Ultimi articoli

  /  Articoli   /  Prosperità   /  Dalla Cooperazione allo Sviluppo agli Investimenti Sostenibili

Dalla Cooperazione allo Sviluppo agli Investimenti Sostenibili

Come Italia ed Egitto stanno costruendo il futuro dell'industria della pelle e della concia attraverso Robbiki Leather City

Read english abstract

Cosa serve davvero per trasformare un intero settore industriale?” È questa la domanda a cui hanno cercato di rispondere i colleghi della Cooperazione Italiana quando hanno iniziato a progettare Robbiki Leather City. All’epoca era già chiaro che la decisione del Governo egiziano di trasferire l’industria conciaria rappresentasse un passaggio chiave per la trasformazione del settore. Tuttavia, era altrettanto evidente che le infrastrutture, i macchinari, i programmi di formazione e le risorse finanziarie non sarebbero da sole state sufficienti a trasformare la filiera.

Un parco industriale per essere sostenibile richiede qualcosa di molto più complesso: occorre mettere insieme “un sistema complesso dotato di istituzioni capaci di sostenere l’innovazione, lavoratori qualificati, moderni standard ambientali, partner industriali affidabili e, soprattutto, avere una visione di lungo periodo condivisa da autorità, imprese e partner tecnici e finanziari“, afferma Tiberio Chiari, Direttore della Sede del Cairo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Guidati da questa visione, Italia ed Egitto lavorano da oltre vent’anni alla costruzione di questo ecosistema attraverso il progetto Robbiki Leather City.

L’ultimo traguardo del lungo percorso è rappresentato dalla visita in Italia, il prossimo settembre, di una delegazione egiziana del Leather Technology Training Center (LTTC) e dell’ente Cairo for Investment and Development (CID), che prenderà parte a MICAM Milano, Lineapelle e SIMAC Tanning Tech: un passo significativo che testimonia come questa partnership stia entrando in una nuova fase.

Lo study tour rappresenta uno sbocco naturale del percorso che Italia ed Egitto hanno fatto nel costruire questo partenariato. Dopo anni di investimenti nel rafforzamento istituzionale, nelle infrastrutture e nelle capacità tecniche, oggi stiamo creando collegamenti diretti tra le imprese egiziane e quelle italiane. È questo l’obiettivo che dovrebbe perseguire una cooperazione allo sviluppo sostenibile che guarda al futuro: gettare le basi per gli investimenti privati, il trasferimento tecnologico e i partenariati economici di lungo periodo, destinati a proseguire ben oltre la durata di un progetto di cooperazione”, ha aggiunto Chiari.

Ben più di una semplice missione tecnica, la visita si inserisce nel passaggio dal sostegno pubblico allo sviluppo ad una strategia industriale autonoma, dimostrando come l’aiuto internazionale possa creare le condizioni affinché l’iniziativa privata prosperi. Il progetto Robbiki si sta infatti affermando come un modello di cooperazione capace di rendere un distretto in grado di attrarre investimenti, generare occupazione e rafforzare le catene del valore regionali.

Un settore in evoluzione in un mondo che cambia

Le più recenti analisi di mercato[1] confermano le solide prospettive di crescita del comparto della pelle, trainato dalla crescente domanda di prodotti di alta gamma, dall’innovazione tecnologica e dall’aumento degli standard di sostenibilità. Allo stesso tempo, la competitività dipende non solo dai costi di produzione, ma sempre più dalla conformità ambientale, dalla tracciabilità, dall’efficienza energetica, dalla disponibilità di competenze qualificate, dalla capacità di innovazione e dall’affidabilità delle istituzioni; grandi marchi internazionali e governi richiedono filiere produttive sempre più sostenibili, trasparenti e resilienti[2]. Si prevede che l’Europa rimarrà un mercato di primo piano, rafforzando il ruolo dell’Italia come centro globale per l’innovazione, il design e la manifattura.

Le principali organizzazioni internazionali individuano in queste tendenze degli elementi centrali dello sviluppo industriale. L’UNIDO riconosce il settore conciario come strategico nell’ambito del proprio Programme for Country Partnership con l’Egitto[3], mentre la Banca Mondiale[4] considera i parchi industriali e le eco-industrial zones strumenti fondamentali per promuovere la crescita del settore privato, la transizione verde e gli investimenti. Anche l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) sottolinea come filiere conciarie più solide, sostenute da formazione professionale, trasferimento tecnologico, migliori condizioni di lavoro e una governance efficace, possano aumentare la competitività creando al tempo stesso occupazione di qualità, identificando proprio Robbiki come uno dei poli industriali più promettenti dell’Egitto[5].

