Sudan – Epidemia del virus Chikungunya in Kassala, l’Agenzia invia una virologa dell’Istituto Spallanzani

Roma – Nel quadro delle iniziative di emergenza in favore del Sudan, la sede centrale dell’Agenzia ha inviato una virologa dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, esperta nella diagnosi e nella gestione della sorveglianza, per fornire supporto tecnico al ministero della Salute sudanese nel fronteggiare l’attuale epidemia del virus Chikungunya. Questo supporto garantirà una definizione più accurata delle capacità diagnostiche e il conseguente riconoscimento tempestivo dei focolai epidemici.

Negli ultimi mesi più di 19mila persone nello stato orientale di Kassala sono state infettate dal virus Chikungunya che viene trasmesso da due differenti specie di zanzare e può causare gravi sintomi – febbre alta, mal di testa, dolori articolari, mal di schiena ed eruzioni cutanee – che si sviluppano da tre a sette giorni dopo che una persona è stata punta da una zanzara infetta. Attualmente non ci sono trattamenti o vaccini dedicati per l’infezione da virus Chikungunya. La contemporanea presenza nelle stesse aree della febbre di Dengue, endemica in tutto il Paese, complica ulteriormente la diagnosi clinica e aggrava i sintomi in caso di coinfezioni.

Una risposta efficace all’epidemia in corso deve necessariamente prevedere la tempestiva individuazione dei nuovi focolai infettivi attraverso il potenziamento delle capacità diagnostiche di laboratorio, in modo da realizzare al meglio l’attività di controllo del vettore e selezionare in maniera mirata le aree da bonificare. Un’attività di controllo del vettore è già in corso con il supporto della sede AICS di Khartoum.

 

Sudan – Un sostegno alle donne impegnate nella filiera del pesce nella regione del Mar Rosso, grazie all’accordo con UN Women

La sede AICS di Khartoum e UN Women hanno lanciato una nuova iniziativa per lo sviluppo economico femminile nello stato del Mar Rosso dal titolo “Sustainable development and poverty alleviation in Eastern Sudan: empowering women in agrobusiness and fishing value chains in Red Sea State”.

Il progetto, finanziato dall’Agenzia per un importo di 250mila euro, vuole contribuire a promuovere l’uguaglianza di genere in Sudan. Il progetto mira infatti alla formazione professionale e all’avviamento al lavoro delle donne nel Sudan orientale, anche attraverso una maggiore facilità di accesso al credito. Le attività si concentreranno sulla trasformazione dei prodotti alimentari – in particolare il pesce, risorsa preziosa e poco valorizzata nel Mar Rosso – migliorando le competenze delle beneficiarie sia nel gestire micro-business che nelle tecniche di trasformazione e commercializzazione dei prodotti.

Un facilitato accesso al credito e la diffusione di migliori tecnologie permetteranno di produrre alimenti di qualità, ad alto contenuto nutritivo. Il progetto, in linea con la strategia AICS in Sudan e con la Strategia Nazionale per l’Empowerment delle donne, coinvolgerà 500 beneficiarie dalle aree rurali e peri-urbane del Mar Rosso, con un’attenzione particolare alle categorie più vulnerabili.
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Sudan – Infrastrutture idriche per combattere la malnutrizione e promuovere relazioni di pace

Khartoum – Ha avuto luogo il 3 aprile scorso, presso la sede del Ministero sudanese della Cooperazione Internazionale, la firma di un accordo tecnico per la realizzazione di infrastrutture idriche nello stato del Blue Nile da parte del ministro sudanese dei Servizi Pubblici, Abdedlmoneim Alnezir, del Commissionario Generale per il Disarmo e la Riabilitazione degli ex combattenti (DDR), generale Salah Alyaib, e del titolare della sede AICS a Khartoum Vincenzo Racalbuto. La cerimonia si è svolta alla presenza dell’ambasciatore italiano Fabrizio Lobasso, del Wali dello stato del Blue Nile Hussain Yasseen e del Ministro della Cooperazione Internazionale, Idriss Suleman.

La firma dell’accordo è il primo passo per la realizzazione di pozzi e reti idriche a beneficio delle comunità di Eddamazin ed El Roseries che non hanno accesso all’acqua potabile. L’obiettivo dell’intervento è garantire agli abitanti della regione la disponibilità di acqua, la gestione sostenibile delle risorse idriche e condizioni igieniche di buona qualità, in linea con il sesto Obiettivo di Sviluppo Sostenibile.

