Mozambico – Al via i primi progetti affidati alle OSC dalla sede AICS, interventi per 5 milioni di euro

Maputo, 18 ottobre 2017 – Con l’affidamento da parte della Cooperazione italiana di due distinti interventi di sviluppo rurale nella provincia di Maputo e nella zona transfrontaliera con lo Swaziland ad altrettanti consorzi di Organizzazioni della società civile si è concluso l’iter del primo bando per programmi affidati a OSC, disciplinato dalla nuova legge sulla cooperazione. L’iniziativa è realizzata dalla sede AICS di Maputo, in partenariato con il Ministero di Terra, Ambiente e Sviluppo Rurale mozambicano e il Ministero dell’Agricoltura dello Swaziland.

Il primo progetto vedrà il coinvolgimento di CCS, Istituto Oikos e ASES e raggiungerà circa 400mila beneficiari nella Provincia di Maputo. Il secondo intervento, implementato da COSPE, Progetto Mondo MLAL e GVC, sarà un intervento transfrontaliero che coinvolgerà Mozambico e Swaziland, di cui beneficeranno un totale di 328mila persone. Entrambe le iniziative – del valore di 2,5 milioni di euro ciascuna – daranno continuità alla presenza storica della Cooperazione italiana nella regione meridionale del Paese.

Le attività previste includono assistenza tecnica in agricoltura e allevamento, promozione dell’irrigazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, rafforzamento delle competenze tecniche e gestionali dei produttori e dei servizi tecnici. L’obiettivo è quello di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle fasce più vulnerabili della popolazione. Entrambi i progetti si pongono in continuità con l’iniziativa di emergenza per la mitigazione degli effetti della siccità causata da El Niño in Africa Australe, ora in conclusione.

La modalità di affidamento permette, tramite una procedura competitiva, che OSC con competenze tecniche specifiche attuino iniziative che sono parte della politica bilaterale di cooperazione.

L’affidamento alle OSC rappresenta un passo significativo per la piena attuazione della Legge 125/2014 e si affianca al sistema da tempo utilizzato di cofinanziamento dei progetti ideati e realizzati dalle OSC.

Boa viagem, Facundo! Lo staff AICS di Maputo si unisce al cordoglio della Ong ICEI per la prematura scomparsa del cooperante italiano

Maputo, sede AICS – E’ con grande dolore che abbiamo appreso la notizia della scomparsa di Marcello Facundo Quarantini. Nei mesi trascorsi in Mozambico abbiamo avuto la fortuna di conoscere la gentilezza, la disponibilità e la passione che animavano Facundo, sia nei rapporti personali che nel suo lavoro.

Insieme allo staff della sede AICS di Maputo ricordiamo Facundo – il suo amore per la natura e per ciò che stava facendo con ICEI – attraverso le parole della direttrice Rosaria De Paoli.

Boa viagem, Facundo!

Roma, 16 marzo – “Il bicchiere mezzo pieno”, 24 storie di ottimismo al femminile e un gesto solidale per le donne del Mozambico

E’ stato pubblicato da pochi giorni il volume Il bicchiere mezzo pieno, edito da Piemme. Si tratta di un’opera collettiva che ha visto scrittrici italiane coinvolte nel raccontare le storie di ventiquattro donne, storie di cambiamento, positività, bellezza quotidiana.

Scrive Geppi Cucciari nella prefazione del libro: “In un momento in cui l’ottimismo non è più il profumo della vita, in una stagione in cui questo mirabile concetto viene vissuto come il contrario non del pessimismo, ma del realismo, è sempre giusto e prezioso celebrare quell’istinto mai sopito che suggerisce di vedere finalmente il bicchiere mezzo pieno, badando anche a quale sia la sostanza al suo interno, dettaglio questo di discriminante importanza.”

Le autrici hanno deciso di devolvere interamente il ricavato dei diritti d’autore a favore di altre donne, quelle delle province mozambicane della Zambezia e di Cabo Delgado, che saranno coinvolte nell’iniziativa “Ilumina – Accesso all’energia per lo sviluppo locale e l’empowerment delle donne”. Si tratta di un programma della Cooperazione italiana in affidamento alle Organizzazioni della società civile.

