Senegal – Tutte e tutti a scuola: madri, famiglie e comunità coinvolte per la parità genere tra i banchi

Dakar - In Senegal persistono ancora forti discriminazioni che impediscono alle donne di accedere all’istruzione. Gli ostacoli alla scolarizzazione femminile sono molteplici e di varia natura: si intersecano fattori socio-economici, socio-culturali e legati alla domanda e all’offerta dei servizi scolastici.

Nelle zone rurali è diffusa la percezione della poca utilità dell’istruzione per le bambine, considerata più come una spesa che come un guadagno. Il processo di scolarizzazione delle giovani è considerato poco importante relativamente all’immaginario che si ha sul ruolo della donna, tutto incentrato sul lavoro domestico e familiare. Per un’adolescente diventa quindi prioritario nella sua vita trovare marito e dedicarsi alla cura della famiglia.

Nelle zone urbane la percezione dell’educazione delle donne è senz'altro più positiva, ma l'alto tasso di disoccupazione dei giovani istruiti non contribuisce a percepire il servizio scolastico come uno strumento di promozione economica e sociale. Inoltre, lo scarso coinvolgimento delle madri degli alunni all’interno degli organi di gestione delle scuole e la loro scarsa capacità di negoziazione dovuta ad una limitata autonomia socio-economica, non favoriscono l’istruzione delle ragazze. La promozione dell’accesso all’istruzione e del mantenimento a scuola delle bambine e delle adolescenti è pertanto fondamentale per contribuire a rafforzare i processi di empowerment delle donne a livello sociale, economico e politico.

La Cooperazione italiana è impegnata in questo settore attraverso il Progetto d’Appoggio all’Educazione Femminile e all’Empowerment delle donne per uno sviluppo locale inclusivo, PAEF plus. Il progetto contribuisce alla promozione dell’uguaglianza di genere attraverso l’eliminazione delle disparità d’accesso all’educazione primaria e secondaria, sostenendo l’attuazione della politica di genere del programma di miglioramento della qualità, dell’uguaglianza e della trasparenza "PAQUET" elaborato dal governo del Senegal per il settore dell’istruzione e della formazione nel periodo 2013-2025. Si tratta di una strategia che ha già cominciato a favorire l’eliminazione degli ostacoli di genere e che si è basata sulla realizzazione di attività di sensibilizzazione e di formazione, sul coinvolgimento della comunità nelle scelte degli istituti scolastici e, soprattutto, su una politica che ha promosso la permanenza a tempo pieno delle allieve nella scuola creando alternative sostenibili al lavoro domestico e alla dispersione scolastica.

Un aspetto importante del progetto riguarda il sostegno economico alle donne che appartengono alle associazioni delle madri delle allieve (AME) che permette non solo un maggiore interessamento delle famiglie e delle comunità verso l’istruzione delle bambine, ma anche un ampliamento degli spazi di libertà per le donne, che si sentono economicamente più forti.

Lo scorso 19 luglio il ministro dell'Educazione Nazionale in Senegal, Serigne Mbaye Thiam, ha incontrato a Dakar proprio le associazioni AME supportate nell'ambito del PAEF Plus. Sono oltre 13mila le madri sostenute dal progetto in vari percorsi di autonomia economica e sociale attraverso l’organizzazione di formazioni tecniche e funzionali e il finanziamento delle attività economiche. La metà dei benefici prodotti da queste attività è reinvestito nelle scuole coinvolte, permettendo così una sostenibilità nel tempo dell’educazione delle alunne. All'incontro erano presenti la titolare della sede AICS di Dakar Alessandra Piermattei, la direttrice dell'insegnamento secondario senegalese, Fatima Ba Diallo e i principali partner tecnico-finanziari in ambito educativo. L'evento ha offerto un’occasione di confronto diretto con i beneficiari e ha permesso di condividere le differenti esperienze, le difficoltà riscontrate ma anche e soprattutto gli effetti positivi del rafforzamento dell’empowerment femminile sull’educazione dei bambini e delle bambine.

