Mozambico – Al via i primi progetti affidati alle OSC dalla sede AICS, interventi per 5 milioni di euro

Maputo, 18 ottobre 2017 – Con l’affidamento da parte della Cooperazione italiana di due distinti interventi di sviluppo rurale nella provincia di Maputo e nella zona transfrontaliera con lo Swaziland ad altrettanti consorzi di Organizzazioni della società civile si è concluso l’iter del primo bando per programmi affidati a OSC, disciplinato dalla nuova legge sulla cooperazione. L’iniziativa è realizzata dalla sede AICS di Maputo, in partenariato con il Ministero di Terra, Ambiente e Sviluppo Rurale mozambicano e il Ministero dell’Agricoltura dello Swaziland.

Il primo progetto vedrà il coinvolgimento di CCS, Istituto Oikos e ASES e raggiungerà circa 400mila beneficiari nella Provincia di Maputo. Il secondo intervento, implementato da COSPE, Progetto Mondo MLAL e GVC, sarà un intervento transfrontaliero che coinvolgerà Mozambico e Swaziland, di cui beneficeranno un totale di 328mila persone. Entrambe le iniziative – del valore di 2,5 milioni di euro ciascuna – daranno continuità alla presenza storica della Cooperazione italiana nella regione meridionale del Paese.

Le attività previste includono assistenza tecnica in agricoltura e allevamento, promozione dell’irrigazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, rafforzamento delle competenze tecniche e gestionali dei produttori e dei servizi tecnici. L’obiettivo è quello di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle fasce più vulnerabili della popolazione. Entrambi i progetti si pongono in continuità con l’iniziativa di emergenza per la mitigazione degli effetti della siccità causata da El Niño in Africa Australe, ora in conclusione.

La modalità di affidamento permette, tramite una procedura competitiva, che OSC con competenze tecniche specifiche attuino iniziative che sono parte della politica bilaterale di cooperazione.

L’affidamento alle OSC rappresenta un passo significativo per la piena attuazione della Legge 125/2014 e si affianca al sistema da tempo utilizzato di cofinanziamento dei progetti ideati e realizzati dalle OSC.

Boa viagem, Facundo! Lo staff AICS di Maputo si unisce al cordoglio della Ong ICEI per la prematura scomparsa del cooperante italiano

Maputo, sede AICS – E’ con grande dolore che abbiamo appreso la notizia della scomparsa di Marcello Facundo Quarantini. Nei mesi trascorsi in Mozambico abbiamo avuto la fortuna di conoscere la gentilezza, la disponibilità e la passione che animavano Facundo, sia nei rapporti personali che nel suo lavoro.

Insieme allo staff della sede AICS di Maputo ricordiamo Facundo – il suo amore per la natura e per ciò che stava facendo con ICEI – attraverso le parole della direttrice Rosaria De Paoli.

Boa viagem, Facundo!

Roma, 16 marzo – “Il bicchiere mezzo pieno”, 24 storie di ottimismo al femminile e un gesto solidale per le donne del Mozambico

E’ stato pubblicato da pochi giorni il volume Il bicchiere mezzo pieno, edito da Piemme. Si tratta di un’opera collettiva che ha visto scrittrici italiane coinvolte nel raccontare le storie di ventiquattro donne, storie di cambiamento, positività, bellezza quotidiana.

Scrive Geppi Cucciari nella prefazione del libro: “In un momento in cui l’ottimismo non è più il profumo della vita, in una stagione in cui questo mirabile concetto viene vissuto come il contrario non del pessimismo, ma del realismo, è sempre giusto e prezioso celebrare quell’istinto mai sopito che suggerisce di vedere finalmente il bicchiere mezzo pieno, badando anche a quale sia la sostanza al suo interno, dettaglio questo di discriminante importanza.”

Le autrici hanno deciso di devolvere interamente il ricavato dei diritti d’autore a favore di altre donne, quelle delle province mozambicane della Zambezia e di Cabo Delgado, che saranno coinvolte nell’iniziativa “Ilumina – Accesso all’energia per lo sviluppo locale e l’empowerment delle donne”. Si tratta di un programma della Cooperazione italiana in affidamento alle Organizzazioni della società civile.