Il volume sarà presentato a Roma venerdi 16 marzo negli spazi dell’Auditorium Parco della Musica.

 

Grande successo della prima summer school per la formazione in Ict finanziata da Aics in Mozambico

Grande successo della prima summer school sulla formazione nelle Tecnologie di Informazione e Comunicazione, organizzata presso l’Università Eduardo Mondlane (Uem), a Maputo, dal 25 luglio al 5 agosto 2022. La summer school è stata organizata nell’ambito di ICT4Dev, un'iniziativa finanziata dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) per la "formazione di studenti, professori e ricercatori nel settore delle Ict, attività di ricerca e realizzazione di progetti innovativi per lo sviluppo sociale ed economico del Paese".

Nei corsi intensivi della durata totale di 60 ore, 20 di lezione frontale e 40 di laboratorio, sono stati trattati temi rilevanti identificati dal Centro di Informatica della Uem, in coordinamento con le Facoltà di Scienze e Ingegneria della Uem e con il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (Deib) del Politecnico di Milano (Polimi), quest’ultimo ente esecutore del progetto. Studenti e docenti hanno affrontato lo sviluppo web con Python e Django, le applicazioni mobili con Flutter e il Data mining.

Questa prima edizione ha riscosso grande interesse fra studenti e docenti dell’Uem: sono state oltre 200 le manifestazioni di interesse ricevute, fra cui circa il 10% di candidature femminili, e circa 20 candidature esterne alla Uem. Sono stati selezionati 30 candidati per corso, con partecipazione effettiva alla fine dei tre corsi di un totale di 62 studenti: 22 per Web development, 15 per Mobile applications e 25 per Data mining. La debole partecipazione da parte delle studentesse rispecchia i loro bassi livelli di adesione ai corsi di Ingegneria informatica

In occasione della cerimonia di apertura della Summer School, realizzata il 25 luglio presso lo spazio di Innovazione dell’Uem, Paolo Enrico Sertoli, titolare della sede Aics di Maputo, ha sottolineato come l’iniziativa ICT4Dev intende contribuire alla creazione di competenze chiave per l’ingresso in un mercato del lavoro nel settore Ict sempre più competitivo. Il sostegno offerto dall’Aics attraverso il finanziamento di borse di dottorato di ricerca e di master, punta allo sviluppo di soluzioni innovative da parte di studenti, ricercatori e docenti mozambicani. La creazione di sinergie con altre iniziative finanziate da Aics nello stesso settore faciliterà la creazione di competenze digitali, in particolare per le donne.

Nella stessa cerimonia, il magnifico rettore dell’Uem, dopo aver ringraziato l'Aics per il continuo sostegno fornito all’ateneo, si è mostrato fiducioso che, dopo la formazione ricevuta nell’ambito della summer school, gli studenti saranno in grado di mettere a frutto le competenze acquisite. Ha ricordato che il Piano strategico dell’Uem 2018-2028 ha come obiettivo la trasformazione di Uem in una università di ricerca.

La digitalizzazione rappresenta una sfida cruciale tanto in termini di metodologie formative, così come in termini di processi decisionali interni. La Uem considera importanti le tecnologie emergenti proposte da ICT4Dev, progetto che, oltre a favorire lo sviluppo di nuove competenze attraverso le attività di revisione curriculare e la creazione di start-up nel ramo tecnologico, potrà dare un contributo significativo allo sviluppo economico e sociale del paese in termini di creazione di occupazione.

Facim, il presidente del Mozambico al padiglione Italia: interesse per il modello di cooperazione e business sostenibile

Il presidente del Mozambico, Filipe Nyusi, ha visitato il padiglione Italia alla Facim, la fiera internazionale di Maputo. Nyusi è stato accolto da Gianni Bardini, Paolo Gozzoli e Paolo Enrico Sertoli, rispettivamente ambasciatore d’Italia a Maputo, direttore di Ice Maputo e titolare della sede dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo svilupppo (Aics) di Maputo. Il presidente Filipe Nyusi era accompagnato dal primo ministro del Portogallo, António Costa, e dal ministro degli Esteri, João Cravinho.