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Bruxelles – EDD nel segno dello sviluppo al femminile, l’Agenzia racconta il Senegal e la Palestina

Le Giornate Europee dello Sviluppo, organizzate annualmente dalla Commissione Europea a partire dal 2006, costituiscono una delle più importanti occasioni di incontro e confronto, a livello internazionale, nel campo della cooperazione allo sviluppo. Tutti i maggiori operatori del settore, non solo di profilo istituzionale, si incontrano per discutere nuove idee, condividere best practices, sviluppare partnerships e proporre soluzioni innovative alle tematiche più importanti.

Quest’anno gli EDD hanno avuto luogo a Bruxelles il 5 e 6 giugno e sono stati dedicati al tema dell'empowerment femminile, fattore di sviluppo cruciale a ogni latitudine: Woman and Girls at the Forefront of Sustainable Development: Protect, Empower, Invest. Il programma generale è disponibile alla pagina www.eudevdays.eu/programme.

L’Agenzia ha partecipato alla manifestazione con uno stand dal titolo The Pink in Charge, Enterprise Within the Soul and the Heart dove è stato presentato nei dettagli il programma PIDESS - Programme Intégré de Développement Économique et Social en Senegal. Tra gli altri ospiti, lo stand dell'AICS è stato visitato dal cantautore senegalese Youssou N'Dour, impegnato da tempo in prima persona nello sviluppo del suo Paese.

Il programma mira a contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare dell'obiettivo 5, attraverso la promozione dello sviluppo sociale ed economico delle donne e dei gruppi vulnerabili, in collaborazione con il ministero della Famiglia senegalese, le istituzioni locali e le organizzazioni della società civile. Il suo approccio integrato e multidimensionale si basa sull'identificazione del potenziale femminile nella vita economica e sociale, sulle necessità delle donne e sulle discriminazioni di genere, al fine di promuovere il loro empowerment economico attraverso le seguenti componenti:

  1. promozione dell'accesso e del controllo delle risorse economiche e delle opportunità, inclusi posti di lavoro, servizi finanziari, proprietà e altri beni produttivi, sviluppo delle competenze;
  2. attuazione dei tre pilastri della strategia senegalese sulla violenza di genere: prevenzione; supporto alle vittime e alle loro famiglie; promozione di sistemi legali e di giustizia;
  3. rafforzamento della partecipazione delle donne nel processo decisionale politico a livello locale e nazionale. Ciò include il sostegno alle capacità negoziali delle donne, il rafforzamento di reti imprenditoriali, la promozione di un bilancio sensibile al genere e la creazione di due agenzie locali di sviluppo economico con l'obiettivo di rafforzare la governance democratica, sviluppare piani di sviluppo strategico, potenziare le risorse endogene, promuovere l'innovazione, l'economia sociale, la parità di genere e l'inclusione sociale.

Inoltre, l'Agenzia è stata presente allo stand del Practitioners' Network, rete europea degli attori della cooperazione alla quale ha aderito nel 2017. Lo stand del PN si è inserito nel tema degli EDD 2018 con una proposta dal titolo Joint Implementation: A Benefit for Women and Girls around the World con un focus su tre progetti che illustrano come i partenariati tra le agenzie europee di sviluppo, attraverso azioni congiunte, possano migliorare le capacità delle donne, la loro partecipazione e la loro leadership nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Qui, allo stand 26 del Global Village, il 6 giugno l’AICS ha presentato la propria esperienza in Palestina nell’ambito della programmazione congiunta in materia di pari opportunità di genere. L'Agenzia, infatti, presiede il Gender Technical Working Group dell'Unione europea, gruppo tecnico di lavoro in Palestina sulle questioni di genere. La presentazione EU technical coordination for a better impact on Gender Equality and Women’s Empowerment in Palestine è stata curata da Cristina Natoli, titolare della sede AICS di Gerusalemme, e da Chiara Venier, Focal expert della sede di Roma.