Il volume sarà presentato a Roma venerdi 16 marzo negli spazi dell’Auditorium Parco della Musica.

 

Grande successo della prima summer school per la formazione in Ict finanziata da Aics in Mozambico

Grande successo della prima summer school sulla formazione nelle Tecnologie di Informazione e Comunicazione, organizzata presso l’Università Eduardo Mondlane (Uem), a Maputo, dal 25 luglio al 5 agosto 2022. La summer school è stata organizata nell’ambito di ICT4Dev, un'iniziativa finanziata dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) per la "formazione di studenti, professori e ricercatori nel settore delle Ict, attività di ricerca e realizzazione di progetti innovativi per lo sviluppo sociale ed economico del Paese".

Nei corsi intensivi della durata totale di 60 ore, 20 di lezione frontale e 40 di laboratorio, sono stati trattati temi rilevanti identificati dal Centro di Informatica della Uem, in coordinamento con le Facoltà di Scienze e Ingegneria della Uem e con il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (Deib) del Politecnico di Milano (Polimi), quest’ultimo ente esecutore del progetto. Studenti e docenti hanno affrontato lo sviluppo web con Python e Django, le applicazioni mobili con Flutter e il Data mining.

Questa prima edizione ha riscosso grande interesse fra studenti e docenti dell’Uem: sono state oltre 200 le manifestazioni di interesse ricevute, fra cui circa il 10% di candidature femminili, e circa 20 candidature esterne alla Uem. Sono stati selezionati 30 candidati per corso, con partecipazione effettiva alla fine dei tre corsi di un totale di 62 studenti: 22 per Web development, 15 per Mobile applications e 25 per Data mining. La debole partecipazione da parte delle studentesse rispecchia i loro bassi livelli di adesione ai corsi di Ingegneria informatica

In occasione della cerimonia di apertura della Summer School, realizzata il 25 luglio presso lo spazio di Innovazione dell’Uem, Paolo Enrico Sertoli, titolare della sede Aics di Maputo, ha sottolineato come l’iniziativa ICT4Dev intende contribuire alla creazione di competenze chiave per l’ingresso in un mercato del lavoro nel settore Ict sempre più competitivo. Il sostegno offerto dall’Aics attraverso il finanziamento di borse di dottorato di ricerca e di master, punta allo sviluppo di soluzioni innovative da parte di studenti, ricercatori e docenti mozambicani. La creazione di sinergie con altre iniziative finanziate da Aics nello stesso settore faciliterà la creazione di competenze digitali, in particolare per le donne.

Nella stessa cerimonia, il magnifico rettore dell’Uem, dopo aver ringraziato l'Aics per il continuo sostegno fornito all’ateneo, si è mostrato fiducioso che, dopo la formazione ricevuta nell’ambito della summer school, gli studenti saranno in grado di mettere a frutto le competenze acquisite. Ha ricordato che il Piano strategico dell’Uem 2018-2028 ha come obiettivo la trasformazione di Uem in una università di ricerca.

La digitalizzazione rappresenta una sfida cruciale tanto in termini di metodologie formative, così come in termini di processi decisionali interni. La Uem considera importanti le tecnologie emergenti proposte da ICT4Dev, progetto che, oltre a favorire lo sviluppo di nuove competenze attraverso le attività di revisione curriculare e la creazione di start-up nel ramo tecnologico, potrà dare un contributo significativo allo sviluppo economico e sociale del paese in termini di creazione di occupazione.

Facim, il presidente del Mozambico al padiglione Italia: interesse per il modello di cooperazione e business sostenibile

Il presidente del Mozambico, Filipe Nyusi, ha visitato il padiglione Italia alla Facim, la fiera internazionale di Maputo. Nyusi è stato accolto da Gianni Bardini, Paolo Gozzoli e Paolo Enrico Sertoli, rispettivamente ambasciatore d’Italia a Maputo, direttore di Ice Maputo e titolare della sede dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo svilupppo (Aics) di Maputo. Il presidente Filipe Nyusi era accompagnato dal primo ministro del Portogallo, António Costa, e dal ministro degli Esteri, João Cravinho.

