Il direttore Aics Maestripieri all’apertura della prima conferenza sul clima nel Mediterraneo

 


"L’area del Mediterrano rappresenta un’area strategica in fatto di emergenze umanitarie e insorgenze ambientali a cui dare risposte. Davanti al cambiamento climatico però non esistono Paesi ricchi e Paesi poveri, attorno al Mediterraneo i Paesi hanno problemi analoghi da affrontare insieme".

È intervenuto così Luca Maestripieri, direttore dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), all'evento inaugurale di Mare Climaticum Nostrum, l’iniziativa sul climate change e le sue conseguenze nel bacino del Mediterraneo co-promossa da Aics, Protezione civile, Fondazione Ewa e dal Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) in corso a Firenze dal 5 all'8 ottobre.

"La sfida ai cambiamenti climatici è un elemento centrale della nostra azione ed è coerente con il lavoro che stiamo portando avanti in tanti Paesi del mondo sul piano della cooperazione allo sviluppo” ha osservato il direttore di Aics. "Come agenzia pubblica vogliamo lavorare con le altre istituzioni e le eccellenze nazionali per rispondere a questa sfida in tutti i Paesi dove operiamo" ha aggiunto.

Il climate change "non è più un lontano grido di allarme ma è diventato acqua che scarseggia, la desertificazione che avanza nelle regioni meridionali, eventi atmosferici catastrofici, il peggioramento della sicurezza alimentare per milioni di persone" ha scritto invece Emilio Ciarlo, responsabile dei rapporti istituzionali e della comunicazione per l’Aics, in apertura del Rapporto scientifico sugli impatti climatici a breve e a lunga scadenza nell’area Mediterranea, curato dal Centro euromediterraneo di Lecce e presentato a Firenze.

"Per qualche anno abbiamo pensato che la difesa dei mari significasse la tutela degli oceani, la preoccupazione per le isole del Pacifico minacciate dall’innalzarsi del livello dell’acqua o i pericoli per la barriera corallina. Pericoli, reali e gravissimi ma che ora sono molto più vicini" ha aggiunto Emilio Ciarlo, "Il Mediterraneo è uno dei mari che più soffrirà per i cambiamenti climatici e le popolazioni lungo le sue sponde devono rapidamente iniziare a reagire. Insieme".

Il direttore Maestripieri ha spiegato poi che l’esperienza italiana nel monitoraggio ambientale può essere messa a servizio della cooperazione allo sviluppo ma allo stesso modo "le esperienze di successo della nostra cooperazione possono fungere da lezioni apprese per la pianificazione ambientale ed ecologica sul nostro territorio” ha detto. Dopo aver ricordato l'azione dell'Agenzia nei Paesi del bacino del Mediterraneo e i progetti in corso, Maestripieri ha anche posto l'accento sul problema della migrazione dovuta alle mutazioni climatiche, ricordando che Aics è impegnata a fornire alternative economiche a chi fugge da contesti invivibili.

"La geografia della cooperazione deve intersecarsi con la geografia dei cambiamenti climatici. Con azioni puntuali possiamo dare risposte sia in termini di mitigazione che di adattamento" ha concluso il direttore.

Per i saluti istituzionali che hanno aperto la manifestazione sono intervenuti capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, di Antonio Mazzeo, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana,  e di Andrea Clerici, della Banca Europea degli Investimenti. L'evento mattutino è stato moderato da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola e il lavori sono stati introdotti, oltre che dal direttore di Aics, da Erasmo D’Angelis, presidente di Ewa Foundation. Il rapporto sui cambiamenti climatici nel Mediterraneo è stato presentato da Antonio Navarra, presidente del Cmcc.

A seguire si è tenuta una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Francesco Rutelli, in rappresentanza della Fondazione Centro Futuro Sostenibile, Amel M. Azab, Sdg Climate Facility Project Coordinator per l'Arab Water Council, Laura Lega, a capo del dipartimento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il presidente di Ispra Stefano Laporta, Paolo Esposito, direttore generale dell'Agenzia per la coesione territoriale, e Carlo Cacciamani, direttore dell'Agenzia ItaliaMeteo.