 

Senegal – Più risorse per l’educazione inclusiva, la promessa della ‘Global Partnership for Education’

Dakar – Si è svolta nella capitale senegalese, l'1 e 2 febbraio, la terza conferenza di rifinanziamento della Global Partnership for Education (GPE). L’evento, che ha avuto luogo per la prima volta nel continente africano, è stato copresieduto dal presidente senegalese Macky Sall e dal presidente francese Emmanuel Macron. La GPE è stata costituita nel 2002, vede l’Italia coinvolta come Paese donatore e sostiene 65 Paesi in via di sviluppo col fine di garantire a ogni bambino e bambina un’educazione di base di qualità.

La conferenza ha raccolto esiti positivi e condivisi, dimostrando una maggiore e rafforzata volontà politica mondiale in ambito d’educazione. In termini di partecipazione è stata registrata la presenza di dieci capi di stato, più di 100 ministri e 1200 operatori tra cui esponenti di organizzazioni internazionali, società civile e settore privato. In termini di risultati, i Paesi donatori hanno annunciato un impegno pari a 2,3 miliardi di dollari per il triennio 2018-2020. Ancora più di rilievo è stato l’impegno di almeno 50 Paesi in via di sviluppo ad alzare la spesa pubblica destinata all’istruzione per un ammontare complessivo di 110 miliardi di dollari, un notevole aumento rispetto al triennio precedente.

L’Italia ha partecipato con una delegazione congiunta tra Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, AICS e Ambasciata d’Italia a Dakar. La Cooperazione italiana ha triplicato il proprio impegno a favore della GPE con un contributo triennale di 12 milioni di euro, come annunciato dal capo delegazione Maestripieri.

Oltre agli annunci dei nuovi impegni finanziari, la conferenza ha visto una giornata di dialoghi tematici - Partnership Day - con 43 sessioni organizzate da vari partner. La sede AICS di Dakar ha partecipato a questa iniziativa con una sessione sulle attività della Cooperazione italiana nel settore dell’educazione inclusiva di bambini e disabili, introdotta da un video realizzato per l'occasione.

Alla luce della conferenza di Dakar la Global Partnership for Education si accredita definitivamente come piattaforma di riferimento nell’accompagnare i governi ad elaborare piani settoriali capaci di assicurare un utilizzo efficace dei fondi, in linea con gli obiettivi prioritari. Ora la sfida per la comunità internazionale sarà quella di concentrare gli sforzi politici e finanziari per ripensare i sistemi educativi in termini di qualità, gratuità, universalità e autonomia.

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Senegal – Perché la migrazione sia una scelta consapevole e non una via di fuga

Dakar - “Scegliere in modo consapevole: quel che si lascia, quel che si trova” è il titolo, più che mai attuale, dell'evento di chiusura del programma regionale sulla migrazione irregolare promosso dall’Agenzia, che si è svolto il 21 novembre scorso a Dakar.

Nel corso della giornata le organizzazioni non governative che hanno partecipato alla realizzazione del programma AICS su emergenza e migrazione - LVIA, Green Cross, CISV, ACRA, VIS, Terra Nuova e ENGIM - hanno illustrato i risultati ottenuti dai loro interventi, rispondendo alle domande di un vasto pubblico. Ma i veri protagonisti sono stati i beneficiari delle iniziative con le loro testimonianze, spesso toccanti, che hanno ricordato a tutti come la tematica della migrazione sia più che mai complessa e, soprattutto, profondamente umana.

La titolare della sede AICS di Dakar, Alessandra Piermattei, intervistata dai numerosi giornalisti presenti, ha ricordato che l’obiettivo principale del programma non è stato quello di incoraggiare le persone a non partire, ma di fornire le informazioni necessarie affinché ognuno possa fare la scelta migliore, in tutta coscienza e responsabilità.

Sono inoltre intervenuti l’Ambasciatore d’Italia a Dakar, Francesco Paolo Venier, e la responsabile del programma di emergenza e migrazione, Alessandra Testoni.

