 4 giugno, a ridosso della festa della Repubblica che a Nairobi è stata celebrata presso la residenza dell’ambasciatore d’Italia, è stata presentata la pubblicazione “Nia moja, One aim, Una meta – Experiences of Italian NGOs in Kenya”. Alla presentazione, in uno stand dedicato alle Ong italiane operative nel Paese, hanno partecipato l'ambasciatore Mauro Massoni, la titolare della sede AICS di Nairobi Teresa Savanella, rappresentanti delle Ong coinvolte e autorità governative nazionali e locali.

Gli ospiti hanno avuto occasione di interagire con i rappresentanti delle Ong italiane presenti allo stand, sfogliare la pubblicazione, conoscere le attività promosse dagli attori della Cooperazione italiana e visitare una mostra fotografica che ha ripercorso le attività più significative delle organizzazioni presenti nel volume.

La pubblicazione, prodotta grazie al contributo della sede AICS di Nairobi e nata in seno agli incontri regolari tra OSC, Agenzia e Ambasciata, è stata il frutto della volontà comune di creare un testo che raccogliesse e raccontasse a un pubblico più ampio possibile le attività di supporto e sviluppo portate avanti delle organizzazioni della socità civile operanti in Kenya. Il titolo stesso intende rimarcare l’obiettivo programmatico di una "meta comune" attraverso la traduzione in tre lingue diverse ma legate tra loro - swahili, inglese, italiano - della medesima parola.

Con le prefazioni a cura dell’ambasciatore Massoni e della dott.ssa Savanella, il volume descrive l’esperienza delle organizzazioni italiane in Kenya e le attività portate avanti attraverso infografiche sulle aree di intervento, attività e finanziamenti, oltre a schede riassuntive dedicate a 30 Ong italiane.

Il supporto alla pubblicazione da parte di AICS Nairobi si inquadra nelle attività portate avanti sia nell’ambito dell’iniziativa “Inclusive Development Partnership”, sia nell'attuazione delle linee programmatiche dettate dalla legge 125/2014, finalizzate alla promozione di sinergie e partenariati tra i diversi attori di un sistema di cooperazione plurale ed efficiente.

Nia Moja - One aim - Una meta

 

Kenya – Salute a scuola, interventi efficaci per migliorare gli ambienti e un partenariato che funziona

Kiserian – Il 30 maggio scorso si è tenuto presso la Primary School di Kiserian un evento pubblico per festeggiare gli obiettivi raggiunti dal Kenya Comprehensive School Health Program, iniziativa nel settore educativo-sanitario cofinanziata dall’Agenzia per un importo di 700mila euro e realizzata dall'organizzazione World Friends.

Insieme agli studenti dell’istituto scolastico hanno partecipato alla giornata i rappresentanti dei dipartimenti di salute e istruzione della Contea di Kajiado, gli insegnanti e i membri dei consigli delle scuole beneficiarie, la titolare della sede AICS di Nairobi Teresa Savanella, gli operatori di World Friends e i rappresentanti del partner locale Jukumu Letu Organization.

Il progetto, avviato nel 2015 e orientato a sostenere le politiche governative del Kenya in materia di salute scolastica (Kenya Comprehensive School Health Policy), ha visto la realizzazione di interventi in campo educativo, agricolo e sanitario attraverso attività di sensibilizzazione su temi di salute, nutrizione, igiene, sicurezza e ambiente, accanto alla costruzione di cucine e servizi igienici e alla fornitura di serbatoi d'acqua e pompe in cinque scuole della contea.

Nel proprio saluto, Savanella ha espresso l'auspicio che il modello di partenariato tra istituzioni pubbliche, organizzazioni italiane e partner locali che è stato affermato e consolidato nel corso del progetto possa essere replicato in altri contesti per migliorare l'efficacia e massimizzare l'impatto delle risorse pubbliche dedicate allo sviluppo. La collaborazione tra i soggetti coinvolti nelle diverse attività si è rivelata particolarmente efficace e ha consentito di sviluppare una serie di buone pratiche che potranno essere ulteriormente valorizzate nell'attuazione della Kenya Comprehensive School Health Policy.

