Oggi a Dakar la cerimonia di chiusura del progetto Pasped. Segui la diretta

Centonovantacinque imprese finanziate, 7.378 impieghi garantiti, 2.306 giovani contrattualizzati per degli stage professionali, 51 imprenditori e imprenditrici della diaspora finanziati per la creazione o il consolidamento delle loro imprese.

Questi sono solo alcuni dei risultati del Pasped, il progetto di contrasto alla migrazione irregolare attraverso il sostegno al settore privato e alla creazione di impiego in Senegal, finanziato dall’Unione europea e realizzato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) in co-delegazione con Cassa Depositi e Prestiti e in collaborazione con il ministero della Micro finanza e dell’Economia Sociale e Solidale del Senegal.

Un progetto di successo non solo per i risultati ma soprattutto per il suo lato umano fatto di storie professionali rimarchevoli. Saranno queste storie le protagoniste della cerimonia di chiusura del progetto che si terrà lunedì 23 gennaio a Dakar.

Un evento che si articolerà su tutta la giornata attraverso differenti panel tecnici sul progetto: dall’assistenza finanziaria alle imprese, a quella tecnica, alla valorizzazione del contributo della diaspora senegalese in Italia allo sviluppo socio economico del paese d’origine. Numerose, inoltre, le testimonianze di giovani formati, inseriti nel mondo del lavoro e di imprenditori ed imprenditrici sostenuti.

Impiego e opportunità, due parole chiave dello sviluppo e principali strumenti di contrasto alla migrazione irregolare. Il Pasped ha garantito una risposta concreta rispetto a questi due punti grazie ad un approccio di vera cooperazione, co-creazione e azione comune.

All’evento parteciperanno l’ambasciatore d’Italia a Dakar, l’ambasciatore dell’Unione europea in Senegal e la ministra della Micro finanza e dell’Economia sociale e solidale del Senegal.

La diretta dell’evento è disponbile al seguente link.

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Aics a Blue Sea Land tra decolonizzazione, localizzazione dell’aiuto e partnership alimentari

La cooperazione italiana deve cambiare il racconto della propria azione: dal concetto di aiuto ai Paesi partner bisogna passare a un co-sviluppo solidale, evitando di replicare, involontariamente, un modello coloniale, e puntando invece a una crescita condivisa. È questo il messaggio mandato da Emilio Ciarlo, responsabile delle Relazioni istituzionali e della comunicazione dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), durante Blue Sea Land, l’expo dei cluster del Mediterraneo, dell’Africa e del Medio Oriente di Mazara del Vallo.

I temi della decolonizzazione e della localizzazione dell’aiuto hanno guidato la discussione del primo evento organizzato dall’Agenzia in occasione dei 35 anni dalla morte dell’ex presidente del Burkina Faso, Thomas Sankara. “Anche volendo fare del bene si rischia di esprimere un pensiero coloniale. Il pericolo è essere troppo presenti e prevaricare le realtà con cui si viene in contatto. I Paesi con cui l’Agenzia lavora devono agire su un piano di parità”, ha spiegato Ciarlo, introducendo gli interventi degli altri ospiti.

Un contributo prezioso al dibattito è stato fornito dal colloquio con Odile Sankara, artista, attivista e sorella di Thomas. Odile ha testimoniato l’importanza dell’eredità dell’ex leader burkinabè arrivata fino a oggi. “Thomas ha indicato una via ai popoli africani che si basa sulla conoscenza e l’insegnamento delle proprie tradizioni e dei propri valori. Ha mobilitato anche molti giovani per la libertà del proprio Paese”, ha aggiunto. Odile ha poi auspicato un rovesciamento della prospettiva dell’aiuto con un Africa che può in futuro aiutare l’Europa e l’Occidente grazie proprio al suo patrimonio di valori che regolano i rapporti con l’ambiente e la comunità. Guglielmo Micucci, direttore di Amref Health Africa-Italia, nella sua riflessione ha toccato gli stessi temi. Secondo Micucci “localizzando l’aiuto non stiamo cedendo spazio, potere o responsabilità. Non è un processo pericoloso, bensì arricchente”.