L'evento pubblico ha offerto un’occasione di incontro e riflessione per fare il punto non solo sui risultati ottenuti, ma anche sulle difficoltà incontrate, per poter trarre gli spunti necessari a un miglioramento in vista di futuri progetti nei Paesi in cui le Ong sono intervenute: Senegal, Mali, Guinea Konakry e Guinea Bissau.

All’interno del museo Theodore Monod dell’IFAN di Dakar, sede dell'evento, è stata allestita un’esposizione fotografica sui beneficiari dei progetti promossi dalle Ong presenti e sui protagonisti delle campagne di comunicazione realizzate nel quadro del programma di emergenza e migrazione: la trasmissione radiofonica FOO JEM (“Dove vai” in lingua wolof) e l'itinerario senegalese di CinemArena, storica iniziativa della Cooperazione italiana che ha attraversato parte del Senegal per sensibilizzare sulla tematica della migrazione irregolare attraverso la proiezione di film e documentari.

I protagonisti delle due campagne hanno animato la tavola rotonda che si è tenuta nel pomeriggio, raccontando le loro esperienze ed esponendo il loro punto di vista sulla tematica migratoria. In particolare, sono state messe in evidenza storie di successo locali, come nel caso delle interviste realizzate nel corso del programma radiofonico FOO JEM, che hanno raccontato esempi capaci di ispirare non solo i giovani senegalesi, ma anche di dare un’immagine nuova di un continente in movimento.

Sensibilizzare, informare, apprendere, cooperare, supportare l’imprenditoria, creare posti di lavoro, sgretolare gli stereotipi e valorizzare le storie di successo: queste le chiavi di lettura di un evento ricco di emozioni che ha rafforzato la consapevolezza del fatto che le persone possono essere davvero le risorse più preziose della terra in cui vivono.

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Senegal – L’apertura di due nuove cliniche a Thiés consolida la cooperazione sanitaria con la Toscana

Dakar - Fare un bilancio di dieci anni di cooperazione tra Toscana e Senegal, monitorare l'andamento delle attività e, soprattutto, dialogare con le istituzioni partner al fine di programmare nuove attività e capire insieme dove migliorare. Questi sono stati gli obiettivi della missione nella regione di Thiés effettuata dal 30 ottobre al 7 novembre dalla direttrice del Centro di Salute Globale della Regione Toscana, Maria José Caldés, accompagnata dalla responsabile del progetto di cooperazione sanitaria a Thiés, Sonia Baccetti dell’Azienda Sanitaria Toscana Centro, e da professionisti del sistema sanitario toscano.

La missione è iniziata con una riflessione sui “Dieci anni di cooperazione sanitaria tra Regione Toscana e Dipartimento di Thiés” nell'ambito di un convegno che ha avuto luogo il 30 novembre e che ha visto l’intervento di operatori sanitari ed autorità senegalesi tra cui Idrissa Seck, presidente del dipartimento di Thiés, Yankhoba Diattara, vicepresidente del dipartimento di Thiés, Bassirou Ndiaye, segretario generale del dipartimento di Thiés, Jean Baptiste Ndione, presidente della Commissione Salute del dipartimento di Thiés e Moustapha Diop, responsabile del distretto sanitario di Thiés.

Le relazioni, sia da parte italiana che da parte senegalese, hanno evidenziato il duplice valore della concretezza e della sostenibilità degli interventi di cooperazione. Gli ultimi dieci anni di cooperazione tra Toscana e Senegal si sono contraddistinti per la realizzazione di numerose infrastrutture - il reparto di maternità e la farmacia presso l’ospedale regionale di Thiés e due centri sanitari a Sam Ndiaye e Citté Lamy - e per un approccio partecipativo con gli attori locali che hanno giocato un ruolo primario nella fase di pianificazione e progettazione, con il costante supporto formativo e di assistenza tecnica del sistema sanitario toscano. Nell’evidenziare i progressi in termini di consolidamento istituzionale e di partenariato con diverse regioni del Senegal - oltre a quella di Thiés, quella di Dakar e quella di Louga - la direttrice del Centro di Salute Globale ha sottolineato l’impegno delle aziende sanitarie toscane coinvolte.

