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Game Art Park: quando il tempo libero inclusivo diventa motore di cambiamento sociale

In Tunisia è nato GAME ART PARK, il primo complesso ricreativo ecologico del Paese e il primo complesso inclusivo dell'Africa, grazie al sostegno della Cooperazione italiana.

Nel 2025, Mourad Chabchoub, imprenditore tunisino di 45 anni e gestore della società DEALS BM, ha dato forma ad una visione ambiziosa: fare del tempo libero uno strumento di inclusione sociale, accessibilità e sostenibilità ambientale. È da questa visione che nasce GAME ART PARK, un progetto pionieristico nel panorama tunisino.

Situato a Gammarth, nella periferia nord di Tunisi, su una superficie di 10.000 m², GAME ART PARK si posiziona come il primo complesso ricreativo ecologico della Tunisia e il primo complesso inclusivo in Africa. Il progetto dedica un’attenzione particolare all’accessibilità per le persone a mobilità ridotta (PMR), che rappresentano quasi 80.000 persone in Tunisia. L’insieme delle infrastrutture, dei percorsi e delle attività è stato concepito fin dall’origine per garantire un accesso equo e sicuro, senza distinzioni.

Il parco offre un’ampia e diversificata gamma di attività: aree gioco, anfiteatro sinfonico all’aperto con una capacità di 400 persone, labirinto vegetale, cupole ecologiche che offrono spazi naturali e didattici in cui i bambini possono partecipare ad attività educative a diretto contatto con la terra e la natura, percorsi salute, e infine, uno spazio bar-ristorante.

Questo spazio comprende anche “Rest’Art“, un concetto innovativo di teatro-ristorante, pensato per ospitare spettacoli di stand-up comedy, aperto sia ad artisti affermati che a giovani talenti. L’obiettivo è duplice: incoraggiare la professionalizzazione della figura del comico/attore e creare un modello economico sostenibile, capace di generare entrate regolari per gli artisti. Lo spazio propone parallelamente cene “alla buona”, che favoriscano la convivialità, gli scambi e il legame sociale, attorno a grandi tavoli condivisi.

L’approccio innovativo del progetto si spinge ancora oltre. L’imprenditore prevede di sviluppare attività di sport paralimpico, attraverso una palestra polivalente dedicata agli sport da combattimento, per promuovere la pratica sportiva tra le persone con disabilità e rafforzarne il benessere, l’autonomia e l’inclusione sociale. Secondo la stessa logica, il progetto comprende la costruzione di una piscina laguna, concepita come una spiaggia naturale, con un ingresso graduale in acqua, particolarmente adatta alle persone a mobilità ridotta, alle persone con bisogni specifici e agli anziani.

GAME ART PARK prevede inoltre la creazione di uno spazio dedicato alle persone con disturbo dello spettro autistico, oltre a un percorso ciclabile didattico destinato alla sensibilizzazione al codice della strada fin dalla più tenera età.

L’intero parco è stato realizzato utilizzando materiali naturali e/o riciclati, rafforzando così la coerenza ambientale del progetto.

Questa visione globale illustra un vero e proprio modello di social business, in cui l’impatto sociale e societario è pienamente integrato nel modello economico. Come sottolinea il fondatore: «Il sociale e il societario sono il DNA del nostro progetto. Abbiamo adottato un modello di social business che ci permette di fare business generando al tempo stesso benefici per gli altri. GAME ART PARK è stato concepito come uno spazio in cui ognuno, quali che siano le proprie capacità fisiche, ha il proprio posto.»

Attualmente il parco impiega 7 dipendenti a tempo indeterminato, ma prevede di raggiungere, nel medio termine, tra i 35 e i 40 posti di lavoro diretti, contribuendo attivamente all’occupazione locale e alla valorizzazione del territorio.

La realizzazione del progetto si basa su un investimento totale di 2.115.000 dinari tunisini (TND), sostenuto da un credito di 200.000 TND concesso dalla Banque de Tunisie et des Émirats (BTE) su una durata di 7 anni, con un periodo di grazia di 2 anni. Questo finanziamento, erogato nel 2024 sulla linea Economia Sociale e Solidale del programma PRASOC della Cooperazione italiana per finanziare i lavori di allestimento, ha costituito una tappa determinante nella concretizzazione del progetto.

Attraverso GAME ART PARK, Mourad Chabchoub dimostra che, nonostante l’attuale contesto economico, è possibile conciliare innovazione economica e responsabilità sociale, facendo di questo progetto un esempio emblematico di tempo libero inclusivo e sostenibile in Tunisia.

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Il Programma di sostegno al settore privato e all’inclusione finanziaria nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’economia sociale e solidale – PRASOC, finanziato dalla Cooperazione italiana, ha rappresentato una tappa fondamentale nel sostegno al settore privato tunisino, facilitando l’accesso al credito e rafforzando l’inclusione finanziaria degli operatori privati. Con quasi 400 operazioni finanziate e oltre 4.000 posti di lavoro creati o consolidati, il programma ha contribuito a rafforzare il tessuto economico dei settori interessati su tutto il territorio nazionale. Questa dinamica prosegue attraverso la linea di credito da 55 milioni di euro, lanciata alla fine del 2024, che copre una gamma più ampia di settori di attività, e attraverso il programma ADAPT, finanziato dall’Unione Europea e attuato dall’AICS in partenariato con il PAM, che sostiene la transizione ecologica dei sistemi agricoli, della pesca e aquacultura attraverso un contributo a dono tra il 14% e il 20% dell’importo di un credito bancario o leasing. Queste iniziative testimoniano la continuità e la coerenza dell’azione della Cooperazione italiana a favore dello sviluppo socio-economico della Tunisia.

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