Tunisia – Firmato accordo per interventi di sviluppo nelle regioni di confine al sud del Paese

Tunisi - È stato firmato il 17 settembre scorso l’accordo per il finanziamento, da parte della Cooperazione italiana, di un progetto di sviluppo rurale nel governatorato di Tozeur. La cerimonia di firma si è tenuta presso il Ministero degli Affari Esteri alla presenza dell'ambasciatore d'Italia, Lorenzo Fanara, del segretario di Stato per gli Affari Esteri Sabri Bachtobji e del titolare della sede AICS di Tunisi Flavio Lovisolo.

“Questo accordo dimostra l'impegno italiano nel sostenere gli sforzi della Tunisia per affrontare insieme le sfide dello sviluppo economico e sociale e rafforzare la nuova cooperazione bilaterale all’interno di diverse aree di intervento" ha detto il Segretario di Stato tunisino a margine della firma. Soddisfazione condivisa anche da parte italiana che con questo progetto intende proseguire lungo la strategia d’intervento volta al sostegno delle aree più svantaggiate del Paese. Questa iniziativa triennale infatti, grazie al contributo di circa 5 milioni di euro, intende migliorare le condizioni di vita e il reddito della popolazione residente nelle aree meridionali di confine. In particolare, l’iniziativa prevede il miglioramento e la diversificazione della produzione agricola di 18 perimetri irrigui nelle delegazioni di Hazoua e Tamerza, situate nel governatorato di Tozeur.

Per ottenere il più ampio coinvolgimento possibile, la strategia d’intervento si basa su un approccio partecipativo ed è articolata in cinque assi:

1) miglioramento delle capacità delle cooperative agricole riguardo alla gestione dell’acqua per l’irrigazione dei palmeti da dattero;
2) riduzione del tasso d’insabbiamento dei perimetri irrigui;
3) aumento della produzione dei datteri del 30%;
4) aumento della produzione animale da allevamento del 30% ed allargamento della zona forestale protetta per la produzione dei foraggi;
5) miglioramento dell’alimentazione e della protezione sanitaria del bestiame.

A conferma del ruolo fondamentale conferito alla società civile tunisina, a beneficiare dell’iniziativa saranno soprattutto le associazioni e le organizzazioni degli agricoltori e le istituzioni pubbliche coinvolte, per un totale di circa 800 persone nella delegazione di Hazoua e di circa 200 nella delegazione di Tamerza.

Il progetto intende rafforzare i principi del decentramento e dello sviluppo locale introdotti dalla Costituzione tunisina del 2014, a cui l'Italia contribuisce attraverso il programma di cooperazione definito dal Memorandum d’Intesa 2017-2020.

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Tunisia – Inaugurata la nuova sede AICS, più spazi e risorse per affrontare le sfide del Mediterraneo

Tunisi - "Forte di un'esperienza pluridcennale di cooperazione in Tunisia, la sede AICS si rinnova per affrontare al meglio, nella sua dimensione regionale, le sfide contemporanee che riguardano l'intero bacino Mediterraneo." Con queste parole di direttore vicario dell'Agenzia, Leonardo Carmenati, ha salutato l'inaugurazione dei nuovo uffici della sede, il 10 luglio scorso. "Oggi l'Italia concentra la propria azione in Tunisia in settori chiave come lo sviluppo economico, la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo locale e sociale, l'istruzione primaria e questioni relative alla migrazione - ha spiegato il Direttore. - Sono in corso numerose iniziative nei settori dello sviluppo economico a sostegno delle piccole e medie imprese tunisine e dello sviluppo dell'imprenditoria nelle regioni più interne e nelle zone costiere meridionali. La Cooperazione italiana sostiene anche il processo di decentramento che la Tunisia sta attraversando attraverso iniziative di sviluppo regionale. Per quanto riguarda lo sviluppo sociale, diverse iniziative contribuiscono al rafforzamento delle istituzioni pubbliche e della società civile, promuovendo il buon governo, la protezione dell'infanzia, il diritto a un'istruzione di qualità e l'inclusione delle persone con disabilità. La Cooperazione italiana si impegna a migliorare il contesto socio-economico delle regioni svantaggiate, attraverso la creazione di occupazione e anche il coinvolgimento della diaspora tunisina in Italia."

