Somalia – Con la regolamentazione delle concessioni di pesca, sostenuta dall’Italia, un altro passo avanti nella governance del Paese

Mogadiscio – Si è svolta martedì 11 dicembre la cerimonia per la firma delle concessioni di pesca nelle acque territoriali somale da parte del Ministro federale della pesca e delle risorse marine.

La creazione di un meccanismo volto alla formalizzazione e al rilascio legale di concessioni di pesca era l’obiettivo di un progetto di cooperazione finanziato dall’Italia e realizzato dalla FAO. Sino ad oggi le concessioni di pesca venivano concesse ad hoc sulla base di decisioni individuali prese dai titolari dei dicasteri competenti a livello federale e regionale, in assenza di qualsiasi procedura definita e trasparente, con la conseguenza che il ricavato delle concessioni diventava spesso oggetto di pratiche illecite.

Si è trattato quindi di un avvenimento storico, come ha rilevato il direttore per la Somalia della Banca Mondiale, invitato all’evento, il quale ha sottolineato l’importanza del cambio di rotta non solo perché ad oggi costituisce l’unico esempio di gestione di ricavi provenienti da risorse pubbliche in Somalia, ma anche perché effettivamente gli importi sono stati depositati direttamente nel conto centrale della tesoreria dello Stato, presso la Banca Centrale somala.

Tale procedura virtuosa costituisce di per sé un ottimo punto di partenza per il completamento dei progressi indicati dal Fondo Monetario Internazionale nel quadro del processo di assistenza tecnica denominato Staff-Monitored Program (SMP).

 

 

Il direttore dell’Aics Maestripieri celebra la conclusione del progetto Archivio Somalia

In occasione della conclusione del progetto Archivio Somalia, finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), si è svolto giovedì 22 settembre, presso l’università capitolina Roma Tre, il convegno organizzato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca di Studi Somali (Cirss), dal titolo La scrittura della lingua somala: 50° anniversario e Archivio Somalia: le leggi dal 1950 al 1989.

La giornata, a cui ha preso parte il direttore dell’Aics Luca Maestripieri, è stata un occasione per ricordare l’importanza della conservazione del patrimonio culturale e sottolineare i profondi legami di cooperazione tra Italia e Somalia.

L’obiettivo di Archivio Somalia è quello di contribuire al processo di ricostruzione dell’identità nazionale somala attraverso la conservazione e la messa a disposizione in rete di documenti relativi alla lingua, alla storia, alle leggi e ad altri aspetti della cultura e della società del Paese africano. Archivio Somalia è un progetto estremamente utile perché permette alle istituzioni e a tutta la comunità somala di usufruire di queste carte tramite un database, ha ricordato durante il convegno anche il direttore Maestripieri.

Da parte somala, come già evidenziato in occasione dell’evento organizzato all’Università Roma Tre il 24 maggio 2017, i riscontri sono stati più che positivi e sono sempre di più gli utenti che dichiarano di prendere Archivio Somalia come punto di riferimento per le loro ricerche.

Il supporto dell’Agenzia, grazie anche al Cirss dell’università di Roma Tre è stato prezioso, hanno ricordato le autorità somale presenti all'ultimo convegno di Roma, la sottosegretaria all’Istruzione, Nura Mustaf Mukhtar e il ministro Federale della Giustizia, Hassan Moalim.

L'evento conclusivo del progetto Archivio Somalia

Somalia – Salute mentale, un’emergenza invisibile e diffusa che può contare su nuove risorse

Si è tenuto nel maggio scorso ad Hargeisa l’incontro conclusivo dell’iniziativa volta all’istituzione e al rafforzamento di un quadro normativo sulla salute mentale in Somaliland, affidato all’ong italiana GRT – Gruppo di Relazioni Transculturali, presente nella regione dal 1996 e unica organizzazione internazionale impegnata con continuità nel difficile campo della salute mentale.

All’evento hanno partecipato, insieme al Ministero della Sanità, più di 40 tra i principali attori del settore, tra cui rappresentanti del Ministero del Lavoro e Affari Sociali, Ministero della Giustizia, organizzazioni internazionali e locali, associazioni comunitarie di base supportate dall’Agenzia, professionisti dell’ambito sanitario, specialisti, intellettuali e attivisti.

Per decenni la popolazione somala ha dovuto fare i conti con alti livelli di conflitto armato e migrazioni forzate. L’impatto della violenza collettiva e della distruzione delle strutture sociali è stato ulteriormente amplificato da ripetute catastrofi naturali, quali siccità, inondazioni e carestie. Tra le conseguenze dirette e indirette di questo scenario: ripetute esperienze traumatiche, perdite di vite umane, di proprietà e di status sociale, insicurezza fisica, sociale ed economica, incertezza sul futuro, altissimi tassi di disoccupazione e abuso di sostanze stupefacenti. Per questi motivi, il livello di disagio mentale e psicosociale nel contesto somalo è uno dei più alti nei Paesi fragili.

Se il settore sanitario è tra i più colpiti e penalizzati dalla scarsità di risorse, quello della salute mentale, nonostante l’alta presenza di casi vulnerabili, rimane tra i maggiormente negletti. Di conseguenza il peso dell'assistenza ricade sulle famiglie e il contenimento forzato delle persone con problemi di salute mentale, anche con catene, è una pratica diffusa.