La Facim è una fiera annuale multisettoriale che riunisce in un unico spazio tutti i settori economici a livello nazionale e internazionale. Il suo obiettivo generale è quello di mostrare le potenzialità produttive e di esportazione del Mozambico e di promuovere le opportunità di business e di investimento nei vari segmenti nazionali ed esteri. L’edizione di quest’anno, la 57esima, ha come focus l’impiego, l’imprenditoria e l’innovazione tecnologica. L'Aics ha presentato in fiera il nuovo approccio della cooperazione italiana: accanto alle iniziative di cooperazione tradizionali, l’Agenzia ha coinvolto il settore privato per fare cooperazione avviando un’azione vera e un utilizzo efficiente delle risorse, guidando e accompagnando le aziende che diventano veri partner di progetti istituzionali, in quello che si definisce come “Sistema Italia”.

"Il modello di business deve essere Isi, vale a dire Innovativo, Sostenibile e Inclusivo – ha spiegato il titolare della sede Aics Maputo – idoneo a promuovere processi, prodotti e servizi tecnologie più efficienti ed economicamente vantaggiosi, sostenibile, cioè economicamente in grado di generare profitto e sviluppo nel tempo ma, allo stesso tempo, in grado di migliorare le condizioni di vita delle comunità locali e tutelare la salvaguardia dell’ambiente e inclusivo, vale a dire investimenti privati volti a includere, nei processi di sviluppo, le persone emarginate, che percepiscono cioè meno di 2,00 dollari al giorno".

"In questa sfida, le aziende sono supportate dall'Aics e dal Sistema Italia, che lavora con governi, enti, cittadini, organizzazioni non profit, società civile e organizzazioni internazionali nei Paesi partner, – ha sottolineato Sertoli, aggiungendo che – il coinvolgimento del settore privato for profit, rappresenta il passo più recente nella strategia di rafforzamento del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo che vede l’attore pubblico collaborare con altre istituzioni, con gli attori non profit e quelli del settore privato lucrativo. Le aziende sono chiamate a contribuire in modo concreto, investendo i propri capitali, le proprie conoscenze, la propria creatività e capacità di adattamento, per accettare la sfida dello sviluppo sostenibile nei Paesi di intervento".

L'Aics, attraverso dei bandi dedicati, fornisce sovvenzioni per finanziare o cofinanziare iniziative imprenditoriali innovative e investimenti nei Paesi partner in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e gli standard internazionali. Il focus delle call for proposals Aics sono le Piccole e Medie imprese (MSMEs) che hanno gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) come principi guida della propria attività imprenditoriale. Nel periodo 2017-2021, tramite tre bandi, l'Agenzia ha finanziato 47 iniziative e la creazione di 14 start-up. Su untotale di 5,2 mln di euro di contributo totale l'Aics ha partecipato erogando 13,2 mln. In Mozambico, sono tre le aziende selezionate grazie al bando profit:  Carbonsink , Newster e Novamont.

NaCLO for Africa: Aics porta la sua esperienza in Sudan e Mozambico nel miglioramento dei sistemi sanitari

Il miglioramento dei sistemi sanitari africani può rappresentare un motore di sviluppo e sicurezza anche per l’Europa in termini medici, economici e geopolitici. Nel mondo circa due miliardi di persone dispongono, per bere, solo di acqua infetta e un altro miliardo e 700 milioni è privo di servizi igienici di base. La situazione è difficile in particolare nel continente africano, dove spesso manca una vera cultura dell’igiene e per questo proliferano malattie infettive. Di questo si è discusso oggi presso l’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma in occasione dell’evento NaCLO for Africa: l’igiene come requisito sanitario essenziale per lo sviluppo nei Paesi a basso e medio reddito. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), tra i patrocinatori del convegno, ha partecipato portando le testimonianze degli interventi in campo sanitario e di igiene di sue due sedi estere.

