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Fattore Italia, una eccezionale normalità nei Balcani

Tanti nostri cooperanti hanno risposto "resto qui" quando la pandemia è arrivata nella regione. E ora già si pensa al futuro, da Tirana a Sarajevo passando per Pristina. 

“Altri 60 minuti e restavi in Montenegro, Spinelli. Ho l’ordine di chiudere il confine. Fai la visita di controllo e puoi tornare a Tirana.” Mi ha detto il poliziotto alla frontiera di Hani i Hotit il 10 marzo. Mi ha restituito il passaporto con un sorriso, indicandomi la stanza dove un medico e un infermiere mi avrebbero misurato la febbre e registrato le generalità. Febbre a 36. Ho sorriso anch’io.

Ero andato in auto da Tirana a Sarajevo per coordinamento con l’Ambasciata, la Sede distaccata dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e gli enti esecutori. Compiti: preparare la produzione della campagna Pianeti  in Bosnia ed Erzegovina e identificare i primi imprenditori bosniaci che avrebbero potuto beneficiare del marchio etico Made With Italy . Il 9 marzo si era percepita chiaramente un’accelerazione nell’emergenza dovuta alla diffusione del Covid-19. Fra le misure restrittive di cui si parlava sui media, la chiusura dei confini era più che probabile. Sentiti l’Ambasciatore Minasi e Nino Merola, sono ripartito da Sarajevo per rientrare a Tirana.

Chiuse le frontiere, anche in Albania è iniziato il periodo di smart working, coprifuoco e week-end chiusi a casa. Per uscire, per fare la spesa o altri servizi, dovevi inviare un sms a un numero attivato dal governo albanese e ricevere il permesso. Mascherine, guanti e gel igienizzanti sono divenuti oggetti familiari. Sono divenute familiari conference call e chat di gruppo.  Nel silenzio di casa, confrontandosi con gli altri sullo schermo del computer, una reazione positiva è cominciata. E’ emerso il Fattore Italia. Un Fattore capace di superare le frontiere e coinvolgere chi italiano non è. Con i colleghi e i responsabili di controparti ed enti esecutori, il dialogo su idee e attività da realizzare si è fatto più intenso. L’eccezionalità della situazione ha creato una nuova normalità più dinamica.

Alla richiesta dei nominativi di chi voleva usufruire dei voli speciali di rientro in Italia, in tanti hanno risposto “restiamo qui”. In Albania, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo sono stati organizzate distribuzioni di aiuti alimentari e sanitari alle fasce sociali più povere, sono state condivise le buone pratiche mediche che in Italia si stavano mettendo in campo e norme comportamentali per la corretta prevenzione della diffusione del contagio.  Post sono stati pubblicati sulle pagine social di tutto il Sistema Italiano di Cooperazione nei Balcani Occidentali, Ambasciate, Aics Tirana, Ong e Organizzazioni internazionali. Anche se le attività produttive e istituzionali nei singoli Paesi erano ridotte o si fermavano del tutto, la Sede Aics di Tirana non ha interrotto le sue attività. E’ prevalso il lavoro sulle procedure amministrative, per prepararsi a ritornare sul campo. Ne ha parlato Nino Merola in un’intervista all’Albanian Daily News, il principale giornale albanese in lingua inglese, dal titolo “We stay safe and get ready for change”.

In comunicazione, nuove attività sono state messe in cantiere per promuovere l’impegno italiano nei Balcani Occidentali. In Albania, su richiesta del ministero del Turismo e dell’Ambiente, una nuova campagna sarà prodotta per incentivare il turismo sostenibile e dare visibilità alle aree protette. In collaborazione con il ministero delle Finanze e dell’Economia saranno valorizzate le nuove iniziative finanziate con i fondi della conversione del debito italo-albanese. Su richiesta del ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale, un’esposizione permanente della campagna Italy tells sta per essere inaugurata. Sono pronti i render per un grande evento di sistema da tenersi a Tirana in autunno. Un nuovo spazio multimediale dedicato ai progetti di cooperazione finanziati dall’Italia sta per aprire a Valona. In Bosnia ed Ezegovina, oltre alla produzione di nuovi episodi della campagna Pianeti e all’estensione del marchio etico Made With Italy, un evento di sistema è in fase di programmazione in coincidenza con il 25° anniversario dell’eccidio di Srebrenica. Anche per il Kosovo, che non è Paese prioritario per la Cooperazione italiana, sono pronte nuove azioni di visibilità. Nei Balcani Occidentali, la Sede Aics di Tirana ha un quadro ampio e ricco di attività, che gli abituali ritmi di lavoro rischiano di nascondere. La calma apparente di questo periodo ha permesso di metterlo in luce.

Dopo tre mesi, l’emergenza è esplosa in molte parti del mondo, ma in Europa è iniziata una nuova fase. Nel rispetto del distanziamento sociale e delle norme per prevenire un ritorno del contagio, le attività produttive hanno riaperto e molte frontiere non sono più chiuse. Pochi giorni fa ho acquistato il biglietto aereo per tornare in Italia per le vacanze. Mia figlia Anita mi sta aspettando per ricominciare la nostra eccezionale normalità.

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