Sudan – Epidemia del virus Chikungunya in Kassala, l’Agenzia invia una virologa dell’Istituto Spallanzani

Roma – Nel quadro delle iniziative di emergenza in favore del Sudan, la sede centrale dell’Agenzia ha inviato una virologa dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, esperta nella diagnosi e nella gestione della sorveglianza, per fornire supporto tecnico al ministero della Salute sudanese nel fronteggiare l’attuale epidemia del virus Chikungunya. Questo supporto garantirà una definizione più accurata delle capacità diagnostiche e il conseguente riconoscimento tempestivo dei focolai epidemici.

Negli ultimi mesi più di 19mila persone nello stato orientale di Kassala sono state infettate dal virus Chikungunya che viene trasmesso da due differenti specie di zanzare e può causare gravi sintomi – febbre alta, mal di testa, dolori articolari, mal di schiena ed eruzioni cutanee – che si sviluppano da tre a sette giorni dopo che una persona è stata punta da una zanzara infetta. Attualmente non ci sono trattamenti o vaccini dedicati per l’infezione da virus Chikungunya. La contemporanea presenza nelle stesse aree della febbre di Dengue, endemica in tutto il Paese, complica ulteriormente la diagnosi clinica e aggrava i sintomi in caso di coinfezioni.

Una risposta efficace all’epidemia in corso deve necessariamente prevedere la tempestiva individuazione dei nuovi focolai infettivi attraverso il potenziamento delle capacità diagnostiche di laboratorio, in modo da realizzare al meglio l’attività di controllo del vettore e selezionare in maniera mirata le aree da bonificare. Un’attività di controllo del vettore è già in corso con il supporto della sede AICS di Khartoum.

 

Sudan – Più forza alle donne nelle imprese rurali e nelle attività di pesca col sostegno dell’Agenzia e UN-Women

Khartoum – Il 2 dicembre scorso la Cooperazione italiana e UN-Women hanno firmato l’accordo tecnico che segna l’avvio di un nuovo programma volto a sostenere le donne nelle catene di valore dell’agrobusiness e della pesca. Il progetto, finanziato dall’AICS con un importo di 810mila euro e realizzato da UN-Women, ha l’obiettivo di promuovere attività generatrici di reddito per le donne e costituisce la seconda fase di un intervento per la trasformazione di prodotti ittici nello stato del Red Sea, l’unico stato costiero sudanese.

La strategia di intervento è incentrata su tre pilastri fondamentali: (1) il rafforzamento del ruolo delle donne nelle catene del valore della pesca e dell’agrobusiness attraverso l’innovazione tecnologica e lo sviluppo delle capacità; (2) il miglioramento dell’accesso delle donne alle diverse fasi delle filiere produttive tramite la promozione della leadership femminile e un migliore accesso ai servizi finanziari; (3) il rafforzamento delle cooperative di donne e il depotenziamento delle norme sociali a livello comunitario che ne scoraggiano la partecipazione alle attività produttive.

Nello specifico, il progetto garantirà la fornitura di equipaggiamento per rafforzare la partecipazione delle donne alle attività della pesca e dell’agrobusiness e vedrà l’organizzazione di sessioni di formazione sulle tecniche di trasformazione e conservazione del pesce, sull’allevamento di capre e polli, sulla trasformazione lattiera per diversificare la produzione, sulla lavorazione delle pelli e sulla produzione e trasformazione dei prodotti ortofrutticoli. Sarà inoltre assicurata un’assistenza per lo sviluppo d’impresa e per guidare l’avviamento o l’espansione di attività imprenditoriali femminili.