Il valore di partenariati tra territori, che portano a uno scambio efficace di competenze e modelli, e dell’impegno della cooperazione decentrata a lavorare in sinergia con la Cooperazione italiana sono state oggetto dell’intervento dell’ambasciatore d’Italia in Senegal, Francesco Paolo Venier, e della titolare della sede AICS di Dakar, Alessandra Piermattei, nel corso dell’inaugurazione dei nuovi centri sanitari a Citté Lamy e Sam Ndiaye. Entrambe queste strutture sono localizzate in zone periferiche e marginalizzate della città di Thies e serviranno ha migliorare la pressa in carico sanitaria di donne e di bambini residenti in queste aree.

L'esperienza maturata dal Sistema sanitario toscano a supporto delle strutture ospedaliere e dei servizi territoriali, finalizzata alla riduzione della mortalità materno infantile in Senegal, è all’origine della collaborazione tra Centro di Salute Globale/AOU Meyer (Firenze) e la Cellule de Suivi Opérationnel attivata nell’ambito del “Programma di Appoggio allo Sviluppo Economico e Sociale del Senegal – PADESS” finanziato dalla Cooperazione italiana. La collaborazione è stata formalizzata dalla firma di un protocollo tecnico che vedrà il Centro di Salute Globale impegnato in attività di assistenza tecnica e formazione relativamente alla ristrutturazione, fornitura e organizzazione di strutture sanitarie nelle regioni di Dakar, Kaolack e Sedhiou.

 

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Senegal – Sicurezza alimentare, sanità, istruzione: tempo di monitoraggio sul campo per i progetti AICS

Dakar - Conoscere le iniziative in corso, monitorare l'andamento delle attività, dialogare con i partner e immaginare miglioramenti per il futuro. Con questi obiettivi la titolare della sede AICS di Dakar, Alessandra Piermattei, accompagnata dagli esperti nei settori agricoltura, educazione e sviluppo socio-economico, si è recata nelle regioni di Kaolack e Kaffrine per visitare quattro delle iniziative attualmente in corso.

La missione ha avuto luogo nei giorni 11 e 12 settembre ed è iniziata con una presentazione del programma agricolo Italia-Senegal (PAIS) e della piattaforma CIDES che offre servizi integrati agli attori economici locali, creata attraverso il programma integrato per lo sviluppo economico e sociale del Senegal (PIDES).

Nell’ambito del programma PAIS, la delegazione ha incontrato i produttori di semenze di riso di Porokhane, nel dipartimento di Nioro, che hanno beneficiato dei fondi rurali di sviluppo finalizzati al miglioramento della produttività agricola. Tra gli obiettivi del PAIS, infatti, vi è lo sviluppo delle comunità delle zone rurali e l’intensificazione delle principali filiere agricole come la risicultura, l’orticultura e la produzione di sementi, nonché la creazione di aziende agricole miste. Gli interventi si basano sulla modernizzazione delle infrastrutture e dei servizi funzionali al settore come le piste di produzione, i magazzini di stoccaggio per i cereali, le infrastrutture idro-agricole e il credito agricolo, nell’ottica di uno sviluppo dell’imprenditoria rurale.

La prima giornata è continuata con una visita al presidio medico di Walo, Dipartimento di Guinguineo. La costruzione del presidio, inaugurata a fine 2015 nell'ambito del PIDES, costituisce un esempio concreto dell’efficacia degli interventi della Cooperazione italiana in risposta al bisogno di strutture socio-sanitarie nelle località più remote. A partire dal 2012 l’iniziativa persegue una duplice priorità: ridurre la povertà e limitare la vulnerabilità delle popolazioni permettendo a quelle più svantaggiate di accedere alla formazione e al credito. Grazie a un approccio partecipativo, gli attori locali giocano pienamente il loro ruolo di protagonisti nella gestione delle attività di reddito e nel rafforzamento delle capacità. Inoltre, in linea con il piano sanitario nazionale senegalese, il PIDES permette di rafforzare in maniera sostenibile il sistema sanitario nelle sue aree di intervento - Dakar e Kaolack - focalizzandosi sul miglioramento qualitativo e quantitativo delle infrastrutture.