La sede regionale AICS di Tunisi, le cui competenze si estendono anche sulla Libia, sul Marocco e sulla Mauritania, si trova in rue Harroun Errachid, nel distretto di Mutuelville della capitale tunisina.

All'evento inaugurale hanno preso parte l'ambasciatore d'Italia in Tunisia Lorenzo Fanara e il ministro tunisino della cooperazione allo sviluppo, oltre a rappresentanti dei partner locali e delle OSC italiane impegnate in loco. "Per la Tunisia l'Italia è sempre stata un partner di primo livello - ha ricordato l'ambasciatore. - Oggi l'Italia occupa il primo posto come partner economico e commerciale ed è il primo fornitore di investimenti, il quarto mercato turistico e uno dei principali donatori. Ma al di là di queste cifre, certamente significative, i nostri due Paesi condividono ora gli stessi valori di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani."

A partire dal 2011 la Cooperazione italiana ha riaffermato il suo ruolo di partner privilegiato della Tunisia, sostenendo la transizione democratica del Paese e i suoi sforzi verso la realizzazione di un modello di sviluppo inclusivo e sostenibile. Questo approccio è stato confermato e rafforzato con la firma del nuovo Memorandum d'intesa per la cooperazione allo sviluppo 2017-2020, avvenuta lo scorso 9 febbraio 2017, per un importo di 165,5 milioni di euro, che si aggiungono ai circa 200 milioni di euro per le iniziative già in corso. Il Memorandum, sviluppando e ampliando i risultati di 30 anni di esperienza nel paese, dimostra la volontà di innovare e sostenere la Tunisia in una fase cruciale del suo sviluppo, anche grazie ai nuovi strumenti che la legge 125/2014 è in grado di schierare. L'accordo prevede un aumento dell'impegno finanziario italiano - quasi il 30% in più rispetto al memorandum precedente - e un rinnovato interesse per i settori tradizionali e le aree geografiche ritenute prioritarie per il governo tunisino e la Cooperazione italiana.

Un altro canale importante è quello dei crediti di aiuto dedicati allo sviluppo del settore pubblico e privato. In questo contesto, una linea di credito di 73 milioni di euro è attiva a beneficio delle piccole e medie imprese. Si tratta dell’ottava linea di credito realizzata dalla Cooperazione italiana in Tunisia e questo strumento, utilizzato fin dagli anni '90, ha permesso di distribuire circa 240 milioni di euro, contribuendo alla creazione di più di 10mila posti di lavoro.

La Cooperazione Italiana è impegnata in modo significativo anche nel finanziamento del governo tunisino per l'acquisto di attrezzature e servizi attraverso un credito di 145 milioni.

Un'attenzione particolare è poi rivolta allo sviluppo rurale e alle regioni meridionali del paese, un'area geografica di tradizionale interesse per la Cooperazione italiana che, dalla fine degli anni '90, ha visto la realizzazione di importanti iniziative, tra cui il progetto nella regione desertica di Rjim Maatoug, che ha visto la creazione di duemila ettari di palme da dattero e di sviluppare azioni di inclusione socio-economica.

A marzo 2017 è entrato in vigore l'accordo che disciplina il primo programma di riconversione del debito tunisino, per un importo complessivo di 25 milioni di euro. Esso comprende interventi, attualmente in fase di sviluppo per la costruzione e la riabilitazione di infrastrutture nel settore idrico e servizi igienico-sanitari, la creazione di posti di lavoro, la salute pubblica e di sostegno all’infrastruttura amministrativa tunisina.

Rassegna stampa

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Tunisia – In scena contro l’abbandono scolastico, anche il teatro diventa luogo di sviluppo sociale

Tunisi – Il 23 giugno scorso si è tenuta presso il Centro culturale Mahmoud Messadi della capitale tunisina una rappresentazione teatrale dal titolo Mes études, j’y tiens, incentrata sul tema della lotta all'abbandono scolastico. La messa in scena è stata organizzata dall'associazione tunisina Ado +, il cui scopo principale è la diffusione di conoscenze di educazione civica attraverso l’utilizzo di spazi di espressione e convivialità che permettano la partecipazione dei giovani alla vita sociale e culturale in maniera positiva. Ado + utilizza il teatro come strumento per favorire l’espressione e la partecipazione degli adolescenti, ma anche come mezzo per stimolare un impegno comunitario che sia indirizzato a contribuire a processi di trasformazione sociale.