La Facim è una fiera annuale multisettoriale che riunisce in un unico spazio tutti i settori economici a livello nazionale e internazionale. Il suo obiettivo generale è quello di mostrare le potenzialità produttive e di esportazione del Mozambico e di promuovere le opportunità di business e di investimento nei vari segmenti nazionali ed esteri. L’edizione di quest’anno, la 57esima, ha come focus l’impiego, l’imprenditoria e l’innovazione tecnologica. L'Aics ha presentato in fiera il nuovo approccio della cooperazione italiana: accanto alle iniziative di cooperazione tradizionali, l’Agenzia ha coinvolto il settore privato per fare cooperazione avviando un’azione vera e un utilizzo efficiente delle risorse, guidando e accompagnando le aziende che diventano veri partner di progetti istituzionali, in quello che si definisce come “Sistema Italia”.

"Il modello di business deve essere Isi, vale a dire Innovativo, Sostenibile e Inclusivo – ha spiegato il titolare della sede Aics Maputo – idoneo a promuovere processi, prodotti e servizi tecnologie più efficienti ed economicamente vantaggiosi, sostenibile, cioè economicamente in grado di generare profitto e sviluppo nel tempo ma, allo stesso tempo, in grado di migliorare le condizioni di vita delle comunità locali e tutelare la salvaguardia dell’ambiente e inclusivo, vale a dire investimenti privati volti a includere, nei processi di sviluppo, le persone emarginate, che percepiscono cioè meno di 2,00 dollari al giorno".

"In questa sfida, le aziende sono supportate dall'Aics e dal Sistema Italia, che lavora con governi, enti, cittadini, organizzazioni non profit, società civile e organizzazioni internazionali nei Paesi partner, – ha sottolineato Sertoli, aggiungendo che – il coinvolgimento del settore privato for profit, rappresenta il passo più recente nella strategia di rafforzamento del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo che vede l’attore pubblico collaborare con altre istituzioni, con gli attori non profit e quelli del settore privato lucrativo. Le aziende sono chiamate a contribuire in modo concreto, investendo i propri capitali, le proprie conoscenze, la propria creatività e capacità di adattamento, per accettare la sfida dello sviluppo sostenibile nei Paesi di intervento".

L'Aics, attraverso dei bandi dedicati, fornisce sovvenzioni per finanziare o cofinanziare iniziative imprenditoriali innovative e investimenti nei Paesi partner in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e gli standard internazionali. Il focus delle call for proposals Aics sono le Piccole e Medie imprese (MSMEs) che hanno gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) come principi guida della propria attività imprenditoriale. Nel periodo 2017-2021, tramite tre bandi, l'Agenzia ha finanziato 47 iniziative e la creazione di 14 start-up. Su untotale di 5,2 mln di euro di contributo totale l'Aics ha partecipato erogando 13,2 mln. In Mozambico, sono tre le aziende selezionate grazie al bando profit:  Carbonsink , Newster e Novamont.

NaCLO for Africa: Aics porta la sua esperienza in Sudan e Mozambico nel miglioramento dei sistemi sanitari

Il miglioramento dei sistemi sanitari africani può rappresentare un motore di sviluppo e sicurezza anche per l’Europa in termini medici, economici e geopolitici. Nel mondo circa due miliardi di persone dispongono, per bere, solo di acqua infetta e un altro miliardo e 700 milioni è privo di servizi igienici di base. La situazione è difficile in particolare nel continente africano, dove spesso manca una vera cultura dell’igiene e per questo proliferano malattie infettive. Di questo si è discusso oggi presso l’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma in occasione dell’evento NaCLO for Africa: l’igiene come requisito sanitario essenziale per lo sviluppo nei Paesi a basso e medio reddito. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), tra i patrocinatori del convegno, ha partecipato portando le testimonianze degli interventi in campo sanitario e di igiene di sue due sedi estere.

“Aics in Sudan interviene attraverso interventi di riabilitazione e la realizzazione di centri di salute territoriali, formazione del personale sanitario, distribuzione dei farmaci e l’estensione della copertura del sistema di previdenza sanitaria pubblica, interventi di prevenzione e risposta alle gravi epidemie, campagne di sensibilizzazione” ha affermato Michele Morana, titolare della sede dell’Agenzia a Khartoum, con competenza per Eritrea, Camerun, Repubblica Centrafricana e Chad. “Un’importante caratteristica degli interventi realizzati da Aics Khartoum” ha continuato Morana, “è data dall’attenzione che viene posta sulle categorie di persone più deboli e vulnerabili, affinché la salute possa diventare concretamente un diritto universalmente riconosciuto nel Paese, in linea con l’Obiettivo di sviluppo sostenibile numero 3 dell’Agenda 2030 dell’Onu”.

