Politiche sociali e diritti dell’infanzia, il ministero libanese degli Affari Sociali in visita istituzionale in Italia

Roma – Dal 16 al 20 aprile una delegazione del Ministero libanese degli Affari Sociali (MoSA), guidata dal direttore generale Abdallah Ahmad, è in missione in Italia per approfondire, nel corso di una visita istituzionale, le buone pratiche sviluppate in Italia nel settore delle politiche sociali giovanili, anche in relazione alla loro applicazione sul territorio e alla loro articolazione con i sistemi centrali. Un focus particolare sarà dedicato ai minori vittime di reato.

La collaborazione della Cooperazione italiana in Libano con il MoSA è iniziata nel 2009 e si è articolata in sei iniziative di cui tre sono ancora in corso. Due di esse sono oggetto della visita istituzionale: il programma di rafforzamento delle istituzioni libanesi e di supporto ai gruppi più vulnerabili a livello locale e il programma nazionale per lo sviluppo socio-economico locale attraverso il rafforzamento dei centri di sviluppo sociale e del fondo di sviluppo sociale. A partire dal 2011 questi due programmi, nel complesso, hanno visto un finanziamento dall’Italia al MoSA di quasi 5 milioni di euro.

Il 17 aprile la delegazione libanese ha avuto un primo incontro ufficiale presso la sede AICS di Roma alla presenza del vice direttore Leonardo Carmenati. Altri incontri sono fissati al Ministero del Lavoro, all’Osservatorio sull’Infanzia e l’Adolescenza, al Comune di Roma e presso l’ufficio del Garante dell’infanzia. La visita istituzionale si concluderà in Toscana, ad Arezzo e Firenze. Nel capoluogo toscano la delegazione incontrerà esponenti della Regione Toscana e dell’università di Firenze e alcune organizzazioni giovanili.
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Libano – Sui banchi di scuola arriva la Pimpa, il personaggio di Altan per imparare con il sorriso

Beirut - Appena preso il quaderno, Ali ne approfitta per personalizzare il suo zainetto con un bell’adesivo, Fatima inizia a colorare alcune pagine, mentre Omar e altri bambini più grandicelli  iniziano a giocare insieme alla maestra con le carte del memory.

Questa la cronaca di una giornata particolare alla scuola "Third Public School” di Sin El Fil, dove è stato consegnato ai bambini il quaderno di giochi didattici della "Pimpa” disegnato da Altan e stampato in più di 20mila copie dalla Cooperazione italiana. All’iniziativa hanno partecipato Federica Mazzota, in rappresentanza dell’ambasciata d’Italia, e Sonia Khoury per il Ministero libanese dell’Educazione.

Il gioco e l’istruzione: due attività fondamentali per i bambini di tutto il mondo, due diritti troppo spesso negati ai bambini, vittime incolpevoli delle guerre degli adulti. Per questo, tra le attività che la Cooperazione italiana porta avanti in Libano a sostegno dei bambini che frequentano la scuola pubblica, si è scelto di proporre uno strumento capace di unire il gioco e la didattica.

E' nata così l’idea di produrre il quaderno "La Pimpa a scuola” e, in collaborazione con il ministero libanese dell’Educazione, di distribuirlo nelle strutture scolastiche pubbliche che accolgono anche un gran numero di bambini siriani in fuga dalla guerra.

La Pimpa, simpatica cagnolina a pois rossi ideata dal disegnatore italiano Altan, da più di quarant'anni accompagna con le sue storie e i suoi giochi didattici i bambini italiani e di tanti Paesi del mondo. La Pimpa, però, è anche portatrice di un messaggio importante: da sempre si presenta come un animale curioso e alla ricerca costante di nuovi amici, diversi da lei ma con la stessa voglia di giocare e di imparare arricchendosi dalle differenze, oltre le barriere.

L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla disponibilità e alla solidarietà del disegnatore Altan e della casa editrice Panini di Modena che, a titolo completamente gratuito, hanno realizzato disegni e grafica del volume.

