Enti Territoriali

Gli Enti territoriali[1] sono riconosciuti quali “Soggetti” della Cooperazione allo Sviluppo e si è passati da un approccio verticistico di “cooperazione decentrata” ad uno più inclusivo e orizzontale di “cooperazione territoriale”, ovvero basato sulla creazione di “partenariati territoriali”, a sottolineare una relazione paritaria anche tra gli Enti Territoriali italiani e le Istituzioni Locali dei Paesi beneficiari

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Inaugurazione del laboratorio di ceramica a Varadero (Cuba), supportato dal Comune di Gualdo Tadino (PG) 2024

Il nuovo sistema di Cooperazione allo Sviluppo, disegnato dalla Legge n. 125 del 2014, si fonda sul principio di dialogo strutturato tra cooperazione nazionale, sovranazionale e territoriale, basato su priorità comuni e condivise per paesi e settori tematici, che consenta di fare sistema tra livelli diversi di governo. In questo nuovo assetto gli Enti territoriali[1] sono riconosciuti quali “Soggetti” della Cooperazione allo Sviluppo e si è passati da un approccio verticistico di “cooperazione decentrata” ad uno più inclusivo e orizzontale di “cooperazione territoriale”, ovvero basato sulla creazione di “partenariati territoriali”, a sottolineare una relazione paritaria anche tra gli Enti Territoriali italiani e le Istituzioni Locali dei Paesi beneficiari. La cooperazione territoriale così concepita è da lungo tempo riconosciuta dall’OCSE-DAC come uno degli elementi di originalità e di identità della cooperazione italiana (cfr. Peer Review Italy 2014).

Questa sezione raccoglie documenti e materiali utili agli Enti Territoriali che intendono realizzare iniziative di cooperazione allo sviluppo, con il sostegno dell’Agenzia, da realizzarsi prioritariamente nei Paesi e nei settori indicati nel Documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione italiana.

[1] Regioni, Province Autonome di Trento e di Bolzano e Enti Locali come definiti da Art. 2 del D.lgs. n. 267/2000 (Comuni, Province, Città Metropolitane, Comunità Montane, Comunità Isolane, Unioni di Comuni)

Fondo Regioni

Il Fondo Regioni è uno strumento di finanziamento della Cooperazione italiana  volto a sostenere iniziative di  Partenariato Territoriale  nei Paesi partner promosse dalle Regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano.

Il Fondo viene istituito con la Nota attuativa d’indirizzo approvata dal Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo il 2 aprile 2025, che ha previsto la realizzazione dell’iniziativa “Promozione di partenariati territoriali da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano con il coordinamento della DGCS e il supporto tecnico di AICS” attraverso una dotazione finanziaria di 40 milioni di euro.

Il primo pilastro dell’iniziativa si è concretizzato nell’istituzione, presso la DGCS, di un Tavolo di coordinamento tra DGCS, AICS e le regioni e province autonome di Trento e Bolzano per la promozione dei partenariati territoriali.

Dotazione finanziaria

Fino a 40 milioni di euro, nell’ambito della programmazione della cooperazione allo sviluppo.

Finalità

Promuovere partenariati territoriali internazionali e rafforzare il ruolo degli enti territoriali italiani nella cooperazione allo sviluppo, in coerenza con le priorità strategiche nazionali.

Tipologia di interventi

Progetti di cooperazione internazionale realizzati in collaborazione con partner pubblici e privati, italiani e locali, nei Paesi beneficiari.

Criteri di selezione

Oltre alla qualità dell’iniziativa in sé, le proposte sono valutate in base:

  • alla coerenza con il Documento Triennale di Programmazione e di Indirizzo e con il Piano Mattei;
  • al sostegno formale delle autorità dei Paesi partner;
  • alla qualità del partenariato territoriale;
  • alla presenza di cofinanziamento;

Attuazione e gestione

I progetti approvati sono realizzati tramite convenzioni tra AICS e le Regioni assegnatarie. La rendicontazione segue le disposizioni del Manuale di rendicontazione AICS.

Le proposte progettuali vengono ricevute dall’Ufficio VI della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo presso il MAECI (dgcs06@cert.esteri.it) che ne valuta la coerenza con le strategie della Cooperazione Italiana; le proposte rilevanti sono sviluppate con il supporto tecnico di AICS e sottoposte all’approvazione del Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo ai sensi dell’art. 17, comma 2, della Legge 125/2014.

Bandi

Il Comitato Congiunto, con delibera n. 71/2020, ha approvato le nuove Procedure Generali fondate su un approccio RBM per la progettazione, selezione e gestione di Iniziative promosse dai Soggetti di cooperazione

Bando 2019

Per il 2019 le Procedure sono interne al bando e suoi allegati

2023

2019

2017

Protocolli

È stato firmato il Protocollo di Sicurezza per gli Operatori di Cooperazione. Questo documento è rivolto agli operatori delle ONG/OSC impegnati in attività di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario, in particolare, per cooperanti e volontari, che sono chiamati a svolgere il proprio lavoro in aree, territori e Paesi caratterizzati da differenti livelli di rischio di sicurezza.

Le indicazioni e i suggerimenti contenuti nel testo sono frutto di un lavoro congiunto tra l’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo, la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero, l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e le OSC impegnate nella cooperazione internazionale, con particolare riguardo a chi opera in aree di emergenza.

Si tratta di un insieme di suggerimenti a cui ispirarsi, per aggiornare, adeguare o integrare le proprie procedure e strumenti di protezione e sicurezza già adottate nell’ambito delle proprie organizzazioni. Spetta infatti ad ogni organizzazione definire, a seconda della propria specificità e dei paesi di intervento, il proprio piano di gestione del rischio e le proprie procedure di allerta. L’esercizio procede dalla sempre più avvertita esigenza di accrescere la consapevolezza, soprattutto delle OSC più piccole e meno organizzate, rispetto ai pericoli connessi alle attività di cooperazione svolte nei Paesi partner.

Protocollo di Sicurezza per gli Operatori di Cooperazione

Messaggio di Trasmissione del Protocollo

Ultimo aggiornamento: 17/02/2026, 16:24