Roma, 25 settembre 2022 


Mare Climaticum Nostrum: Prima conferenza mediterranea sugli effetti del clima e azioni di mitigazione e adattamento

“Il Mediterraneo come hot spot dei cambiamenti climatici non ha una sponda nord e una sponda sud. Tutti i Paesi sono accomunati dalle sfide che la cooperazione allo sviluppo dovrà ancor affrontare”

È uno dei messaggi principali che il direttore dell’Agenzia per la Cooperazione ha inteso lanciare nella conferenza di presentazione di “Mare climaticum nostrum”, l’iniziativa sul climate change e le sue conseguenze nel bacino del Mediterraneo co-promossa da Aics, Protezione civile, Fondazione Ewa e dal Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici. I tre giorni di lavoro si aprono a Firenze il 5 ottobre alla Fortezza da Basso con un parterre di esperti, politici, esponenti di governi e organizzazioni internazionali di tutto il Mediterraneo.....continua a leggere 

Mare Climaticum Nostrum - Prima Giornata della Conferenza sul Mediterraneo, Fortezza da Basso, Firenze
Mare Climaticum Nostrum - Prima Giornta dei Lavori, Fortezza da Basso, Firenze
Mare Climaticum Nostrum - Prima Giornata della Conferenza sul Mediterraneo, Fortezza da Basso, Firenze

 

Mare Climaticum Nostrum, l’acqua al centro delle azioni della cooperazione italiana

Il tema dell’acqua è centrale nell’azione della cooperazione italiana e lo sarà ancora maggiormente nei prossimi anni. Lo ha spiegato Emilio Ciarlo, responsabile dei rapporti istituzionali e della comunicazione per l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) durante la sessione mattutina del secondo giorno di Mare Climaticum Nostrum, la conferenza sui cambiamenti climatici nel Mediterraneo in corso a Firenze. Il panel aveva come tema le crisi, legate tra loro, dell’acqua e del clima.

Il tema dell'acqua è importante per le implicazioni che ha in vari settori e perché è un elemento che subisce un impatto notevolissimo dei cambiamenti climatici, dall'innalzamento del mare alle falde, dal cuneo salino alla sicurezza alimentare" ha osservato Ciarlo.

La cooperazione italiana, ha continuato Ciarlo, ha scelto da tempo di investire attenzione e risorse sul tema dell’acqua.

“Abbiamo iniziato sostenendo la candidatura italiana per ospitare il World Water Forum e stiamo cercando di riportare il nostro Paese nel World Water Council (Wwc). Stiamo approvando un piano pluriennale per una water roadmap in cui cercheremo di riunire attori italiani e presentarci uniti ai prossimi appuntamenti internazionali. Durante Diplomacy, a Roma, riproporremo poi un italian water dialogue”.

Il panel è stato introdotto da Giulio Boccaletti, dello strategic board del Cmcc, che nel suo keynote speech definito l’Europa a un punto di svolta per quanto riguarda la crisi idrica e ambientale, dopo la siccità e gli eventi meteorologici improvvisi dell’estate 2022. “C’è una nuova frontiera europea soprattutto nel Mediterraneo, è definita fisicamente dai cambiamenti idrici nel continente ma ha un’importanza politica, perché richiede una nuova modernizzazione” ha spiegato.

La tavola rotonda che è seguita è stata introdotta dal presidente Wwc, Loïc Fauchon, che ha evidenziato la necessità di una cooperazione stabile tra tutti gli stakeholder, Aics compresa, per difendere il clima nel bacino del Mediterraneo.

Ruhiza Jean Boroto, segretario generale del gruppo di lavoro Water Scarcity in Agriculture (Wasag) della Fao, ha definito Aics un partner importante in diverse iniziative e pubblicazioni. Amel M. Azab, Sdg Climate Facility Project Coordinator dell’ Arab Water Council, si è focalizzata sulle opportunità rappresentate dalle acque sotterranee e dal riutilizzo delle acque reflue per l’agricoltura. “È tempo per i Paesi arabi e l’Europa di collaborare e di trovare soluzioni sul terreno” ha detto. Alessandro Bratti, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha invece posto l’accento sulla necessità di continuare a intervenire per contrastare la scarsità idrica anche finita l’emergenza negli scorsi mesi.

Hanno partecipato al dibattito anche Fethi Lebdi, precedentemente Fao-Agwa Coordinator, Maria Josè Polo, dell’università di Cordoba, Francesco Vincenzi, presidente di Anbi, Giordano Colarullo, direttore generale Utilitalia, Mario Rosario Mazzola, del Mims Pnrr, e Giovanni Giani, esperto gestione risorse idriche - Gruppo Suez.