Problematiche e interventi simili sono stati evidenziati anche nella testimonianza di Aics Maputo.

“Il Mozambico, soprattutto nelle zone rurali, non dispone di adeguate conoscenze e condizioni sanitarie nonché di una cultura dell'igiene sufficiente” ha spiegato durante il collegamento Paolo Enrico Sertoli, titolare della sede Aics di Maputo. “La nostra sede per questo è in prima linea nel supportare il governo locale, nella promozione sanitaria e nell'affrontare le sfide sanitarie emergenti. Già dal 2018 con un progetto sulle malattie non trasmissibili l'Aics sostiene varie attività volte alla sensibilizzazione e alla promozione sanitaria a livello comunitario nelle province di Zambezia, Maputo e Sofala” ha detto Sertoli. Il titolare di Maputo, riguardo alle malattie infettive, ha anche ricordato che “da più di dieci anni l'Italia e l'Agenzia contribuiscono alla valorizzazione infrastrutturale di varie zone urbane, migliorando anche il sistema di canalizzazione al fine di rendere accessibili ai beneficiari risorse idriche sicure e igieniche”.

Nel corso di tutta la mattina si è messo l’accento sulla “geopolitica sanitaria” con approfondimenti dedicati alle sfide sanitarie in Africa oggi, all’Agenda 2030 e allo sviluppo di pratiche sanitarie e di una cultura dell’igiene in Africa come in Europa.  Si sono alternati gli interventi di rappresentanti istituzionali, del mondo scientifico, di Organizzazioni della società civile (Osc) attive in campo sanitario come il Cuamm o in progetti Wash (Water, Sanitation, Hygiene) come Intersos.

Sono state poi presentate innovative soluzioni a disposizione di Osc e onlus che operano nel campo della prevenzione di epidemie o di malattie trasmissibili. Alcuni attori della cooperazione internazionale hanno quindi illustrato i risultati conseguiti sul campo grazie all’efficacia di alcuni dispositivi per la produzione di ipoclorito di sodio elettrolitico ricevuti in donazione dal progetto NaCLO (Campus Madrugada di Bissau, Pime, Amici di Marco ETS). L’ipoclorito di sodio elettrolitico (NaCLO) è un disinfettante altamente efficace in soluzione acquosa, utilizzato in passato nei Paesi dell’Africa nord-occidentale in programmi di contrasto al virus Ebola. I dispositivi per la produzione di sodio elettrolitico sono poi utilizzabili per formare alle pratiche igieniche il personale sanitario.

Evento NaCLO for Africa
Intervento di Michele Morana (titolare Aics Khartoum) all'evento NaCLO for Africa
Intervento di Paolo Enrico Sertoli (titolare Aics Maputo) all'evento NaCLO for Africa
Un dispositivo NaCLO alimentato con pannelli solari

Un dispositivo NaCLO alimentato con pannelli solari

Mozambico – Fermare la trasmissione dell’HIV da madre a figlio si può, l’esperienza dei centri ‘Dream’

Maputo - Zero. Questo è il numero di neonati da madri HIV-positive che, nel 2018, ha contratto il virus per trasmissione verticale, registrato presso il Centro di Salute di Machava. Un risultato eccellente che è stato ottenuto grazie un'azione congiunta di Cooperazione italiana, UNICEF e Comunità di Sant'Egidio per l’implementazione di un progetto orientato al rafforzamento dei servizi di prevenzione della trasmissione verticale (madre-figlio) dell’infezione HIV e al trattamento del virus in età pediatrica in Mozambico. Sedi dell’iniziativa, realizzata grazie a un contributo di 1,5 milioni di euro, sono i centri di cura DREAM della Comunità di Sant’Egidio nelle province di Maputo, Gaza e Sofala.

