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Scuola di Yarmouk a Mayo_Aics Khartoum 2019

Il Sudan alla prova del Covid-19: una panoramica

Il sistema sanitario del Paese si prepara alla sfida tra grandi criticità e insicurezza ma anche con un piano strategico di sorveglianza e risposta alle epidemie


Il sistema sanitario in Sudan, come in diversi Paesi africani, è caratterizzato da grandi criticità in tutte le sue aree: istituzioni con carenti capacità amministrative e gestionali, limitate risorse umane, investimenti insufficienti, inadeguate infrastrutture e equipaggiamenti, scarsità di farmaci essenziali, intendibili dati e informazioni, ma soprattutto difficoltà da parte della popolazione di accedere ai pochi servizi disponibili a pagamento.

 

 

Sudan – Corsi formazione ostetriche_Aics Khartoum 2016

Il contesto ambientale, sociale, educativo ed economico che facilita la presenza di malattie, ne aumenta a volte la loro gravità e crea le condizioni per il diffondersi incontrollato di epidemie. Le emergenze sanitarie sono di fatto in paesi come il Sudan fenomeni purtroppo ricorrenti che minano sistematicamente le capacità dei già debolissimi servizi di base.
Inoltre l’enorme estensione del Paese, per lo più desertico con vaste aree a bassissima densità di popolazione e poco accessibili, e lo stato di insicurezza trentennale di intere regioni hanno reso difficile realizzare efficaci programmi di prevenzione ed educazione sanitaria a livello nazionale. La copertura dei programmi di vaccinazione in varie località è inferiore al 50% e malattie come difterite, tetano e morbillo sono ancora diffuse.
Va per altro notato come in questo grande quadro di complessità e notevolissimi limiti, a causa proprio della frequenza con cui il Sudan è esposto a epidemie, il Ministero della Salute abbia cercato di attrezzarsi con politiche, strategie e programmi per la prevenzione, identificazione precoce e risposta rapida alle emergenze sanitarie.
Il sistema di sorveglianza e risposta rapida alle epidemie è parte integrante della Politica sanitaria nazionale e piano strategico 2017-2021 e nei due documenti di riferimento: il National Action Plans for Health Security (agosto 2018) e il Comprehensive Epidemic-Prone Diseases Outbreaks Preparedness and Response Plan 2019-2021 (marzo 2019).

 

Sudan – Campagna Donazione Sangue a Kassala e Gedaref_Aics Khartoum

 

La Cooperazione italiana dal 2014 ha contributo a sostenere gli interventi di controllo delle epidemie in particolare negli Stati dell’est del Sudan, dove la nostra presenza e oramai radicata. In particolar modo si segnalano: l’epidemia virale Dengue del 2014, 2016 e 2018 negli Stati del Red Sea e di Kassala; nel 2017 l’epidemia di Colera in tutti e tre gli stati dell’est, Kassala, Gedaref e Red Sea; nel 2018- 2019 l’epidemia virale di Chikungunja, accompagnata da un nuovo focolaio di febbre di Dengue in tutti e tre gli Stati dell’Est; nel 2019 due focolai di Rift Valley Fever negli Stati del Red Sea e di Kassala.
Le iniziative della nostra cooperazione a sostegno dei ministeri della salute sono state nel tempo di vario livello: iniziativa multilaterale con WHO AID 11110 di rafforzamento del sistema della International Health Regulation per il controllo nei siti di frontiera tra Sudan, Eritrea ed Etiopia; iniziativa AID 10004 e AID 10239con interventi di prevenzione e mitigazione delle epidemie di Dengue; iniziativa d’emergenza AID 11002con sostegno sia al sistema di sorveglianza che di istituzione di centri di trattamento per l’epidemia di colera; iniziative di cooperazione delegata PQHS, IHSVP e SDN13, con interventi di prevenzione e campagne di educazione per le malattie Dengue Chikungunja e per il Colera.

 

Sudan – Campagna Donazione Sangue a Kassala e Gedaref_Aics Khartoum

 

In particolare va segnalato come a partire dal 2019, a seguito della gravissima epidemia di Chikungunja e Denge, Aics abbia iniziato a creare un sistema di network tra l’Istituto Spallanzani (che è già membro del più esteso network di istituti di ricerca per le malattie infettive in Africa PANDORA, a cui prende parte anche il Sudan), il Direttorato di emergenza del Ministero della Salute Federale del Sudan, il Laboratorio Centrale di Salute Pubblica di Khartoum, il Laboratorio centrale dello Stato del Red Sea, l’Università di Sassari e l’Università di Kassala, per finalizzare un sistema di centri per la diagnosi delle malattie virali epidemiche.

 

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