Tunisia – Acqua e sapone, l’educazione primaria passa anche dalla buona pratica di lavarsi le mani

Tunisi - Lavarsi le mani, un gesto tra i più semplici ed efficaci per mantenere l'igiene e la cura personale. In occasione del Global Handwashing Day, la giornata mondiale del lavaggio delle mani, i ministeri tunisini dell’Educazione e della Salute hanno lanciato, insieme a UNICEF e all'Agenzia, un programma per promuovere la pratica del lavaggio delle mani tra i bambini e gli adolescenti delle scuole primarie. Il programma fa parte della strategia nazionale sviluppata nel quadro del Piano d'azione del ministero della Salute (2016-2020) allo scopo di contribuire alla protezione della salute della popolazione. In particolare il programma partecipativo di lavaggio delle mani con acqua e sapone, attraverso una serie di attività ricreative, punta a promuovere buone pratiche comportamentali, a partire da quelle di base, per supportare una vita sana per i bambini, le loro famiglie e le comunità di appartenenza. Il lavaggio delle mani è una pratica igienica che può prevenire la trasmissione di malattie, ma non è ancora ben diffusa nella vita quotidiana dei bambini tunisini. Proprio per questo gli operatori sanitari che lavorano nelle scuole stanno intensificando i loro sforzi per diffonderla.

Un momento di sensibilizzazione pubblica è stato organizzato il 15 novembre scorso presso la scuola Ezzahra Jdaida, nella regione di Manouba, dove si è svolta la cerimonia del lavaggio delle mani alla presenza del ministro tunisino dell’Educazione, dell’ambasciatore d’Italia a Tunisi, del titolare della sede AICS di Tunisis e della rappresentante di Unicef Tunisia.

Davanti a circa 600 bambini il ministro Hatem Ben Salem ha sottolineato come il suo ministero “attribuisce grande importanza al miglioramento dell'ambiente scolastico per favorire l'apprendimento garantendo, allo stesso tempo, la salute e il benessere dei bambini." Il ministro ha poi ricordato che "più di mille scuole nelle aree rurali non hanno ancora accesso all'acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e all'igiene di qualità" e che il programma di educazione all'igiene continuerà in molte scuole per tutto l'anno scolastico.

L'ambasciatore d’Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara ha sottolineato che il sostegno della Cooperazione italiana è parte di una più ampia strategia che mira a sostenere gli sforzi del ministero dell’Educazione per migliorare la qualità dei servizi scolastici in Tunisia. L'iniziativa, infatti, rientra in un più ampio programma a sostegno del sistema scolastico avviato a ottobre 2016 in partenariato con UNICEF e finanziato con 2,36 milioni di euro dalla Cooperazione italiana.

Le principali attività in fase di esecuzione, con la collaborazione di diversi partner, comprendono la costruzione e ristrutturazione di servizi igienico-sanitari in 11 scuole primarie, una campagna di sensibilizzazione all'igiene in 23 scuole primarie, l'elaborazione di un piano architettonico-tipo per i servizi igienici delle scuole primarie, l'elaborazione di un modello di prevenzione dell'abbandono scolastico e di reinserimento a scuola dei bambini che l’hanno abbandonata e una campagna dedicata proprio al tema dell’abbandono scolastico.

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Tunisia – I prodotti rurali a marchio ‘Tataoui’ premiati come eccellenze dei gruppi di sviluppo agricolo

Tunisi - Una cooperativa di donne del sud della Tunisia, protagoniste di un progetto finanziato dall’AICS, ha ricevuto il primo premio nazionale per la migliore presentazione dei prodotti del territorio alla fiera della “femme rurale” organizzata a Tunisi dal 13 al 17 ottobre. E' il primo, grande risultato ottenuto dal marchio TATAOUI, nato lo scorso aprile come brand identificativo dei prodotti realizzati da alcune cooperative del governatorato di Tataouine. Si tratta, nello specifico, di cooperative agricole composte principalmente da donne e giovani, create e sostenute grazie all’iniziativa "Ter-re: dal territorio al reddito" realizzata dall'organizzazione italiana ARCS con il finanziamento della Cooperazione italiana. Il lancio del marchio e la partecipazione alle principali fiere nazionali rientrano tra le attività previste per valorizzare le conoscenze tradizionali e i prodotti locali col fine di migliorare la condizione di vita delle donne e dei giovani che abitano una delle zone più svantaggiate del Paese.