Grazie alle sinergie tra le diverse realtà coinvolte e alla costruzione di relazioni solide con le comunità locali - elementi chiave per promuovere condizioni favorevoli alla sostenibilità - è stato possibile accompagnare il percorso della Contea nell’avvicinamento agli obiettivi posti dalle istituzioni governative in materia di salute in ambito scolastico e, al contempo, fornire servizi migliori e ambienti di apprendimento sicuri per gli insegnanti e gli alunni di Kajiado.

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Kenya – “Kilimo Ni Swag”, l’agricoltura tira e può offrire ai giovani opportunità interessanti

Kiambu – Il 24 marzo scorso si è tenuto il lancio ufficiale del progetto Reducing the adverse drivers of migration through local value chain development, un intervento di sviluppo rurale finanziato dall'Agenzia con 1,5 milioni di euro e implementato dalla FAO in collaborazione con il governo della contea di Kiambu. Hanno partecipato all'iniziativa il governatore della contea di Kiambu, Ferdinand Waititu, l'ambasciatore d’Italia in Kenya, Mauro Massoni, la titolare della sede AICS di Nairobi, Teresa Savanella, e il rappresentante della FAO in Kenya, Gabriel Rugalema.

Il progetto si propone affrontare le cause profonde dell'emigrazione dei giovani dalla contea di Kiambu, un'area peri-urbana con un vivace settore agricolo, verso la città di Nairobi. Attraverso attività di supporto all’imprenditorialità e di sviluppo delle catene del valore in agricoltura, il progetto contribuirà alla creazione di posti di lavoro e promuoverà l'innovazione di filiera, coinvolgendo circa quattromila persone. L'intervento andrà a rafforzare il tessuto delle piccole e medie imprese e a facilitare la produzione orientata al mercato tramite lo sviluppo delle capacità di trasformazione del prodotto e la promozione del relativo valore aggiunto.

Un'attenzione particolare sarà rivolta ai giovani e alle donne, favorendo l’inclusione delle fasce più deboli attraverso opportunità d’impiego in loco e la crescita di attività imprenditoriali già esistenti nel settore. L’intervento, dunque, si allinea con due delle aree prioritarie della Big Four Agenda del presidente Kenyatta: la creazione opportunità di lavoro per i giovani e il miglioramento della sicurezza alimentare nel Paese.

Nel sottolineare l’importanza di un progetto nato da una proposta delle autorità locali in risposta a un problema concreto, l’ambasciatore Massoni ha evidenziato come l’Italia costituisca un partner strategico per il Kenya, "un partner amico, che non impone idee e soluzioni, ma che collabora e accompagna le istituzioni in un viaggio comune per lo sviluppo e la trasformazione del Paese. Il successo di questo progetto – ha poi aggiunto – potrà cambiare il paradigma e aprire la strada a collaborazioni future, su simili progetti, con il coinvolgimento delle OSC italiane, del settore pubblico e di quello privato, sia italiano che keniota."

Sulla scia del motto in Swahili “Kilimo Ni Swag” - l'agricoltura è cool - tutte le parti coinvolte hanno affermato l'impegno di trasformare l'agricoltura in un'attività interessante e attrattiva per i giovani, con l'obiettivo di far sì che le persone più vulnerabili della contea possano trovare un mezzo di sostentamento autonomo, riducendo la migrazione dei giovani a causa di fragilità economiche o sociali.

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Kenya – E4impact, al via un incubatore di impresa innovativo con motore “a tripla elica”

Nairobi - Nella mattinata del 21 febbraio scorso, presso la sede AICS di Nairobi, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del bando di partecipazione all’incubatore di imprese E4Impact. Hanno preso parte all’evento l'ambasciatore d’Italia in Kenya Mauro Massoni, la titolare dell'Ufficio AICS di Nairobi Teresa Savanella, il manager di E4Impact per l’Africa Orientale David Cheboryot e la direttrice marketing di Standard Media Group Doreen Mbaya.