In seguito a una valutazione dell’efficienza del presidio è stato ritenuto fondamentale garantire la presenza di un'ostetrica a tempo pieno, attraverso la creazione di un alloggio. Questo intervento complementare sarà finanziato dal programma di supporto allo sviluppo economico e sociale del Senegal (PADESS) entro l'anno in corso.

Il PADESS prosegue l’intervento settoriale della Cooperazione italiana nelle regioni di Kaolack, Dakar, Thies, Sedhiou e Kolda, rafforzando proprio quelle politiche e strategie nazionali di lotta contro la povertà che mirano all’autonomia socioeconomica delle donne, dei giovani, dei gruppi svantaggiati e ad uno sviluppo economico locale sostenibile attraverso l’appoggio alle piccole e medie imprese.

Nel corso della missione la delegazione AICS ha avuto modo di incontrare anche una delle prime organizzazioni femminili beneficiarie dei fondi PIDES, che si occupa di trasformazione agroalimentare di prodotti locali. Tra le difficoltà rilevate si è riscontrata la necessità di un rafforzamento sul piano tecnico e organizzativo che sia sostenibile nel lungo periodo. A seguire, è stata organizzata la visita di un’altra organizzazione femminile aderente alla piattaforma CIDES che coniuga formazione e produzione di qualità.

Il giorno seguente la delegazione AICS ha partecipato al Comitato Regionale di Sviluppo del programma PADESS, istituito con l’obiettivo di condividere il piano operativo a livello locale. Il Comitato ha visto riuniti i principali attori dei tre dipartimenti della regione di Kaolack, per un totale di circa 80 partecipanti. Tra le raccomandazioni principali è stata rilevata la necessità di migliorare il monitoraggio ravvicinato nell’esecuzione delle attività.

Prima del rientro a Dakar, la missione si è conclusa con la visita a un progetto di supporto all’educazione femminile nel dipartimento di Birkelane, regione di Kaffrine (PAEF Plus). Il programma intende promuovere l’educazione femminile e il miglioramento della qualità dell’insegnamento, contribuendo al rafforzamento dell’offerta di servizi educativi, ancora insufficiente e poco inclusiva. Protagonisti dell’incontro, l’ispettore dell’accademia e il provveditorato agli studi che hanno messo in evidenza i risultati positivi del progetto. In particolare, quest'anno il dipartimento di Birkelane si è posizionato tra i primi quattro migliori dipartimenti per i risultati scolastici degli allievi. Inoltre, dal 2013 al 2017 il tasso di scolarità è passato dal 48% al 54% . In chiusura ha avuto luogo uno scambio tra la delegazione, i direttori delle scuole, le associazioni dei genitori degli allievi e gli insegnanti, dimostrando un ampio interesse nei confronti del progetto, che intende favorire la frequenza scolastica anche attraverso il sostegno ad attività generatrici di reddito per le famiglie.

 

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Senegal – Prendersi l’impegno e scommettere sull’Africa, il movimento ‘Afrique Positive’ guarda avanti

Dakar - Si chiama “Afrique Positive” un movimento di giovani attivisti senegalesi che ha come obiettivo principale la valorizzazione del territorio e della riuscita in loco. Nato nell’ambito del progetto PUCEI per la creazione di impiego a favore dei giovani e delle donne nelle regioni di Saint Louis (Senegal) Oio, Cacheu e Tombali (Guinea Bissau) e Alta Guinea (Guinea), Afrique Positive è parte integrante di una iniziativa più ampia che mira a diffondere informazioni sui servizi e le opportunità in Africa occidentale e sensibilizzare la gioventù africana sulla possibilità di realizzare un progetto di vita nel proprio Paese. Il progetto, finanziato dalla Cooperazione italiana, è promosso dalle Ong CISV e LVIA.