“Aics in Sudan interviene attraverso interventi di riabilitazione e la realizzazione di centri di salute territoriali, formazione del personale sanitario, distribuzione dei farmaci e l’estensione della copertura del sistema di previdenza sanitaria pubblica, interventi di prevenzione e risposta alle gravi epidemie, campagne di sensibilizzazione” ha affermato Michele Morana, titolare della sede dell’Agenzia a Khartoum, con competenza per Eritrea, Camerun, Repubblica Centrafricana e Chad. “Un’importante caratteristica degli interventi realizzati da Aics Khartoum” ha continuato Morana, “è data dall’attenzione che viene posta sulle categorie di persone più deboli e vulnerabili, affinché la salute possa diventare concretamente un diritto universalmente riconosciuto nel Paese, in linea con l’Obiettivo di sviluppo sostenibile numero 3 dell’Agenda 2030 dell’Onu”.

Problematiche e interventi simili sono stati evidenziati anche nella testimonianza di Aics Maputo.

“Il Mozambico, soprattutto nelle zone rurali, non dispone di adeguate conoscenze e condizioni sanitarie nonché di una cultura dell'igiene sufficiente” ha spiegato durante il collegamento Paolo Enrico Sertoli, titolare della sede Aics di Maputo. “La nostra sede per questo è in prima linea nel supportare il governo locale, nella promozione sanitaria e nell'affrontare le sfide sanitarie emergenti. Già dal 2018 con un progetto sulle malattie non trasmissibili l'Aics sostiene varie attività volte alla sensibilizzazione e alla promozione sanitaria a livello comunitario nelle province di Zambezia, Maputo e Sofala” ha detto Sertoli. Il titolare di Maputo, riguardo alle malattie infettive, ha anche ricordato che “da più di dieci anni l'Italia e l'Agenzia contribuiscono alla valorizzazione infrastrutturale di varie zone urbane, migliorando anche il sistema di canalizzazione al fine di rendere accessibili ai beneficiari risorse idriche sicure e igieniche”.

Nel corso di tutta la mattina si è messo l’accento sulla “geopolitica sanitaria” con approfondimenti dedicati alle sfide sanitarie in Africa oggi, all’Agenda 2030 e allo sviluppo di pratiche sanitarie e di una cultura dell’igiene in Africa come in Europa.  Si sono alternati gli interventi di rappresentanti istituzionali, del mondo scientifico, di Organizzazioni della società civile (Osc) attive in campo sanitario come il Cuamm o in progetti Wash (Water, Sanitation, Hygiene) come Intersos.

Sono state poi presentate innovative soluzioni a disposizione di Osc e onlus che operano nel campo della prevenzione di epidemie o di malattie trasmissibili. Alcuni attori della cooperazione internazionale hanno quindi illustrato i risultati conseguiti sul campo grazie all’efficacia di alcuni dispositivi per la produzione di ipoclorito di sodio elettrolitico ricevuti in donazione dal progetto NaCLO (Campus Madrugada di Bissau, Pime, Amici di Marco ETS). L’ipoclorito di sodio elettrolitico (NaCLO) è un disinfettante altamente efficace in soluzione acquosa, utilizzato in passato nei Paesi dell’Africa nord-occidentale in programmi di contrasto al virus Ebola. I dispositivi per la produzione di sodio elettrolitico sono poi utilizzabili per formare alle pratiche igieniche il personale sanitario.

Evento NaCLO for Africa
Intervento di Michele Morana (titolare Aics Khartoum) all'evento NaCLO for Africa
Intervento di Paolo Enrico Sertoli (titolare Aics Maputo) all'evento NaCLO for Africa
Un dispositivo NaCLO alimentato con pannelli solari

Un dispositivo NaCLO alimentato con pannelli solari

Aics a Johannesburg per il Southern Africa-Europe Ceo Dialogue

Solo attraverso partenariati economici, commerciali e politiche eque e reciprocamente vantaggiose, si possono vincere le importanti sfide del futuro, raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, per tramutare in realtà concreta l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Con questo approccio l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha partecipato il 10 e l’11 novembre a Johannesburg, in Sudafrica, al nono Southern Africa-Europe Ceo Dialogue organizzato da The European House-Ambrosetti. Presente la sede centrale Aics di Roma, con il direttore Luca Maestripieri e Grazia Sgarra, dirigente dell’Ufficio VII - Soggetti di cooperazione, partenariati e finanza per lo sviluppo, oltre a rappresentanti delle sedi Aics di Maputo e Khartoum.