Le beneficiarie dirette dell’intervento sono circa 2.000 donne che vivono in aree urbane e rurali dello stato del Red Sea. Il progetto intende coinvolgere 10 cooperative/associazioni femminili attive in sei comunità e potenziare la rete delle associazioni di donne del Red Sea.
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Sudan – Tutela del patrimonio culturale e rilancio dell’economia del turismo gli obiettivi di un nuovo intervento dedicato al Museo Nazionale di Khartoum

Khartoum – Si è svolta nella splendida cornice del Museo Nazionale Sudanese, il 29 novembre scorso, la cerimonia di firma dell’accordo tecnico tra Italia e UNESCO per avviare un programma biennale volto alla promozione del patrimonio culturale sudanese attraverso la riabilitazione del Museo. Hanno partecipato all’evento il Viceministro per gli Affari Culturali Sumeia Okud, l’Ambasciatore italiano Fabrizio Lobasso, il rappresentante incaricato da UNDP Aiman Badri e il prof. Eugenio Fantusati dell’Ismeo.

L’iniziativa, finanziata dall’Italia con circa un milione di euro e affidata all’UNESCO, è stata l’occasione per ricordare che il museo ospita la più grande e importante raccolta archeologica dell’intero Paese, con esposizioni che riguardano diverse epoche della storia sudanese, dall’antico regno di Kush al periodo cristiano della Nubia, all’Antico Egitto.

“Il patrimonio storico e culturale di un Paese identifica la sua civiltà e la sua cultura nazionale, la sua memoria collettiva, è insostituibile, inimitabile. E il dovere della comunità internazionale è quello di conservarlo e valorizzarlo – ha detto l’ambasciatore Lobasso. – L’accordo di oggi è la testimonianza che le relazioni culturali rappresentano un pilastro, un asse portante della politica estera italiana.”

L’iniziativa vuole valorizzare il Museo Nazionale Sudanese sia per supportare processi di innovazione nel settore culturale dell’intero Paese, sia per avviare un circolo di sviluppo economico legato allo sviluppo delle capacità nella pianificazione e gestione degli eventi culturali, del patrimonio e dell’industria del turismo. Attraverso la preservazione, catalogazione e valorizzazione del patrimonio archeologico conservato nel Museo, il progetto intende migliorare l’offerta culturale per i visitatori, stimolare il mercato del turismo e contribuire a rafforzare a livello nazionale un’identità culturale che promuova il dialogo interculturale.

In Sudan l’Italia svolge anche un’azione importante nel campo della prevenzione e repressione del traffico illecito di opere d’arte con il sostegno del Comando Carabinieri – Tutela Patrimonio Culturale.

 

 

Sudan – Un sostegno alle donne impegnate nella filiera del pesce nella regione del Mar Rosso, grazie all’accordo con UN Women

La sede AICS di Khartoum e UN Women hanno lanciato una nuova iniziativa per lo sviluppo economico femminile nello stato del Mar Rosso dal titolo “Sustainable development and poverty alleviation in Eastern Sudan: empowering women in agrobusiness and fishing value chains in Red Sea State”.

Il progetto, finanziato dall’Agenzia per un importo di 250mila euro, vuole contribuire a promuovere l’uguaglianza di genere in Sudan. Il progetto mira infatti alla formazione professionale e all’avviamento al lavoro delle donne nel Sudan orientale, anche attraverso una maggiore facilità di accesso al credito. Le attività si concentreranno sulla trasformazione dei prodotti alimentari – in particolare il pesce, risorsa preziosa e poco valorizzata nel Mar Rosso – migliorando le competenze delle beneficiarie sia nel gestire micro-business che nelle tecniche di trasformazione e commercializzazione dei prodotti.

Un facilitato accesso al credito e la diffusione di migliori tecnologie permetteranno di produrre alimenti di qualità, ad alto contenuto nutritivo. Il progetto, in linea con la strategia AICS in Sudan e con la Strategia Nazionale per l’Empowerment delle donne, coinvolgerà 500 beneficiarie dalle aree rurali e peri-urbane del Mar Rosso, con un’attenzione particolare alle categorie più vulnerabili.
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Sudan – Infrastrutture idriche per combattere la malnutrizione e promuovere relazioni di pace

Khartoum – Ha avuto luogo il 3 aprile scorso, presso la sede del Ministero sudanese della Cooperazione Internazionale, la firma di un accordo tecnico per la realizzazione di infrastrutture idriche nello stato del Blue Nile da parte del ministro sudanese dei Servizi Pubblici, Abdedlmoneim Alnezir, del Commissionario Generale per il Disarmo e la Riabilitazione degli ex combattenti (DDR), generale Salah Alyaib, e del titolare della sede AICS a Khartoum Vincenzo Racalbuto. La cerimonia si è svolta alla presenza dell’ambasciatore italiano Fabrizio Lobasso, del Wali dello stato del Blue Nile Hussain Yasseen e del Ministro della Cooperazione Internazionale, Idriss Suleman.