L’incubatore, cofinanziato dall’Agenzia e implementato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dalla Fondazione E4Impact – Nairobi si configura come un incubatore e acceleratore di impresa per promuovere in Kenya l’imprenditorialità, per creare opportunità di occupazione per i giovani e per stimolare l’apertura all’internazionalizzazione delle nuove imprese. L'incubatore offrirà supporto alle imprese in fase di start-up e scaling-up, con particolare attenzione all'occupazione femminile e all'impatto socio-ambientale.

Savanella ha sottolineato come iniziative di questo tipo, che mettono in relazione attori del settore pubblico, privato e della ricerca, possano essere di grande supporto per coloro che, pur avendo un’idea imprenditoriale potenzialmente creativa e appetibile, non riescono a trovare opportunità per sviluppare il proprio progetto.

Serrati i tempi di avvio dell'iniziativa. Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione è fissato per il 23 marzo 2018. Entro il 30 aprile 2018 verranno selezionate le migliori 20 idee progettuali che accederanno ai servizi dell’acceleratore.

L’incubatore rappresenta un'attuazione del cosiddetto "approccio a tripla elica” che mette in relazione i tre attori principali coinvolti nei processi innovativi - università/enti di ricerca, imprese e istituzioni - e la nuova concezione dello sviluppo che attribuisce un ruolo fondamentale al settore privato e alla crescita di una classe imprenditoriale locale. In questa ottica sono partner dell’iniziativa due soggetti pubblici - Jomo Kenyatta University of Agriculture and Technology e Micro Enterprise Support Program Trust, afferente al Ministero dell’Industria – e due soggetti privati - Tangaza University College e Kenyan National Chamber of Commerce and Industry.

La strategia d’intervento coniuga una visione di sviluppo coerente con l’Agenda 2030 e un approccio tipico del settore privato. L’incubatore prevede tra i servizi alle imprese un'analisi del possibile sbocco di mercato e l’inserimento in una rete di contatti nazionali e internazionali, in particolare italiani, in vista di futuri investimenti e partnership operative.

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Foto: @E4Impact via Twitter

 

Kenya – Accesso all’acqua, apicoltura e filiere agricole per lo sviluppo delle comunità rurali

Nairobi - Nella prima settimana di dicembre si è svolta una missione di monitoraggio AICS nella contea di Kitui, zona semi-arida nel sud del Kenya dove è in corso di realizzazione un'importante iniziativa di sviluppo rurale cofinanziata dall’Agenzia. Si tratta del progetto “Rafforzamento della resilienza e della sicurezza alimentare presso le comunità agropastorali nel distretto di Mutito” implementato dalla onlus CEFA, al terzo anno di esecuzione.

Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea accanto all'Agenzia, ha come obiettivo quello di migliorare le condizioni economiche delle comunità agropastorali – circa 5000 i beneficiari diretti - che abitano in una zona dove la siccità ha avuto un forte impatto sull’agricoltura e la pastorizia, indebolendo le capacità di sostentamento della popolazione locale. Di notevole rilevanza, a livello gestionale, la sinergia instaurata con il cofinanziamento UE che ha permesso di potenziare le attività programmate.

Tra gli obiettivi del progetto figura il miglioramento dell’accesso all’acqua per uso domestico e agricolo tramite un sistema di dighe filtranti a sabbia (sand dams) e pompe per il prelievo dell’acqua. Nel corso della missione la delegazione AICS, accompagnata dal team CEFA di Kitui insieme ai partner locali, ha potuto visitare alcune dighe costruite dagli agricoltori coinvolti nel progetto e responsabili della gestione. Tra questi, una una ventina di donne e di uomini che hanno contribuito materialmente alla costruzione delle dighe e che oggi beneficiano dell’acqua proveniente dalle strutture utilizzandola per uso domestico, per l’orticoltura e per il bestiame. In prossimità di queste dighe, grazie all’installazione di pompe manuali, l’accesso all’acqua è migliorato sensibilmente, così come la sua qualità.