Gestione dei rischi naturali, adattamento e mitigazione nell’ultimo giorno di Mare Climaticum Nostrum

Di gestione delle emergenze e dei rischi naturali, oltre che di mitigazione e adattamento si è parlato durante l’ultima giornata di Mare Climaticum Nostrum, la conferenza che si è tenuta dal 5 al 7 ottobre a Firenze sugli effetti del climate change nel bacino del Mediterraneo.

Durante la mattinata dell’ultima giornata, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha partecipato a una sessione di lavoro e confronto tra esperti e tecnici delle Protezioni civili dei Paesi euro-mediterranei. L’evento è stato e introdotto da Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile italiana sulla gestione dei rischi naturali e di natura antropica e sulla gestione delle emergenze, con il coinvolgimento di Undrr, e moderato da Fausto Guzzetti, direttore per la previsione e la prevenzione dei rischi del dipartimento della Protezione Civile.

Letizia Fischioni, funzionaria dell’unità Emergenza e Stati fragili, Focal point per la riduzione del rischio di disastri, ha evidenziato l’impegno dell’Agenzia nel rispondere alle emergenze in modo rapido grazie alle proprie sedi lungo il bacino del Mediterraneo. Un approccio che Aics unisce anche a programmi di riduzione del rischio da disastri, di allerta precoce e di ripresa, collaborando con diverse organizzazioni internazionali. “Agiamo meglio quando agiamo insieme”, ha detto.

Fischioni ha poi citato i progetti dell’Agenzia realizzati in Albania per la modernizzazione della sede della Protezione civile, e in Tunisia per rafforzare il sistema di sorveglianza delle emergenze. L’Aics ha lavorato anche in Libano, con l’ausilio della fondazione Cima, implementando un sistema di allerta precoce per gli incendi boschivi, ha spiegato Fischioni.

Klajdi Nikolla, dell’agenzia nazionale della Protezione Civile albanese ha confermato l’impegno dell’Italia nel suo Paese. "L’Italia ha finanziato l’Albania con 5 milioni a dono e 90 in credito d'aiuto, di cui 30 per il rafforzamento della nostra Protezione civile" ha sottolineato.

L’appello di tutti i presenti è stato rivolto a una maggiore integrazione e sinergia tra gli attori che si occupano della prevenzione e delle risposte a disastri ed emergenze. “Dobbiamo offrire risorse e sostegno per rafforzare i sistemi di Protezione civile europei e del Mediterraneo. Abbiamo tanto da dare ma anche tanto da imparare” ha sintetizzato Curcio.

Alla tavola rotonda hanno preso parte anche l'ambasciatore John Grech, capo della divisione Affari sociali e civili della Protezione civile - Unione per il Mediterraneo e Zahi Chahine, esperto che lavora al supporto dell'Ufficio del primo ministro libanese per il rafforzamento delle capacità di gestione del rischio di catastrofi.

Nel pomeriggio Emilio Ciarlo, responsabile dei Rapporti istituzionali e della comunicazioni dell'Aics, è intervenuto al panel conclusivo su prevenzione e adattamento rispetto ai cambiamenti climatici.“Dobbiamo iniziare a parlare di glocal challenges perché le sfide del cambiamento climatico hanno implicazioni sia globali sia locali, come l’adattamento delle comunità” ha detto.

“Come Agenzia, a queste sfide non si può rispondere con piccoli progetti, bensì serve spostare la nostra attenzione su azioni di più ampio respiro. Esempi di questo approccio sono i centri di prevenzione del rischio che mettiamo in piedi in Africa e l’esportazione di tecnologie all’avanguardia”.

“Abbiamo poi la fortuna”, ha spiegato ancora Ciarlo, “di poter portare all'estero tutto il Sistema Italia con le sue eccellenze. Questa prospettiva, testimoniata anche in questa conferenza, deve continuare a ingrandirsi, inglobando ancora più attori”.