La rappresentazione, allestita da un gruppo di attori adolescenti e della durata di circa un'ora, ha avuto modo di affrontare la tematica dell’abbandono scolastico, con le sue cause e le sue conseguenze, attraverso un linguaggio immediato e familiare alle nuove generazioni. Le vicende raccontate sul palco sono state ispirate dalle esperienze di vita dei giovani artisti e dei loro amici. Ai giovani che hanno contribuito all’evento sono stati consegnati degli attestati di partecipazione da parte del titolare della sede AICS di Tunisi Flavio Lovisolo, del Coordinatore ONU in Tunisia Diego Zorrilla, dei rappresentanti del ministero dell’Educazione e dello staff di UNICEF.

L’iniziativa è stata realizzata nella cornice del più ampio progetto di lotta all’abbandono e all’insuccesso scolastico realizzato da UNICEF e finanziato dalla Cooperazione italiana per un importo complessivo di 2,3 milioni di euro. Si tratta di un progetto iniziato nel 2016 che è stato sviluppato in stretta sinergia con il ministero tunisino dell’Educazione.

Il progetto si pone l'obiettivo di contribuire a ridurre il numero di ragazzi e ragazze che abbandonano la scuola, sviluppando modelli di prevenzione all’abbandono scolastico, di insegnamento compensativo e di miglioramento dell’ambiente delle scuole. In particolare, l’iniziativa si articola su tre assi:

  1. sperimentazione di un modello educativo innovativo e accessibile che comprenda un dispositivo di sostegno scolastico e un sistema di insegnamento compensativo;
  2. sviluppo di installazioni sanitarie e spazi gioco che favoriscano le attività creative e lo sport e che tengano conto della protezione dell’ambiente;
  3. azioni di sensibilizzaizione sociale e comunicazione pubblica per la prevenzione e la lotta contro l’abbandono scolastico.

La rappresentazione teatrale è stata organizzata proprio nell'ambito di quest'ultimo asse.

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Tunisia – Mediatori culturali e operatori sociali per creare opportunità e alternative alla migrazione

Tunisi - Nell'ambito del progetto “PINSEC - Giovani, donne e migranti: percorsi di inclusione sociale ed economica in Tunisia”, finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il 2 maggio scorso il Centro Informazione e Educazione allo Sviluppo e l'Unione Tunisina di Solidarietà Sociale hanno aperto i lavori dei primi due corsi di formazione.

Il primo mira alla formazione di operatori e mediatori linguistici interculturali; il secondo invece ha come obiettivo la formazione di animatori tra gli operatori sociali delle organizzazioni della società civile.

Lo scopo dei seminari di mediazione linguistica e interculturale è quello di aggiornare le competenze delle istituzioni e delle associazioni tunisine che si occupano di migrazione, facilitare l’inserimento dei migranti e dei migranti di ritorno nel tessuto sociale tunisino, rafforzare la rete tra le associazioni della società civile tunisina che si occupano di assistenza ai migranti e assistere i mediatori attraverso un percorso di accompagnamento, formazione e orientamento.

Ai corsi di formazione prenderanno parte organismi come l'Osservatorio nazionale sulla migrazione, l'Osservatorio nazionale della gioventù, l'Ufficio nazionale per l'occupazione e il lavoro indipendente e l'Ufficio tunisini all'estero. Inoltre saranno coinvolti nelle attività alcuni organismi internazionali tra cui l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UNHCR) e l'Ufficio Francese per l'Immigrazione e l'Integrazione (OFII), insieme a organizzazioni internazionali come Terre d'Asile.

Il corso sarà guidato da esperti internazionali provenienti da Marocco, Italia, Iraq ed Egitto. In questo modo i partecipanti avranno l’occasione di venire a contatto con esperienze lavorative accumulate in diversi contesti e arricchire così il loro percorso formativo.

Il progetto PINSEC, frutto della collaborazione tra CIES e Agenzia - che lo ha finanziato con un contributo di circa un milione di euro - è stato ufficialmente inaugurato lo scorso febbraio e avrà una durata prevista di tre anni. L’iniziativa si pone degli obiettivi molto precisi: aiutare 200 ragazze e ragazzi tunisini e 100 migranti a trovare un lavoro, migliorare le competenze professionali di 30 operatori delle organizzazioni della società civile e di 10 dipendenti delle istituzioni locali che si occupano di migrazione e, infine, creare un centro, o hub, per fornire servizi di accoglienza, integrazione, inserimento professionale e mediazione linguistico-culturale.