Durante la visita, coordinata dalla sede AICS di Nairobi, la delegazione ha avuto l’opportunità di incontrare la governatrice della contea di Kitui che ha sottolineato l’importanza delle filiere agricole e delle attività di formazione che CEFA sta portando avanti con gli agricoltori. Il rafforzamento delle filiere di prodotti resistenti alla siccità come il fagiolo mungo e il sorgo, infatti, permetterà di migliorare le condizioni di fornitura nel passaggio dagli agricoltori ai commercianti, rafforzando i mezzi di sostentamento delle comunità agropastorali.

Un’altra componente del progetto prevede la formazione di apicoltori e la distribuzione di arnie a persone specificamente formate, che a loro volta partecipano all’acquisto del materiale apicolo. È inoltre prevista, nei prossimi mesi, la costruzione di un centro per la lavorazione del miele. L’apicoltura è un’attività capace di diversificare la fonte di reddito degli agricoltori e di aumentare la loro consapevolezza sul ruolo dell'ape nella rigenerazione delle risorse naturali.

Nel corso della missione è stata inoltre presentata l'esperienza di alcuni gruppi beneficiari che gestiscono una cassa comune per investire i risparmi nell’acquisto di nuovi materiali o per concedere piccoli prestiti ai membri del gruppo. L’effetto moltiplicatore di queste attività non dev'essere sottovalutato e potrà essere replicato anche al di là del progetto grazie all'interesse e al coinvolgimento degli agricoltori.

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Kenya – Servizi sanitari più accessibili e avanzati grazie alla cooperazione con la regione Toscana

Si è svolto il 5 settembre a Nairobi l’evento che ha marcato i dieci anni di cooperazione tra la Regione Toscana e il Kenya in ambito sanitario. Attraverso i progetti regionali e la collaborazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese e del Centro di Salute Globale sono stati realizzati diversi interventi di rafforzamento delle strutture e delle capacità locali in ambito sanitario. Le attività di cooperazione hanno interessato soprattutto il North Kinangop Catholic Hospital, un ospedale creato nel 1965 da un missionario italiano e tuttora affidato a un missionario del nostro Paese, don Sandro Borsa, e il Ruaraka Uhai Neema Hospital, gestito da World Friends Onlus. Attraverso un approccio basato su azioni di capacity building e sulla condivisione delle esperienze sono state migliorate le competenze del personale dei due ospedali e del Ministero della Salute del Kenya.

Il North Kinangop Catholic Hospital è nato subito dopo l’indipendenza del Paese, nel 1964, in una località sull’altopiano coperto di foreste a 2500 metri d’altezza. Se all’inizio le cure erano offerte gratuitamente, con i pochi mezzi disponibili, in una zona tanto remota in quegli anni, ora l’ospedale si è espanso, guarda alla sostenibilità grazie alla collaborazione delle comunità locali e offre servizi e cure avanzate a pazienti che vi si recano da molte aree del Paese.

Il Ruaraka Uhai Neema invece è una struttura moderna, dedicata all’offerta di servizi essenziali per le popolazioni disagiate delle periferie della capitale con una particolare attenzione alla maternità e ai bambini. Grazie anche al contributo della Cooperazione italiana con progetti finanziati tramite i bandi per la società civile, World Friends ha migliorato notevolmente l’offerta e la qualità dei servizi, organizzando anche cliniche mobili all’interno degli slum e garantendo il servizio di autoambulanza.

In entrambe le strutture il sostegno della Regione Toscana ha permesso di aumentare la qualità del servizi, spesso rendendo possibili trattamenti e interventi difficilmente reperibili in Kenya a causa della carenza di medici specializzati. In questi anni più di cento professionisti sanitari dalla Toscana hanno potuto condividere le loro esperienze con i colleghi keniani, apportando innovazioni e insegnando l’utilizzo di macchinari e l’applicazione di protocolli più avanzati, ma anche facendo tesoro dell’opportunità di lavorare in contesti differenti e a contatto con patologie diverse.

• Centro Salute Globale: La Toscana e il Kenya, 10 anni di cooperazione

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