L’iniziativa è indirizzata verso comunità impegnate in un percorso di pacificazione e contribuirà a mitigare le fonti di tensione nello stato del Blue Nile. In particolare, i progetti idrici faciliteranno il consolidamento di relazioni pacifiche in aree ad alta densità pastoralizia.

Il programma dell’Agenzia è finalizzato al supporto delle popolazioni rifugiate e sfollate e della popolazione residente più povera. I settori principali del programma, che prevede un finanziamento complessivo di 2,4 milioni di euro, sono la lotta alla malnutrizione e le risorse idriche: attività per 1,4 milioni sono affidate a tre organizzazioni della società civile – Aispo, Emergency e Oxfam Italia – che andranno a implementare progetti volti al contenimento del colera, alla lotta alla malnutrizione e all’insicurezza alimentare delle fasce più vulnerabili. I restanti 780mila euro saranno impiegati in attività di emergenza, in gestione diretta, concordate con le parti locali in coordinamento con le agenzie internazionali che operano nel Paese.
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Sudan – Al via un master biennale per 300 medici di famiglia che andranno a potenziare il sistema sanitario di base in quattro stati

Khartoum – Nel quadro della collaborazione tra l’Agenzia e il ministero sudanese della Salute si è svolta in la cerimonia di firma dell’accordo tecnico per l’avvio di un master biennale in Medicina di Famiglia che coinvolgerà 300 neolaureati in medicina provenienti dagli Stati di Kassala, Gedaref, Red Sea e Khartoum.

Il Master verrà realizzato del Public Health Institute, ente nazionale del Ministero sudanese della Salute, in quanto istituzione preposta alla formazione specialistica dei medici. Obiettivo del Master sarà quello di fornire a un consistente numero di medici una specifica formazione nella specialità della medicina di famiglia con l’obiettivo di integrare questa figura professionale presso i centri di salute presenti nei quattro stati dove si realizza il programma DICTORNA. Tale programma intende contribuire al miglioramento della salute della popolazione attraverso il miglioramento delle capacità funzionali e operative del sistema sanitario di base, con focus sulla medicina di famiglia sul sistema dell’assicurazione nazionale sanitaria “National Health Insurance”. Questi due ambiti sono chiamati a giocare un ruolo fondamentale nel programma governativo di espansione della copertura sanitaria a tutta la popolazione sudanese, in linea con l’Obiettivo Sostenibile # 3 “Garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età.”
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Sudan – Un concerto dedicato ai rifugiati, simbolo del nexus tra sviluppo e assistenza umanitaria

Khartoum - Nella suggestiva cornice dei giardini del Museo Nazionale di Khartoum la delegazione dell'Unione Europea in Sudan, l'ambasciata d'Italia in Sudan e l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo hanno lanciato due programmi dedicati al sostegno dei rifugiati e delle comunità ospitanti nelle regioni orientali del Paese: Strengthening resilience for refugees, IDPs and host communities in Eastern Sudan e Improving access to safe water and sanitation for migrants and host communities in Eastern Sudan. Il 15 novembre scorso l'evento di apertura ha proposto un concerto che ha richiamato il pubblico negli straordinari spazi del Museo Nazionale sudanese, già oggetto di interventi della Cooperazione italiana.

I due programmi di cooperazione delegata UE, denominati SDN 11 e SDN 13, sono rivolti alle popolazioni più vulnerabili e marginalizzate in tre stati - Kassala, Gedaref e Red Sea - dove la Cooperazione italiana è impegnata da anni con un ruolo di leadership nel campo della sanità e dell'acceso all'acqua potabile. Promuovere la salute primaria e riproduttiva, la nutrizione di qualità e l'accesso all’acqua potabile sono i cardini delle due iniziative, per un finanziamento totale di 14 milioni di euro. In particolare, l’iniziativa SDN 13 vuole sostenere lo sviluppo del sistema primario sanitario rendendolo accessibile alle fasce della popolazione più marginalizzata, in particolar modo i migranti, attraverso interventi infrastrutturali, forniture di farmaci ed equipaggiamenti e attività di formazione e supporto istituzionale. L’iniziativa SDN11, complementare all'altra, punta a migliorare l'accesso all'acqua per le popolazioni di migranti e sfollati, a sviluppare sistemi di energia alternativa e a riabilitare servizi igienici in scuole e centri sanitari.