La firma dell’accordo è il primo passo per la realizzazione di pozzi e reti idriche a beneficio delle comunità di Eddamazin ed El Roseries che non hanno accesso all’acqua potabile. L’obiettivo dell’intervento è garantire agli abitanti della regione la disponibilità di acqua, la gestione sostenibile delle risorse idriche e condizioni igieniche di buona qualità, in linea con il sesto Obiettivo di Sviluppo Sostenibile.

L’iniziativa è indirizzata verso comunità impegnate in un percorso di pacificazione e contribuirà a mitigare le fonti di tensione nello stato del Blue Nile. In particolare, i progetti idrici faciliteranno il consolidamento di relazioni pacifiche in aree ad alta densità pastoralizia.

Il programma dell’Agenzia è finalizzato al supporto delle popolazioni rifugiate e sfollate e della popolazione residente più povera. I settori principali del programma, che prevede un finanziamento complessivo di 2,4 milioni di euro, sono la lotta alla malnutrizione e le risorse idriche: attività per 1,4 milioni sono affidate a tre organizzazioni della società civile – Aispo, Emergency e Oxfam Italia – che andranno a implementare progetti volti al contenimento del colera, alla lotta alla malnutrizione e all’insicurezza alimentare delle fasce più vulnerabili. I restanti 780mila euro saranno impiegati in attività di emergenza, in gestione diretta, concordate con le parti locali in coordinamento con le agenzie internazionali che operano nel Paese.
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Ottanta ragazzi in scena per raccontare il Sudan con il progetto Mayo Up

Lo scorso 14 settembre presso la scuola di Yamouk a Mayo Angola, più di 80 ragazzi e ragazze sono andati in scena per raccontare antiche storie del Sudan con lo spettacolo “A tale of Change.  A play based on ancient Sudanese fables” grazie a un progetto sostenuto dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).

Farlimas, il racconta storie del regno di Kush, riesce – attraverso i suoi racconti – a modificare la tradizione secolare secondo a quale era previsto che all’apparire di alcuni segnali celesti i sacerdoti dovessero ordinare la morte del Re. La narrazione su cui si impernia lo spettacolo, rappresenta una metafora della possibilità del cambiamento: nel caso della fiaba, Farlimas riesce a introdurre un elemento di discontinuità in un comportamento radicato nel tempo, che prima di lui nessuno era riuscito a modificare.

Nel caso del progetto teatrale il cambiamento possibile è nelle azioni previste dalliniziativa Mayo Up, volte a rendere consapevoli gli abitanti di Mayo del loro diritto di partecipazione attiva alla vita delle comunità e sviluppare così l’idea del bene comune. Si tratta di evocare un cambiamento positivo che produce un miglioramento dell’ambiente in cui più di 600.000 persone – tra rifugiati dal Ciad, dal Niger e dal Sud Sudan e sfollati dal Kordofan e Darfur – vivono in condizioni di estrema precarietà.

La parola chiava dell'iniziativa è cambiamento: dell’ambiente scolastico, grazie alla riabilitazione della scuola Noor Rahman a Mayo Angola dove studiano circa 800 studenti; del tratto stradale, grazie alla riabilitazione di 2.5 chilometri di strada in terra battuta che permetterà al personale sanitario di raggiungere la clinica pediatrica di Emergency a Mayo Angola, la scuola di Noor Rahman e di Gharr Hiraa a Mayo El Andalous; dell’aspetto estetico, grazie a un intervento di cinque artisti sudanesi che stanno “colorando” cinque strutture a Mayo; dell’essere riconosciuti, grazie alla campagna sulla registrazione delle nascite che coinvolgerà i leder comunitari e la Civil Registry Unit e nell’ acquisire nuove professionalità, grazie al corso di formazione sulla realizzazione di mattoni in terra cruda (Ceb - Compressed Earth Block) e sulla produzione di materiale quale vasi e piatti.

