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L’arrivo in Italia di famiglie afgane attraverso un ponte aereo che ha consentito una rapida evacuazione umanitaria, ha scatenato un ammirevole slancio di una solidarietà nella popolazione.

Quello del Nation-building è un concetto morto e ora definitivamente sepolto. Nel Sahel, in Libia, in Iraq, in Bosnia, la comunità internazionale è chiamata in maniera diversa a costruire strategie nuove e di lunga visione che vadano oltre il semplice impegno militare.

Due rifugiati afgani su tre scelgono il Pakistan per storia, cultura e vicinanza: qui inizia la speranza di un futuro tutto da ridisegnare.

Sperimentati con i profughi giunti in Libano e in Etiopia, possono essere riproposti per gli afgani. Parola di Giancarlo Penza, uno dei responsabili del progetto della Comunità di Sant’Egidio.

Ad Herat è attivo un impianto per la produzione industriale di latte, yogurt e burro, con personale dell'Unione delle Cooperative locale: è un progetto finanziato da Aics è oggi un esempio di media impresa dell’antico crocevia commerciale dell’Asia.

Nonostante il Paese si sia dotato negli ultimi anni di un sistema normativo di riferimento a tutela del minore, questo rimane difficilmente applicabile per la mancanza di investimento di risorse finanziarie da parte del governo afgano nel settore della protezione dei minori. A vent’anni dall’intervento delle forze occidentali nel Paese, la priorità rimane la sicurezza.

Pace

Oltre 5mila vittime di mine antipersona in un anno, dal Mali all’Iraq, fino al Nagorno-Karabakh e all’Ucraina. Ecco quello che può fare l’Italia.

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