Mozambico – Al via i primi progetti affidati alle OSC dalla sede AICS, interventi per 5 milioni di euro

Maputo, 18 ottobre 2017 – Con l’affidamento da parte della Cooperazione italiana di due distinti interventi di sviluppo rurale nella provincia di Maputo e nella zona transfrontaliera con lo Swaziland ad altrettanti consorzi di Organizzazioni della società civile si è concluso l’iter del primo bando per programmi affidati a OSC, disciplinato dalla nuova legge sulla cooperazione. L’iniziativa è realizzata dalla sede AICS di Maputo, in partenariato con il Ministero di Terra, Ambiente e Sviluppo Rurale mozambicano e il Ministero dell’Agricoltura dello Swaziland.

Il primo progetto vedrà il coinvolgimento di CCS, Istituto Oikos e ASES e raggiungerà circa 400mila beneficiari nella Provincia di Maputo. Il secondo intervento, implementato da COSPE, Progetto Mondo MLAL e GVC, sarà un intervento transfrontaliero che coinvolgerà Mozambico e Swaziland, di cui beneficeranno un totale di 328mila persone. Entrambe le iniziative – del valore di 2,5 milioni di euro ciascuna – daranno continuità alla presenza storica della Cooperazione italiana nella regione meridionale del Paese.

Le attività previste includono assistenza tecnica in agricoltura e allevamento, promozione dell’irrigazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, rafforzamento delle competenze tecniche e gestionali dei produttori e dei servizi tecnici. L’obiettivo è quello di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle fasce più vulnerabili della popolazione. Entrambi i progetti si pongono in continuità con l’iniziativa di emergenza per la mitigazione degli effetti della siccità causata da El Niño in Africa Australe, ora in conclusione.

La modalità di affidamento permette, tramite una procedura competitiva, che OSC con competenze tecniche specifiche attuino iniziative che sono parte della politica bilaterale di cooperazione.

L’affidamento alle OSC rappresenta un passo significativo per la piena attuazione della Legge 125/2014 e si affianca al sistema da tempo utilizzato di cofinanziamento dei progetti ideati e realizzati dalle OSC.

Boa viagem, Facundo! Lo staff AICS di Maputo si unisce al cordoglio della Ong ICEI per la prematura scomparsa del cooperante italiano

Maputo, sede AICS – E’ con grande dolore che abbiamo appreso la notizia della scomparsa di Marcello Facundo Quarantini. Nei mesi trascorsi in Mozambico abbiamo avuto la fortuna di conoscere la gentilezza, la disponibilità e la passione che animavano Facundo, sia nei rapporti personali che nel suo lavoro.

Insieme allo staff della sede AICS di Maputo ricordiamo Facundo – il suo amore per la natura e per ciò che stava facendo con ICEI – attraverso le parole della direttrice Rosaria De Paoli.

Boa viagem, Facundo!

Roma, 16 marzo – “Il bicchiere mezzo pieno”, 24 storie di ottimismo al femminile e un gesto solidale per le donne del Mozambico

E’ stato pubblicato da pochi giorni il volume Il bicchiere mezzo pieno, edito da Piemme. Si tratta di un’opera collettiva che ha visto scrittrici italiane coinvolte nel raccontare le storie di ventiquattro donne, storie di cambiamento, positività, bellezza quotidiana.

Scrive Geppi Cucciari nella prefazione del libro: “In un momento in cui l’ottimismo non è più il profumo della vita, in una stagione in cui questo mirabile concetto viene vissuto come il contrario non del pessimismo, ma del realismo, è sempre giusto e prezioso celebrare quell’istinto mai sopito che suggerisce di vedere finalmente il bicchiere mezzo pieno, badando anche a quale sia la sostanza al suo interno, dettaglio questo di discriminante importanza.”

Le autrici hanno deciso di devolvere interamente il ricavato dei diritti d’autore a favore di altre donne, quelle delle province mozambicane della Zambezia e di Cabo Delgado, che saranno coinvolte nell’iniziativa “Ilumina – Accesso all’energia per lo sviluppo locale e l’empowerment delle donne”. Si tratta di un programma della Cooperazione italiana in affidamento alle Organizzazioni della società civile.