Un cambiamento che trova espressione in una cornice di senso coerentemente con l’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” in cui il cambiamento venga promosso dalla comunità stessa e attraverso il suo coinvolgimento, per assicurarne la sostenibilità e la ownership da parte degli stessi abitanti.

Il teatro, in questo caso, ha permesso alle cinque aree di Mayo di “fare comunità” di interagire per realizzare uno spettacolo in grado di far vivere loro lo spazio in modo diverso e non come un “non luogo”. Il titolare della sede di Khartoum, Michele Morana, ha tenuto a sottolineare che “Il teatro comunitario realizzato a Mayo offre l’occasione di esprimersi, di valorizzare le proprie risorse e cultura concentrandosi quindi sulle persone e sulle relazioni sociale e comunitarie con l’intento di avviare processi di cambiamento e di comune visione sul futuro del territorio”.

Alessandra Cutolo, Steve Emerenju, Roberto Carro e Maurizio Braucci accompagnati dalla Osc  sudanese Green Hands for Development hanno saputo fare lavorare insieme -  attraverso il laboratorio teatrale e di danza - ragazzi e ragazze che si sono sentiti parte attiva e protagonista del cambiamento possibile.

Aics Khartoum: Teatro comunitario a Mayo - "A tale of change" a Mayo Yarmouk - Rappresentazione finale
Aics Khartoum: Teatro comunitario a Mayo. Incontri prelimari con Alessandra Cutolo e Steve Emerenju per "A tale of change"
Aics Khartoum: Teatro comunitario a Mayo. Consegna dei diplomi ai partecipanti "A tale of change"

NaCLO for Africa: Aics porta la sua esperienza in Sudan e Mozambico nel miglioramento dei sistemi sanitari

Il miglioramento dei sistemi sanitari africani può rappresentare un motore di sviluppo e sicurezza anche per l’Europa in termini medici, economici e geopolitici. Nel mondo circa due miliardi di persone dispongono, per bere, solo di acqua infetta e un altro miliardo e 700 milioni è privo di servizi igienici di base. La situazione è difficile in particolare nel continente africano, dove spesso manca una vera cultura dell’igiene e per questo proliferano malattie infettive. Di questo si è discusso oggi presso l’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma in occasione dell’evento NaCLO for Africa: l’igiene come requisito sanitario essenziale per lo sviluppo nei Paesi a basso e medio reddito. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), tra i patrocinatori del convegno, ha partecipato portando le testimonianze degli interventi in campo sanitario e di igiene di sue due sedi estere.

“Aics in Sudan interviene attraverso interventi di riabilitazione e la realizzazione di centri di salute territoriali, formazione del personale sanitario, distribuzione dei farmaci e l’estensione della copertura del sistema di previdenza sanitaria pubblica, interventi di prevenzione e risposta alle gravi epidemie, campagne di sensibilizzazione” ha affermato Michele Morana, titolare della sede dell’Agenzia a Khartoum, con competenza per Eritrea, Camerun, Repubblica Centrafricana e Chad. “Un’importante caratteristica degli interventi realizzati da Aics Khartoum” ha continuato Morana, “è data dall’attenzione che viene posta sulle categorie di persone più deboli e vulnerabili, affinché la salute possa diventare concretamente un diritto universalmente riconosciuto nel Paese, in linea con l’Obiettivo di sviluppo sostenibile numero 3 dell’Agenda 2030 dell’Onu”.

Problematiche e interventi simili sono stati evidenziati anche nella testimonianza di Aics Maputo.