In questo contesto, Robbiki Leather City rappresenta un sistema industriale integrato in cui infrastrutture, gestione ambientale, formazione tecnica e capacità istituzionale creano le condizioni per una crescita industriale sostenibile e per un rafforzamento della cooperazione economica tra Italia ed Egitto.

Perché gli ecosistemi industriali sono importanti

In un mercato globale che si orienta verso produzioni sempre più sostenibili e di qualità, i distretti conciari italiani, in particolare Vigevano e Turbigo, in Lombardia, Arzignano, in Veneto, e Santa Croce sull’Arno, in Toscana, rappresentano uno degli esempi più riusciti di questo modello. Nel corso degli anni hanno i poli italiani della pelle sono stati capaci di concentrare sullo stesso territorio ricerca, formazione professionale, fornitori specializzati, laboratori, servizi ambientali, istituzioni finanziarie e associazioni di categoria. Le istituzioni pubbliche hanno partecipato realizzando infrastrutture e garantendo il quadro normativo, università e centri tecnici formando le competenze necessarie, mentre le imprese hanno fatto la loro parte investendo nella consapevolezza che un ecosistema riduce i rischi e aumenta la competitività. È questo il modello che ha ispirato lo sviluppo di Robbiki Leather City.

Robbiki: molto più di un distretto industriale

Le origini di Robbiki affondano le proprie radici in uno dei più ambiziosi programmi di modernizzazione industriale dell’Egitto.

Per decenni le attività conciarie sono state concentrate nell’area di Magra El Eyoun, nel cuore del Cairo. Pur avendo un importante valore storico, l’area era ormai divenuta inadatta a una produzione moderna a causa di tecnologie obsolete, forti problemi ambientali e limitate possibilità di espansione.

La decisione del Governo egiziano di trasferire il settore a Robbiki ha rappresentato l’occasione per ripensare l’intera filiera della pelle, con l’Italia che è divenuta uno dei principali partner di questo processo di trasformazione. Attraverso programmi di conversione del debito, cooperazione bilaterale e assistenza tecnica realizzati da AICS, la Cooperazione Italiana ha investito oltre 54 milioni di euro nella modernizzazione del settore.

Fin dall’inizio, il nostro obiettivo non è mai stato semplicemente trasferire le concerie o fornire nuove attrezzature”, sottolinea Ashraf Samuel, Project Manager di AICS Cairo per il Programma Robbiki Leather City. “La vera ambizione è sempre stata contribuire alla costruzione di un ecosistema industriale nel quale infrastrutture, competenze, tecnologia, standard ambientali e istituzioni solide si rafforzano reciprocamente. Solo in queste condizioni il settore conciario può diventare più competitivo, attrarre investimenti e generare occupazione sostenibile nel lungo periodo”.

L’attuale programma AICS Support to the Development of Robbiki Leather City (AID 011128/014) prosegue questo percorso rafforzando le istituzioni tecniche, fornendo macchinari avanzati, sostenendo la gestione ambientale e consolidando la governance del distretto.

Tra i risultati più significativi figura il trasferimento di 193 concerie da Magra El Eyoun a Robbiki tra il 2018 e il 2019. Oggi Robbiki integra moderne infrastrutture industriali, impianti comuni di trattamento delle acque reflue, trasferimento tecnologico, formazione professionale, laboratori specializzati, assistenza tecnica e supporto istituzionale. Un approccio integrato che consente al distretto di rispondere alla crescente domanda internazionale di produzioni conciarie sostenibili, rafforzando al contempo il ruolo dell’Egitto nelle catene del valore regionali e globali.

La cooperazione come catalizzatore degli investimenti

La cooperazione allo sviluppo viene spesso associata a sovvenzioni, assistenza umanitaria o programmi sociali. Lo sviluppo industriale, tuttavia, richiede una prospettiva diversa. Gli investitori cercano istituzioni affidabili, personale qualificato, conformità ambientale, infrastrutture di qualità, servizi efficienti e stabilità delle politiche pubbliche.

È proprio qui che la cooperazione allo sviluppo può fare la differenza. Investendo sull’ecosistema abilitante, la Cooperazione Italiana ha ridotto i rischi strutturali e rafforzato le condizioni necessarie per una crescita guidata dal mercato. Robbiki dimostra che il ruolo della cooperazione non è sostituire gli investimenti privati, ma renderli possibili creando la fiducia necessaria affinché le imprese investano.