Entrambe le iniziative si concentrano sul rafforzamento delle capacità locali e sulla sensibilizzazione delle comunità sui rischi e sui comportamenti appropriati in ambito sanitario. Le attività progettuali saranno svolte in partnership con il ministero della Salute, il ministero dell’Irrigazione e quello dell'Educazione, sia a livello federale che degli stati interessati.

"L'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari nei tre stati è estremamente limitato, inoltre le regioni orientali sono interessate da un importante flusso migratorio che contribuisce a ridurre la capacità delle comunità locali di far fronte ai bisogni della popolazione" ha affermato l’ambasciatore italiano Fabrizio Lobasso. "Il nostro obiettivo principale – ha continuato - è garantire l'efficienza e l'efficacia dei nostri interventi.  Il popolo sudanese potrà contare sul sostegno dell’Italia: lavoreremo insieme alle nostre controparti al fine di assicurare un consistente aiuto nel settore igienico-sanitario, soprattutto in favore delle popolazioni più vulnerabili."

Le iniziative – in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile # 3 e 6 - saranno realizzate secondo modelli d'intervento replicabili in tutto il Paese.

Il capo della Delegazione europea in Sudan, ambasciatore Jean Michel Dumond, ha sottolineato che l'Unione Europea continua a essere il maggior donatore di assistenza umanitaria in Sudan. L'Unione Europea e i suoi stati membri concordano con il governo sudanese sulla necessità di perseguire una cooperazione allo sviluppo a più lungo termine, in linea con la strategia Humanitarian - Development Nexus che punta ad affermare un approccio di continuità tra l'intervento umanitario e lo sviluppo. A questo riguardo, il Sudan rappresenta un Paese pilota. Dumond ha aggiunto che sono in fase di identificazione nuove iniziative nel contesto del Nexus e che si attende di finalizzare un nuovo programma nel settore salute, con la Cooperazione italiana, entro il prossimo anno.

Sudan - Brochure programmi SDN 11 e SDN 13

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Sudan – Lotta alla malnutrizione, l’Italia invita i partner del movimento ‘SUN’ al confronto

Khartoum - Il 28 ottobre scorso l’ambasciata d’Italia in Sudan, di concerto con la sede AICS di Khartoum, ha ospitato un incontro di coordinamento dei donatori del movimento SUN - Scaling Up Nutrition nato per affrontare le cause primarie della malnutrizione attraverso l’attività congiunta di organizzazioni della società civile, agenzie delle Nazioni Unite, donatori governativi, settore privato e settore accademico. All’appuntamento hanno preso parte circa 50 invitati, tra capi missione diplomatica e rappresentanti di organismi internazionali in Sudan.

L’emergenza malnutrizione nel Paese africano - 2,5 di milioni di bambini malnutriti e 3,5 milioni a rischio di malnutrizione - è un fenomeno trasversale che richiede una risposta multisettoriale su più livelli. Secondo stime del WFP, circa il 38% dei bambini di età inferiore ai cinque anni soffre di denutrizione o di cattiva nutrizione, mentre la percentuale della popolazione vulnerabile è in aumento, anche a causa della crisi economica nel Paese. Mai come in questo settore si avverte la necessità di creare un legame sostanziale tra aiuto umanitario e sviluppo sostenibile - un nexus - sino a stabilire una piena complementarietà tra i due momenti.

In definitiva, la chiave strategica del futuro che è stata ribadita dalle autorità italiane a Khartoum risiede nella migliore efficacia dell'opera di prevenzione sociale e culturale per incidere a monte sulle cause profonde della malnutrizione, oltre che nell'attuazione degli urgenti interventi già previsti.

La presenza all'incontro del ministro sudanese della Salute Ahmed Abu Zeid ha ulteriorimente avvalorato il significato dell’evento. Il ministro, in un accorato intervento, ha ribadito non solo l’impegno del governo nell'affrontare con maggiore efficacia il fenomeno della malnutrizione, ma anche il suo personale coinvolgimento per concentrare più risorse verso l’eradicazione di questa piaga sociale, facendo della lotta alla malnutrizione la principale missione del suo dicastero.