Passando alle esperienze di cooperazione nel continente africano legate alla pesca, dal Senegal Maura Pazzi, rappresentante per la società civile di Aics, ha ricordato che anche in questo caso “il successo di qualcuno deve essere il successo anche di qualcun altro. Non può esserci competizione: la cooperazione deve essere a livello paritario”. Wanda Dimitri, rappresentante di Iscos in Senegal, e l’ispettore della pesca di Ziguinchor, hanno poi illustrato alcune attività finanziate da Aics nel settore, una parte iumportante dell'economia locale che però necessita una modernizzazione. In conclusione, portando i propri saluti, il presidente del Distretto della Pesca di Mazara, Nino Carlino, ha sottolineato l’importanza di collaborare con azioni imprenditoriali ad alto impatto di sviluppo.

Il secondo appuntamento targato Aics ha invece raccontato l’impegno dell’Agenzia e dei suoi partner, con l’aiuto particolare del Comune di Milano e del Milan Urban Food policy Pact (Mufpp), per quanto riguarda lo sviluppo di politiche alimentari sostenibili. Maddalena Piredda, funzionaria dell’Ufficio VI – Sviluppo rurale e sicurezza alimentare, ha spiegato il lavoro del suo ufficio: “Aics promuove attività di filiera, allevamento e produzione sostenibili”, ha detto, "con particolare attenzione per il sostegno dei piccoli agricoltori e la resilienza delle comunità rurali soggette a pressioni esterne".

Temi trasversali a quelli dell’alimentazione sono quelli dell’ambiente e del clima, come ha spiegato Cecile Michel, in rappresentanza del Comune di Milano. “Se vogliamo raggiungere gli obiettivi Parigi e tagliare le emissioni di carbonio bisogna intervenire anche sulla filiera alimentare, responsabile di circa un terzo delle emissioni globali, partendo dalla città”, ha detto. Michel ha quindi rimarcato la partnership firmata quest’anno tra Milano e Aics nell’ambito del Milan Pact. Il patto, che ha l’obiettivo di creare una rete per la condivisione di buone pratiche sui sistemi alimentari urbani sostenibili, conta ormai 255 città in tutto il mondo, 40 delle quali che appartengono a Paesi di competenza dell’Agenzia. “C’è tanto interesse dalle sedi nel conoscere il patto e quello che ruota intorno all’iniziativa. Aics parteciperà a future iniziative del Mufpp e coinvolgerà lo stesso nelle sue” ha affermato Piredda.

A portare il proprio contributo in tema di pesca e commercio ittico è intervenuto inoltre Tommaso Medi, responsabile del Flag Marche, con Ancona capofila. “L’obiettivo di questo gruppo di azione locale” ha spiegato “è fare rete tra il mondo pesca e della ricerca per promuovere la conoscenza del prodotto locale, oltre a sviluppare una filiera tracciata e avvicinare pescatori e commercianti”.

Senegal – Tutte e tutti a scuola: madri, famiglie e comunità coinvolte per la parità genere tra i banchi

Dakar - In Senegal persistono ancora forti discriminazioni che impediscono alle donne di accedere all’istruzione. Gli ostacoli alla scolarizzazione femminile sono molteplici e di varia natura: si intersecano fattori socio-economici, socio-culturali e legati alla domanda e all’offerta dei servizi scolastici.

Nelle zone rurali è diffusa la percezione della poca utilità dell’istruzione per le bambine, considerata più come una spesa che come un guadagno. Il processo di scolarizzazione delle giovani è considerato poco importante relativamente all’immaginario che si ha sul ruolo della donna, tutto incentrato sul lavoro domestico e familiare. Per un’adolescente diventa quindi prioritario nella sua vita trovare marito e dedicarsi alla cura della famiglia.

Nelle zone urbane la percezione dell’educazione delle donne è senz'altro più positiva, ma l'alto tasso di disoccupazione dei giovani istruiti non contribuisce a percepire il servizio scolastico come uno strumento di promozione economica e sociale. Inoltre, lo scarso coinvolgimento delle madri degli alunni all’interno degli organi di gestione delle scuole e la loro scarsa capacità di negoziazione dovuta ad una limitata autonomia socio-economica, non favoriscono l’istruzione delle ragazze. La promozione dell’accesso all’istruzione e del mantenimento a scuola delle bambine e delle adolescenti è pertanto fondamentale per contribuire a rafforzare i processi di empowerment delle donne a livello sociale, economico e politico.