Il nome stesso del movimento - Afrique Positive - intende sottolineare ciò che di positivo il continente africano ha da offrire, senza cadere nelle banalità dell’afro-entusiasmo o dell’afro-pessimismo. I giovani attivisti sono bensì afro-realisti: coscienti dei problemi e delle sfide che il continente vive, ma motivati nel divenire essi stessi motore di uno sviluppo che comincia innanzitutto con il rivoluzionare le mentalità e i punti di vista.

“Se parliamo di migrazione irregolare, uno dei problemi principali è legato secondo me alla fiducia” spiega Omar Sow, 26 anni, membro di Afrique Positive. “Pensiamo ad esempio che per finanziare un progetto migratorio irregolare i soldi da investire possono arrivare anche a 10mila dollari. E poi cosa succederà? Una volta spesi questi soldi, se la persona avrà fortuna potrà ritrovarsi all’estero, ma senza documenti e senza soldi. E' strano che tante persone preferiscano ritrovarsi all’estero senza soldi piuttosto che in Senegal, con la stessa cifra. Una riflessione è dunque d’obbligo. Pensiamo all’esempio dei bambini dei villaggi che partono in città per le vacanze. Una volta rientrati saranno considerati “migliori” o comunque avranno un valore aggiunto solo per il fatto di essere partiti. Se c’è una cosa che ho capito grazie al mio attivismo - continua Omar - è che il punto essenziale è trasformare i candidati all’emigrazione irregolare in attori di cambiamento e di sviluppo. Renderli partecipi significa responsabilizzarli e la responsabilità comincia con l’immagine che ciascuno ha di sé e l’esempio che vuole, o che può, dare agli altri. Questo implica necessariamente fiducia.”

Una nuova visione, dunque, che non esclude le problematiche esistenti ma che non si focalizza esclusivamente su di esse. Il punto di partenza cambia in conseguenza: non sarà più centrato sui problemi bensì sulle opportunità. Secondo gli attivisti del movimento, infatti, “non si può parlare dello sviluppo dell’Africa senza fare riferimento ai giovani, che devono riconoscere il proprio potenziale, riunirsi e consolidare una sinergia attiva in questo senso”.

Afrique Positive punta a sensibilizzare i giovani e renderli partecipi della vita sociale, culturale ed economica del loro Paese. Come spiega Bruno Schettini in “Alfabetizzare per coscientizzare: la lezione di Paulo Freire”, il coscientizzare deve essere inteso come “un processo con il quale gli uomini si preparano ad inserirsi criticamente nell’azione di trasformazione, avendo così l’opportunità di riscoprire sé stessi attraverso la riflessione sul processo stesso della propria esistenza. Ciò che si cerca di fare nel processo di coscientizzazione non è attribuire alla coscienza un ruolo di creazione ma, al contrario, riconoscere il mondo statico “dato” come un mondo dinamico “che dà” […]. Riflessione e azione sono, quindi, indissociabili perché l’azione è prassi solo se il sapere che l’accompagna si fa esso stesso oggetto di riflessione critica per la trasformazione di una realtà troppo spesso data come fissa perché abilmente invocata come appartenente ad un ordine immutabile”. E in quest’ottica il movimento Afrique Positive diventa assolutamente rivoluzionario.

In un contesto come quello attuale, che vede nella partenza la sola via di riuscita e negli emigrati il simbolo di una riuscita che spesso è mitizzata e non sempre corrispondente ad un reale miglioramento della condizione di partenza, diventa fondamentale dare visibilità a modelli di riuscita alternativi, che pure esistono, anche in loco. Come quello dello stesso Omar Sow, nato e cresciuto a Louga, città simbolo dell’emigrazione, che grazie all’associazionismo ha trovato in Senegal la sua opportunità. Oggi portavoce del movimento, conduce su una radio locale una trasmissione dedicata ai giovani ed è parte integrante della piattaforma “La parole aux jeunes” che sui social network ha un seguito di circa 18.000 utenti.  Qui si discutono problematiche legate a temi di interesse pubblico come educazione, genere, imprenditoria e sanità.