Come sottolineato dall'ambasciatore italiano a Khartoum, Fabrizio Lobasso, "l’impegno delle istituzioni italiane in Sudan è globale, in considerazione della trasversalità del tema della malnutrizione che, inevitabilmente, tende a invadere tutti i settori della vita sociale, minando il cammino evolutivo e lo sviluppo della comunità sul territorio."

Il movimento SUN è nato nel 2010 per dare impulso alla lotta globale contro la malnutrizone e ispirare i governi, la società civile, le Nazioni Unite, i donatori, il settore privato e il mondo accademico a trovare insieme nuove soluzioni al problema, in linea con in linea con l’obiettivo ZeroHunger 2030. I temi ripresi dal SUN sono il ruolo della buona nutrizione come motore dello sviluppo umano e della crescita economica inclusiva, l’eliminazione della fame e il raggiungimento della sicurezza alimentare. In parallelo, i partner del movimento dedicano attenzione ai problemi del sovrappeso e dell’obesità che, al pari della denutrizione, vanno affrontati con urgenza anche nei Paesi amedio e basso reddito. In Sudan L’Italia svolge il ruolo di SUN Donor Convenor, in piena sintonia con la particolare attenzione dell’Italia verso il tema della sicurezza alimentare.

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Sudan – Alta formazione per impreditori sociali, al via un MBA tra Khartoum e Milano

Khartoum - Il 29 settembre scorso, presso l’Università sudanese per le scienze mediche e tecnologiche USMT, si è svolta la cerimonia di apertura del primo MBA italo-sudanese in Global Entrepreneurship volto a formare giovani imprenditori africani nell’amministrazione e gestione di impresa, con particolare vocazione allo sviluppo sociale e alla solidarietà.

Accanto all’università sudanese UMST l’iniziativa può contare sul sostegno dell'AICS e della fondazione E4Impact dell’Università Cattolica di Milano ed è cofinanziato da imprese italiane come VueTel, Ascot, Leonardo-Selex, e sudanesi come Capital Radio 91.6.

Relatore principale dell'evento è stato il viceministro sudanese dell’Industria e del Commercio, Abdelrahman Youssif, che ha espresso la sua gratitudine alle istituzioni italiane per una iniziativa unica nel suo genere, mai realizzata in Sudan prima d’ora.

L’obiettivo principale del MBA - che durerà un anno e si svolgerà tra Khartoum e Milano - è sostenere una cultura dell’imprenditorialità in grado di portare sviluppo attraverso un'alleanza mirata a sviluppare servizi di formazione, incubazione d’impresa e coaching per una nuova generazione di imprenditori a forte valenza sociale.

“Cuore delle attività – secondo il direttore del programma Fabio Petroni - è quello di fornire agli studenti sudanesi una educazione che sia orientata ai risultati in tre diverse capacità: trasformare un’idea in business plan, sviluppare le competenze necessarie per gestire una nuova impresa e creare solide partnerships con investitori e comunità locali."

"E’ emozionante – ha detto Fabrizio Lobasso, ambasciatore italiano in Sudan – costatare come, con questa iniziativa, i giovani sudanesi potranno contribuire da protagonisti a un futuro migliore per il proprio Paese, sviluppando idee nuove, promuovendo sviluppo e inclusione sociale delle fasce più vulnerabili.”

Infine, il titolare della sede AICS di Khartoum Vincenzo Racalbuto ha sottolineato la particolare attenzione allo sviluppo dell’imprenditoria femminile sudanese attraverso l’assegnazione di sei borse di studio nel quadro del programma di cooperazione "Tadmeen" che è dedicato alla promozione e l’inclusione sociale delle donne e dei gruppi vulnerabili.

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Sudan – Strategie e governance inclusiva, chiavi essenziali per lo sviluppo in campo sanitario e rurale

Khartoum - Un giorno intenso, il 14 agosto scorso, per la sede AICS della capitale sudanese che ha preso parte a due importanti iniziative in tema di sanità e di sviluppo rurale. La prima ha visto la partecipazione al congresso organizzato dal ministero della Sanità per l’approvazione del primo piano nazionale per la sicurezza sanitaria globale, elaborato sulla base delle indicazioni di un team di valutazione di WHO–EMRO, l'ufficio regionale per il Mediterraneo orientale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il piano nazionale incorpora i principi di sicurezza della salute globale per rispondere puntualmente ai rischi di salute pubblica, indipendentemente dalla loro natura e origine, e ha grande rilevanza per il Sudan, crocevia di flussi migratori provenienti da tutto il Corno d’Africa.