Il riconoscimento è stato assegnato al gruppo locale per lo sviluppo agricolo (GDA) del villaggio di Douiret, che ha dovuto competere con altre settanta cooperative agricole presenti alla fiera, con i rispettivi prodotti. Al termine della manifestazione il primo premio è stato quindi assegnato al GDA di Douiret e ai suoi prodotti: tisane, cosmetici a base di argilla locale e piante aromatiche. In rappresentanza di questo GDA è stata la giovane Esma Douiri a ritirare la targa e il diploma del premio dalle mani del Primo ministro tunisino, Youssef Chahed e del Ministro dell’Agricoltura, Samir Taieb. Anche i rappresentanti di Tataouine all’Assemblea Nazionale, il parlamento tunisino, hanno voluto menzionare in aula i risultati raggiunti da questo gruppo di giovani donne.

A conferma del successo che stanno riscontrando i prodotti TATAOUI su scala nazionale, negli ultimi giorni il marchio ha ricevuto un altro importante riconoscimento istituzionale. Lo scorso 29 ottobre, infatti, il governatore di Tataouine ha infatti premiato tre gruppi di sviluppo agricolo provenienti dai villaggi di Douiret, Bir Thalathine e Ras el Oued. In questa occasione, a nome dei tre GDA, il presidente del gruppo di Douiret Khaoula Sabri ha illustrato il percorso che ha portato il progetto "Ter-re" a creare i tre gruppi e il marchio TATAOUI, ringraziando, tra gli altri, il sostegno ricevuto dalla Cooperazione italiana.

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Tunisia – Sostegno alle imprese del settore agro-industriale, coi giovani che si mettono in gioco

Tunisi - Cinque giovani imprenditori agricoli, selezionati tra i 200 partecipanti al corso in creazione e gestione d’impresa realizzato nell’ambito di un progetto di supporto al settore agro-industriale realizzato dalla Osc Elis e finanziato dalla Cooperazione italiana, hanno ricevuto un contributo di 10mila euro per potenziare le proprie attività.

La cerimonia di consegna si è svolta il 12 ottobre scorso al Salon des Investissements Agricole et de la Technologie (SIAT) alla presenza del ministro dell’Agricoltura Samir Taieb, dell’ambasciatore d’Italia a Tunisi Lorenzo Fanara e del titolare della sede AICS Flavio Lovisolo.

“La collaborazione tra l’Italia e la Tunisia poggia su un legame di amicizia storico e imprescindibile - ha detto l’ambasciatore Fanara, - il successo di questi ragazzi e la loro voglia di fare è il risultato tangibile di questo legame positivo tra i nostri due Paesi."

“L’impegno della Cooperazione italiana per lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro - ha aggiunto Lovisolo - è confermato anche dai risultati di questo progetto che interviene proprio a rafforzare le capacità di quel settore agricolo che sarà presto oggetto di una specifica linea di credito della Cooperazione italiana in Tunisia.”

La consegna del contributo ha segnato una delle attività previste dal progetto “Agriculture compétitive: supporto al settore agro-industriale tunisino attraverso la creazione e il consolidamento di imprese agricole, la promozione di tecniche irrigue sostenibili e la meccanizzazione agricola, sull’esempio delle best practices italiane delle reti d’impresa." Le attività dell’iniziativa, realizzate nell'arco di tre anni con un finanziamento di 1,5 milioni di euro, interessano 11 governatorati della Tunisia - Jendouba, Beja, Le Kef, Siliana, Bizerte, Ariana, Manouba, Benarous, Zaghouan, Nabeul e Kebili - nei quali Elis si prefigge l’obiettivo di facilitare la ricerca di impiego per circa 200 giovani e migliorare la produttività di oltre 300 agricoltori e di 90 imprese agricole. Le diverse componenti del progetto intendono migliorare la produttività e la qualità dei raccolti, anche attraverso il trasferimento di strumentazione tecnologica per l'agricoltura, e promuovere l'accesso ai mercati nazionali e internazionali.

