Giordania – Crisi siriana, un programma regionale dedicato alle donne per promuovere sviluppo e diritti

Amman - Martedì 4 dicembre è stato presentato nella capitale giordana il programma regionale Assistenza ed empowerment delle donne e bambine rifugiate siriane e delle comunità ospitanti in Egitto, Giordania e Libano finanziato dalla Cooperazione italiana in risposta alla crisi siriana nei tre Paesi partner e, in particolare, all’impatto sulle donne e le bambine.

La dimensione regionale del programma intende favorire la diffusione degli approcci di gender mainstreaming e dei diritti umani per migliorare le condizioni di vita delle comunità dei rifugiati e di quelle ospitanti, ma anche per promuovere un cambiamento culturale positivo. Accanto alla risposta di medio periodo ai bisogni immediati delle popolazioni beneficiarie, infatti, tale cambiamento è fondamentale affinché le donne e le bambine, in particolare, possano vivere libere da ogni forma di violenza, esercitare il diritto di accesso ai servizi sanitari, educativi e di educazione sessuale, esprimere le proprie istanze e partecipare al più ampio processo di peacebuilding.

L'evento è stato presieduto dall'ambasciatore d’Italia ad Amman, Fabio Cassese, che ha sottolineato come "l'uguaglianza di genere e i diritti delle donne siano un interesse centrale della politica italiana nella cooperazione allo sviluppo. Il conflitto siriano - ha aggiunto l'ambasciatore - è una delle più tragiche crisi umanitarie della nostra contemporaneità e richiede il nostro impegno anche nel contesto della politica di vicinato e della forte partnership che l'Italia intrattiene storicamente con i paesi della regione mediorientale."

Il dialogo con i partner è stato introdotto dal titolare della sede AICS di Amman, Michele Morana, che ha sottolineato il valore di un approccio multidimensionale grazie al quale la componente di empowerment socio-economico si combina con la tutela dei diritti in tema di salute sessuale e riproduttiva, con la risposta a ogni forma di violenza di genere e con la partecipazione attiva delle donne alla risoluzione delle grandi sfide della pace e della sicurezza.

La coordinatrice senior per l'uguaglianza di genere della sede AICS di Roma, Maria Pia Dradi, ha illustrato il programma regionale, soffermandosi sugli elementi innovativi in termini di approccio integrato e territorialità. Dradi ha evidenziato la ricchezza degli apporti al programma grazie al vasto partenariato che caratterizza l'iniziativa e che vede la partecipazione di 19 organizzazioni nella realizzazione di quattro progetti implementati da UNFPA, UN-ESCWA e due consorzi guidati dalle OSC italiane Oxfam Italia e ARCS Cultura e Sviluppo.

Hanno partecipato all'evento anche i rappresentanti delle istituzioni egiziane, giordane e libanesi dei tre Paesi partner - il National Council for Women (Egitto), il Ministry of Planning and International Cooperation (Giodania) e il Ministry of Social Affairs (Libano) - oltre agli ambasciatori di Egitto e Libano in Giordania, i quali hanno espresso entusiasmo per l'avvio dell’iniziativa e assicurato il loro pieno supporto allo svolgimento delle attività.

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Roma – MED Dialogues, l’Agenzia in prima linea negli interventi di emergenza e sviluppo in Siria

E' in corso a Roma, da 21 al 24 novembre, la quarta edizione di Rome MED – Mediterranean Dialogues, iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall'ISPI che rappresenta uno dei principali fori globali di riflessione e dialogo per la definizione di un’agenda positiva per il futuro del Mediterraneo "allargato".

Come ogni anno, MED è stato preceduto da una serie di incontri tematici preparatori, chiamati Towards MED, che si si sono svolti da aprile a ottobre in Italia, Europa, Stati Uniti, Russia e in vari Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Inoltre, la mattina del 21 novembre si è svolto all’hotel Parco dei Principi il pre-MED forum sulla Cooperazione allo sviluppo dove sono intervenuti, tra gli altri, la vice Ministra degli Esteri con delega alla Cooperazione allo Sviluppo, Emanuela Del Re, e il direttore ad interm dell’AICS, Leonardo Carmenati.