Al congresso, presieduto dal sottosegretario del ministero della Sanità, Isameldin Abdalla, hanno partecipato, oltre ai delegati di WHO, i rappresentanti di tutti i dipartimenti del ministero della Sanità e delle istituzioni preposte ad assicurare standard di sicurezza in diversi ambiti: rischi ambientali, epidemie, gestione di sostanze chimiche e radioattive, monitoraggio e controllo frontaliero per persone e merci. Le autorità e i rappresentanti di WHO hanno sottolineato l’apprezzamento per il contributo dell'Agenzia in qualità di donatore e di membro del comitato per la definizione del programma nazionale in materia di International Health Regulations. Ugualmente apprezzata la continua collaborazione assicurata nella gestione delle emergenze sanitarie, in particolar modo durante la recente epidemia di colera, e per il sostegno al programma nazionale di sorveglianza sanitaria per il controllo delle infezioni che coinvolge 7 Stati sudanesi, così da garantire una trasmissione puntuale dei dati sanitari raccolti dalle strutture sentinella - complessivamente 1.565 - alle strutture statali e federali.

Il secondo evento si è svolto nei locali della sede AICS, dove è stata convocata la prima riunione di una commissione nazionale di esperti già in servizio nei ministeri di competenza e chiamati a delineare la strategia nazionale di genere nel settore agricolo per il periodo 2019-2023 - National Strategy on Gender and Agriculture, Forestry and Animal Resources 2019-2023. L’incontro, coordinato dall'AICS e dall’Unità di genere presso il ministero federale delle Risorse agricole, ha offerto l’occasione per avviare un'analisi sugli aspetti di genere nei settori della sicurezza alimentare, agricoltura, silvicoltura, pesca e zootecnia, ma anche sulle principali sfide che gli agricoltori devono affrontare a livello urbano e rurale. Obiettivo dell'analisi è quello di individuare una serie di linee di intervento da inserire nella strategia nazionale, che sarà sviluppata nell'arco dei prossimi nove mesi.

La riunione è stata organizzata nell'ambito del programma Tadmeen avviato dall’AICS lo scorso 7 maggio. Di durata triennale e finanziato con un importo di 4,1 milioni di euro, il programma ha l'obiettivo di promuovere modelli di governance inclusiva orientati alla tutela dei diritti e alla protezione sociale di gruppi vulnerabili e discriminati che appartengono a comunità migranti e ospitanti negli Stati di Khartoum e del Red Sea; promuovere lo sviluppo del capitale umano; accrescere la resilienza dei gruppi di minori a rischio (orfani, bambini di strada, bambini all’interno del sistema giudiziario e migranti non accompagnati); promuovere la tutela dei diritti delle donne in termini di salute sessuale e riproduttiva, libertà dalla violenza e autonomia socioeconomica; contribuire a ridurre la marginalità sociale e la discriminazione delle persone con disabilità promuovendo l’ inclusione scolastica, la formazione professionale e l'avviamento al lavoro.

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Sudan – Lotta alla malnutrizione, strategie e buone pratiche a partire dai primi mille giorni di vita

Khartoum - La sede AICS di Khartoum ha partecipato e contribuito, assieme a UNICEF, alla prima conferenza nazionale sul tema della nutrizione, focalizzata sui primi mille giorni di vita del bambino, che si è svolta nella capitale il 2 agosto scorso alla presenza della First Lady sudanese, signora Widad Babiker Omer, e del ministro della Salute.

In Sudan, dove si stima che oltre due milioni di bambini al di sotto dei cinque anni siano malnutriti, la lotta alla malnutrizione costituisce un ambito di intervento in cui la Cooperazione italiana sta assumendo un ruolo sempre più rilevante. L’Italia è attualmente in prima linea in questo settore con interventi di emergenza e di sviluppo volti a prevenire e contrastare il grave fenomeno della malnutrizione infantile, affinché si investano maggiori risorse nel settore della nutrizione e sia sempre al centro dell’agenda politica.