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Tunisia – Firmato accordo per interventi di sviluppo nelle regioni di confine al sud del Paese

Tunisi - È stato firmato il 17 settembre scorso l’accordo per il finanziamento, da parte della Cooperazione italiana, di un progetto di sviluppo rurale nel governatorato di Tozeur. La cerimonia di firma si è tenuta presso il Ministero degli Affari Esteri alla presenza dell'ambasciatore d'Italia, Lorenzo Fanara, del segretario di Stato per gli Affari Esteri Sabri Bachtobji e del titolare della sede AICS di Tunisi Flavio Lovisolo.

“Questo accordo dimostra l'impegno italiano nel sostenere gli sforzi della Tunisia per affrontare insieme le sfide dello sviluppo economico e sociale e rafforzare la nuova cooperazione bilaterale all’interno di diverse aree di intervento" ha detto il Segretario di Stato tunisino a margine della firma. Soddisfazione condivisa anche da parte italiana che con questo progetto intende proseguire lungo la strategia d’intervento volta al sostegno delle aree più svantaggiate del Paese. Questa iniziativa triennale infatti, grazie al contributo di circa 5 milioni di euro, intende migliorare le condizioni di vita e il reddito della popolazione residente nelle aree meridionali di confine. In particolare, l’iniziativa prevede il miglioramento e la diversificazione della produzione agricola di 18 perimetri irrigui nelle delegazioni di Hazoua e Tamerza, situate nel governatorato di Tozeur.

Per ottenere il più ampio coinvolgimento possibile, la strategia d’intervento si basa su un approccio partecipativo ed è articolata in cinque assi:

1) miglioramento delle capacità delle cooperative agricole riguardo alla gestione dell’acqua per l’irrigazione dei palmeti da dattero;
2) riduzione del tasso d’insabbiamento dei perimetri irrigui;
3) aumento della produzione dei datteri del 30%;
4) aumento della produzione animale da allevamento del 30% ed allargamento della zona forestale protetta per la produzione dei foraggi;
5) miglioramento dell’alimentazione e della protezione sanitaria del bestiame.

A conferma del ruolo fondamentale conferito alla società civile tunisina, a beneficiare dell’iniziativa saranno soprattutto le associazioni e le organizzazioni degli agricoltori e le istituzioni pubbliche coinvolte, per un totale di circa 800 persone nella delegazione di Hazoua e di circa 200 nella delegazione di Tamerza.

Il progetto intende rafforzare i principi del decentramento e dello sviluppo locale introdotti dalla Costituzione tunisina del 2014, a cui l'Italia contribuisce attraverso il programma di cooperazione definito dal Memorandum d’Intesa 2017-2020.

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Tunisia – Inaugurata la nuova sede AICS, più spazi e risorse per affrontare le sfide del Mediterraneo

Tunisi - "Forte di un'esperienza pluridcennale di cooperazione in Tunisia, la sede AICS si rinnova per affrontare al meglio, nella sua dimensione regionale, le sfide contemporanee che riguardano l'intero bacino Mediterraneo." Con queste parole di direttore vicario dell'Agenzia, Leonardo Carmenati, ha salutato l'inaugurazione dei nuovo uffici della sede, il 10 luglio scorso. "Oggi l'Italia concentra la propria azione in Tunisia in settori chiave come lo sviluppo economico, la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo locale e sociale, l'istruzione primaria e questioni relative alla migrazione - ha spiegato il Direttore. - Sono in corso numerose iniziative nei settori dello sviluppo economico a sostegno delle piccole e medie imprese tunisine e dello sviluppo dell'imprenditoria nelle regioni più interne e nelle zone costiere meridionali. La Cooperazione italiana sostiene anche il processo di decentramento che la Tunisia sta attraversando attraverso iniziative di sviluppo regionale. Per quanto riguarda lo sviluppo sociale, diverse iniziative contribuiscono al rafforzamento delle istituzioni pubbliche e della società civile, promuovendo il buon governo, la protezione dell'infanzia, il diritto a un'istruzione di qualità e l'inclusione delle persone con disabilità. La Cooperazione italiana si impegna a migliorare il contesto socio-economico delle regioni svantaggiate, attraverso la creazione di occupazione e anche il coinvolgimento della diaspora tunisina in Italia."

