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Quarant’anni in 52 secondi: la trasformazione di Sigor raccontata dal territorio

Dallo spazio è possibile osservare ciò che quarant’anni di cooperazione hanno costruito sul territorio: la trasformazione di Sigor, nel cuore di West Pokot.

L’impatto di un progetto di cooperazione si misura spesso attraverso numeri e indicatori: persone raggiunte, infrastrutture realizzate, ettari irrigati o beni consegnati. Ma ci sono interventi che, con il passare degli anni, trasformano un territorio a tal punto da poter essere osservati persino dallo spazio.

In questo video timelapse di 52 secondi, si vede il paesaggio di Sigor nella Contea di West Pokot, dal 1986 al 2022, cambiare progressivamente: un territorio arido e semi-arido che lentamente lascia spazio a un’area sempre più verde e produttiva. In questi pochi secondi scorrono quasi quarant’anni di collaborazione tra Cooperazione italiana e Kenya.

La Contea di West Pokot si trova nel nord-ovest del Kenya lungo il confine con l’Uganda e le contee di Turkana ed Elgeyo-Marakwet. Quasi tre quarti del suo territorio sono classificati come aree aride e semi-aride (ASAL) e la copertura forestale è estremamente ridotta, appena il 3,9%. In un contesto segnato da elevati livelli di povertà, gran parte della popolazione dipende dalla pastorizia e dalle risorse naturali, la cui disponibilità è minacciata dalle sempre più frequenti siccità e inondazioni: si tratta infatti di una delle contee keniane più esposte agli effetti del cambiamento climatico.

Durante la cerimonia di consegna dei materiali e chiusura dell’iniziativa a giugno 2026, viene consegnato un certificato a KVDA e a WWFA che segna il trasferimento delle responsabilita’ definitivo agli attori locali – Foto: Kevin Karaya

Era il 1986 quando la Cooperazione Italiana iniziò il primo investimento nella regione: allora, si parlava di sviluppo agricolo ed irrigazione; oggi utilizzeremmo espressioni come resilienza climatica, gestione integrata delle risorse idriche o ripristino degli ecosistemi. Ma la visione di fondo è rimasta la stessa: gestire in modo integrato acqua e territorio per creare opportunità economiche e migliorare la vita delle comunità rurali.

Nel corso delle prime due fasi dell’iniziativa “Sigor Wei Wei Integrated Development Project”, realizzata da Kerio Valley Development Authority (KVDA) con AESA East Africa (Agriconsulting spa), è stato realizzato un perimetro irriguo nel cuore di Sigor che ha segnato l’inizio della trasformazione del territorio. Attorno a questa infrastruttura si è sviluppato un percorso di innovazione agricola e di rafforzamento delle comunità locali, culminato nella costituzione della Wei Wei Farmers’Association (WWFA). I risultati sono stati straordinari: rispetto al sistema produttivo tradizionale, le rese agricole sono aumentate di cinque volte, il reddito delle famiglie di sedici volte, mentre la frequenza scolastica e l’accesso ai servizi sanitari sono cresciuti di circa il 70%. Parallelamente, gli interventi di recupero ambientale hanno contribuito a contrastare l’erosione del suolo e a ripristinare il paesaggio.

Su queste basi nel 2016 è stata avviata la terza e ultima fase del progetto, che ha ampliato di 325 ettari il comprensorio irriguo, assegnando appezzamenti di un ettaro ciascuno alle famiglie locali e mettendo a disposizione infrastrutture, attrezzature e sementi per rafforzare la produzione agricola. La Wei Wei Farmers’ Association è stata accompagnata in un percorso di formazione che oggi le consente di garantire la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura nel lungo periodo.

Beatrice Askul Moe, Ministra per la East African Community, le ASAL e lo Sviluppo Regionale, mostra una pannocchia di mais coltivata nel comprensorio irriguo di Wei Wei – Foto: Kevin Karaya

Sigor – e più precisamente l’area di Wei Wei – è un territorio profondamente associato alla presenza della Cooperazione italiana. Questa storia non si configura tuttavia come una presenza lineare e ininterrotta, ma come un percorso costruito nel tempo attraverso fasi successive di intervento, ciascuna fondata sui risultati raggiunti e sulle capacità progressivamente sviluppate.

Nel corso degli anni, la gestione del comprensorio irriguo e dei processi di sviluppo locale è stata gradualmente assunta dalle istituzioni e dalle organizzazioni del territorio, che oggi svolgono un ruolo centrale nella guida e nella valorizzazione dell’area.

La nostra Associazione è stata completamente trasformata da questo progetto”, ci ha raccontato Mark, presidente della WWFA, che oggi conta 550 agricoltori. “Grazie ai risparmi guadagnati dalle buone rendite agricole, gli agricoltori hanno iniziato a portare i propri figli a scuola; le attività commerciali della zona si sono espanse e sono stati creati nuovi posti di lavoro per giovani e donne. Un altro traguardo importante è stato il miglioramento della sicurezza alimentare: oggi i nostri agricoltori riescono non solo a portare cibo a tavola, ma anche a vendere il surplus per ottenere un guadagno”. Oggi Mark ha quasi 45 anni, e ricorda ancora quando il progetto muoveva i primi passi. “La Cooperazione Italiana ci è stata vicina per oltre 40 anni. La nostra comunità è cambiata profondamente: un tempo vivevamo quasi esclusivamente di pastorizia, mentre oggi molte famiglie praticano anche l’agricoltura grazie all’irrigazione”.

Alcuni dei trattori consegnati alla comunità locale in occasione della chiusura dell’iniziativa – Foto: Kevin Karaya

La comunità locale è inoltre stata dotata di macchinari agricoli e attrezzature strategiche, consegnate durante una cerimonia realizzata il 12 giugno 2026 proprio a Sigor: 9 trattori, 2 autoveicoli, 5 motociclette, 10 biciclette e 2 generatori di corrente, oltre a un sistema di irrigazione composto da 325 punti di distribuzione dell’acqua e 1.300 irrigatori, 48.750 kg di sementi, attrezzature per l’apicoltura, la produzione di miele e per l’estrazione dell’olio di girasole. La gestione e la manutenzione di questo patrimonio sono affidate alla KVDA e alla WWFA, affinché gli investimenti realizzati possano continuare a produrre benefici nel tempo.

Di fatto, le famiglie locali sono passate da un’agricoltura di sussistenza a una produzione orientata al mercato, moderna e sostenibile, e più resiliente al cambiamento climatico, come conferma Mark. “Grazie all’impianto irriguo, non abbiamo sofferto troppo le conseguenze del cambiamento climatico; ma ci dobbiamo ritenere fortunati, perché in altre parti della Contea non è così”.

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