Secondo i dati ufficiali del ministero della Salute, in Mozambico si registrano annualmente 120mila donne in gravidanza  infettate dall’HIV, con un tasso di trasmissione verticale del 14%. Ogni mese il centro DREAM di Machava, a pochi chilometri da Maputo, accoglie oltre quattromila utenti, assistiti da 25 persone tra medici, infermieri, operatori sanitari e personale di supporto.

L'organizzazione della struttura segue un modello "Hub-and-Spoke" ad elevata efficienza. A partire dall’area di accoglienza e attesa, il paziente è indirizzato ai locali dedicati a visite e analisi. La struttura dispone di un’area family riservata a donne incinte o madri accompagnate da bambini. Ogni paziente si rifornisce presso la farmacia interna, che dispensa medicinali per la cura dell’HIV e delle patologie associate - rigorosamente gratuiti, come indicano i numerosi cartelli affissi. Sul retro della clinica c’è poi un magazzino per la conservazione di alimenti, dispensati ai pazienti più vulnerabili con finalità di supporto nutrizionale.

A ogni individuo che accede al Centro viene offerto un pacchetto completo di assistenza, sia in sede che in regime di continuità delle cure. La fondamentale attività di follow-up è affidata a operatori sanitari, detti "attivisti", che si recano regolarmente presso il domicilio dei pazienti per verificare il loro stato di salute e mantenere sempre elevato il livello di attenzione sulla patologia.

Si stima che oltre un terzo dei pazienti HIV dell’Africa sub-sahariana abbandoni la terapia entro il primo anno. Questa cifra sale al 48% se si tratta di adolescenti tra i 15 ed i 24 anni, significativamente più inclini a sospendere l’assunzione di farmaci salvavita. Per questo motivo le porte dei centri DREAM aprono alle 6.30 del mattino: una strategia per favorire l’accesso alle cure dei ragazzi prima del loro ingresso a scuola.

Anche la tecnologia rappresenta un valido aiuto per il monitoraggio dell’aderenza alla terapia. I Centri di Cura, infatti, sono dotati di un software proprietario che segnala delle situazioni di allerta nel caso in cui il paziente non si rifornisca tempestivamente dei farmaci o non si presenti alle visite programmate. Il tema assume grande rilevanza nei casi di trasmissione verticale del virus: quando la madre sieropositiva si attiene scrupolosamente al trattamento durante la gravidanza, il parto e l’allattamento, il rischio di contagio è molto basso. Vi sono, infine, implicazioni a lungo termine: più precoce è l’insorgenza dell’infezione e l’inizio del trattamento, maggiore è la probabilità di sviluppo di resistenza alla terapia in età adulta.

L'approccio olistico adottato nei centri di cura rappresenta la caratteristica vincente di questa iniziativa, che proprio nell'elevato tasso di aderenza ai trattamenti da parte dei pazienti ha trovato la conferma migliore dell'efficacia degli interventi, sia a livello medico che sociale.

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Mozambico e Swaziland – Resilienza ai cambiamenti climatici, al via i primi progetti affidati alle OSC

Maputo - Prevenire e rispondere ai cambiamenti climatici: pratiche resilienti di mitigazione degli effetti della siccità in Swaziland e Mozambico: è questo il titolo del progetto affidato alle organizzazioni della società civile Cospe, GVC e Progetto Mondo MLAL con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle comunità rurali nella zona transfrontaliera che include la provincia di Maputo e la regione Lubombo nello Swaziland. L'iniziativa è stata presentata il 4 aprile a Namaacha, nella provincia di Maputo, e il giorno successivo a 5 aprile a Siteki, Swaziland.

L'impatto dei cambiamenti climatici, i processi dello sviluppo nei contesti rurali, la sicurezza alimentare, la promozione della resilienza attraverso le attività agro-zootecniche e l’investimento nelle risorse umane sono state alcune delle tematiche affrontate nel corso dei due giorni. Le attività principali del progetto, finanziato con un importo di 2,5 milioni di euro, includono il sostegno all’agricoltura e all’allevamento e la formazione e l’assistenza tecnica per i produttori e il personale dei servizi tecnici.