Per l’Agenzia questo progetto riveste un’importanza particolare poiché non solo sarà complementare alle precedenti azioni intraprese nel settore dello sviluppo economico, ma toccherà la tematica della migrazione, entrata a far parte delle priorità della Cooperazione italiana in Tunisia con la firma del “Memorandum d’intesa per la cooperazione allo sviluppo tra il Governo italiano e il Governo tunisino per il periodo 2017-2020” firmato il 9 febbraio 2017.

Il progetto si inscrive dunque all’interno della più ampia strategia portata avanti dal governo italiano in accordo con il governo tunisino che mira al miglioramento delle condizioni socio-economiche del contesto tunisino per contenere la migrazione causata dalla povertà e dare la possibilità ai migranti di ritorno di contribuire allo sviluppo della Tunisia, generando investimenti e ricchezza nel lungo periodo.

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Tunisia – Cibo buono per il corpo e per la mente, la qualità della scuola passa anche dall’alimentazione

Tunisi - "Mangio a scuola con i miei compagni quello che coltiviamo nell’orto scolastico... e mi piace!" dice Fatma, una bimba di dieci anni che vive nel villaggio di Djeradou, nel governatorato di Zaghouan in Tunisia, un piccolo villaggio arroccato sulla cima di una collina dal quale è possibile scorgere in lontananza la città di Hammamet e il mare Mediterraneo. Sua madre e sua sorella di quindici anni hanno anche loro frequentato la scuola elementare diretta dal signor Miled, conosciuto e rispettato in tutta la regione. Anni fa è stato egli stesso uno scolaro nel medesimo istituto, poi ha fatto l’insegnante per vent'anni e ora è direttore da dieci. È molto attaccato alla sua scuola: "Mio padre e mio nonno hanno studiato qui prima di me".

Creata nel 1937 in un villaggio di contadini e pastori a meno di due ore di auto da Tunisi, la scuola elementare è diventata l'orgoglio del paese. L’attività nella scuola non si esaurisce tra i banchi delle classi, ma viene completata con il lavoro costante dei bambini per coltivare l’orto scolastico. La scuola è infatti dotata di un terreno coltivabile nel quale è stata recentemente installata una serra grazie al sostegno del Programma Alimentare Mondiale e dell'AICS.

L’istituto è stato scelto come scuola pilota del programma di alimentazione nelle scuole finanziato dall’Agenzia con un contributo a dono di 2,5 milioni di euro in tre anni e gestito dal Programma Alimentare Mondiale in Tunisia. L’iniziativa ha come beneficiari diretti circa 7000 bambini in 46 scuole tunisine e, in particolare, permetterà la realizzazione di servizi di preparazione e distribuzione di pasti scolastici per 20 scuole in due governatorati tunisini, Zaghouan e Beja.

Questo programma rientra all’interno delle iniziative della Cooperazione italiana a sostegno al sistema dell’istruzione pubblica, in particolare delle scuole elementari, previste dal memorandum d’intesa firmato nel febbraio 2017 tra il governo italiano e il governo tunisino. La strategia condivisa dai governi mira alla lotta contro l’abbandono e l’insuccesso scolastico in Tunisia garantendo un’educazione di qualità e il miglioramento del programma nazionale di alimentazione scolastica che si basa su una strategia volta ad assicurare la sostenibilità delle mense, con un legame verso la produzione agro-alimentare locale.

"Nella mensa mangiamo le nostre verdure e cuciniamo con il nostro olio d'oliva, è delizioso! Così impariamo a rispettare l'ambiente, a piantare e a coltivare." Fatma mostra con orgoglio le enormi zucche che i bambini hanno coltivato e di cui si cibano durante i pasti. Il menù viene stabilito dal direttore con la cuoca e responsabile della mensa per garantire la varietà e l’apporto nutrizionale dei pasti. Inoltre, la mensa della scuola di Djeradou compra altri prodotti da piccoli produttori locali per compensare il fabbisogno nutritivo dei bambini, come legumi e pollame.