Il volume sarà presentato a Roma venerdi 16 marzo negli spazi dell’Auditorium Parco della Musica.

 

Mozambico e Swaziland – Resilienza ai cambiamenti climatici, al via i primi progetti affidati alle OSC

Maputo - Prevenire e rispondere ai cambiamenti climatici: pratiche resilienti di mitigazione degli effetti della siccità in Swaziland e Mozambico: è questo il titolo del progetto affidato alle organizzazioni della società civile Cospe, GVC e Progetto Mondo MLAL con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle comunità rurali nella zona transfrontaliera che include la provincia di Maputo e la regione Lubombo nello Swaziland. L'iniziativa è stata presentata il 4 aprile a Namaacha, nella provincia di Maputo, e il giorno successivo a 5 aprile a Siteki, Swaziland.

L'impatto dei cambiamenti climatici, i processi dello sviluppo nei contesti rurali, la sicurezza alimentare, la promozione della resilienza attraverso le attività agro-zootecniche e l’investimento nelle risorse umane sono state alcune delle tematiche affrontate nel corso dei due giorni. Le attività principali del progetto, finanziato con un importo di 2,5 milioni di euro, includono il sostegno all’agricoltura e all’allevamento e la formazione e l’assistenza tecnica per i produttori e il personale dei servizi tecnici.

Oltre alla presentazione dell'iniziativa da parte del consorzio delle OSC esecutrici, gli incontri pubblici hanno offerto un’occasione preziosa per il confronto tra i partner coinvolti in entrambi i Paesi, chiamati a svolgere un ruolo fondamentale nella gestione delle attività.

Il progetto si inserisce nel programma “Mitigazione degli effetti della siccità causati da El Niño nei paesi dell’Africa Australe per rafforzare la resilienza delle comunità beneficiarie” in corso di realizzazione in Mozambico e Swaziland, con due progetti in affidamento, e in Zimbabwe e Malawi con altri quattro interventi realizzati da altrettante organizzazioni italiane.

Nell'ambito del programma, il secondo progetto dedicato al Mozambico è denominato “Sviluppo rurale e rafforzamento della capacità di resilienza delle comunità nei distretti di Magude, Moamba e Manhiça” ed è affidato a un consorzio di OSC formato da CCS, Istituto Oikos e ASeS.

Queste iniziative costituiscono le prime esperienze di progetti in affidamento da parte della sede AICS di Maputo e rappresentano un passo significativo nella piena attuazione della legge 125/2014 affiancandosi al sistema, da tempo utilizzato, di cofinanziamento dei progetti promossi dalle OSC.

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Mozambico – Medaglia d’oro, in Cina, per una piccola impresa coinvolta nel programma PESED

Maputo - Dal 23 al 25 novembre si è svolto nella città di Foshan, in Cina, il secondo Forum Mondiale per l’Innovazione e l’Invenzione, un evento di portata globale che ha l’obiettivo di riunire innovatori e imprenditori in una piattaforma di dialogo internazionale e di condivisione di esperienze di successo in diversi settori, con la comune vocazione di promuovere lo sviluppo economico attraverso l’innovazione. Tra i partecipanti c’era anche Filomena Matimbe, presidente di Finana, un’impresa mozambicana che produce farina di banana verde, grazie alla quale ha conquistato la medaglia d’oro per l’innovazione in ambito alimentare.

Da tempo la sede AICS di Maputo conosce e sostiene Finana attraverso il “Programma di empowerment socio-economico delle donne - PESED” e il “Progetto di supporto alla promozione degli investimenti per le PMI in Mozambico”, implementato da Unido Itpo Italy.

Finana è una piccola impresa nata nel 2015 da un’idea innovativa di Filomena Matimbe, ingegnere alimentare. Situata nella città di Manhiça, nella Provincia di Maputo, l’impresa – che impiega 9 persone – produce farina di banana verde, un alimento dall’elevato valore nutritivo con un grande potenziale di utilizzo per la lotta alla malnutrizione e per la prevenzione di patologie quali l’osteoporosi, il diabete e le malattie cardiovascolari. Finana ha brevettato la sua farina, che viene prodotta utilizzando macchinari e tecnologie avanzate e con un’attenzione specifica all’impatto sociale dell’impresa: parte delle banane vengono acquistate da un’associazione di produttrici della zona, inoltre l'impresa promuove la produzione di banane da parte dei contadini della comunità circostante, creando contemporaneamente un’opportunità di reddito e un’alternativa alla pratica – assai diffusa – di produrre carbonella bruciando alberi.