La Cooperazione italiana è impegnata in questo settore attraverso il Progetto d’Appoggio all’Educazione Femminile e all’Empowerment delle donne per uno sviluppo locale inclusivo, PAEF plus. Il progetto contribuisce alla promozione dell’uguaglianza di genere attraverso l’eliminazione delle disparità d’accesso all’educazione primaria e secondaria, sostenendo l’attuazione della politica di genere del programma di miglioramento della qualità, dell’uguaglianza e della trasparenza "PAQUET" elaborato dal governo del Senegal per il settore dell’istruzione e della formazione nel periodo 2013-2025. Si tratta di una strategia che ha già cominciato a favorire l’eliminazione degli ostacoli di genere e che si è basata sulla realizzazione di attività di sensibilizzazione e di formazione, sul coinvolgimento della comunità nelle scelte degli istituti scolastici e, soprattutto, su una politica che ha promosso la permanenza a tempo pieno delle allieve nella scuola creando alternative sostenibili al lavoro domestico e alla dispersione scolastica.

Un aspetto importante del progetto riguarda il sostegno economico alle donne che appartengono alle associazioni delle madri delle allieve (AME) che permette non solo un maggiore interessamento delle famiglie e delle comunità verso l’istruzione delle bambine, ma anche un ampliamento degli spazi di libertà per le donne, che si sentono economicamente più forti.

Lo scorso 19 luglio il ministro dell'Educazione Nazionale in Senegal, Serigne Mbaye Thiam, ha incontrato a Dakar proprio le associazioni AME supportate nell'ambito del PAEF Plus. Sono oltre 13mila le madri sostenute dal progetto in vari percorsi di autonomia economica e sociale attraverso l’organizzazione di formazioni tecniche e funzionali e il finanziamento delle attività economiche. La metà dei benefici prodotti da queste attività è reinvestito nelle scuole coinvolte, permettendo così una sostenibilità nel tempo dell’educazione delle alunne. All'incontro erano presenti la titolare della sede AICS di Dakar Alessandra Piermattei, la direttrice dell'insegnamento secondario senegalese, Fatima Ba Diallo e i principali partner tecnico-finanziari in ambito educativo. L'evento ha offerto un’occasione di confronto diretto con i beneficiari e ha permesso di condividere le differenti esperienze, le difficoltà riscontrate ma anche e soprattutto gli effetti positivi del rafforzamento dell’empowerment femminile sull’educazione dei bambini e delle bambine.

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Bruxelles – EDD nel segno dello sviluppo al femminile, l’Agenzia racconta il Senegal e la Palestina

Le Giornate Europee dello Sviluppo, organizzate annualmente dalla Commissione Europea a partire dal 2006, costituiscono una delle più importanti occasioni di incontro e confronto, a livello internazionale, nel campo della cooperazione allo sviluppo. Tutti i maggiori operatori del settore, non solo di profilo istituzionale, si incontrano per discutere nuove idee, condividere best practices, sviluppare partnerships e proporre soluzioni innovative alle tematiche più importanti.

Quest’anno gli EDD hanno avuto luogo a Bruxelles il 5 e 6 giugno e sono stati dedicati al tema dell'empowerment femminile, fattore di sviluppo cruciale a ogni latitudine: Woman and Girls at the Forefront of Sustainable Development: Protect, Empower, Invest. Il programma generale è disponibile alla pagina www.eudevdays.eu/programme.

L’Agenzia ha partecipato alla manifestazione con uno stand dal titolo The Pink in Charge, Enterprise Within the Soul and the Heart dove è stato presentato nei dettagli il programma PIDESS - Programme Intégré de Développement Économique et Social en Senegal. Tra gli altri ospiti, lo stand dell'AICS è stato visitato dal cantautore senegalese Youssou N'Dour, impegnato da tempo in prima persona nello sviluppo del suo Paese.