La sede regionale AICS di Tunisi, le cui competenze si estendono anche sulla Libia, sul Marocco e sulla Mauritania, si trova in rue Harroun Errachid, nel distretto di Mutuelville della capitale tunisina.

All'evento inaugurale hanno preso parte l'ambasciatore d'Italia in Tunisia Lorenzo Fanara e il ministro tunisino della cooperazione allo sviluppo, oltre a rappresentanti dei partner locali e delle OSC italiane impegnate in loco. "Per la Tunisia l'Italia è sempre stata un partner di primo livello - ha ricordato l'ambasciatore. - Oggi l'Italia occupa il primo posto come partner economico e commerciale ed è il primo fornitore di investimenti, il quarto mercato turistico e uno dei principali donatori. Ma al di là di queste cifre, certamente significative, i nostri due Paesi condividono ora gli stessi valori di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani."

A partire dal 2011 la Cooperazione italiana ha riaffermato il suo ruolo di partner privilegiato della Tunisia, sostenendo la transizione democratica del Paese e i suoi sforzi verso la realizzazione di un modello di sviluppo inclusivo e sostenibile. Questo approccio è stato confermato e rafforzato con la firma del nuovo Memorandum d'intesa per la cooperazione allo sviluppo 2017-2020, avvenuta lo scorso 9 febbraio 2017, per un importo di 165,5 milioni di euro, che si aggiungono ai circa 200 milioni di euro per le iniziative già in corso. Il Memorandum, sviluppando e ampliando i risultati di 30 anni di esperienza nel paese, dimostra la volontà di innovare e sostenere la Tunisia in una fase cruciale del suo sviluppo, anche grazie ai nuovi strumenti che la legge 125/2014 è in grado di schierare. L'accordo prevede un aumento dell'impegno finanziario italiano - quasi il 30% in più rispetto al memorandum precedente - e un rinnovato interesse per i settori tradizionali e le aree geografiche ritenute prioritarie per il governo tunisino e la Cooperazione italiana.

Un altro canale importante è quello dei crediti di aiuto dedicati allo sviluppo del settore pubblico e privato. In questo contesto, una linea di credito di 73 milioni di euro è attiva a beneficio delle piccole e medie imprese. Si tratta dell’ottava linea di credito realizzata dalla Cooperazione italiana in Tunisia e questo strumento, utilizzato fin dagli anni '90, ha permesso di distribuire circa 240 milioni di euro, contribuendo alla creazione di più di 10mila posti di lavoro.

La Cooperazione Italiana è impegnata in modo significativo anche nel finanziamento del governo tunisino per l'acquisto di attrezzature e servizi attraverso un credito di 145 milioni.

Un'attenzione particolare è poi rivolta allo sviluppo rurale e alle regioni meridionali del paese, un'area geografica di tradizionale interesse per la Cooperazione italiana che, dalla fine degli anni '90, ha visto la realizzazione di importanti iniziative, tra cui il progetto nella regione desertica di Rjim Maatoug, che ha visto la creazione di duemila ettari di palme da dattero e di sviluppare azioni di inclusione socio-economica.

A marzo 2017 è entrato in vigore l'accordo che disciplina il primo programma di riconversione del debito tunisino, per un importo complessivo di 25 milioni di euro. Esso comprende interventi, attualmente in fase di sviluppo per la costruzione e la riabilitazione di infrastrutture nel settore idrico e servizi igienico-sanitari, la creazione di posti di lavoro, la salute pubblica e di sostegno all’infrastruttura amministrativa tunisina.

Rassegna stampa

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Tunisia – In scena contro l’abbandono scolastico, anche il teatro diventa luogo di sviluppo sociale

Tunisi – Il 23 giugno scorso si è tenuta presso il Centro culturale Mahmoud Messadi della capitale tunisina una rappresentazione teatrale dal titolo Mes études, j’y tiens, incentrata sul tema della lotta all'abbandono scolastico. La messa in scena è stata organizzata dall'associazione tunisina Ado +, il cui scopo principale è la diffusione di conoscenze di educazione civica attraverso l’utilizzo di spazi di espressione e convivialità che permettano la partecipazione dei giovani alla vita sociale e culturale in maniera positiva. Ado + utilizza il teatro come strumento per favorire l’espressione e la partecipazione degli adolescenti, ma anche come mezzo per stimolare un impegno comunitario che sia indirizzato a contribuire a processi di trasformazione sociale.