In tal senso, e coerentemente al ruolo di Donor Convenor nell’ambito del movimento globale Scaling Up Nutrition (SUN), il titolare della sede ha ricordato che l’AICS e il dipartimento di Nutrizione del ministero della Salute hanno siglato un accordo, lo scorso 29 luglio, per l’avvio di un'indagine secondo la metodologia S3M (metodo del campionamento spaziale semplice) che – per la prima volta – fornirà una fotografia reale della situazione sudanese in campo nutrizionale.

La forma di malnutrizione più diffusa in Sudan è lo stunting, “ritardo nella crescita” o “malnutrizione cronica”: ne soffre il 38,2% dei bambini al di sotto dei 5 anni. Lo stunting può essere prevenuto: i primi mille giorni di vita del bambino - la cosiddetta “finestra delle opportunità” - rappresentano un periodo cruciale durante il quale alcuni semplici interventi possono risultare determinanti nella prevenzione della malnutrizione.

Nel settore della riduzione della povertà e della nutrizione la Cooperazione italiana in Sudan ha in corso iniziative per un totale di circa 12,5 milioni di euro, sia in ambito bilaterale che multilaterale, con la partecipazione attiva di WHO, UNICEF, UNIDO e UNWOMEN.

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Sudan – Equipaggiamento tecnico e ripristino di impianti idrici per migliorare l’accesso all’acqua

Khartoum - Si è tenuta lo scorso 8 luglio, presso la sede della DDR Commission, la cerimonia per la firma del contratto tra l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e la Blue Nile Drinking Water Corporation per la fornitura di attrezzature idrauliche volta a garantire la messa in opera del sistema idrico di El Roseires, nello stato del Blue Nile. All’evento hanno partecipato Vincenzo Racalbuto, titolare della sede AICS di Khartoum, Abdulrahman Mohammed, direttore della Blue Nile Drinking Water Corporation, e Salah Altyaib Awad, commissario generale della DDR, la commissione per il disarmo e riabilitazione degli ex combattenti.

Gli interventi di riabilitazione individuati sono i seguenti:

- fornitura e installazione di 5 pompe elettriche;

- riabilitazione della cisterna cittadina;

- smantellamento e riabilitazione degli impianti idrici nel quartiere di Soba;

- fornitura e installazione di 15 valvole.

La firma del contratto fa parte dell'accordo tecnico firmato lo scorso aprile tra il ministero dei Servizi pubblici - Water and Environmental Sanitation e la DDR Commission con l'obiettivo di assicurare un approvvigionamento funzionale e affidabile di acqua sicura alle comunità di Eddamazin e El Roseries, dove la domanda di acqua è aumentata nell'ultimo anni di quasi 5.000 metri cubi al giorno.

Il commissario generale del DDR ha espresso apprezzamento nei confronti dell'eccellente competenza italiana nel settore, sottolineando che questo progetto andrà a beneficio delle comunità che soffrono di carenza idrica. Il ministro delle Finanze e il ministro delle Infrastrutture hanno ringraziato l'Italia per il suo continuo supporto e rinnovato l'invito a continuare la collaborazione per rispondere alle esigenze del Paese.

Il progetto "Migliorare le condizioni di vita della popolazione degli Stati dell’Est, Nord Darfur e Khartoum, in particolare profughi e migranti" è finalizzato al supporto delle popolazioni rifugiate e sfollate, compresa la popolazione più povera residente che ospita un numero ingente di popolazione non residente con ricadute pesanti sulla qualità della vita e sui servizi essenziali di base. I settori principali dell'intervento sono la lotta alla malnutrizione, l'accesso all'acqua e il miglioramento delel condizioni igienico-sanitarie.

Un contributo di circa 1,4 milioni di euro è stato destinato alle attività di tre OSC - Aispo, Emergency e Oxfam Italia - che saranno volte al contenimento del colera, della malnutrizione e dell’insicurezza alimentare delle fasce più vulnerabili della popolazione. Ulteriori 780mila euro saranno impiegati in attività di emergenza in gestione diretta concordate con le controparti locali e in coordinamento con le maggiori agenzie internazionali che operano nel Paese nel settore dell’aiuto umanitario.

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