Il direttore di Aics ha preso parte durante la giornata inaugurale a un panel dal titolo “The African Geopolitical, Business and Investment Outlook”. Maestripieri ha sottolineato le grandi opportunità che attendono le imprese private interessate a intervenire insieme ad Aics in Africa, indicando il forum di Johannesburg come un evento privilegiato in cui presentare il lavoro dell’Agenzia e instaurare nuove e proficue collaborazioni.

“Il continente africano – dove si trovano 11 dei 20 Paesi prioritari per la Cooperazione italiana – e l’Africa Australe in particolare, sono al centro dei piani di cooperazione dell’Italia e offrono grandi prospettive anche per i soggetti privati con cui Aics collabora, grazie agli strumenti messi a disposizione dall’Agenzia” ha detto Maestripieri. “In questo contesto, il Southern Africa Europe Ceo Dialogue rappresenta per noi un’importante occasione di scambio con gli attori e gli stakeholder locali nell’ottica di future partnership imprenditoriali che possano rispondere alle esigenze di sviluppo sostenibile dei Paesi partner”.

Il giorno successivo, Maestripieri, Sgarra e le sedi estere di Aics, hanno partecipato al side event organizzato dall’Agenzia, dal titolo "Fostering a conducive Business environment in African frontier markets through Development Cooperation" che ha avuto come focus le opportunità di business in Mozambico e in Sudan. Il side event è stato introdotto da un intervento della dirigente dell’Ufficio VII sulle strategie di partnership dell’Agenzia con i privati.

Il titolare della sede Aics di Maputo, Paolo Enrico Sertoli, ha quindi illustrato le principali aree tecniche e impegno del settore privato in Mozambico, i numeri delle aziende italiane nel Paese – con particolare riferimento a quelle realtà già coinvolte in iniziative finanziate da Aics nell’ambito dei Bandi Profit – e i settori di maggior potenziale, vale a dire energia, agricoltura e turismo.

Michele Morana, titolare di Khartoum, ha presentato il contesto operativo e le attività che promuove la sua sede. Settore privato profit, strategie di sviluppo e opportunità di investimento in Sudan sono state al centro dei due successivi interventi di Fabio Monni e Francesco De Rosa, esperti del distaccamento sudanese. Prima della conclusione, affidata al direttore di Aics, c’è stato spazio per una tavola rotonda alla quale hanno preso parte alcuni tra i più importanti attori economici sudanesi.

Mozambico, 45 anni di cooperazione tra l’Italia e l’Università Eduardo Mondlane

Non solo solennità per la cerimonia di celebrazione dei 45 anni di cooperazione tra l’Università Eduardo Mondlane di Maputo e l’Italia che si è tenuta il 25 novembre 2022 in Mozambico. Durante l'occasione ci sono stati anche momenti di grande umanità soprattutto in ricordo dei molti professori italiani e mozambicani, alcuni dei quali già scomparsi, che durante questi lunghi anni hanno lavorato fianco a fianco per la più antica e prestigiosa università del Paese.

“Una storia di amicizia e di fiducia reciproca”, l’ha definita l’ambasciatore d’Italia a Maputo, Gianni Bardini, sottolineando come l’Italia sia stato il primo Paese della comunità internazionale a cooperare con l’Università Eduardo Mondlane, il giorno dopo l’indipendenza dello Stato africano nel 1975. Era naturale, ha detto l’ambasciatore, anche per i legami di forte amicizia che erano nati tra le persone durante la lotta d’indipendenza. E sono state molte le università italiane che hanno stretto rapporti di cooperazione con la Uem durante questo lungo periodo, ha detto il Magnifico rettore Manuel Guilherme Junior, ricordando gli oltre 70 accordi che la Uem ha siglato con atenei italiani.