La rappresentazione, allestita da un gruppo di attori adolescenti e della durata di circa un'ora, ha avuto modo di affrontare la tematica dell’abbandono scolastico, con le sue cause e le sue conseguenze, attraverso un linguaggio immediato e familiare alle nuove generazioni. Le vicende raccontate sul palco sono state ispirate dalle esperienze di vita dei giovani artisti e dei loro amici. Ai giovani che hanno contribuito all’evento sono stati consegnati degli attestati di partecipazione da parte del titolare della sede AICS di Tunisi Flavio Lovisolo, del Coordinatore ONU in Tunisia Diego Zorrilla, dei rappresentanti del ministero dell’Educazione e dello staff di UNICEF.

L’iniziativa è stata realizzata nella cornice del più ampio progetto di lotta all’abbandono e all’insuccesso scolastico realizzato da UNICEF e finanziato dalla Cooperazione italiana per un importo complessivo di 2,3 milioni di euro. Si tratta di un progetto iniziato nel 2016 che è stato sviluppato in stretta sinergia con il ministero tunisino dell’Educazione.

Il progetto si pone l'obiettivo di contribuire a ridurre il numero di ragazzi e ragazze che abbandonano la scuola, sviluppando modelli di prevenzione all’abbandono scolastico, di insegnamento compensativo e di miglioramento dell’ambiente delle scuole. In particolare, l’iniziativa si articola su tre assi:

  1. sperimentazione di un modello educativo innovativo e accessibile che comprenda un dispositivo di sostegno scolastico e un sistema di insegnamento compensativo;
  2. sviluppo di installazioni sanitarie e spazi gioco che favoriscano le attività creative e lo sport e che tengano conto della protezione dell’ambiente;
  3. azioni di sensibilizzaizione sociale e comunicazione pubblica per la prevenzione e la lotta contro l’abbandono scolastico.

La rappresentazione teatrale è stata organizzata proprio nell'ambito di quest'ultimo asse.

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Tunisia – Mediatori culturali e operatori sociali per creare opportunità e alternative alla migrazione

Tunisi - Nell'ambito del progetto “PINSEC - Giovani, donne e migranti: percorsi di inclusione sociale ed economica in Tunisia”, finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il 2 maggio scorso il Centro Informazione e Educazione allo Sviluppo e l'Unione Tunisina di Solidarietà Sociale hanno aperto i lavori dei primi due corsi di formazione.

Il primo mira alla formazione di operatori e mediatori linguistici interculturali; il secondo invece ha come obiettivo la formazione di animatori tra gli operatori sociali delle organizzazioni della società civile.

Lo scopo dei seminari di mediazione linguistica e interculturale è quello di aggiornare le competenze delle istituzioni e delle associazioni tunisine che si occupano di migrazione, facilitare l’inserimento dei migranti e dei migranti di ritorno nel tessuto sociale tunisino, rafforzare la rete tra le associazioni della società civile tunisina che si occupano di assistenza ai migranti e assistere i mediatori attraverso un percorso di accompagnamento, formazione e orientamento.

Ai corsi di formazione prenderanno parte organismi come l'Osservatorio nazionale sulla migrazione, l'Osservatorio nazionale della gioventù, l'Ufficio nazionale per l'occupazione e il lavoro indipendente e l'Ufficio tunisini all'estero. Inoltre saranno coinvolti nelle attività alcuni organismi internazionali tra cui l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UNHCR) e l'Ufficio Francese per l'Immigrazione e l'Integrazione (OFII), insieme a organizzazioni internazionali come Terre d'Asile.

Il corso sarà guidato da esperti internazionali provenienti da Marocco, Italia, Iraq ed Egitto. In questo modo i partecipanti avranno l’occasione di venire a contatto con esperienze lavorative accumulate in diversi contesti e arricchire così il loro percorso formativo.