Il programma mira a contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare dell'obiettivo 5, attraverso la promozione dello sviluppo sociale ed economico delle donne e dei gruppi vulnerabili, in collaborazione con il ministero della Famiglia senegalese, le istituzioni locali e le organizzazioni della società civile. Il suo approccio integrato e multidimensionale si basa sull'identificazione del potenziale femminile nella vita economica e sociale, sulle necessità delle donne e sulle discriminazioni di genere, al fine di promuovere il loro empowerment economico attraverso le seguenti componenti:

  1. promozione dell'accesso e del controllo delle risorse economiche e delle opportunità, inclusi posti di lavoro, servizi finanziari, proprietà e altri beni produttivi, sviluppo delle competenze;
  2. attuazione dei tre pilastri della strategia senegalese sulla violenza di genere: prevenzione; supporto alle vittime e alle loro famiglie; promozione di sistemi legali e di giustizia;
  3. rafforzamento della partecipazione delle donne nel processo decisionale politico a livello locale e nazionale. Ciò include il sostegno alle capacità negoziali delle donne, il rafforzamento di reti imprenditoriali, la promozione di un bilancio sensibile al genere e la creazione di due agenzie locali di sviluppo economico con l'obiettivo di rafforzare la governance democratica, sviluppare piani di sviluppo strategico, potenziare le risorse endogene, promuovere l'innovazione, l'economia sociale, la parità di genere e l'inclusione sociale.

Inoltre, l'Agenzia è stata presente allo stand del Practitioners' Network, rete europea degli attori della cooperazione alla quale ha aderito nel 2017. Lo stand del PN si è inserito nel tema degli EDD 2018 con una proposta dal titolo Joint Implementation: A Benefit for Women and Girls around the World con un focus su tre progetti che illustrano come i partenariati tra le agenzie europee di sviluppo, attraverso azioni congiunte, possano migliorare le capacità delle donne, la loro partecipazione e la loro leadership nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Qui, allo stand 26 del Global Village, il 6 giugno l’AICS ha presentato la propria esperienza in Palestina nell’ambito della programmazione congiunta in materia di pari opportunità di genere. L'Agenzia, infatti, presiede il Gender Technical Working Group dell'Unione europea, gruppo tecnico di lavoro in Palestina sulle questioni di genere. La presentazione EU technical coordination for a better impact on Gender Equality and Women’s Empowerment in Palestine è stata curata da Cristina Natoli, titolare della sede AICS di Gerusalemme, e da Chiara Venier, Focal expert della sede di Roma.

 

Senegal – Più risorse per l’educazione inclusiva, la promessa della ‘Global Partnership for Education’

Dakar – Si è svolta nella capitale senegalese, l'1 e 2 febbraio, la terza conferenza di rifinanziamento della Global Partnership for Education (GPE). L’evento, che ha avuto luogo per la prima volta nel continente africano, è stato copresieduto dal presidente senegalese Macky Sall e dal presidente francese Emmanuel Macron. La GPE è stata costituita nel 2002, vede l’Italia coinvolta come Paese donatore e sostiene 65 Paesi in via di sviluppo col fine di garantire a ogni bambino e bambina un’educazione di base di qualità.

La conferenza ha raccolto esiti positivi e condivisi, dimostrando una maggiore e rafforzata volontà politica mondiale in ambito d’educazione. In termini di partecipazione è stata registrata la presenza di dieci capi di stato, più di 100 ministri e 1200 operatori tra cui esponenti di organizzazioni internazionali, società civile e settore privato. In termini di risultati, i Paesi donatori hanno annunciato un impegno pari a 2,3 miliardi di dollari per il triennio 2018-2020. Ancora più di rilievo è stato l’impegno di almeno 50 Paesi in via di sviluppo ad alzare la spesa pubblica destinata all’istruzione per un ammontare complessivo di 110 miliardi di dollari, un notevole aumento rispetto al triennio precedente.

L’Italia ha partecipato con una delegazione congiunta tra Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, AICS e Ambasciata d’Italia a Dakar. La Cooperazione italiana ha triplicato il proprio impegno a favore della GPE con un contributo triennale di 12 milioni di euro, come annunciato dal capo delegazione Maestripieri.

Oltre agli annunci dei nuovi impegni finanziari, la conferenza ha visto una giornata di dialoghi tematici - Partnership Day - con 43 sessioni organizzate da vari partner. La sede AICS di Dakar ha partecipato a questa iniziativa con una sessione sulle attività della Cooperazione italiana nel settore dell’educazione inclusiva di bambini e disabili, introdotta da un video realizzato per l'occasione.