A partire dal 2016, con un contributo complessivo di 25,5 milioni di euro, la Cooperazione italiana è impegnata a sostenere la scuola pubblica e a garantire il diritto all'istruzione a tutti i bambini che vivono in Libano.

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Roma – Tempo di verifica per il programma Ge.Mai.Sa, piattaforma innovativa per lo sviluppo di genere

Il programma Ge.Mai.Sa, finanziato dalla Cooperazione Italiana e realizzato dal CIHEAM Bari, si colloca nel quadro delle attività avviate per la valorizzazione del ruolo delle donne nelle iniziative di sviluppo rurale e sicurezza alimentare nell’area sud del bacino Mediterraneo.

In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030,  l’iniziativa si è proposta di realizzare in tre paesi target - Egitto, Libano e Tunisia - altrettante esperienze pilota di promozione del ruolo delle donne in programmi di sviluppo rurale al fine di favorire la capacità di  gender mainstreaming delle istituzioni partner. In particolare, tre iniziative pilota sono state realizzate nelle aree di El Fayoum (Egitto), Chouf (Libano) e Medenine (Tunisia).

Sotto la guida di un comitato tecnico-scientifico composto da esperte internazionali che hanno indirizzato e accompagnato la realizzazione delle attività, il programma ha contribuito alla definizione di un approccio specifico all’empowerment delle donne e allo sviluppo di strumenti metodologici che possano concretamente contribuire a due obiettivi principali:

- sostenere un processo di modificazione delle relazioni di genere nei contesti sociali e di monitoraggio e misurazione del loro impatto;

- dare voce alle donne nei contesti rurali affinché, attraverso le loro aspirazioni, conoscenze ed esperienze, esse stesse possano prendere coscienza del proprio valore e accedere a processi decisionali nel contesto familiare, sociale e politico.

Il seminario del 6 dicembre ha offerto testimonianza di un’esperienza per alcuni aspetti sperimentale e innovativa, a partire dalla sua dimensione regionale. Il dialogo tra quattro Paesi, Italia inclusa, ha fatto certamente emergere le differenze tra i singoli contesti, ma ha anche aperto la strada alla definizione di un linguaggio comune sulle questioni dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment delle donne da parte delle istituzioni partner. Tale dialogo si è costruito o rafforzato anche a livello nazionale tra le istituzioni centrali - Ministeri dell’Agricoltura e degli Affari Sociali - e le autorità territoriali competenti - Commissariati Regionali, servizi di divulgazione e di sviluppo sociale. Questi processi sono stati analizzati con un’attività di valutazione mirata a identificare cosa è cambiato, ma anche cosa sarebbe opportuno cambiare, negli attori coinvolti e nei rapporti tra di loro, utilizzando strumenti partecipativi, qualitativi e quantitativi, adattabili ai diversi contesti. I risultati dell'analisi, presentati nel corso del seminario, hanno aperto una discussione finalizzata a rafforzare gli interventi nei Paesi target e ad estenderli in altre regioni del nel bacino del Mediterraneo.

Il programma Ge.Mai.Sa ha mobilitato numerosi soggetti nei Paesi di riferimento, spesso allargando i gruppi originari e dando vita a nuove iniziative  tramite sinergie e attività in rete con la società civile. Il progetto originario si è sviluppato e modellato secondo linee diverse nei tre Paesi, in risposta alle diversità dei contesti e anche alla progressiva crescita di capacità e di visione degli attori coinvolti.

Nel prossimo futuro l’esperienza pilota di Ge.Mai.Sa si arricchirà delle esperienze di altri attori per rispondere anche all'esplicita esigenza della nuova piattaforma di sviluppo promossa dall’Agenda 2030 che raccomanda la raccolta di dati disaggregati per genere e l’identificazione di indicatori di cambiamento più efficaci nelle iniziative di cooperazione.

