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Quello del Nation-building è un concetto morto e ora definitivamente sepolto. Nel Sahel, in Libia, in Iraq, in Bosnia, la comunità internazionale è chiamata in maniera diversa a costruire strategie nuove e di lunga visione che vadano oltre il semplice impegno militare.

Infrastrutture, capacità e competenze, sviluppo sociale. Questi sono i semi tangibili di 20 anni di cooperazione condotti dall’Italia in Afghanistan e che difficilmente potranno essere messi da parte anche dal repentino cambio di regime in atto nel Paese.

Prosperità

Sottolineare i vantaggi che la cooperazione apporta a quei Paesi che sono beneficiari di iniziative italiane può essere un esercizio semplice. Più difficile, forse, è raccontare i vantaggi che quelle stesse azioni restituiscono all’Italia nel segno di una reciprocità che è essa stessa peculiarità della cooperazione.

Prosperità

L’istruzione e la costruzione di competenze strappano manovalanza ai gruppi terroristici che intanto trovano spazio proprio in quelle regioni, come il Sahel, dove meno incisiva è la presenza dello Stato.

Persone

Intervista a Vincenzo Starita, vicepresidente della Commissione per le adozioni internazionali: l’unico diritto che conta è quello del minore, con la Cooperazione un’azione congiunta per individuare le aree in cui operare.

Prosperità

Nonostante le battaglie condotte dall’Unesco, il tema della cultura non rientra in uno specifico SDG, ma è trasversale. La domanda è perché? L’Italia, spiega Emilio Cabasino di Aics, sta facendo un grande lavoro che è il momento di portare più alla luce

Pace

C’erano già state la Tunisia, la Libia, l’Egitto e lo Yemen. E in tanti nel 2011 si aspettavano che la cosiddetta Primavera araba toccasse la Siria di Bashar al-Assad. A dieci anni anni dall’inizio del conflitto ricordando il sogno di pace e dialogo di padre Dall’Oglio.

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