Alla luce della conferenza di Dakar la Global Partnership for Education si accredita definitivamente come piattaforma di riferimento nell’accompagnare i governi ad elaborare piani settoriali capaci di assicurare un utilizzo efficace dei fondi, in linea con gli obiettivi prioritari. Ora la sfida per la comunità internazionale sarà quella di concentrare gli sforzi politici e finanziari per ripensare i sistemi educativi in termini di qualità, gratuità, universalità e autonomia.

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Senegal – Perché la migrazione sia una scelta consapevole e non una via di fuga

Dakar - “Scegliere in modo consapevole: quel che si lascia, quel che si trova” è il titolo, più che mai attuale, dell'evento di chiusura del programma regionale sulla migrazione irregolare promosso dall’Agenzia, che si è svolto il 21 novembre scorso a Dakar.

Nel corso della giornata le organizzazioni non governative che hanno partecipato alla realizzazione del programma AICS su emergenza e migrazione - LVIA, Green Cross, CISV, ACRA, VIS, Terra Nuova e ENGIM - hanno illustrato i risultati ottenuti dai loro interventi, rispondendo alle domande di un vasto pubblico. Ma i veri protagonisti sono stati i beneficiari delle iniziative con le loro testimonianze, spesso toccanti, che hanno ricordato a tutti come la tematica della migrazione sia più che mai complessa e, soprattutto, profondamente umana.

La titolare della sede AICS di Dakar, Alessandra Piermattei, intervistata dai numerosi giornalisti presenti, ha ricordato che l’obiettivo principale del programma non è stato quello di incoraggiare le persone a non partire, ma di fornire le informazioni necessarie affinché ognuno possa fare la scelta migliore, in tutta coscienza e responsabilità.

Sono inoltre intervenuti l’Ambasciatore d’Italia a Dakar, Francesco Paolo Venier, e la responsabile del programma di emergenza e migrazione, Alessandra Testoni.

L'evento pubblico ha offerto un’occasione di incontro e riflessione per fare il punto non solo sui risultati ottenuti, ma anche sulle difficoltà incontrate, per poter trarre gli spunti necessari a un miglioramento in vista di futuri progetti nei Paesi in cui le Ong sono intervenute: Senegal, Mali, Guinea Konakry e Guinea Bissau.

All’interno del museo Theodore Monod dell’IFAN di Dakar, sede dell'evento, è stata allestita un’esposizione fotografica sui beneficiari dei progetti promossi dalle Ong presenti e sui protagonisti delle campagne di comunicazione realizzate nel quadro del programma di emergenza e migrazione: la trasmissione radiofonica FOO JEM (“Dove vai” in lingua wolof) e l'itinerario senegalese di CinemArena, storica iniziativa della Cooperazione italiana che ha attraversato parte del Senegal per sensibilizzare sulla tematica della migrazione irregolare attraverso la proiezione di film e documentari.

I protagonisti delle due campagne hanno animato la tavola rotonda che si è tenuta nel pomeriggio, raccontando le loro esperienze ed esponendo il loro punto di vista sulla tematica migratoria. In particolare, sono state messe in evidenza storie di successo locali, come nel caso delle interviste realizzate nel corso del programma radiofonico FOO JEM, che hanno raccontato esempi capaci di ispirare non solo i giovani senegalesi, ma anche di dare un’immagine nuova di un continente in movimento.

Sensibilizzare, informare, apprendere, cooperare, supportare l’imprenditoria, creare posti di lavoro, sgretolare gli stereotipi e valorizzare le storie di successo: queste le chiavi di lettura di un evento ricco di emozioni che ha rafforzato la consapevolezza del fatto che le persone possono essere davvero le risorse più preziose della terra in cui vivono.

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Senegal – L’apertura di due nuove cliniche a Thiés consolida la cooperazione sanitaria con la Toscana

Dakar - Fare un bilancio di dieci anni di cooperazione tra Toscana e Senegal, monitorare l'andamento delle attività e, soprattutto, dialogare con le istituzioni partner al fine di programmare nuove attività e capire insieme dove migliorare. Questi sono stati gli obiettivi della missione nella regione di Thiés effettuata dal 30 ottobre al 7 novembre dalla direttrice del Centro di Salute Globale della Regione Toscana, Maria José Caldés, accompagnata dalla responsabile del progetto di cooperazione sanitaria a Thiés, Sonia Baccetti dell’Azienda Sanitaria Toscana Centro, e da professionisti del sistema sanitario toscano.

