COP17 sulla desertificazione: pascoli al centro, siccità rimandata, comunità ai margini
È la prima delle tre Conferenze delle Parti legate alle Convenzioni di Rio in programma nella seconda metà del 2026, prima tappa di un percorso che porterà poi alla COP sulla biodiversità e, a novembre, alla COP31 sul clima di Antalya. Ed è anche la tappa meno seguita dai media, e meno partecipata, dato che coinvolge solo i paesi interessati da processi di desertificazione e in parte in conflitto con i lavori di UN Water, che si terranno in dicembre ad Abu Dhabi.
Etiopia, nell’Afar riaprono le cliniche veterinarie
Si può ricominciare anche in una regione dove le comunità sono colpite da conflitti armati e cambiamenti climatici. E a raccontare il legame tra salute degli animali, accesso all’acqua e opportunità di vita sono le fotografie
Condividere per crescere: a L’Avana iniziative per lo sviluppo locale sostenute dalla Cooperazione italiana
Nei mesi della sua gravidanza, Nayih ha capito di trovarsi di fronte a un nuovo punto di partenza. Tutto è nato da un'improvvisa voglia di frutta: un desiderio semplice che l'ha portata a riflettere su quante altre persone avrebbero voluto
Game Art Park: quando il tempo libero inclusivo diventa motore di cambiamento sociale
In Tunisia è nato GAME ART PARK, il primo complesso ricreativo ecologico del Paese e il primo complesso inclusivo dell'Africa, grazie al sostegno della Cooperazione italiana.
Dalla Cooperazione allo Sviluppo agli Investimenti Sostenibili
Come Italia ed Egitto stanno costruendo il futuro dell'industria della pelle e della concia attraverso Robbiki Leather City
A Malindi da 20 Paesi dell’Africa. La cooperazione è spaziale
Dall’assemblaggio dei cubesat, satelliti miniaturizzati utili anche a monitorare i cambiamenti climatici, fino alle nuove frontiere del diritto. Specializzazioni al centro dei nuovi corsi di formazione al Centro Luigi Broglio, spiega Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia spaziale italiana
Early Warning Systems in contesti fragili: la lezione del Sudan
In un Paese dove il conflitto ha disperso istituzioni, competenze e infrastrutture, continuare a prevedere non era scontato. L’esperienza maturata in Sudan mostra come gli Early Warning Systems possano diventare un’infrastruttura di resilienza anche nei contesti più fragili.