“La vera avventura è quella di restare e di impegnarsi per il Senegal”, dicono i ragazzi del movimento. Nella loro forza e determinazione c'è la voglia di essere protagonisti dello sviluppo e di offrire un esempio, in una esperienza che può essere definita come afro-responsabilità.

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Senegal – Studiare scienze sull’isola di Gorée, un successo le vacanze studio per le allieve migliori

Dakar - La valorizzazione dell’eccellenza al femminile nelle materie scientifiche è stata al centro della seconda edizione del campo di vacanze e studio promosso dal Ministero senegalese dell'Educazione e finanziato dall'Agenzia nell'ambito del progetto d’appoggio all’educazione femminile e all’empowerment delle donne per uno sviluppo locale inclusivo, PAEF Plus.

Il campo di vacanze si è tenuto dal 4 al 15 agosto negli spazi della scuola Mariama Ba a Gorée, una piccola isola ricca di storia e cultura di fronte alla capitale senegalese.  Trentadue le ragazze tra i 14 e i 16 anni che vi hanno partecipato, tutte vincitrici del concorso “Miss Matematica e Miss Scienze - edizione 2017", insieme a nove tra le migliori studentesse dei licei finanziati dal PAEF Plus.

Il progetto, rivolto alle allieve di scuole elementari, medie e superiori, e alle loro madri che hanno creato le associazioni delle madri degli alunni (AME), interviene in 149 scuole nelle regioni di Diourbel, Fatick, Kaolack, Kolda, Kaffrine e Sédhiou. L’obiettivo principale è quello di contribuire all’eliminazione di tutti gli ostacoli che impediscono a bambine e ragazze di concludere il loro percorso scolastico. Il finanziamento di borse di studio, l’organizzazione di corsi di recupero, la fornitura di divise e kit scolastici e la formazione e sensibilizzazione degli insegnanti sulle tematiche di genere sono tutte attività del progetto che contribuiscono alla promozione dell'educazione femminile e al miglioramento della qualità dell’insegnamento.

Il progetto prevede inoltre il supporto all’emancipazione economica e sociale delle madri delle alunne attraverso sessioni di formazione tecnica e funzionale e il finanziamento delle loro attività economiche. La metà degli utili prodotti da queste attività viene reinvestito nelle scuole permettendo così la sostenibilità dell’educazione delle alunne.

Alla cerimonia di chiusura del campo, lunedì 14 agosto, le giovani studentesse hanno presentato i lavori realizzati durante la loro esperienza di vacanza e studio: esperimenti di fisica e chimica, opere artistiche e rappresentazioni teatrali. E' stato un momento di aggregazione vivace e animato che ha dimostrato ancora una volta come l’ambito scientifico sia patrimonio di tutti, senza distinzioni di genere.

Ad assistere alla cerimonia il capo di gabinetto del Ministero dell’Educazione senegalese, Joseph Pierre Ndiaye, che ha sottolineato come l’obiettivo del campo sia stato quello di rafforzare le capacità delle partecipanti nelle materie scientifiche e anche di sviluppare le loro competenze nella leadership. Ndiaye ha inoltre esortato le ragazze ad impegnarsi nel loro percorso scolastico per diventare in un futuro prossimo attrici di primo piano nel cambiamento del Paese. Un augurio che richiamava il tema del campo di vacanze: “Le scienze al servizio dello sviluppo”.

La titolare della sede AICS a Dakar, Alessandra Piermattei, è intervenuta ricordando come l’Italia faccia dell’empowerment femminile un’assoluta priorità dei suoi interventi in Senegal attraverso la promozione dell’educazione e dei diritti delle donne. Dal 2010 infatti la Cooperazione italiana sostiene progetti di promozione dell’educazione delle bambine e delle adolescenti per oltre 6,5 milioni di euro.

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