Tema dell'incontro è stato il caso della Siria e la sua crisi prolungata, con particolare attenzione al sostegno che la cooperazione può offrire nello sviluppo rurale. La vice Ministra del Re, che ha aperto i lavori, ha ricordato il ruolo dell’Italia in Siria, in particolar modo la sinergia costante con le OSC e con le associazioni locali. “In Siria – ha ricordato Del Re – la Cooperazione italiana ha avviato fino a oggi circa cento progetti di sviluppo in diversi campi. Va ricordato, inoltre, che è stato approvato un nuovo pacchetto di aiuti per circa 2 milioni e 500mila euro”. La Vice Ministra ha poi voluto ricordare le “buone pratiche” che le organizzazioni non governative stanno attuando nel territorio siriano e infine ha sottolineato che il problema della sicurezza in Siria è un tema fondamentale e che va preparato sin da ora lo scenario post conflitto e post Daesh.

Il direttore ad interim dell’Agenzia, Leonardo Carmenati, ha posto l’attenzione anche sui Paesi intorno alla Siria che in qualche modo risentono della crisi, come la Giordania, la Turchia, il Libano e il Kurdistan iracheno. Carmenati ha inoltre ricordato che a partire dal 2017 la Cooperazione italiana ha esteso l’orizzonte temporale degli interventi di emergenza da 12 a 24 mesi al fine di rispondere meglio alle esigenze delle popolazioni colpite da crisi prolungate e preparare le condizioni per il post-emergenza. Carmenati ha infine ricordato l’importanza delle partnership fra le organizzazioni della società civile e le comunità locali, aprendo il terreno della collaborazione anche al mondo profit, per cui è stata pubblicata proprio in questi giorni la seconda edizione del bando di settore.

Solo nel 2018 la Cooperazione italiana ha approvato un portafoglio di interventi di aiuto umanitario in Siria per un ammontare complessivo di 9,5 milioni di euro, che comprende contributi del valore complessivo di 5,5 milioni di euro destinati alle agenzie UN-OCHA, UNDP-UNFPA, Programma Alimentare Mondiale, UNICEF e UNRWA e un finanziamento di 4 milioni di euro per iniziative la cui esecuzione sarà affidata a organismi della società civile italiana operanti in Siria.

 

Siria – Classi prefabbricate e kit scolastici per affermare il diritto al futuro, anche ad Aleppo

Anche nello scenario di una città devastata dalla guerra, anzi, a maggior ragione in quello scenario, è di fondamentale importanza creare quelle condizioni che permettono ai più piccoli di immaginare un futuro che non sia fatto di detriti e macerie. Un futuro che comincia dai banchi di scuola. Con questa convinzione il Gruppo di Volontariato Civile, Osc attiva in Siria dal 2011, ha realizzato una serie di attività orientate a sostenere l'accesso ai servizi educativi di base nella città di Aleppo. In particolare, attraverso un progetto finanziato dall'Agenzia, è stato possibile portare a termine la riabilitazione di quattro scuole, l'apertura di quattro classi in strutture prefabbricate, la distribuzione di kit scolastici e la formazione degli insegnanti al fine di gestire nel modo più appropriato le relazioni con studenti traumatizzati ed esclusi dai processi formativi.

Tre classi prefabbricate, della capacità di 50 studenti ciascuna, sono state installate nella scuola Khalil Hindawi del quartire Al Jabria, mentre un'altra classe è stata allestita nell'istituto industriale di Suliman Al Halabi. La fornitura di materiali scolastici ha visto la consegna di 420 banchi e quattro lavagne per l'arredamento delle classi. Inoltre, sono stati distribuiti oltre 5600 kit ad altrettanti alunni e alunne con quaderni, pennarelli, matite e attrezzature di base.

Il programma delle attività formative ha coinvolto insegnanti di diverse scuole in rappresentanza di tutti i quartieri della città: 175 insegnanti donne e 25 uomini hanno partecipato alle sessioni di training sull'apprendimento attivo e sulle tecniche di relazione con studenti esposti al conflitto per favorire il loro pieno inserimento nel percorso scolastico.

In un contesto estremamente fragile, il progetto Support for access to quality basic education services for children affected by the Syrian crisis ha offerto un sostegno ai processi di resilienza e di tutela delle nuove generazioni, il bene più prezioso di ogni comunità. Anche ad Aleppo.

 

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