“Il Mozambico, soprattutto nelle zone rurali, non dispone di adeguate conoscenze e condizioni sanitarie nonché di una cultura dell'igiene sufficiente” ha spiegato durante il collegamento Paolo Enrico Sertoli, titolare della sede Aics di Maputo. “La nostra sede per questo è in prima linea nel supportare il governo locale, nella promozione sanitaria e nell'affrontare le sfide sanitarie emergenti. Già dal 2018 con un progetto sulle malattie non trasmissibili l'Aics sostiene varie attività volte alla sensibilizzazione e alla promozione sanitaria a livello comunitario nelle province di Zambezia, Maputo e Sofala” ha detto Sertoli. Il titolare di Maputo, riguardo alle malattie infettive, ha anche ricordato che “da più di dieci anni l'Italia e l'Agenzia contribuiscono alla valorizzazione infrastrutturale di varie zone urbane, migliorando anche il sistema di canalizzazione al fine di rendere accessibili ai beneficiari risorse idriche sicure e igieniche”.

Nel corso di tutta la mattina si è messo l’accento sulla “geopolitica sanitaria” con approfondimenti dedicati alle sfide sanitarie in Africa oggi, all’Agenda 2030 e allo sviluppo di pratiche sanitarie e di una cultura dell’igiene in Africa come in Europa.  Si sono alternati gli interventi di rappresentanti istituzionali, del mondo scientifico, di Organizzazioni della società civile (Osc) attive in campo sanitario come il Cuamm o in progetti Wash (Water, Sanitation, Hygiene) come Intersos.

Sono state poi presentate innovative soluzioni a disposizione di Osc e onlus che operano nel campo della prevenzione di epidemie o di malattie trasmissibili. Alcuni attori della cooperazione internazionale hanno quindi illustrato i risultati conseguiti sul campo grazie all’efficacia di alcuni dispositivi per la produzione di ipoclorito di sodio elettrolitico ricevuti in donazione dal progetto NaCLO (Campus Madrugada di Bissau, Pime, Amici di Marco ETS). L’ipoclorito di sodio elettrolitico (NaCLO) è un disinfettante altamente efficace in soluzione acquosa, utilizzato in passato nei Paesi dell’Africa nord-occidentale in programmi di contrasto al virus Ebola. I dispositivi per la produzione di sodio elettrolitico sono poi utilizzabili per formare alle pratiche igieniche il personale sanitario.

Evento NaCLO for Africa
Intervento di Michele Morana (titolare Aics Khartoum) all'evento NaCLO for Africa
Intervento di Paolo Enrico Sertoli (titolare Aics Maputo) all'evento NaCLO for Africa
Un dispositivo NaCLO alimentato con pannelli solari

Un dispositivo NaCLO alimentato con pannelli solari

Aics partecipa al Festival dello sviluppo sostenibile di Asvis

L’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) parteciperà al Festival dello Sviluppo sostenibile di Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) – di cui è stato uno degli enti promotori – con il suo direttore, Luca Maestripieri, e con due panel coordinati dalle sedi dell’agenzia a Khartoum, in Sudan, e a Nairobi, Kenya. Il festival, giunto alla sua sesta edizione, è stato inaugurato il 4 ottobre e durerà fino al 20 dello stesso mese, con tantissime iniziative che avranno al centro gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il direttore Maestripieri interverrà mercoledì 12 ottobre, alle ore 10:00, durante l’evento centrale del festival. L’incontro verterà sul tema della transizione ecologica, partendo da una pubblicazione realizzata dall’Asvis per l’occasione. In particolare, focus del dibattito sarà la giusta transizione verso fonti energetiche sostenibili e rinnovabili, nel quadro di iniziative prese a livello europeo per combattere il cambiamento climatico, e di una forte crisi energetica esacerbata dalla guerra in Ucraina, è centrale nel dibattito pubblico. L’evento sarà organizzato con traduzione simultanea italiano-inglese.