La scuola di Fatma è frequentata da 165 bambini dai 5 ai 16 anni, provenienti da tutta la regione, e alcuni di questi sono costretti a percorrere decine di chilometri per raggiungere l’istituto. Nella Tunisia rurale oltre 130mila studenti devono percorrere più di 3 km al giorno e queste difficoltà di trasporto sono molto spesso all'origine dell'abbandono scolastico.
Inoltre, la maggior parte delle scuole pubbliche riesce a fornire solo 120 pasti all’anno a ogni studente, una misura inferiore agli obiettivi prefissati dai Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. La scuola di Djeradou è quindi un’eccellenza che la Cooperazione italiana intende valorizzare, permettendole di distribuire pasti anche ad altre scuole della zona.

Questa esperienza si propone come modello di successo per le altre scuole che sono coinvolte nel programma finanziato dall'Agenzia e gestito dal PAM. La buona riuscita dell’iniziativa rientra infatti tra le priorità della Cooperazione italiana in Tunisia, in particolare per quanto riguarda il sostegno a un sistema educativo pubblico di qualità e accessibile a tutti.

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Tunisia – Buone pratiche per lo sviluppo agro-industriale e l’occupazione giovanile

Tunisi - Nell'arco di tre giorni, dal 7 al 9 marzo scorsi, è stato realizzato un ciclo di tavole rotonde che ha toccato tre governatorati tunisini - Nabeul, Bizerta e Beja - dove sono in programma le azioni del progetto "Agricoltura sostenibile – Supporto al settore agro-industriale tunisino attraverso la creazione e il consolidamento di imprese agricole, la promozione di tecniche irrigue sostenibili e la meccanizzazione agricola, sull’esempio delle best practices italiane." Il progetto, finanziato dall'Agenzia con un importo di circa 1,5 milioni di euro in tre anni e gestito dalla OSC Elis, si pone l’obiettivo di sostenere la creazione e il consolidamento di filiere agro-industriali, la promozione di tecniche di coltivazione moderne e la diffusione di una meccanizzazione agricola sostenibile a partire dalle buone pratiche sperimentate in Italia.

Alle tavole rotonde, promosse in collaborazione con Umbria Export e con l’Agence de Promotion des Investissements Agricoles (APIA), hanno partecipato numerosi rappresentanti di aziende tunisine e italiane del settore agricolo e agro-industriale che avuto la possibilità di presentare le proprie attività imprenditoriali alle rispettive controparti.

“È stata un’eccellente opportunità per scambi di idee e di business che porteranno benefici sia in Tunisia che in Italia” ha detto Fausto Bruschi, direttore tecnico dell’azienda italiana Master & Co. specializzata nella costruzione di macchine automatiche. Dello stesso avviso Massimiliano Gaudenzi, Product Manager di Agricolus, azienda qualificata nell’agricoltura di precisione: “Questa collaborazione permetterà alle aziende tunisine di ammodernarsi, migliorando la produttività, anche grazie alla tecnologia italiana.”

Il progetto punta a diffondere i modelli di una serie di best practices italiane in 11 governatorati tunisini, con un impatto su numerosi settori: latte, olio d’oliva, frutta, datteri, agrumi e cereali. I risultati attesi non si limitano a un incremento di produttività, ma anche di occupazione, con l'inserimento lavorativo di circa 180 giovani attualmente disoccupati nell'arco di tre anni. Si prevede inoltre che 270 agricoltori tunisini saranno coinvolti nelle attività del progetto insieme a 22 tecnici dell’APIA.

Per l’Agenzia questa iniziativa riveste un’importanza particolare poiché rientra tra i temi toccati dal Memorandum d’intesa per la cooperazione allo sviluppo tra il governo italiano e il governo tunisino nel periodo 2017-2020, firmato il 9 febbraio 2017.

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Umbria e Tunisia lavorano a progetti di sviluppo
Corriere dell' Umbria, 15/03/2018

 

Tunisia – Quattro accordi con agenzie ONU: educazione, alimentazione, diaspora e processo elettorale

Tunisi -  La sede AICS di Tunisi ha chiuso il mese di ottobre firmando quattro accordi di partenariato importanti per la sua attività di cooperazione in Tunisia. Venerdi 27, nel corso di una cerimonia presieduta dal Ministro dell'Educazione, Hatem Ben Salem, sono stati sottoscritti due accordi di finanziamento per riaffermare l'impegno dell'Italia accanto all'Unione Europea per un'istruzione e un'alimentazione di qualità per i bambini in Tunisia.