Grazie al supporto della Cooperazione italiana è stato possibile raggiungere importanti risultati: la trasformazione del Reparto di Salute Mentale di Hargeisa in un luogo completamente libero da catene; il rafforzamento delle capacità del Ministero della Sanità del Somaliland nell'eaborazione delle politiche di salute mentale; il miglioramento dei servizi per le persone con problemi di salute mentale e loro famiglie (oltre 4.700 negli ultimi 3 anni); il sostegno alle organizzazioni della società civile impegnate nel settore e la sensibilizzazione pubblica contro la piaga della stigmatizzazione.

Grazie alle attività svolte dal gruppo di lavoro sulla salute mentale promosso da GRT e Ministero della Salute, il Somaliland ha ufficialmente promulgato la prima Mental Health Policy della storia nel contesto somalo, ora in fase di implementazione.

Consapevole della scarsa, quasi inesistente, attenzione al tema della salute mentale in Somalia, il Ministro federale della Sanità, Dr.ssa Fawziya Abikar Nor, ha mostrato particolare interesse a estendere l’incoraggiante esperienza del Somaliland al resto del Paese.

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Somalia – Anche l’Italia accanto ai produttori di granturco di alta qualità

Sostenere la produzione di granturco di alta qualità per contribuire alla sicurezza alimentare della Somalia, ma anche alla creazione di opportunità di lavoro nei territori di Afgooye e Awdheegle, nel sud del Paese. E’ questo l’obiettivo dell’intervento congiunto delle agenzie ONU FAO e WFP, insieme al Ministero somalo dell’Agricoltura, con il sostegno finanziario dell’Unione Europea, del Canada e della Cooperazione italiana.

Lo scorso 30 maggio è stato organizzato a Mogadiscio un evento pubblico per illustrare le azioni progettate per consolidare le attività dei produttori di granturco, con particolare riferimento a 10 cooperative che raccolgono circa 500 agricoltori. Sia le autorità locali, sia il rappresentante dei produttori associati hanno sottolineato quanto importante fosse la ripresa della produzione agricola per la stabilità delle zone interessate. L’agricoltura, come è noto, è un’attività ad alta intensità di mano d’opera: più braccia impiegate nell’agricoltura significano immediatamente meno braccia a disposizione per il terrorismo e, d’altro canto, meno voglia di tentare la fortuna in paesi lontani con l’emigrazione irregolare e pericolosa.

Può sembrare paradossale che questi agricoltori, così attaccati a una terra che negli anni passati produceva ricchezza, in quanto non solo arrivava a produrre le derrate necessarie per il popolo somalo, ma arrivava anche ad esportare, hanno lanciato un segnale preciso su come affrontare sia il terrorismo che l’emigrazione. La produzione del mais ha segnato, dall’inizio delle attività, un aumento esponenziale: 200 tonnellate nel 2014, 400 nel 2015 e 2000 nel 2016.

Nel corso di colloqui bilaterali la controparte somala ha segnalato la necessità di aiutare le cooperative agricole con un sostegno alla meccanizzazione, per la quale sarebbero disposte a pagare subito un terzo del valore e il resto a credito agevolato. I partner hanno poi chiesto informazioni circa i tempi di inizio dell’importante programma finanziato dall’Italia a IFAD, che prevede la ristrutturazione e rimessa in funzione di infrastrutture idrauliche fondamentali per la ripresa della produzione agricola su larga scala.

Nel corso dell’evento è stata illustrata anche un’altra iniziativa finanziata dalla Cooperazione italiana relativa alla distribuzione di generi alimentari alle categorie più fragili tramite la “carta di credito alimentare” che, così sostituisce i tradizionali  (e scomodi) panieri di alimenti. I titolari della carta di credito possono recarsi autonomamente presso spacci rurali, disseminati su tutto il territorio, e comprare direttamente i generi alimentari di cui hanno bisogno.

Per i donatori era presente solo l’Italia, nella persona dell’Ambasciatore Fabrizio Marcelli, e del rappresentante dell’AICS Somalia, Guglielmo Giordano.


Press release 30/05/2016

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Somalia – Inaugurata tangenziale a Bosaso

Mogadiscio - Si è svolta domenica 1 maggio 2016 la cerimonia di inaugurazione della tangenziale est a Bosaso. La nuova direttrice consentirà al traffico pesante proveniente dall’interno del Puntland e dalle regioni centro meridionali della Somalia di raggiungere direttamente l’area portuale. Prima della realizzazione di questa nuova arteria, infatti, il traffico pesante era costretto ad attraversare il centro cittadino, creando notevoli ingorghi e penalizzando la qualità della vita della popolazione residente.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Presidente del Puntland, del Ministro federale dei trasporti e del Ministro regionale dei porti.

La realizzazione del nuovo asse viario, della lunghezza complessiva di 8,8 km, è stata finanziata dalla Cooperazione italiana e affidata a UN-HABITAT.

A breve distanza dall’inaugurazione dell’aeroporto internazionale di Bosaso, nel gennaio scorso, la cerimonia ha portato nuovamente la Cooperazione italiana all’attenzione delle massime autorità della Regione e dell’opinione pubblica.

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