“Questo è un prodotto che deve raggiungere la popolazione, deve essere usato nelle scuole e nei centri di salute per combattere la malnutrizione” dice Filomena, che sta collaborando con il Ministero della Sanità in uno studio finalizzato a calcolare l’impatto in termini di miglioramento dello status nutrizionale dei bambini che assumono regolarmente farina di banana verde. “I nostri costi di produzione rimangono elevati e non ci permettono di vendere il nostro prodotto a un prezzo accessibile anche alle famiglie più povere, che sono quelle che più potrebbero beneficiare del suo elevato apporto nutrizionale”. La farina di banana verde viene infatti commercializzata in diversi supermercati e negozi di gastronomia di Maputo ad un prezzo di 400 meticais (circa 6 euro) per una confezione da 500 grammi, ma l’aspettativa della presidente di Finana è quella di diffondere sempre di più il prodotto nelle scuole e nei centri di salute e di riuscire, anche attraverso partenariati con altri attori del settore privato o con il sostegno dei donatori, a diminuire i costi di produzione in modo da rendere la farina di banana verde più accessibile.

L’impegno dell’Agenzia in Mozambico per il sostegno del tessuto imprenditoriale di micro, piccola e media scala attraverso la formazione, l'assistenza tecnica e l’inclusione finanziaria è ormai decennale. Negli ultimi anni particolare attenzione è stata rivolta alle imprenditrici per il grande potenziale economico che esse rappresentano, unito al moltiplicatore sociale in termini di empowerment, miglioramento della qualità della vita delle famiglie, partecipazione ai processi di sviluppo e uguaglianza di genere.

Gli studi fatti nell’ambito del PESED dimostrano che in Mozambico le donne continuano a concentrarsi nel settore agricolo, principalmente familiare e informale, con dinamiche che difficilmente riescono a superare la dimensione micro. Per questo è fondamentale continuare a sostenere realtà come quella di Finana, fornendo risorse ed opportunità che promuovano non solo la crescita a livello economico, ma anche processi di promozione dell’uguaglianza di genere, giustizia sociale e sviluppo umano.

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Mozambico – Ambiente e risorse naturali, si rinnova l’impegno dei partner SECOSUD per l’area SADC

Nei giorni 22 e 23 giugno, presso l’università Eduardo Mondlane di Maputo (UEM), si è tenuto un seminario di respiro internazionale organizzato nell’ambito del progetto SECOSUD II - Conservazione e uso equo della diversità biologica nella regione SADC (Southern African Development Community), cofinanziato dall’Agenzia e gestito dal Dipartimento di Biologia Ambientale dell’università Sapienza di Roma e dalla stessa UEM.

L’evento, che ha visto la partecipazione di circa 150 addetti ai lavori, puntava al doppio obiettivo di presentare esperienze accademiche e istituzionali dal Mozambico, Sudafrica, Swaziland, Zimbabwe e Italia, volte alla definizione di strumenti in grado di contribuire al raggiungimento di obiettivi sinergici alle tre convenzioni di Rio (biodiversità, lotta alla desertificazione e cambiamento climatico) e, allo stesso tempo, di aggregare i principali partner per impostare al meglio la programmazione futura.

La prima giornata di lavori - introdotta dalla vice rettrice accademica dell’UEM, Amalia Uamusse, e arricchita dagli interventi di Fabio Melloni, titolare della sede AICS di Maputo, e di Sheila Santana Alfonso, Segretaria permanente del Ministero della Terra, Ambiente e Sviluppo Rurale del Mozambico - ha visto la presentazione di 13 esperienze di livello nazionale e locale.

