Mogadiscio – Un futuro di pace dai prodotti della terra, storico incontro tra istituzioni e imprenditori

Mogadiscio - Un'occasione di incontro considerata eccezionale da tutti i partecipanti è quella che ha avuto luogo nel luglio scorso nell'Aviation Meeting Room dell'aeroporto internazionale di Mogadiscio, tanto da essere ricordata come un segno di speranza e di "normalità operosa" anche dopo un paio di mesi dall'evento, il primo nel suo genere da qualche decennio.

Circa 150 ospiti hanno animato la prima edizione del forum "SomIncontri" che, nei giorni dell'11 e 12 luglio, ha visto la presenza di amministratori somali di alto livello, imprenditori italiani ed esponenti del settore privato locale che hanno potuto conoscersi e gettare le basi per collaborare nel rilancio del settore agricolo e agro-industriale della Somalia, a lungo tra i principali esportatori africani di prodotti agricoli, tra cui le celebri banane "Somalita."

L'evento, organizzato dalla società Madex con la collaborazione del titolare della sede AICS di Mogadiscio Guglielmo Giordano e del consigliere dell'Ufficio del Presidente per i progetti di sviluppo, Abdullahi Hajji,  è stato aperto dall'ambasciatore italiano Carlo Campanile e dal ministro del Commercio e dell'industria Mohamed Abdi Hayir.

Accanto alle delegazioni dell'Ufficio del Presidente e di quello del Primo Ministro, le istituzioni somale sono state rappresentate dal ministero dell'Agricoltura e dell'Irrigazione, dal ministero delle Finanze, dal ministero della Pianificazione, Investimenti e Sviluppo economico e dalla Camera di Commercio e dell'Industria. Per quanto riguarda il settore privato locale sono intervenute alcune società, ma anche cooperative di agricoltori e allevatori di bestiame e unioni di cooperative.

Le aziende italiane invitate all'evento hanno presentato alle rappresentanze somale alcuni strumenti chiave per la produttività del settore agro-industriale come sistemi di irrigazione, equipaggiamenti per la preparazione del terreno e soluzioni tecniche per la coltivazione, semina, trasporto e lavorazione dei prodotti. Inoltre sono stati visitati ambienti con atmosfera e temperatura controllate per garantire una maggiore durata dei prodotti freschi, dal pesce e alla carne, dalla frutta alle verdure.

Le autorità somale hanno posto una particolare attenzione verso il settore della pesca, soprattutto per la possibilità di esportare prodotti ittici, e il settore lattiero-caseario. Al centro della riflessione condivisa anche la possibilità di aprire e consolidare canali di mercato per prodotti somali in Italia.

Il grande successo dell'iniziativa ha testimoniato la vitalità di tanti attori che, in un contesto duramente provato dal conflitto, hanno confermato il proprio impegno per costruire un futuro di pace prosperità, anche a partire dai prodotti della terra.

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Somalia – Salute mentale, un’emergenza invisibile e diffusa che può contare su nuove risorse

Si è tenuto nel maggio scorso ad Hargeisa l’incontro conclusivo dell’iniziativa volta all’istituzione e al rafforzamento di un quadro normativo sulla salute mentale in Somaliland, affidato all’ong italiana GRT – Gruppo di Relazioni Transculturali, presente nella regione dal 1996 e unica organizzazione internazionale impegnata con continuità nel difficile campo della salute mentale.

All’evento hanno partecipato, insieme al Ministero della Sanità, più di 40 tra i principali attori del settore, tra cui rappresentanti del Ministero del Lavoro e Affari Sociali, Ministero della Giustizia, organizzazioni internazionali e locali, associazioni comunitarie di base supportate dall’Agenzia, professionisti dell’ambito sanitario, specialisti, intellettuali e attivisti.

Per decenni la popolazione somala ha dovuto fare i conti con alti livelli di conflitto armato e migrazioni forzate. L’impatto della violenza collettiva e della distruzione delle strutture sociali è stato ulteriormente amplificato da ripetute catastrofi naturali, quali siccità, inondazioni e carestie. Tra le conseguenze dirette e indirette di questo scenario: ripetute esperienze traumatiche, perdite di vite umane, di proprietà e di status sociale, insicurezza fisica, sociale ed economica, incertezza sul futuro, altissimi tassi di disoccupazione e abuso di sostanze stupefacenti. Per questi motivi, il livello di disagio mentale e psicosociale nel contesto somalo è uno dei più alti nei Paesi fragili.

Se il settore sanitario è tra i più colpiti e penalizzati dalla scarsità di risorse, quello della salute mentale, nonostante l’alta presenza di casi vulnerabili, rimane tra i maggiormente negletti. Di conseguenza il peso dell'assistenza ricade sulle famiglie e il contenimento forzato delle persone con problemi di salute mentale, anche con catene, è una pratica diffusa.