La missione è iniziata con una riflessione sui “Dieci anni di cooperazione sanitaria tra Regione Toscana e Dipartimento di Thiés” nell'ambito di un convegno che ha avuto luogo il 30 novembre e che ha visto l’intervento di operatori sanitari ed autorità senegalesi tra cui Idrissa Seck, presidente del dipartimento di Thiés, Yankhoba Diattara, vicepresidente del dipartimento di Thiés, Bassirou Ndiaye, segretario generale del dipartimento di Thiés, Jean Baptiste Ndione, presidente della Commissione Salute del dipartimento di Thiés e Moustapha Diop, responsabile del distretto sanitario di Thiés.

Le relazioni, sia da parte italiana che da parte senegalese, hanno evidenziato il duplice valore della concretezza e della sostenibilità degli interventi di cooperazione. Gli ultimi dieci anni di cooperazione tra Toscana e Senegal si sono contraddistinti per la realizzazione di numerose infrastrutture - il reparto di maternità e la farmacia presso l’ospedale regionale di Thiés e due centri sanitari a Sam Ndiaye e Citté Lamy - e per un approccio partecipativo con gli attori locali che hanno giocato un ruolo primario nella fase di pianificazione e progettazione, con il costante supporto formativo e di assistenza tecnica del sistema sanitario toscano. Nell’evidenziare i progressi in termini di consolidamento istituzionale e di partenariato con diverse regioni del Senegal - oltre a quella di Thiés, quella di Dakar e quella di Louga - la direttrice del Centro di Salute Globale ha sottolineato l’impegno delle aziende sanitarie toscane coinvolte.

Il valore di partenariati tra territori, che portano a uno scambio efficace di competenze e modelli, e dell’impegno della cooperazione decentrata a lavorare in sinergia con la Cooperazione italiana sono state oggetto dell’intervento dell’ambasciatore d’Italia in Senegal, Francesco Paolo Venier, e della titolare della sede AICS di Dakar, Alessandra Piermattei, nel corso dell’inaugurazione dei nuovi centri sanitari a Citté Lamy e Sam Ndiaye. Entrambe queste strutture sono localizzate in zone periferiche e marginalizzate della città di Thies e serviranno ha migliorare la pressa in carico sanitaria di donne e di bambini residenti in queste aree.

L'esperienza maturata dal Sistema sanitario toscano a supporto delle strutture ospedaliere e dei servizi territoriali, finalizzata alla riduzione della mortalità materno infantile in Senegal, è all’origine della collaborazione tra Centro di Salute Globale/AOU Meyer (Firenze) e la Cellule de Suivi Opérationnel attivata nell’ambito del “Programma di Appoggio allo Sviluppo Economico e Sociale del Senegal – PADESS” finanziato dalla Cooperazione italiana. La collaborazione è stata formalizzata dalla firma di un protocollo tecnico che vedrà il Centro di Salute Globale impegnato in attività di assistenza tecnica e formazione relativamente alla ristrutturazione, fornitura e organizzazione di strutture sanitarie nelle regioni di Dakar, Kaolack e Sedhiou.

 

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Senegal – Sicurezza alimentare, sanità, istruzione: tempo di monitoraggio sul campo per i progetti AICS

Dakar - Conoscere le iniziative in corso, monitorare l'andamento delle attività, dialogare con i partner e immaginare miglioramenti per il futuro. Con questi obiettivi la titolare della sede AICS di Dakar, Alessandra Piermattei, accompagnata dagli esperti nei settori agricoltura, educazione e sviluppo socio-economico, si è recata nelle regioni di Kaolack e Kaffrine per visitare quattro delle iniziative attualmente in corso.

La missione ha avuto luogo nei giorni 11 e 12 settembre ed è iniziata con una presentazione del programma agricolo Italia-Senegal (PAIS) e della piattaforma CIDES che offre servizi integrati agli attori economici locali, creata attraverso il programma integrato per lo sviluppo economico e sociale del Senegal (PIDES).