Il progetto SECOSUD II ha presentato alla platea prodotti concreti già ad un buon grado di sviluppo, in particolare la rete di condivisione di dati primari di biodiversità del Mozambico (BioNoMo) e la sua piattaforma online, il monitoraggio su scala nazionale dell’uso del suolo attraverso il software “Collect Earth” e il sistema di gestione integrato di fuochi, risorse idriche e vegetazione per le aree protette che costituiscono la GLTFCA (Great Limpopo Transfrontier Conservazion Area).

Altri partner di livello internazionale, quali il Dipartimento di Affari Ambientali del Ministero sudafricano dell’Ambiente, hanno presentato il loro programma per la gestione delle risorse naturali, considerato dagli addetti ai lavori come miglior esempio a livello continentale di gestione territoriale sostenibile attraverso il coinvolgimento delle comunità locali. Eccellenze accademiche regionali quali l’università dello Swaziland e l’università dello Zimbabwe hanno presentato a loro volta esperienze di grande interesse scientifico e istituzionale per la gestione sostenibile di aree protette e la lotta gli effetti del cambiamento climatico.

Nella seconda giornata si è discusso di aspetti operativi, programmazione e sostenibilità delle azioni, all’insegna del dibattito e della discussione di strategie comuni per la massimizzazione dei risultati che la rete di partner può puntare a di raggiungere.

I prossimi appuntamenti internazionali che il progetto SECOSUD II promuoverà riguarderanno la gestione integrata delle risorse naturali in aree di conservazione a livello SADC e l’applicazione del protocollo di Nagoya per quanto riguarda l'accesso e la condivisione di benefici derivanti dall’uso di risorse di biodiversità (ABS).

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Mozambico – La scuola, il centro comunitario e il campo da calcio: modelli di rigenerazione urbana

Si è tenuta a Maputo, mercoledi 7 giugno, l’inaugurazione di tre importanti opere di riqualificazione urbana nel quartiere di Chamanculo C. Il primo intervento ha riguardato la riabilitazione e l'ampliamento della scuola primaria Unidade 13: le attività sono state realizzate dalla Fondazione AVSI, in collaborazione con le Ong Cesvitem e Khandlelo e il Consiglio Municipale di Maputo, col finanziamento della Cooperazione italiana.

Le altre opere hanno interessato due importanti spazi pubblici dello stesso quartiere: il campo da calcio di “Cape Cape” e il Centro comunitario di Chamanculo C. In questi casi le attività di riabilitazione, anch'esse finanziate dalla Cooperazione, sono state realizzate dalla Ong spagnola Architetti Senza Frontiere.

All’evento di inaugurazione, che ha visto l'ampia partecipazione della comunità locale in un clima di festa, hanno partecipato il Viceministro mozambicano dell’Istruzione e dello Sviluppo Umano Armindo Ngunga, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico Marco Conticelli, il Presidente del Consiglio municipale di Maputo David Simango e il titolare della sede AICS di Maputo Fabio Melloni.

Gli interventi di riqualificazione urbana mirano alla rigenerazione di spazi pubblici e comunitari che sono stati individuati come prioritari dai residenti, in linea con le strategie del piano urbanistico elaborato nell’ambito dell'iniziativa. In contesti come quello di Chamanculo C, gli spazi pubblici a disposizione dei residenti sono pochi, spesso trascurati e soggetti al degrado. Si tratta di luoghi che possono diventare pericolosi anche rispetto al rischio di aggressione nelle ore notturne, complice la frequente assenza di illuminazione pubblica. Per questo, promuovere la rigenerazione urbana di queste aree non risponde solo a pressanti necessità infrastrutturali e igieniche, ma innesca meccanismi di responsabilità e cittadinanza attiva da parte dei residenti e degli amministratori.

Il programma di rigenerazione urbana e riqualificazione degli spazi pubblici del quartiere storico di Chamanculo C è stato avviato dalal Cooperazione italiana nel 2011, in collaborazione con il Consiglio municipale di Maputo, i principali partner di cooperazione nel settore - Banca Mondiale e Cities Alliance - e le Organizzazioni non governative. Gli interventi infrastrutturali e le azioni di sviluppo sono sempre state caratterizzate da metodologie fortemente integrate e partecipate, che si rivelano determinanti anche nelle dinamiche di sostenibilità.