Grazie al supporto della Cooperazione italiana è stato possibile raggiungere importanti risultati: la trasformazione del Reparto di Salute Mentale di Hargeisa in un luogo completamente libero da catene; il rafforzamento delle capacità del Ministero della Sanità del Somaliland nell'eaborazione delle politiche di salute mentale; il miglioramento dei servizi per le persone con problemi di salute mentale e loro famiglie (oltre 4.700 negli ultimi 3 anni); il sostegno alle organizzazioni della società civile impegnate nel settore e la sensibilizzazione pubblica contro la piaga della stigmatizzazione.

Grazie alle attività svolte dal gruppo di lavoro sulla salute mentale promosso da GRT e Ministero della Salute, il Somaliland ha ufficialmente promulgato la prima Mental Health Policy della storia nel contesto somalo, ora in fase di implementazione.

Consapevole della scarsa, quasi inesistente, attenzione al tema della salute mentale in Somalia, il Ministro federale della Sanità, Dr.ssa Fawziya Abikar Nor, ha mostrato particolare interesse a estendere l’incoraggiante esperienza del Somaliland al resto del Paese.

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Somalia – Anche l’Italia accanto ai produttori di granturco di alta qualità

Sostenere la produzione di granturco di alta qualità per contribuire alla sicurezza alimentare della Somalia, ma anche alla creazione di opportunità di lavoro nei territori di Afgooye e Awdheegle, nel sud del Paese. E’ questo l’obiettivo dell’intervento congiunto delle agenzie ONU FAO e WFP, insieme al Ministero somalo dell’Agricoltura, con il sostegno finanziario dell’Unione Europea, del Canada e della Cooperazione italiana.

Lo scorso 30 maggio è stato organizzato a Mogadiscio un evento pubblico per illustrare le azioni progettate per consolidare le attività dei produttori di granturco, con particolare riferimento a 10 cooperative che raccolgono circa 500 agricoltori. Sia le autorità locali, sia il rappresentante dei produttori associati hanno sottolineato quanto importante fosse la ripresa della produzione agricola per la stabilità delle zone interessate. L’agricoltura, come è noto, è un’attività ad alta intensità di mano d’opera: più braccia impiegate nell’agricoltura significano immediatamente meno braccia a disposizione per il terrorismo e, d’altro canto, meno voglia di tentare la fortuna in paesi lontani con l’emigrazione irregolare e pericolosa.

Può sembrare paradossale che questi agricoltori, così attaccati a una terra che negli anni passati produceva ricchezza, in quanto non solo arrivava a produrre le derrate necessarie per il popolo somalo, ma arrivava anche ad esportare, hanno lanciato un segnale preciso su come affrontare sia il terrorismo che l’emigrazione. La produzione del mais ha segnato, dall’inizio delle attività, un aumento esponenziale: 200 tonnellate nel 2014, 400 nel 2015 e 2000 nel 2016.

Nel corso di colloqui bilaterali la controparte somala ha segnalato la necessità di aiutare le cooperative agricole con un sostegno alla meccanizzazione, per la quale sarebbero disposte a pagare subito un terzo del valore e il resto a credito agevolato. I partner hanno poi chiesto informazioni circa i tempi di inizio dell’importante programma finanziato dall’Italia a IFAD, che prevede la ristrutturazione e rimessa in funzione di infrastrutture idrauliche fondamentali per la ripresa della produzione agricola su larga scala.

Nel corso dell’evento è stata illustrata anche un’altra iniziativa finanziata dalla Cooperazione italiana relativa alla distribuzione di generi alimentari alle categorie più fragili tramite la “carta di credito alimentare” che, così sostituisce i tradizionali  (e scomodi) panieri di alimenti. I titolari della carta di credito possono recarsi autonomamente presso spacci rurali, disseminati su tutto il territorio, e comprare direttamente i generi alimentari di cui hanno bisogno.

Per i donatori era presente solo l’Italia, nella persona dell’Ambasciatore Fabrizio Marcelli, e del rappresentante dell’AICS Somalia, Guglielmo Giordano.


Press release 30/05/2016

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Somalia – Inaugurata tangenziale a Bosaso

Mogadiscio - Si è svolta domenica 1 maggio 2016 la cerimonia di inaugurazione della tangenziale est a Bosaso. La nuova direttrice consentirà al traffico pesante proveniente dall’interno del Puntland e dalle regioni centro meridionali della Somalia di raggiungere direttamente l’area portuale. Prima della realizzazione di questa nuova arteria, infatti, il traffico pesante era costretto ad attraversare il centro cittadino, creando notevoli ingorghi e penalizzando la qualità della vita della popolazione residente.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Presidente del Puntland, del Ministro federale dei trasporti e del Ministro regionale dei porti.

La realizzazione del nuovo asse viario, della lunghezza complessiva di 8,8 km, è stata finanziata dalla Cooperazione italiana e affidata a UN-HABITAT.

A breve distanza dall’inaugurazione dell’aeroporto internazionale di Bosaso, nel gennaio scorso, la cerimonia ha portato nuovamente la Cooperazione italiana all’attenzione delle massime autorità della Regione e dell’opinione pubblica.

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