Nell’ambito del programma PAIS, la delegazione ha incontrato i produttori di semenze di riso di Porokhane, nel dipartimento di Nioro, che hanno beneficiato dei fondi rurali di sviluppo finalizzati al miglioramento della produttività agricola. Tra gli obiettivi del PAIS, infatti, vi è lo sviluppo delle comunità delle zone rurali e l’intensificazione delle principali filiere agricole come la risicultura, l’orticultura e la produzione di sementi, nonché la creazione di aziende agricole miste. Gli interventi si basano sulla modernizzazione delle infrastrutture e dei servizi funzionali al settore come le piste di produzione, i magazzini di stoccaggio per i cereali, le infrastrutture idro-agricole e il credito agricolo, nell’ottica di uno sviluppo dell’imprenditoria rurale.

La prima giornata è continuata con una visita al presidio medico di Walo, Dipartimento di Guinguineo. La costruzione del presidio, inaugurata a fine 2015 nell'ambito del PIDES, costituisce un esempio concreto dell’efficacia degli interventi della Cooperazione italiana in risposta al bisogno di strutture socio-sanitarie nelle località più remote. A partire dal 2012 l’iniziativa persegue una duplice priorità: ridurre la povertà e limitare la vulnerabilità delle popolazioni permettendo a quelle più svantaggiate di accedere alla formazione e al credito. Grazie a un approccio partecipativo, gli attori locali giocano pienamente il loro ruolo di protagonisti nella gestione delle attività di reddito e nel rafforzamento delle capacità. Inoltre, in linea con il piano sanitario nazionale senegalese, il PIDES permette di rafforzare in maniera sostenibile il sistema sanitario nelle sue aree di intervento - Dakar e Kaolack - focalizzandosi sul miglioramento qualitativo e quantitativo delle infrastrutture.

In seguito a una valutazione dell’efficienza del presidio è stato ritenuto fondamentale garantire la presenza di un'ostetrica a tempo pieno, attraverso la creazione di un alloggio. Questo intervento complementare sarà finanziato dal programma di supporto allo sviluppo economico e sociale del Senegal (PADESS) entro l'anno in corso.

Il PADESS prosegue l’intervento settoriale della Cooperazione italiana nelle regioni di Kaolack, Dakar, Thies, Sedhiou e Kolda, rafforzando proprio quelle politiche e strategie nazionali di lotta contro la povertà che mirano all’autonomia socioeconomica delle donne, dei giovani, dei gruppi svantaggiati e ad uno sviluppo economico locale sostenibile attraverso l’appoggio alle piccole e medie imprese.

Nel corso della missione la delegazione AICS ha avuto modo di incontrare anche una delle prime organizzazioni femminili beneficiarie dei fondi PIDES, che si occupa di trasformazione agroalimentare di prodotti locali. Tra le difficoltà rilevate si è riscontrata la necessità di un rafforzamento sul piano tecnico e organizzativo che sia sostenibile nel lungo periodo. A seguire, è stata organizzata la visita di un’altra organizzazione femminile aderente alla piattaforma CIDES che coniuga formazione e produzione di qualità.

Il giorno seguente la delegazione AICS ha partecipato al Comitato Regionale di Sviluppo del programma PADESS, istituito con l’obiettivo di condividere il piano operativo a livello locale. Il Comitato ha visto riuniti i principali attori dei tre dipartimenti della regione di Kaolack, per un totale di circa 80 partecipanti. Tra le raccomandazioni principali è stata rilevata la necessità di migliorare il monitoraggio ravvicinato nell’esecuzione delle attività.

Prima del rientro a Dakar, la missione si è conclusa con la visita a un progetto di supporto all’educazione femminile nel dipartimento di Birkelane, regione di Kaffrine (PAEF Plus). Il programma intende promuovere l’educazione femminile e il miglioramento della qualità dell’insegnamento, contribuendo al rafforzamento dell’offerta di servizi educativi, ancora insufficiente e poco inclusiva. Protagonisti dell’incontro, l’ispettore dell’accademia e il provveditorato agli studi che hanno messo in evidenza i risultati positivi del progetto. In particolare, quest'anno il dipartimento di Birkelane si è posizionato tra i primi quattro migliori dipartimenti per i risultati scolastici degli allievi. Inoltre, dal 2013 al 2017 il tasso di scolarità è passato dal 48% al 54% . In chiusura ha avuto luogo uno scambio tra la delegazione, i direttori delle scuole, le associazioni dei genitori degli allievi e gli insegnanti, dimostrando un ampio interesse nei confronti del progetto, che intende favorire la frequenza scolastica anche attraverso il sostegno ad attività generatrici di reddito per le famiglie.

 

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