Il progetto PINSEC, frutto della collaborazione tra CIES e Agenzia - che lo ha finanziato con un contributo di circa un milione di euro - è stato ufficialmente inaugurato lo scorso febbraio e avrà una durata prevista di tre anni. L’iniziativa si pone degli obiettivi molto precisi: aiutare 200 ragazze e ragazzi tunisini e 100 migranti a trovare un lavoro, migliorare le competenze professionali di 30 operatori delle organizzazioni della società civile e di 10 dipendenti delle istituzioni locali che si occupano di migrazione e, infine, creare un centro, o hub, per fornire servizi di accoglienza, integrazione, inserimento professionale e mediazione linguistico-culturale.

Per l’Agenzia questo progetto riveste un’importanza particolare poiché non solo sarà complementare alle precedenti azioni intraprese nel settore dello sviluppo economico, ma toccherà la tematica della migrazione, entrata a far parte delle priorità della Cooperazione italiana in Tunisia con la firma del “Memorandum d’intesa per la cooperazione allo sviluppo tra il Governo italiano e il Governo tunisino per il periodo 2017-2020” firmato il 9 febbraio 2017.

Il progetto si inscrive dunque all’interno della più ampia strategia portata avanti dal governo italiano in accordo con il governo tunisino che mira al miglioramento delle condizioni socio-economiche del contesto tunisino per contenere la migrazione causata dalla povertà e dare la possibilità ai migranti di ritorno di contribuire allo sviluppo della Tunisia, generando investimenti e ricchezza nel lungo periodo.

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Tunisia – Cibo buono per il corpo e per la mente, la qualità della scuola passa anche dall’alimentazione

Tunisi - "Mangio a scuola con i miei compagni quello che coltiviamo nell’orto scolastico... e mi piace!" dice Fatma, una bimba di dieci anni che vive nel villaggio di Djeradou, nel governatorato di Zaghouan in Tunisia, un piccolo villaggio arroccato sulla cima di una collina dal quale è possibile scorgere in lontananza la città di Hammamet e il mare Mediterraneo. Sua madre e sua sorella di quindici anni hanno anche loro frequentato la scuola elementare diretta dal signor Miled, conosciuto e rispettato in tutta la regione. Anni fa è stato egli stesso uno scolaro nel medesimo istituto, poi ha fatto l’insegnante per vent'anni e ora è direttore da dieci. È molto attaccato alla sua scuola: "Mio padre e mio nonno hanno studiato qui prima di me".

Creata nel 1937 in un villaggio di contadini e pastori a meno di due ore di auto da Tunisi, la scuola elementare è diventata l'orgoglio del paese. L’attività nella scuola non si esaurisce tra i banchi delle classi, ma viene completata con il lavoro costante dei bambini per coltivare l’orto scolastico. La scuola è infatti dotata di un terreno coltivabile nel quale è stata recentemente installata una serra grazie al sostegno del Programma Alimentare Mondiale e dell'AICS.

L’istituto è stato scelto come scuola pilota del programma di alimentazione nelle scuole finanziato dall’Agenzia con un contributo a dono di 2,5 milioni di euro in tre anni e gestito dal Programma Alimentare Mondiale in Tunisia. L’iniziativa ha come beneficiari diretti circa 7000 bambini in 46 scuole tunisine e, in particolare, permetterà la realizzazione di servizi di preparazione e distribuzione di pasti scolastici per 20 scuole in due governatorati tunisini, Zaghouan e Beja.

Questo programma rientra all’interno delle iniziative della Cooperazione italiana a sostegno al sistema dell’istruzione pubblica, in particolare delle scuole elementari, previste dal memorandum d’intesa firmato nel febbraio 2017 tra il governo italiano e il governo tunisino. La strategia condivisa dai governi mira alla lotta contro l’abbandono e l’insuccesso scolastico in Tunisia garantendo un’educazione di qualità e il miglioramento del programma nazionale di alimentazione scolastica che si basa su una strategia volta ad assicurare la sostenibilità delle mense, con un legame verso la produzione agro-alimentare locale.

"Nella mensa mangiamo le nostre verdure e cuciniamo con il nostro olio d'oliva, è delizioso! Così impariamo a rispettare l'ambiente, a piantare e a coltivare." Fatma mostra con orgoglio le enormi zucche che i bambini hanno coltivato e di cui si cibano durante i pasti. Il menù viene stabilito dal direttore con la cuoca e responsabile della mensa per garantire la varietà e l’apporto nutrizionale dei pasti. Inoltre, la mensa della scuola di Djeradou compra altri prodotti da piccoli produttori locali per compensare il fabbisogno nutritivo dei bambini, come legumi e pollame.