Lo Study Tour in Italia

In questo contesto, la Study Tour di settembre assume un significato che va ben oltre la dimensione tecnica.

La delegazione egiziana visiterà le principali fiere italiane del settore – MICAM Milano, SIMAC Tanning Tech e Lineapelle – oltre ai distretti conciari di Vigevano e Turbigo.

I partecipanti incontreranno fornitori di tecnologia, produttori di macchinari, centri di ricerca, associazioni industriali e aziende attive lungo l’intera filiera della pelle. Per le imprese italiane, la missione rappresenta anche un’opportunità per conoscere uno dei distretti industriali emergenti più promettenti del Mediterraneo.

Durante le fiere, lo stand AICS agirà come piattaforma di dialogo: le aziende egiziane potranno conoscere le tecnologie e i sistemi produttivi italiani, mentre le imprese italiane avranno l’opportunità di esplorare le possibilità di investimento offerte da Robbiki Leather City. Cooperazione allo sviluppo e impresa privata si incontreranno così su un terreno comune.

Il progetto Robbiki è il risultato di un rapporto di collaborazione costruito nel corso dei decenni e progressivamente evoluto per rispondere alle trasformazioni del settore e alle esigenze di sviluppo dei distretti produttivi. Le infrastrutture, gli impianti e le tecnologie rappresentano una base essenziale” – commenta Agostino Apolito, Direttore Generale di Assomac e Ceo di Simac Tanning Tech –, “ma il loro valore può crescere realmente attraverso azioni continuative di formazione, scambio di conoscenze e costruzione di rapporti professionali stabili tra organizzazioni locali, centri tecnici e imprese dei due Paesi. Le diverse fasi del progetto, dal capacity building rivolto al personale tecnico e manageriale fino ai percorsi specialistici e all’installazione delle nuove dotazioni del Leather Tanning Technology Center, mostrano una progettualità capace di adattarsi alle esigenze operative più aggiornate e di mettere a sistema poli, servizi e capacità gestionali in molteplici ambiti, tra cui la conduzione delle infrastrutture ambientali e dei siti di trattamento delle acque, lo sviluppo di strumenti di pianificazione, tracciabilità e controllo. È su questo terreno che le imprese italiane possono offrire un contributo concreto, accompagnando l’evoluzione del distretto con soluzioni avanzate, servizi specialistici e know-how applicato e, al tempo stesso, cogliendo nuove opportunità di cooperazione industriale e investimento”.

La presenza della delegazione di operatori egiziani alle fiere italiane dei settori della pelle, della moda e delle tecnologie produttive, insieme al programma di Study Tour, con le visite ai distretti produttivi e gli incontri con le imprese della filiera, non chiudono un cerchio, ma ampliano ulteriormente le possibilità di confronto, rafforzando le sinergie con la filiera italiana da monte a valle: dai materiali ai modelli industriali, dalle tecnologie di Simac Tanning Tech fino ai prodotti finiti. In questo modo, il patrimonio di conoscenze e relazioni costruito nel tempo potrà consolidarsi ulteriormente in una partnership industriale e manifatturiera sempre più strutturata tra Italia ed Egitto”, ha aggiunto Apolito.

Un modello che va oltre il settore conciario

Il valore di Robbiki supera i confini dell’industria della pelle e della concia. Il modello sviluppato offre infatti insegnamenti preziosi per molti altri comparti manifatturieri. Settori come marmo, arredamento, materiali da costruzione e agroindustria si fondano sulla stessa combinazione di competenze, tecnologia, governance e investimenti. Più che replicare singoli progetti, i futuri programmi di cooperazione potranno replicarne il metodo.

Questa potrebbe essere la più importante eredità di Robbiki: dimostrare come la cooperazione allo sviluppo possa creare le condizioni per attrarre investimenti privati sostenibili e promuovere una trasformazione industriale duratura.

[1] https://www.marketresearchfuture.com/reports/tanning-agents-market-22796
[2] https://www.fortunebusinessinsights.com/leather-goods-market-104405
[3] https://www.unido.org/index.php/who-we-are/programme-country-partnership/programme-country-partnership-egypt
[4] https://www.worldbank.org/en/news/factsheet/2023/03/21/egypt-country-partnership-framework-fy2023-2027
[5] https://www.ilo.org/publications/enhancing-productivity-and-improving-working-conditions-egypts-leather
You don't have permission to register