Oltre alla presentazione dell'iniziativa da parte del consorzio delle OSC esecutrici, gli incontri pubblici hanno offerto un’occasione preziosa per il confronto tra i partner coinvolti in entrambi i Paesi, chiamati a svolgere un ruolo fondamentale nella gestione delle attività.

Il progetto si inserisce nel programma “Mitigazione degli effetti della siccità causati da El Niño nei paesi dell’Africa Australe per rafforzare la resilienza delle comunità beneficiarie” in corso di realizzazione in Mozambico e Swaziland, con due progetti in affidamento, e in Zimbabwe e Malawi con altri quattro interventi realizzati da altrettante organizzazioni italiane.

Nell'ambito del programma, il secondo progetto dedicato al Mozambico è denominato “Sviluppo rurale e rafforzamento della capacità di resilienza delle comunità nei distretti di Magude, Moamba e Manhiça” ed è affidato a un consorzio di OSC formato da CCS, Istituto Oikos e ASeS.

Queste iniziative costituiscono le prime esperienze di progetti in affidamento da parte della sede AICS di Maputo e rappresentano un passo significativo nella piena attuazione della legge 125/2014 affiancandosi al sistema, da tempo utilizzato, di cofinanziamento dei progetti promossi dalle OSC.

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Mozambico – Medaglia d’oro, in Cina, per una piccola impresa coinvolta nel programma PESED

Maputo - Dal 23 al 25 novembre si è svolto nella città di Foshan, in Cina, il secondo Forum Mondiale per l’Innovazione e l’Invenzione, un evento di portata globale che ha l’obiettivo di riunire innovatori e imprenditori in una piattaforma di dialogo internazionale e di condivisione di esperienze di successo in diversi settori, con la comune vocazione di promuovere lo sviluppo economico attraverso l’innovazione. Tra i partecipanti c’era anche Filomena Matimbe, presidente di Finana, un’impresa mozambicana che produce farina di banana verde, grazie alla quale ha conquistato la medaglia d’oro per l’innovazione in ambito alimentare.

Da tempo la sede AICS di Maputo conosce e sostiene Finana attraverso il “Programma di empowerment socio-economico delle donne - PESED” e il “Progetto di supporto alla promozione degli investimenti per le PMI in Mozambico”, implementato da Unido Itpo Italy.

Finana è una piccola impresa nata nel 2015 da un’idea innovativa di Filomena Matimbe, ingegnere alimentare. Situata nella città di Manhiça, nella Provincia di Maputo, l’impresa – che impiega 9 persone – produce farina di banana verde, un alimento dall’elevato valore nutritivo con un grande potenziale di utilizzo per la lotta alla malnutrizione e per la prevenzione di patologie quali l’osteoporosi, il diabete e le malattie cardiovascolari. Finana ha brevettato la sua farina, che viene prodotta utilizzando macchinari e tecnologie avanzate e con un’attenzione specifica all’impatto sociale dell’impresa: parte delle banane vengono acquistate da un’associazione di produttrici della zona, inoltre l'impresa promuove la produzione di banane da parte dei contadini della comunità circostante, creando contemporaneamente un’opportunità di reddito e un’alternativa alla pratica – assai diffusa – di produrre carbonella bruciando alberi.

“Questo è un prodotto che deve raggiungere la popolazione, deve essere usato nelle scuole e nei centri di salute per combattere la malnutrizione” dice Filomena, che sta collaborando con il Ministero della Sanità in uno studio finalizzato a calcolare l’impatto in termini di miglioramento dello status nutrizionale dei bambini che assumono regolarmente farina di banana verde. “I nostri costi di produzione rimangono elevati e non ci permettono di vendere il nostro prodotto a un prezzo accessibile anche alle famiglie più povere, che sono quelle che più potrebbero beneficiare del suo elevato apporto nutrizionale”. La farina di banana verde viene infatti commercializzata in diversi supermercati e negozi di gastronomia di Maputo ad un prezzo di 400 meticais (circa 6 euro) per una confezione da 500 grammi, ma l’aspettativa della presidente di Finana è quella di diffondere sempre di più il prodotto nelle scuole e nei centri di salute e di riuscire, anche attraverso partenariati con altri attori del settore privato o con il sostegno dei donatori, a diminuire i costi di produzione in modo da rendere la farina di banana verde più accessibile.