Un primo finanziamento a Unicef pari a circa 10 milioni di euro - di cui 4,6 dalla Cooperazione italiana e 5,5 dall’UE - permetterà di realizzare un vasto programma dedicato al miglioramento della qualità dell’educazione primaria per garantire maggiori chance di successo alle bambine e ai bambini tunisini.

Un altro accordo di 2,5 milioni di euro è stato firmato tra la Cooperazione italiana e il PAM per finanziare una nuova iniziativa di promozione dell'alimentazione scolastica, nell'ambito della strategia nazionale per un'alimentazione scolastica sostenibile. Le azioni che saranno attuate grazie a questi programmi mirano a rafforzare le capacità del sistema educativo, includendo l'educazione prescolare, il miglioramento degli ambienti scolastici e dell'alimentazione degli alunni e a combattere i fattori che portano al fallimento e all’abbandono scolastico. Cosicchè ogni studente possa imparare, crescere e svilupparsi in un ambiente inclusivo, sicuro e sano.

Per l’Italia gli accordi sono stati firmati dall’ambasciatore Raimondo De Cardona e dal titolare della sede AICS di Tunisi Flavio Lovisolo. Nei giorni precedenti, entrambi avevano partecipato ad un'analoga cerimonia con l'Agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni (OIM), con la quale avevano firmato un accordo per l'attuazione del progetto “Migrazione come risorsa: mobilitazione della diaspora tunisina e stabilizzazione delle comunità svantaggiate in Tunisia”. L'evento era stato presieduto dal segretario di Stato per la migrazione e i tunisini all'estero, Adel Jarboui. Questo progetto mira a coinvolgere i tunisini che vivono all'estero, in particolare in Italia, nelle priorità di sviluppo individuate nelle loro regioni di provenienza, come finanziatori e investitori in microprogetti sostenuti da imprenditori locali. Si tratta di progetti che riguardano principalmente le aree svantaggiate e di confine della Tunisia. Il progetto offre una nuova alternativa alle fonti tradizionali di finanziamento e promuove la ricerca di opportunità di business nel mercato italiano. Con un bilancio complessivo di € 2,9 milioni, l'iniziativa si propone di sostenere la creazione di 70 microprogetti ad alto potenziale di sviluppo e di creare 210 posti di lavoro formali nelle regioni di Jendouba, Kef, Medenine e Tataouine.

Un ultimo accordo è stato firmato tra l’Italia e l’Agenzia ONU per lo Sviluppo (UNDP) per un sostegno al processo elettorale, in particolare per le prossime elezioni municipali che permetteranno di eleggere per la prima volta gli amministratori locali, come previsto dalla nuova costituzione del Paese. Attraverso questo accordo l'Italia ha dato sostanza all'impegno di sostenere la Tunisia nella realizzazione del processo di decentralizzazione stabilito dalla nuova Costituzione.

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Tunisia – Il presibiterio di Santa Croce torna alla ‘medina’ di Tunisi come Centro di Arti applicate

Il centro storico di Tunisi ha vissuto un giorno importante, il 3 ottobre scorso, quando è stato inaugurato l’antico presbiterio di Santa Croce, sede del futuro Centro mediterraneo di Arti applicate. Il restauro del sito è stato effettuato grazie a un intervento della Cooperazione italiana, finanziato con un importo di 430mila euro.

Il momento della restituzione alla municipalità di Tunisi è avvenuto alla presenza del ministro del Turismo della Tunisia, dell'Ambasciatore d'Italia Raimondo De Cadorna, del sindaco di Tunisi e del titolare della sede AICS di Tunisi, Flavio Lovisolo, che ha sottolineato come l'iniziativa rappresenti un esempio straordinario di attività che promuovono "la bellezza per lo sviluppo".

Il progetto si inserisce in un programma di salvaguardia del patrimonio storico-artistico e monumentale della Medina di Tunisi, che punta a valorizzarlo sia come luogo di alto valore culturale che come risorsa di sviluppo socioeconomico. L’obiettivo, infatti, è di trasformare il presbiterio e la chiesa di Santa Croce in un centro di formazione artigianale, esposizioni museografiche e iniziative culturali il cui filo conduttore sarà il Mediterraneo, visto come luogo di incontro, commercio e scambio tra i Paesi e le culture rivierasche.