La scuola di Fatma è frequentata da 165 bambini dai 5 ai 16 anni, provenienti da tutta la regione, e alcuni di questi sono costretti a percorrere decine di chilometri per raggiungere l’istituto. Nella Tunisia rurale oltre 130mila studenti devono percorrere più di 3 km al giorno e queste difficoltà di trasporto sono molto spesso all'origine dell'abbandono scolastico.
Inoltre, la maggior parte delle scuole pubbliche riesce a fornire solo 120 pasti all’anno a ogni studente, una misura inferiore agli obiettivi prefissati dai Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. La scuola di Djeradou è quindi un’eccellenza che la Cooperazione italiana intende valorizzare, permettendole di distribuire pasti anche ad altre scuole della zona.

Questa esperienza si propone come modello di successo per le altre scuole che sono coinvolte nel programma finanziato dall'Agenzia e gestito dal PAM. La buona riuscita dell’iniziativa rientra infatti tra le priorità della Cooperazione italiana in Tunisia, in particolare per quanto riguarda il sostegno a un sistema educativo pubblico di qualità e accessibile a tutti.

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Tunisia – Buone pratiche per lo sviluppo agro-industriale e l’occupazione giovanile

Tunisi - Nell'arco di tre giorni, dal 7 al 9 marzo scorsi, è stato realizzato un ciclo di tavole rotonde che ha toccato tre governatorati tunisini - Nabeul, Bizerta e Beja - dove sono in programma le azioni del progetto "Agricoltura sostenibile – Supporto al settore agro-industriale tunisino attraverso la creazione e il consolidamento di imprese agricole, la promozione di tecniche irrigue sostenibili e la meccanizzazione agricola, sull’esempio delle best practices italiane." Il progetto, finanziato dall'Agenzia con un importo di circa 1,5 milioni di euro in tre anni e gestito dalla OSC Elis, si pone l’obiettivo di sostenere la creazione e il consolidamento di filiere agro-industriali, la promozione di tecniche di coltivazione moderne e la diffusione di una meccanizzazione agricola sostenibile a partire dalle buone pratiche sperimentate in Italia.

Alle tavole rotonde, promosse in collaborazione con Umbria Export e con l’Agence de Promotion des Investissements Agricoles (APIA), hanno partecipato numerosi rappresentanti di aziende tunisine e italiane del settore agricolo e agro-industriale che avuto la possibilità di presentare le proprie attività imprenditoriali alle rispettive controparti.

“È stata un’eccellente opportunità per scambi di idee e di business che porteranno benefici sia in Tunisia che in Italia” ha detto Fausto Bruschi, direttore tecnico dell’azienda italiana Master & Co. specializzata nella costruzione di macchine automatiche. Dello stesso avviso Massimiliano Gaudenzi, Product Manager di Agricolus, azienda qualificata nell’agricoltura di precisione: “Questa collaborazione permetterà alle aziende tunisine di ammodernarsi, migliorando la produttività, anche grazie alla tecnologia italiana.”

Il progetto punta a diffondere i modelli di una serie di best practices italiane in 11 governatorati tunisini, con un impatto su numerosi settori: latte, olio d’oliva, frutta, datteri, agrumi e cereali. I risultati attesi non si limitano a un incremento di produttività, ma anche di occupazione, con l'inserimento lavorativo di circa 180 giovani attualmente disoccupati nell'arco di tre anni. Si prevede inoltre che 270 agricoltori tunisini saranno coinvolti nelle attività del progetto insieme a 22 tecnici dell’APIA.

Per l’Agenzia questa iniziativa riveste un’importanza particolare poiché rientra tra i temi toccati dal Memorandum d’intesa per la cooperazione allo sviluppo tra il governo italiano e il governo tunisino nel periodo 2017-2020, firmato il 9 febbraio 2017.

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Umbria e Tunisia lavorano a progetti di sviluppo
Corriere dell' Umbria, 15/03/2018