L’impegno dell’Agenzia in Mozambico per il sostegno del tessuto imprenditoriale di micro, piccola e media scala attraverso la formazione, l'assistenza tecnica e l’inclusione finanziaria è ormai decennale. Negli ultimi anni particolare attenzione è stata rivolta alle imprenditrici per il grande potenziale economico che esse rappresentano, unito al moltiplicatore sociale in termini di empowerment, miglioramento della qualità della vita delle famiglie, partecipazione ai processi di sviluppo e uguaglianza di genere.

Gli studi fatti nell’ambito del PESED dimostrano che in Mozambico le donne continuano a concentrarsi nel settore agricolo, principalmente familiare e informale, con dinamiche che difficilmente riescono a superare la dimensione micro. Per questo è fondamentale continuare a sostenere realtà come quella di Finana, fornendo risorse ed opportunità che promuovano non solo la crescita a livello economico, ma anche processi di promozione dell’uguaglianza di genere, giustizia sociale e sviluppo umano.

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Mozambico – Ambiente e risorse naturali, si rinnova l’impegno dei partner SECOSUD per l’area SADC

Nei giorni 22 e 23 giugno, presso l’università Eduardo Mondlane di Maputo (UEM), si è tenuto un seminario di respiro internazionale organizzato nell’ambito del progetto SECOSUD II - Conservazione e uso equo della diversità biologica nella regione SADC (Southern African Development Community), cofinanziato dall’Agenzia e gestito dal Dipartimento di Biologia Ambientale dell’università Sapienza di Roma e dalla stessa UEM.

L’evento, che ha visto la partecipazione di circa 150 addetti ai lavori, puntava al doppio obiettivo di presentare esperienze accademiche e istituzionali dal Mozambico, Sudafrica, Swaziland, Zimbabwe e Italia, volte alla definizione di strumenti in grado di contribuire al raggiungimento di obiettivi sinergici alle tre convenzioni di Rio (biodiversità, lotta alla desertificazione e cambiamento climatico) e, allo stesso tempo, di aggregare i principali partner per impostare al meglio la programmazione futura.

La prima giornata di lavori - introdotta dalla vice rettrice accademica dell’UEM, Amalia Uamusse, e arricchita dagli interventi di Fabio Melloni, titolare della sede AICS di Maputo, e di Sheila Santana Alfonso, Segretaria permanente del Ministero della Terra, Ambiente e Sviluppo Rurale del Mozambico - ha visto la presentazione di 13 esperienze di livello nazionale e locale.

Il progetto SECOSUD II ha presentato alla platea prodotti concreti già ad un buon grado di sviluppo, in particolare la rete di condivisione di dati primari di biodiversità del Mozambico (BioNoMo) e la sua piattaforma online, il monitoraggio su scala nazionale dell’uso del suolo attraverso il software “Collect Earth” e il sistema di gestione integrato di fuochi, risorse idriche e vegetazione per le aree protette che costituiscono la GLTFCA (Great Limpopo Transfrontier Conservazion Area).

Altri partner di livello internazionale, quali il Dipartimento di Affari Ambientali del Ministero sudafricano dell’Ambiente, hanno presentato il loro programma per la gestione delle risorse naturali, considerato dagli addetti ai lavori come miglior esempio a livello continentale di gestione territoriale sostenibile attraverso il coinvolgimento delle comunità locali. Eccellenze accademiche regionali quali l’università dello Swaziland e l’università dello Zimbabwe hanno presentato a loro volta esperienze di grande interesse scientifico e istituzionale per la gestione sostenibile di aree protette e la lotta gli effetti del cambiamento climatico.

Nella seconda giornata si è discusso di aspetti operativi, programmazione e sostenibilità delle azioni, all’insegna del dibattito e della discussione di strategie comuni per la massimizzazione dei risultati che la rete di partner può puntare a di raggiungere.

I prossimi appuntamenti internazionali che il progetto SECOSUD II promuoverà riguarderanno la gestione integrata delle risorse naturali in aree di conservazione a livello SADC e l’applicazione del protocollo di Nagoya per quanto riguarda l'accesso e la condivisione di benefici derivanti dall’uso di risorse di biodiversità (ABS).

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