La sessione è stata moderata da Massimo Angelini, direttore della comunicazione della Luiss, e ha ospitato l’intervento, da remoto, del divulgatore scientifico Mario Tozzi. Hanno partecipato alla tavola rotonda, tra gli altri, Maria Siclari, direttrice generale di Ispra, il presidente di Ewa Erasmo D’Angelis, Gianni Gigli, in rappresentanza di Leonardo, Hafzullah Aksoy, professore dell’Istanbul Technical University, Alessandro Manfredini, direttore di Group Security e Cyber Defence del Gruppo A2A, Edoardo Zanchini, direttore Ufficio speciale Clima di Roma Capitale, Massimo Marra e Neri Di Volo per la Banca Europea degli Investimenti.



 

Firenze, 6 ottobre 2022 

Mare Climaticum Nostrum, l’acqua al centro delle azioni della cooperazione italiana

Il tema dell’acqua è centrale nell’azione della cooperazione italiana e lo sarà ancora maggiormente nei prossimi anni. Lo ha spiegato Emilio Ciarlo, responsabile dei rapporti istituzionali e della comunicazione per l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) durante la sessione mattutina del secondo giorno di Mare Climaticum Nostrum.

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Firenze, 5 ottobre 2022 

Il direttore Aics Maestripieri all’apertura della prima conferenza sul clima nel Mediterraneo

"L’area del Mediterrano rappresenta un’area strategica in fatto di emergenze umanitarie e insorgenze ambientali a cui dare risposte. Davanti al cambiamento climatico però non esistono Paesi ricchi e Paesi poveri, attorno al Mediterraneo i Paesi hanno problemi analoghi da affrontare insieme" ha detto Luca Maestripieri, direttore dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), intervenuto all'evento inaugurale di Mare Climaticum Nostrum.

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Roma, 25 settembre 2022 

Mare Climaticum Nostrum: prima conferenza mediterranea sugli effetti del clima e azioni di mitigazione e adattamento

"Il Mediterraneo come hot spot dei cambiamenti climatici non ha 'una sponda nord e una sponda sud'. Tutti i Paesi sono accomunati dalle sfide che la cooperazione allo sviluppo dovrà ancor affrontare”. È uno dei messaggi principali che il direttore dell’Agenzia per la Cooperazione ha inteso lanciare nella conferenza di presentazione di Mare Climaticum Nostrum.

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Mare Climaticum Nostrum: Prima conferenza mediterranea sugli effetti del clima e azioni di mitigazione e adattamento


“Il Mediterraneo come hot spot dei cambiamenti climatici non ha una sponda nord e una sponda sud. Tutti i Paesi sono accomunati dalle sfide che la cooperazione allo sviluppo dovrà ancor affrontare”

È uno dei messaggi principali che il direttore dell’Agenzia per la Cooperazione ha inteso lanciare nella conferenza di presentazione di “Mare climaticum nostrum”, l’iniziativa sul climate change e le sue conseguenze nel bacino del Mediterraneo co-promossa da Aics, Protezione civile, Fondazione Ewa e dal Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici. I tre giorni di lavoro si aprono a Firenze il 5 ottobre alla Fortezza da Basso con un parterre di esperti, politici, esponenti di governi e organizzazioni internazionali di tutto il Mediterraneo.

L’evento avrà al centro la presentazione del Rapporto scientifico sugli impatti climatici a breve e a lunga scadenza nell’area Mediterranea. Si tratta di un focus con i più aggiornati studi e ricerche, curato dal Centro euromediterraneo di Lecce, tese ad identificare e prevenire gli effetti prodotti dal cambiamento climatico in atmosfera, sulle acque, al suolo, in agricoltura, nelle aree urbane, sulle infrastrutture, sulla salute umana e negli ecosistemi ambientali. La gamma degli impatti previsti - desertificazione, siccità, dissesto idrogeologico e alluvioni, innalzamento dei livelli del mare e cuneo salino, disponibilità qualità e utilizzi delle acque - richiamano la necessità immediata di infrastrutture di difesa, di sistemi idrici e di accumulo di risorsa, di tecnologie per la previsione e la gestione, opere e interventi di mitigazione ed adattamento.

I temi saranno approfonditi da workshop e convegni nei giorni successivi con attenzione ai campi dell’agricoltura, dell’acqua, dell’energia, della prevenzione dei rischi.

Conferenza stampa presso la Sede della Protezione Civile della presentazione dell'evento "Mare Climaticum Nostrum" dal 5 all'8 ottobre alla Fortezza da Basso a Firenze