Giovedì 13 ottobre Aics Khartoum organizzerà invece un evento dal titolo "Employ-ability: opportunities and good practices in Sudan". L'appuntamento, visibile in streaming, affronterà il tema dell'inclusione lavorativa delle persone con disabilità in Sudan. All'interno dell'Agenda 2030 la disabilità è una tematica ricorrente che appare in molti degli Obiettivi di sviluppo. La sede Aics illustrerà i propri interventi in Sudan nel settore della disabilità portando come ospiti giovani uomini e giovani donne testimoni virtuosi di inclusione lavorativa nel Paese. L'obiettivo dell'evento è quello di dimostrare come la disabilità possa essere un valore aggiunto nel mondo del lavoro.

Martedì 18 ottobre, dalle 10:30, la sede Aics di Nairobi e l’ambasciata d’Italia nella capitale keniana propongono un webinar dal titolo "Sustainable and climate-smart coffee production in Kenya: the Italian cooperation approach". L’evento si concentra sulle azioni promosse dall’Agenzia in Kenya per potenziare la filiera del caffè, una delle eccellenze italiane, con un approccio rispettoso dell’ambiente e volto a migliorare la produttività e la qualità del caffè keniano.

Aics a Johannesburg per il Southern Africa-Europe Ceo Dialogue

Solo attraverso partenariati economici, commerciali e politiche eque e reciprocamente vantaggiose, si possono vincere le importanti sfide del futuro, raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, per tramutare in realtà concreta l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Con questo approccio l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha partecipato il 10 e l’11 novembre a Johannesburg, in Sudafrica, al nono Southern Africa-Europe Ceo Dialogue organizzato da The European House-Ambrosetti. Presente la sede centrale Aics di Roma, con il direttore Luca Maestripieri e Grazia Sgarra, dirigente dell’Ufficio VII - Soggetti di cooperazione, partenariati e finanza per lo sviluppo, oltre a rappresentanti delle sedi Aics di Maputo e Khartoum.

Il direttore di Aics ha preso parte durante la giornata inaugurale a un panel dal titolo “The African Geopolitical, Business and Investment Outlook”. Maestripieri ha sottolineato le grandi opportunità che attendono le imprese private interessate a intervenire insieme ad Aics in Africa, indicando il forum di Johannesburg come un evento privilegiato in cui presentare il lavoro dell’Agenzia e instaurare nuove e proficue collaborazioni.

“Il continente africano – dove si trovano 11 dei 20 Paesi prioritari per la Cooperazione italiana – e l’Africa Australe in particolare, sono al centro dei piani di cooperazione dell’Italia e offrono grandi prospettive anche per i soggetti privati con cui Aics collabora, grazie agli strumenti messi a disposizione dall’Agenzia” ha detto Maestripieri. “In questo contesto, il Southern Africa Europe Ceo Dialogue rappresenta per noi un’importante occasione di scambio con gli attori e gli stakeholder locali nell’ottica di future partnership imprenditoriali che possano rispondere alle esigenze di sviluppo sostenibile dei Paesi partner”.

Il giorno successivo, Maestripieri, Sgarra e le sedi estere di Aics, hanno partecipato al side event organizzato dall’Agenzia, dal titolo "Fostering a conducive Business environment in African frontier markets through Development Cooperation" che ha avuto come focus le opportunità di business in Mozambico e in Sudan. Il side event è stato introdotto da un intervento della dirigente dell’Ufficio VII sulle strategie di partnership dell’Agenzia con i privati.

Il titolare della sede Aics di Maputo, Paolo Enrico Sertoli, ha quindi illustrato le principali aree tecniche e impegno del settore privato in Mozambico, i numeri delle aziende italiane nel Paese – con particolare riferimento a quelle realtà già coinvolte in iniziative finanziate da Aics nell’ambito dei Bandi Profit – e i settori di maggior potenziale, vale a dire energia, agricoltura e turismo.

Michele Morana, titolare di Khartoum, ha presentato il contesto operativo e le attività che promuove la sua sede. Settore privato profit, strategie di sviluppo e opportunità di investimento in Sudan sono state al centro dei due successivi interventi di Fabio Monni e Francesco De Rosa, esperti del distaccamento sudanese. Prima della conclusione, affidata al direttore di Aics, c’è stato spazio per una tavola rotonda alla quale hanno preso parte alcuni tra i più importanti attori economici sudanesi.