Dal 2016, anno della sua creazione, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha visto nell’educazione superiore uno dei pilastri fondanti della propria strategia di lotta alla povertà e crescita sostenibile, oggi completamente rispecchiata all’interno dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“In questo patrimonio di eredità globale, per quanto concerne il Mozambico entra a pieno titolo la partnership con l’Università Eduardo Mondlane”. Queste le parole del direttore di Aics, Luca Maestripieri, nel suo saluto ai partecipanti alla cerimonia, aperta dal ministro della Scienza e Tecnologia e dell’Istruzione Superiore del Mozambico (Mctes), Daniel Daniel Nivagara. Il ministro, dopo aver fatto un’analisi storica delle relazioni di cooperazione, ha passato in rassegna le iniziative di cooperazione operanti nei settori tutelati dal suo ministero e implementati d’intesa con la Uem, come il Programma Rino (Risorse, Innovazione e Sviluppo per le aree di conservazione”; il programma di sostegno alla Uem per la Riforma Accademica, Innovazione Tecnologica e Investigazione Scientifica; e il progetto Ict4Dev che rientra nelle linee progettuali di supporto alla Trasformazione Digitale del Mozambico sviluppate dal Mctes e Aics con i programma Govnet Plus e Digit (Operazionalizzazione dei Poli Tenoclogici di Eccelleza Digitale).

Il titolare di sede presso Aics Maputo, Paolo Enrico Sertoli, ha sottolineato come in termini di prospettive il proseguimento di questo partenariato di lungo corso dovrà continuare ad incentrarsi sull’incremento di processi che riguardano l’efficienza interna e le capacità di coordinamento, indirizzo, controllo e valutazione degli organi centrali dell’Uem; la qualità dell’offerta formativa nelle aree disciplinari e scientifiche; le capacità di ricerca scientifica di livello internazionale applicata allo sviluppo socioeconomico e territoriale del Mozambico.

L’architetto Luís Lage ha ricordato la creazione della Facoltà di Architettura, con il supporto con “il supporto umano, tecnico e materiale” della Università La Sapienza di Roma, attraverso gli architetti Salvatore Dierna, direttore del dipartimento di Architettura e tecnologia, e Mario Docci, direttore del dipartimento post-laurea di Analisi e rilievi di architettura, e di come sia stato “un privilegio” avere circa 30 docenti italiani che, in base alla loro disponibilità in Italia, hanno garantito il regolare funzionamento della Facoltà attraverso un sistema didattico modulare. “La facoltà di Architettura e pianificazione fisica deve essere stata in un certo senso la pioniera della Uem nei progetti di mobilità internazionale per l'insegnamento e l'insegnamento per moduli”, ha ricordato Luís Lage. Come ha sempre detto il grande mentore della Facoltà di Architettura, José Forjaz: “Senza l’Italia non ci sarebbe questa facoltà; senza l’Italia non potrebbe continuare ad esistere...”.

L'intervento del direttore di Aics, Luca Maestripieri.
L'ambasciatore d'Italia Gianni Bardini.
Il titolare di sede di Aics Maputo, Paolo Enrico Sertoli.

Oltremare podcast – La Cooperazione Italiana in Mozambico raccontata da Paolo Sertoli

Torna Oltremare podcast e per la sezione Aics nel mondo il primo ospite del 2023 è il titolare della sede dell’Agenzia a Maputo, Paolo Sertoli, che offre agli ascoltatori una panoramica sulle iniziative di cooperazione svolte, i settori principali del nostro intervento e le prospettive per il futuro nella nazione africana.

Il Mozambico, Paese per noi prioritario, ha una lunga storia di rapporti con l’Italia, già a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, grazie in particolare alla cooperazione universitaria, di cui nel 2022 sono stati celebrati i 45 anni. I legami tra Maputo e Roma sono stati ulteriormente rafforzati dalla visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso luglio. Oltre a ricordare l’importante visita istituzionale, in questa conversazione Sertoli ci guida alla scoperta di alcuni interventi finanziati da Aics come quelli per rigenerare zone svantaggiate alla periferia della capitale mozambicana.