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Mozambico – L’Agenzia e le OSC italiane al lavoro per superare l’emergenza El Niño in Africa australe

Nell'ultima stagione delle piogge (ottobre 2015 – marzo 2016) l’Africa australe è stata colpita da una grave siccità indotta da El Niño, che ha drammaticamente ridotto la produzione agricola dipendente dalle precipitazioni, principale fonte di sostentamento per la maggior parte della popolazione. Si tratta dell’episodio di siccità più grave degli ultimi 35 anni per l’intera regione.

Il raccolto del mese di aprile 2016 è risultato decisamente ridotto rispetto alle medie degli anni precedenti: si è registrato un deficit della produzione di cereali rispetto ai fabbisogni nazionali che va dal 25 % del Mozambico e il 33 % del Malawi al 71 % dello Zimbabwe e il 74% dello Swaziland. I prezzi delle principali derrate alimentari sono aumentati fino al raddoppio in alcuni casi, accrescendo pericolosamente l’insicurezza alimentare e la vulnerabilità delle popolazioni. 

Inoltre, in diversi tra gli stati della regione, le pressioni climatiche si aggiungono a una crisi economica che rende tutte le importazioni più costose. E’ certamente il caso del Mozambico, ma anche del Sudafrica e dello Zimbabwe. Le necessità riscontrate sono drammatiche, sia nel breve che nel medio-lungo periodo, poiché l’impatto dello shock esterno della siccità è accentuato dalla vulnerabilità diffusa, causata da ampie diseguaglianze sociali, dalla povertà cronica, dalla scarsa differenziazione delle colture agricole e dall’assenza di attività economiche alternative in tutto il contesto rurale.

Molti tra gli stati colpiti, sia individualmente che tramite la Comunità dei paesi dell’Africa australe per lo Sviluppo Economico (SADC), hanno dichiarato lo stato d’emergenza e richiesto l’assistenza della comunità di donatori, nonché delle organizzazioni della società civile, per assistere oltre 40 milioni di persone a rischio.

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo ha risposto prontamente prendendo parte all’assistenza promossa dai partner di cooperazione, lanciando l’iniziativa di emergenza per la mitigazione degli effetti della siccità causati dal Niño nei paesi dell’Africa Australe, per un importo di circa 4.000.000 di euro. “Il programma emergenza della Cooperazione Italiana”, racconta Saverio Frazzoli, esperto dell’Agenzia per i programmi emergenza, “sostiene i Paesi colpiti dalla siccità aiutando le comunità più povere e vulnerabili a lottare contro la malnutrizione, a far funzionare meglio i servizi di base, a far ripartire l'agricoltura”.

L’iniziativa si compone di tre fasi. La prima si è concretizzata in un bando per OSC italiane già operanti in Mozambico, Swaziland, Zimbabwe e Malawi, che ha permesso di realizzare 12 progetti di primissima emergenza, oltre ad alcuni interventi in gestione diretta da parte della sede AICS di Maputo. Della durata di 4 mesi al massimo, questi progetti mirano a un impatto immediato sui bisogni delle popolazioni, tramite azioni puntuali e cruciali, quali la riabilitazione di fonti idriche malfunzionanti o la distribuzione di derrate alimentari.

A ciò si aggiunge una seconda fase, composta da 5 progetti di emergenza di durata maggiore (9 -10 mesi), orientati a ristabilire le condizioni produttive dei sistemi locali e la fornitura di servizi di base, specialmente in ambito idrico, ad uso sia umano che animale. Ciò permetterà di rilanciare le attività generatrici di reddito tipiche dei contesti rurali, come l’agricoltura, l’artigianato e il commercio. I beneficiari raggiunti direttamente dalle prime due fasi dell’iniziativa sono 150.000 (100.000 per la prima e 50.000 per la seconda).

La terza fase propone un’evoluzione verso il contesto post emergenza, tramite il rafforzamento della resilienza delle popolazioni dei quattro Paesi in cui già si è intervenuto con la prima risposta alla crisi. Anche questa componente si articola sulla promozione e il rilancio delle attività del settore primario e il rafforzamento dei servizi di base. L’iniziativa, approvata recentemente, prevede un finanziamento di 8.700.000 di euro per una durata di 3 anni, a sostegno di iniziative realizzate dalle OSC italiane e locali.

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