Il restauro e la riabilitazione del presbiterio di Santa Croce, costruito nel 1662 dalla comunità cristiana locale, rappresentano un passo decisivo per l'apertura del Centro mediterraneo di Arti applicate, che sarà affidato a un soggetto incaricato della gestione, sulla base di una gara pubblica.

Nel corso dell'inaugurazione le autorità e gli ospiti hanno visitato il presbiterio rinnovato, mentre il giorno successivo è stata organizzata una tavola rotonda dedicata al restauro del patrimonio storico come motore dello sviluppo locale.

La seconda fase del progetto prevede il restauro e la riabilitazione della chiesa attigua al presbiterio, che sarà effettuato grazie a un finanziamento di 780mila euro.

Présentation du projet Sainte Croix | FRA

Programme Sainte Croix | FRA

 

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Roma – Tempo di verifica per il programma Ge.Mai.Sa, piattaforma innovativa per lo sviluppo di genere

Il programma Ge.Mai.Sa, finanziato dalla Cooperazione Italiana e realizzato dal CIHEAM Bari, si colloca nel quadro delle attività avviate per la valorizzazione del ruolo delle donne nelle iniziative di sviluppo rurale e sicurezza alimentare nell’area sud del bacino Mediterraneo.

In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030,  l’iniziativa si è proposta di realizzare in tre paesi target - Egitto, Libano e Tunisia - altrettante esperienze pilota di promozione del ruolo delle donne in programmi di sviluppo rurale al fine di favorire la capacità di  gender mainstreaming delle istituzioni partner. In particolare, tre iniziative pilota sono state realizzate nelle aree di El Fayoum (Egitto), Chouf (Libano) e Medenine (Tunisia).

Sotto la guida di un comitato tecnico-scientifico composto da esperte internazionali che hanno indirizzato e accompagnato la realizzazione delle attività, il programma ha contribuito alla definizione di un approccio specifico all’empowerment delle donne e allo sviluppo di strumenti metodologici che possano concretamente contribuire a due obiettivi principali:

- sostenere un processo di modificazione delle relazioni di genere nei contesti sociali e di monitoraggio e misurazione del loro impatto;

- dare voce alle donne nei contesti rurali affinché, attraverso le loro aspirazioni, conoscenze ed esperienze, esse stesse possano prendere coscienza del proprio valore e accedere a processi decisionali nel contesto familiare, sociale e politico.

Il seminario del 6 dicembre ha offerto testimonianza di un’esperienza per alcuni aspetti sperimentale e innovativa, a partire dalla sua dimensione regionale. Il dialogo tra quattro Paesi, Italia inclusa, ha fatto certamente emergere le differenze tra i singoli contesti, ma ha anche aperto la strada alla definizione di un linguaggio comune sulle questioni dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment delle donne da parte delle istituzioni partner. Tale dialogo si è costruito o rafforzato anche a livello nazionale tra le istituzioni centrali - Ministeri dell’Agricoltura e degli Affari Sociali - e le autorità territoriali competenti - Commissariati Regionali, servizi di divulgazione e di sviluppo sociale. Questi processi sono stati analizzati con un’attività di valutazione mirata a identificare cosa è cambiato, ma anche cosa sarebbe opportuno cambiare, negli attori coinvolti e nei rapporti tra di loro, utilizzando strumenti partecipativi, qualitativi e quantitativi, adattabili ai diversi contesti. I risultati dell'analisi, presentati nel corso del seminario, hanno aperto una discussione finalizzata a rafforzare gli interventi nei Paesi target e ad estenderli in altre regioni del nel bacino del Mediterraneo.

Il programma Ge.Mai.Sa ha mobilitato numerosi soggetti nei Paesi di riferimento, spesso allargando i gruppi originari e dando vita a nuove iniziative  tramite sinergie e attività in rete con la società civile. Il progetto originario si è sviluppato e modellato secondo linee diverse nei tre Paesi, in risposta alle diversità dei contesti e anche alla progressiva crescita di capacità e di visione degli attori coinvolti.

Nel prossimo futuro l’esperienza pilota di Ge.Mai.Sa si arricchirà delle esperienze di altri attori per rispondere anche all'esplicita esigenza della nuova piattaforma di sviluppo promossa dall’Agenda 2030 che raccomanda la raccolta di dati disaggregati per genere e l’identificazione di indicatori di cambiamento più efficaci nelle iniziative di cooperazione.