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Mozambico – Fermare la trasmissione dell’HIV da madre a figlio si può, l’esperienza dei centri ‘Dream’

Maputo - Zero. Questo è il numero di neonati da madri HIV-positive che, nel 2018, ha contratto il virus per trasmissione verticale, registrato presso il Centro di Salute di Machava. Un risultato eccellente che è stato ottenuto grazie un'azione congiunta di Cooperazione italiana, UNICEF e Comunità di Sant'Egidio per l’implementazione di un progetto orientato al rafforzamento dei servizi di prevenzione della trasmissione verticale (madre-figlio) dell’infezione HIV e al trattamento del virus in età pediatrica in Mozambico. Sedi dell’iniziativa, realizzata grazie a un contributo di 1,5 milioni di euro, sono i centri di cura DREAM della Comunità di Sant’Egidio nelle province di Maputo, Gaza e Sofala.

Secondo i dati ufficiali del ministero della Salute, in Mozambico si registrano annualmente 120mila donne in gravidanza  infettate dall’HIV, con un tasso di trasmissione verticale del 14%. Ogni mese il centro DREAM di Machava, a pochi chilometri da Maputo, accoglie oltre quattromila utenti, assistiti da 25 persone tra medici, infermieri, operatori sanitari e personale di supporto.

L'organizzazione della struttura segue un modello "Hub-and-Spoke" ad elevata efficienza. A partire dall’area di accoglienza e attesa, il paziente è indirizzato ai locali dedicati a visite e analisi. La struttura dispone di un’area family riservata a donne incinte o madri accompagnate da bambini. Ogni paziente si rifornisce presso la farmacia interna, che dispensa medicinali per la cura dell’HIV e delle patologie associate - rigorosamente gratuiti, come indicano i numerosi cartelli affissi. Sul retro della clinica c’è poi un magazzino per la conservazione di alimenti, dispensati ai pazienti più vulnerabili con finalità di supporto nutrizionale.

A ogni individuo che accede al Centro viene offerto un pacchetto completo di assistenza, sia in sede che in regime di continuità delle cure. La fondamentale attività di follow-up è affidata a operatori sanitari, detti "attivisti", che si recano regolarmente presso il domicilio dei pazienti per verificare il loro stato di salute e mantenere sempre elevato il livello di attenzione sulla patologia.

Si stima che oltre un terzo dei pazienti HIV dell’Africa sub-sahariana abbandoni la terapia entro il primo anno. Questa cifra sale al 48% se si tratta di adolescenti tra i 15 ed i 24 anni, significativamente più inclini a sospendere l’assunzione di farmaci salvavita. Per questo motivo le porte dei centri DREAM aprono alle 6.30 del mattino: una strategia per favorire l’accesso alle cure dei ragazzi prima del loro ingresso a scuola.

Anche la tecnologia rappresenta un valido aiuto per il monitoraggio dell’aderenza alla terapia. I Centri di Cura, infatti, sono dotati di un software proprietario che segnala delle situazioni di allerta nel caso in cui il paziente non si rifornisca tempestivamente dei farmaci o non si presenti alle visite programmate. Il tema assume grande rilevanza nei casi di trasmissione verticale del virus: quando la madre sieropositiva si attiene scrupolosamente al trattamento durante la gravidanza, il parto e l’allattamento, il rischio di contagio è molto basso. Vi sono, infine, implicazioni a lungo termine: più precoce è l’insorgenza dell’infezione e l’inizio del trattamento, maggiore è la probabilità di sviluppo di resistenza alla terapia in età adulta.

L'approccio olistico adottato nei centri di cura rappresenta la caratteristica vincente di questa iniziativa, che proprio nell'elevato tasso di aderenza ai trattamenti da parte dei pazienti ha trovato la conferma migliore dell'efficacia degli interventi, sia a livello medico che sociale.

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