 

Libano – Una nuova ala per il Museo Nazionale di Beirut

Il 7 ottobre scorso nel Museo Nazionale di Beirut è stata inaugurata una nuova ala a cura della Cooperazione Italiana, nell’ambito del progetto “Miglioramento dell'offerta culturale del Museo Nazionale di Beirut: nuovo allestimento del basamento”. L'iniziativa intende contribuire in maniera importante alla valorizzazione del patrimonio culturale libanese.

L’esposizione presenta una prestigiosa collezione di reperti riguardante l'arte funeraria libanese nel corso dei millenni, dalla preistoria fino alla conquista islamica, con reperti del periodo mamelucco. Il percorso di visita conduce alla più grande collezione al mondo di sarcofagi antropomorfi e agli affreschi romani della Tomba di Tiro, restaurati grazie ad un precedente intervento della Cooperazione Italiana.

Partner locale del progetto è il Ministero della Cultura – Direzione Generale delle Antichità.

Hanno partecipato all’evento di inaugurazione il Ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni, il Ministro della Cultura libanese Araygi, l’Ambasciatore d’Italia in Libano Massimo Marotti e il Direttore della Sede AICS di Beirut Gianandrea Sandri, accanto a numerose autorità di Governo e rappresentanti della stampa locale ed estera.

L’Agenzia è stata rappresentata da Emilio Ciarlo, Capo Ufficio II Comunicazione e Rapporti Istituzionali, mentre il saluto del Direttore Generale Laura Frigenti è stato inserito in un booklet di presentazione dell’iniziativa.


Beirut, nel "museo scrigno" di una storia antica e tradizioni di convivenza
di Carlo Ciavoni (la Repubblica, 15 ottobre 2016)

L'Italia fa risplendere le meraviglie salvate dalle battaglie di Beirut
di Chiara Mariani  (Sette - Corriere della Sera, 21 ottobre 2016)

Beirut, un museo per rafforzare la pace in Libano
di Emanuele Bompan (Tuttogreen - La Stampa,  24 ottobre 2016)

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Libano – Lo “Jezzine Hub” apre le porte ai giovani

Il 31 luglio a Jezzine, nel sud del Libano, Oxfam, Development for People and Nature Association (DPNA) e l’Unione delle Municipalità di Jezzine (UMJ), hanno inaugurato il centro giovanile “Jezzine Hub”. La cerimonia di inaugurazione è stata seguita da un seminario sull’innovazione sociale e da attività con le associazioni locali. Il centro è stato realizzato nell’ambito del progetto “Yalla Ya ShabHUB: sviluppo umano, innovazione sociale e sostegno all’imprenditoria giovanile a Jezzine, Libano del Sud”, finanziato dall'Unione europea e dalla Cooperazione italiana.

L'iniziativa mira a promuovere la partecipazione attiva dei giovani del Libano nella sfera sociale, economica e politica a livello locale, così da innescare processi sostenibili e innovativi di sviluppo umano. Lo “Jezzine Hub” costituirà un centro di aggregazione per giovani, associazioni, compagnie private e autorità locali, fornendo loro competenze, risorse e opportunità per mettere in pratica iniziative di sviluppo del territorio.

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Ge.Mai.Sa: una nuova piattaforma per promuovere l’impegno delle donne in ambito rurale

Nell’ambito del programma regionale “Contributo per il Gender Mainstreaming nelle azioni di sviluppo rurale sostenibile e Sicurezza Alimentare – Ge.Mai.Sa” , finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e realizzato dal CIHEAM di Bari,  si è svolto a Tunisi il 14 giugno scorso il seminario di lancio della piattaforma regionale per le donne impegnate in ambito rurale. La piattaforma rappresenta la fonte principale di informazione sulle iniziative del programma nei 3 Paesi coinvolti - Egitto, Libano e Tunisia - ma vuole anche essere strumento di condivisione di conoscenza e buone pratiche a favore dell’ empowerment delle donne nei contesti rurali.

All’evento, organizzato da CIHEAM in collaborazione con uno dei partner  di Ge.Mai.Sa, il “Center of Arab Woman for Training and Research – CAWTAR” , sono intervenute  il Ministro delle Donne, della Famiglia e dell’Infanzia S.E. Samira Merai, il dott. Ali Bouaycha del Ministero dell’Agricoltura, delle Risorse Idriche e della Pesca tunisino, la responsabile delle Relazioni Esterne del CIHEAM Bari dott.sa Rosanna Quagliariello, la presidente del CAWTAR dott.sa  Soukeina Bouraoui e la rappresentante AICS a Tunisi dott.sa Cristina Natoli. Quest’ultima ha ricordato come la Cooperazione Italiana allo Sviluppo si è sempre distinta per il suo impegno verso l’emancipazione economica e politica delle donne, la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la valorizzazione del loro ruolo nel mantenimento della pace e sicurezza.

Oltre cento donne, in rappresentanza di associazioni della società civile, agenzie di cooperazione, organismi internazionali hanno ascoltato gli interventi e partecipato con interesse al dibattito della giornata.

La piattaforma Ge.Mai.Sa è stata protagonista anche nella cornice degli European Development Days 2016 a Bruxelles. Il 16 giugno, l'AICS, la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e il CIHEAM hanno organizzato la tavola rotonda “Achievement and challenges for the economic empowerment of rural women”, dedicata ad approfondire l’approccio all’empowerment delle donne e dell’uguaglianza di genere nei contesti rurali dei Paesi del Mediterraneo.

La sessione, svolta il 16 giugno e moderata da Bianca Pomeranzi, Senior gender advisor della Cooperazione italiana, è stata introdotta dall’Ambasciatore Giampaolo Cantini che ha ricordato il tradizionale impegno dell’ Italia a favore dell’empowerment delle donne attraverso un approccio multidimensionale, in linea con gli SDGs dell'Agenda 2030, che tiene conto non solo dell'empowerment economico e formativo delle donne nei contesti rurali, ma anche  delle loro  condizioni di vita e di lavoro.

Attraverso la testimonianza dell’esperienza concreta del programma regionale "Ge.Mai.Sa" i relatori hanno contribuito ad approfondire la  centralità della Regione MENA e la complessità della situazione delle donne nell'area, mettendo in evidenza la necessità di agire in partenariato con le istituzioni nazionali che sostengano un approccio multidimensionale all'empowerment delle donne anche attraverso il cambiamento delle norme sociali negli specifici contesti locali, specialmente nelle aree maggiormente vulnerabili come quelle rurali.

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Libano – Una partita coi detenuti per richiamare l’attenzione sulle condizioni nelle carceri

Un team della sede AICS di Beirut ha affrontato una formazione di giovani detenuti nel carcere di Roumieh per una partita di calcio a 5 nell’ambito del programma per il miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri libanesi, finanziato dalla Cooperazione Italiana e realizzato da UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime).

Per arbitrare la gara è stato invitato Renzo Ulivieri, Presidente dell’Associazione Nazionale Allenatori di Calcio e impegnato in Libano e nelle carceri italiane con corsi di formazione per allenatori. Partner italiano la UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), che ha donato 20 palloni ai ragazzi detenuti e offerto due validi giocatori per la formazione dell’AICS. Ad assistere alla sfida erano presenti 150 ragazzi detenuti, protagonisti nelle scorse settimane di un torneo interno per stabilire la formazione che avrebbe sfidato la squadra italiana.

Gli interventi del direttore del carcere, del direttore AICS di Beirut Gianandrea Sandri e di rappresentanti del Ministero della Giustizia e del Ministero dello Sport hanno preceduto l’avvio della partita. Dopo un’ora intensa, di gioco muscolare e senza esclusione di colpi, ha avuto la meglio la squadra dei giovani detenuti, che ha alzato la coppa del vincitore ed è stata portata in trionfo dai compagni-spettatori. Taglio della torta, firme sui palloni, foto e abbracci hanno fatto da conclusione e cornice a una giornata emozionante e significativa, che ha dato la possibilità a questi giovani di confrontarsi con l’esterno e provare, attraverso l’impareggiabile strumento dello sport, la solidarietà che il popolo italiano ha voluto dimostrare loro.

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